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Da qui in avanti Attenti al Gatto

attenti al gattoQuando arrivarono i poliziotti videro un grosso cane che abbaiava tutta la sua rabbia contro un uomo arrampicato in cima ad un albero, questi rispondeva sputando e bestemmiando ma di scendere, ovviamente, non ne aveva assolutamente voglia.
Al primo agente scappò un mezzo sorriso, sul cancello che permetteva l’accesso al giardino della villetta c’era attaccata una piccola targa di latta con scritto «Da qui in avanti Attenti al Gatto (dopo non dite che non vi avevamo avvisato)» identica a quella che aveva regalato alla sua bambina poche settimane prima. Una piccola cosa, una sciocchezza da mercatino rionale ma che per lui, padre separato, valeva un tesoro, l’abbraccio e la risata della sua piccola.
«Buongiorno signora, sta bene?»
Una donna anziana, minuta ma fiera se ne stava in pigiama sul prato a fissare il bestemmiatore sull’albero che adesso aveva pure iniziato a strappare delle foglie e a lanciarle insulsamente contro il grosso cane (forse un dogo argentino? Boh…) che continuava ad abbaiare come un ossesso.
«Sto bene grazie» Disse la donna «Stavo riposando in camera da letto quando ho sentito il rumore di una finestra che sbatteva. Il mio cane è volato giù per le scale e il resto lo potete vedere da soli, quel ladro ha mollato la borsa che avevo lasciato in cucina e si è rifugiato sull’albero».
«Hei tu! Dai muoviti scendi dall’albero!»
Disse l’agente rivolgendosi al ladro.
«ma vaffanculo! Col cazzo che scendo! Per farmi mangiare da quella belva?».
«Signora» Continuò l’agente «Per cortesia richiami il suo cane, così ci portiamo via questo gentiluomo».
La donna fece due passi in avanti.
«Dai Gatto! Vieni! Entriamo in casa che ti do le pappe!».
Il cane smise di abbaiare e scodinzolando andò a strusciarsi contro le gambe della sua padrona per poi seguirla lentamente verso casa.
«Hai sentito? Gatto!» Sussurrò il secondo agente al collega. «Ha chiamato quel bestione…Gatto!».
«Questo spiega il significato della targa sul cancello».
«Targa? Quale targa?»
L’agente ormai faticava a tratterete una risata.
«Quando usciamo ti faccio vedere, capirai.
Allora!!! Uomo scimmia! Ti muovi?
Scendi!
Veloce!
Prima che ritorni…il Gatto!».

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