apr 222013
 

italia militareIn Febbraio abbiamo votato per il rinnovo del Parlamento.
In Marzo sono partite le danze per far nascere il nuovo Governo.
Un balletto fatto di “Con quello mai! Solo se! Io però! E bla, bla, bla, …!” che non ha portato alcun esito, anzi no, sono arrivati i Saggi a ricordarci che l’acqua è bagnata ed il fuoco brucia.
Rasserenati da questi certezze abbiamo visto volar via quasi tutto Aprile per vedere di riuscire ad avere almeno un nuovo Presidente. Altro balletto.
Peccato che i protagonisti non ci ricordassero i ballerini del teatro Bolshoi ma piuttosto i dilettanti allo sbaraglio della Corrida (e per di più senza farci almeno ridere) tanto che alla fine, dopo una lunga serie di magre figure, si sono ridotti a chiedere all’ormai “ex” Presidente Napolitano di rimanere al suo posto.
Sette anni fa, alla sua prima elezione, molti avevano storto il naso ed ora, invece di lasciarlo andare e permettergli di fare il nonno sono li tutti a chiedergli “il gesto di responsabilità”. Morale, siamo arrivati al grottesco.
Mi sono chiesto quanti paesi in passato si siamo trovati in situazioni analoghe alla nostra. Difficile dirlo, anche perché ogni momento storico ha le sue peculiarità e non così scontato trovare delle analogie convincenti fino in fondo. Eppure, se vogliamo lavorare un po’ di fantasia, qualcosa si può trovare.
Un paese stretto dalla crisi economica, una popolazione stanca e delusa, una classe dirigente incapace di dare risposte convincenti, qualcuno più arrabbiato degli altri. Dove abbiamo già visto queste situazioni? Qualche esempio a caso: Turchia 1960, Brasile 1964, Grecia 1967, Cile 1973, Portogallo 1974, Argentina 1976, ecc… un elenco incompleto di paesi dove ad un certo punto i militari sono andati al potere “giustificando” la loro azione come risposta al momento difficile della loro patria.
Qualcosa si era mosso anche in Italia con gli episodi conosciuti come Piano Solo e ed il Golpe Borghese ma senza arrivare mai ad un vero colpo di stato (perché questo è il suo nome) come negli altri paesi.
Io qui ho lasciato scorrere la fantasia ma voglio comunque pensare e sperare che la nostra classe politica non sia tanto ottusa da non riuscire a portare al traguardo le riforme che tutti stiamo aspettando.
Il destino di un paese va deciso dalle cabine elettorali, non dai generali.

feb 182013
 

30 pugnalateVi siete mai chiesti in quali condizioni possa essere ridotto un corpo umano dopo aver ricevuto 30 pugnalate? Devastato.
Credo sia l’unica definizione in grado di rendere l’idea. Fatico ad immaginare una persona in grado d’infierire in un modo così bestiale eppure sembra che la cosa avvenga fin troppo spesso. In questi giorni si fa un gran parlare del caso di Agnese Maria Coscia uccisa con queste maledette 30 pugnalate, un numero che mi ha fatto riflettere perché mi è sembrato subito “familiare”.
È bastata una breve ricerca sul web e tutto mi è stato subito più chiaro.
Per motivi a me oscuri sembra che le 30 pugnalate siano un numero ricorrente nei casi di omicidio, numero che non so quanto possa essere reale, onestamente fatico ad immaginare qualcuno che trovi il tempo (?) o lo spirito (?) di contare le pugnalate inferte alla sua vittima.
Non so se ci sia qualcosa di cabalistico dietro il numero 30 e se, più banalmente, sia un numero che “piace” ai giornalisti e venga usato per colpire la fantasia dei loro lettori, non mi stupirei di una simile spiegazione.
Come dicevo è bastato fare una piccola ricerca nel web per trovare numerosi riscontri. Eccone alcuni.
Emidio del Vecchio e Adele Tumini (novembre 2012), Annalisa Lombardi (luglio 2012), Anna Bevilacqua (luglio 2012), una Marocchina in Svizzera (gennaio 2012), Marcella Rizzello (ottobre 2011), Samuel A. [sopravvissuto] (luglio 2011), Carmela (Melania) Rea (aprile 2011), Cristina Rolle (maggio 2010), Maria Grazia Drago (ottobre 2009), Maria Catta (febbraio 2009), Loredana Benincasa (luglio 2008), Ripalta di Napoli [sopravvissuta] (luglio 2000).
In un momento dove si fa un gran parlare di femminicidio vedere che le vittime presenti nell’elenco sono quasi tutte donne fa un certo effetto.
Un effetto che va anche oltre il numero delle 30 pugnalate che si vorrebbe appartenessero alla finzione in salsa poliziesco-giudiziaria di telefilm come Law & Order ma purtroppo, come spesso capita, la realtà supera la fantasia.

gen 022013
 

menu capodannoÈ andata. Si è chiuso il 2012 e adesso siamo tutti qui tracciare il bilancio dell’anno appena concluso e programmare (sognare) qualcosa per il 2013.
Ed io? Pensavo di pubblicare un post da categoria “Mo te magno”, dove mostrare il menù della cena di capodanno e descrivere la serata ma poi mi sono chiesto se era questo il momento giusto di pensare alle ricette.
Il momento festoso c’è stato e ve lo posso “documentare”con l’immagine di presentazione.
Le foto sono piccole ma si possono riconoscere delle fette di musetto (cotechino) su pane tostato accompagnate da salsa cren, un risotto con salciccia e radicchio e poi nuovamente del musetto con lenticchie, verdura cotta e polenta gialla, salcicce con radicchio al forno e la classica fetta di panettone. Mancano le foto della zuppa di fagioli e delle bottiglie di vino che hanno accompagnano la serata.
Mancano ovviamente le chiacchiere, le risate delle ore passate in compagnia, le cazzate dette dopo aver bevuto un bicchierino in più ma anche quelle dette perché, più semplicemente, “siamo fatti così”.
Poteva essere anche un post sulle tradizioni che parlano di magia e superstizione.
Ecco che avremmo dovuto evitare di mangiare carne di volatili o passarci il sale in tavola mentre lenticchie, cotechino e zampone avrebbero dovuto stuzzicare la nostra fortuna per il nuovo anno. Inoltre avremmo potuto scrivere un nostro desiderio su di un foglietto di carta e bruciarlo nel bicchiere che poi avremmo usato per il brindisi finale, avremmo potuto magiare un dattero e poi conservarne il nocciolo nel portafogli, avremmo potuto mettere una moneta sotto il piatto di ogni invitato, avremmo… si, avremmo potuto parlare di tante altre curiose tradizioni.
Questo poteva anche essere il primo post amaro del 2013 pensando a quelle persone che il loro post-capodanno vedrà l’azienda dove hanno lavorato per anni messa in liquidazione. Sono ben due le aziende “storiche” della mia città cadute sotto i colpi della crisi in questi giorni.
Un fatto che “finalmente” (passatemi nella forma corretta il termine) sta facendo svegliare un sacco di persone; tutte quelle convinte di vivere in una sorta d’isola felice dove, grazie a quattro mesi di turismo l’anno, c’era sempre la possibilità di portare a casa due soldini in più. Le cose non stanno più così.
Di quante altro cose si poteva parlare in questo post? Il passaggio dal vecchio al nuovo anno da sempre tanti spunti ma a questo punto meglio andare oltre.
Il 2013 è arrivato, e va vissuto.

nov 082012
 

L’hanno fatto ancora. I nostri cari politici hanno la straordinaria capacità di riuscire a togliermi il buonumore e questa volta il merito va all’ormai ex IdV Massimo Donati che (per motivi legittimi o meno, non è questo l’aspetto in questione) ha mollato Di Pietro e creerà una nuova formazione politica.
Poteva andare pure peggio, poteva migrare verso un partito già presente in parlamento e li accasarsi tranquillamente alla faccia di quel voto che noi elettori abbiamo espresso.
Già, perché questi signori dopo averci lusingato, se non addirittura implorato, quella “X” sulla scheda elettorale, una volta che l’hanno ottenuta riescono a scordarne il valore morale.
Pensate a tutti quei parlamentari che nel corso di una legislatura cambiano bandiera o, come ora, ne sventolano una tutta nuova. Sono tanti, troppi, ad Agosto risultavano ben 161 come si vede nell’elenco in coda a quest’articolo.
Un “povero” elettore rischia di eleggere un tizio che un bel giorno può decidere di passare ad un altro partito, un partito che magari tu non avresti MAI votato e quel tizio, di cui sopra, si permette di giocare con le scelte del, ri-sottolineo, povero elettore .
Una Persona Vera (notare le maiuscole) se entra in conflitto con le scelte del suo partito dovrebbe manifestare la sua disapprovazione semplicemente facendosi da parte e lasciare il suo posto al primo non-eletto del suo partito ma questo, per quanto io ne sappia, non succede mai. Se esiste la sindrome da poltrona di sicuro non hanno ancora scoperto la cura.
Sto forse esagerando? Ci sono casi che dimostrano una mia cattiva interpretazione dei fatti? Vi prego! Fatemelo sapere!
Rivoglio il mio buonumore.