La passione per il volo

Licenza: CC0 Public DomainImmagina una domenica passata lontano dalla città, è una bella giornata di sole ed in lontananza senti il rumore di un motore. Ti guardi attorno e non vedi nulla, alzi lo sguardo al cielo ed eccolo li, un ultraleggero a motore sta per passare a poche decine di metri da te.
Negli ultimi anni sono tanti quelli che si sono avvicinati a questo mondo magari incentivati dai costi non proibitivi e dal conseguente effetto tamtam provocato dalla ricca presenza di ultraleggeri nei nostri cieli.
Un crescere di appassionati che non sembra farsi spaventare dagli incidenti che, in particolare d’estate, troviamo descritti nelle pagine di cronaca. Già, perché questo sport non ammette errori e quando questi si verificano le conseguenze sono spesso serie se non addirittura drammatiche.
Ma cosa spinge queste persone, quelle che in genere vengono definite “normali padri di famiglia” a salire a bordo di un aggeggio tremolante e spiccare il volo?
La passione.
Potrà sembrare una risposta banale, fin troppo sintetica ma il tutto si riassume in questa singola parola. Potremmo discutere sui vari aspetti della passione perché questa può avere tante sfaccettature che vanno a toccare la genialità ma anche la follia.
Chi vola può essere meticoloso e (positivamente) freddo ma anche una persona alla continua ricerca di nuove “frontiere” emozionali e tecniche (alcuni modificano i loro velivoli per renderli più performanti). C’è poi la battaglia tra paura e l’adrenalina che li spinge a ricominciare anche dopo aver passato delle pessime esperienze.
Posso portare la mia testimonianza parlando di due casi legati a persone che ben conoscevo. Quella di un mio vicino di casa, esperto, membro di una pattuglia molto popolare nella nostra zona, precipitato a causa della rottura di un’ala del suo velivolo (con lui a bordo un ragazzo appassionato di fotografia) che all’epoca non trovò spiegazione.
Ma sopratutto il caso di quell’uomo, sopravvissuto ad un primo incidente che lo aveva ridotto quasi in fin di vita e costretto ad una dura e lunga riabilitazione che decise di tornare a volare e non venne perdonato da un secondo fatale incidente.
Questo secondo caso si ricollega ad un altro episodio descritto da un mio conoscente ma che per fortuna ha un lieto fine accompagnato da filo di humor (questo non vuole essere un post “drammatico”).
Il protagonista è quello che potremmo chiamare un “malato d’avventura”.
Si presenta dal mio conoscente con un braccio ingessato, ricordo di una brutta caduta in montagna, e gli propone di andare al suo campo di volo. Una volta giunti li vanno negli hangar e dice «Ho voglia di fare un volo, solo dieci minuti».
Il mio conoscente gli ricorda che ha il braccio rotto ma l’altro risponde che non è un problema e decolla.
Passano i dieci minuti, passa mezzora, passa un’ora…
Al campo di volo iniziano a preoccuparsi ed alcuni prendono i loro ultraleggeri e partono alla ricerca del disperso.
Viene trovato di li a poco. Il “genio” preso dall’euforia aveva scordato di aprire una valvola di alimentazione del carburante così, dopo pochi minuti di volo, era precipitato in un campo finendo con il muso dell’ultraleggero piantato dentro ad un fosso.
Il tutto era stato visto da un contadino che, subito accorso sul posto, aveva trovato il pilota fortunatamente indenne accanto ai “suoi rottami”.
Lo guardò e disse: «Ma come! Sei appena caduto e ti hanno già ingessato il braccio????».

9 thoughts on “La passione per il volo

  • 27 Agosto 2015 in 18:45
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    Affascinante! Io avrei pure un amico che pilota gli ultraleggeri ma considera che vomito solo a guardare le giostre quindi fai conto te! 😆 Non sarei un bel vedere.

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  • 27 Agosto 2015 in 20:03
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    Penso sia come la passione per le moto. Cadono, si spaccano le ossa e ritornano a correre.
    Poi qualcuno finisce male na no serve come monito agli altri. È’ questa la passione?

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    • 27 Agosto 2015 in 20:05
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      “Ma non” non “na no”. Scusa. ?

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  • 28 Agosto 2015 in 15:06
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    Ma uno sport che non ti perdona gli errori si definire realmente uno sport?
    Parlo anche di tutte le altre discipline a motore dove le cose vanno piú o o meno allo stesso modo.

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  • 28 Agosto 2015 in 21:20
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    Ruzzola dalle montagne, non apre la valvola della benzina.
    Il genio non dura a lungo se continua così.

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  • 29 Agosto 2015 in 18:10
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    @ getrotal:Non sarebbe bello neppure per chi si trovasse a passare sotto di voi mente vomiti. 😉
    @ franco ruggeri: Se è questa la passione? Non so, di sicuro il cuore può annebbiare il cervello.
    @ leonardo: E non è solo una questione di motori. Immersioni, alpinismo….
    @ dexter: Salvate il genio! 😆

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  • 30 Agosto 2015 in 21:38
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    Sto immaginando la faccia del contadino che si è trovato davanti il tizio con il braccio ingessato. 😛 Sembra una barzelletta.

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  • 1 Settembre 2015 in 21:31
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    @ vikibaum: In altre parole ami stare con i piedi ben piantati per terra. 😛
    @ mex: Un’immagine degna dei film di Fantozzi.

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