mag 162011
 

Se non avete esigenze particolari al mattino vi consiglio di fare colazione presso una delle tante caffetterie della catena Starbucks.
I prezzi sono ragionevoli, lavorano con metodo standard (vista una, viste tutte), i prodotti non sono male ed avete la possibilità di fare colazione senza “staccare” l’attenzione dalla visita alla città, non mi riferisco alla possibilità di prendere la vostra tazzona di caffè e berla passeggiando per strada (è la prima colazione…fatela con calma) ma a quella di poter osservare il risveglio della città attraverso la vetrata del locale.
Vedrete gente in pantaloncini corti e tuta da ginnastica, manager in rigorosa divisa Armani o personaggi dagli improbabili cappottoni e berretti rossi in stile protettori da telefilm anni ’70 o vi parcheggeranno davanti auto o moto decisamente “customizzate” (vedi hummer cromata).
Potrà capitare di veder arrivare sul marciapiede davanti a voi quello che sembra un semplice barbone carico delle sue misere cose e vederlo trasformare un paio di cassette di plastica ed il contenuto di un sacchetto di stoffa in un box informazioni. Un genio!
Dopo averci riempito la pancia e spiato la città dalla vetrina riprendiamo la nostra esplorazione ripartendo dal Greenwich Village. Esplorazione che inizia dal Washington Square Park [punto 1 mappa] , ex cimitero e luogo d’impiccagioni diventato in tempi più moderni luogo di ritrovo giovanile, spirito alternativo e spettacoli. Al momento della nostra visita abbiamo trovato parte dell’area trasformata in cantiere, sembra ci sia l’idea di rialzare il terreno e recintare la zona, cosa che ha sollevato numerose proteste. Vedremo.
Il Greenwich Village non ha subito “ammodernamenti” radicali come altre zone di Manhattan e merita di essere visitato zigzagando tra le vie.
Possiamo girare nell’area della New York University per poi scendere lungo Thompson St. con i suoi negozi e locali dedicati al mondo degli scacchi, più avanti incrociamo locali come il Cafè Wha? [punto 2 mappa] dove suonarono Bob Dylan e Jimi Hendrix ed a Bedford St. il civico 75 1/2 la casa più stretta della città (meno di tre metri) dove vissero attori e poeti (Cary Grant, Edna St Vincent Millay,…) ed il Chumley’s, un locale “clandestino” d’ispirazione socialista famoso all’epoca del proibizionismo.
Camminando lungo Christopher St (cuore dell’ambiente gay del quartiere) si raggiunge Christopher Park [punto 3 mappa] dove “convivono”delle statue che ben poco hanno da spartire tra loro come immagine. Da un lato troviamo quattro sculture di George Segal a rappresentare la liberazione gay, dall’altro la statua del generare Sheridan, quello che disse “l’unico indiano buono è un indiano morto”. Una vicinanza a dir poco curiosa.
Da questo punto risalendo lungo la 7th Avenue troviamo Tiles for America, una semplice recinzione dove sono appese migliaia di piastrelle con disegni e frasi a ricordare le vittime dell’11 settembre.
Bastano 15 minuti a piedi per trovarci a Chelsea, il regno delle gallerie d’arte. Gallerie che non possiamo visitare perché di domenica sono chiuse ma poco male, le alternative non mancano.
Abbiamo il Chelsea Market [punto 4 mappa] , un’ex fabbrica di biscotti trasformata in centro commerciale (nel senso buono) con decine di negozi d’alimentari ed occasioni d’intrattenimento (video a fine post).
Una volta usciti possiamo raggiungere una struttura sopraelevata dove in passato passavano i treni che rifornivano le fabbriche del luogo e che adesso è diventata un giardino/passeggiata dove prendere il sole (quando c’è) e gustarsi il panorama.
Scendendo verso il fiume Hudson possiamo entrare dentro il Chelsea Piers [punto 5 mappa], un molo trasformato in centro polisportivo con aree dedicate all’intrattenimento per i bambini ed un centro benessere.
Non domi dalla lunga cammina (forse la colazione del mattino era dopata) abbiamo ancora le forze per fare un po’ di shopping (in coda i dettagli) passare accanto ad alcuni simboli di questa città come il Flatiron, l’Empire State Building, il Chrysler Building e la Public Library (vedi foto).
Un po’ di tempo in più  lo dedichiamo al Grand Central Terminal [punto 6 mappa], un’elegante stazione ferroviaria caratterizzata dalla presenza di un enorme zodiaco dipinto sul soffitto.
Al termine, per rilassarci un po’ e chiudere la giornata passiamo al Rockfeller Center dove assistiamo alla “pulizia” della famosa pista di pattinaggio e rimaniamo li per un po’ a guardare le prime persone che entrano in pista a girare, girare, girare….

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Shopping: uno degli “obblighi” di questo viaggio era quella di comprare alcuni capi d’abbigliamento per mia madre (vi risparmio i lunghi dettagli…), facciamo tappa da Macy’s [ punto 7 mappa] dove, dopo un’estenuante ricerca, trovo alcuni capi con le caratteristiche che cercavo.
Il problema si presenta alla cassa dove una signorina dallo sguardo annoiato mi dice che la mia carta di credito non funziona (panico!). Dopo un altro paio di tentativi a vuoto provo contattare la mia banca ma scopro di non aver con me uno degli innumerevoli codici di sicurezza per accedere all’assistenza telefonica (mea culpa), per fortuna mi viene in soccorso il buon Corrado che, non prima di aver scaramanticamente cambiato cassa, mi “sovvenziona” con la sua carta di credito.
Tutto finito? Ovviamente no! Mentre il pagamento è in corso e facciamo due battute con la cassiera (questa è più simpatica della prima) sentiamo un rumore sinistro provenire dal terminale che deve erogare lo scontrino. Terminata l’agonia meccanica constatiamo che lo scontrino non è uscito!
Ne spunta solo un pezzettino che la cassiera maldestramente strappa.
A questo punto la signorina, nel pallone più totale prende il terminale ed inizia a scuoterlo, shekerarlo, malmenarlo nel tentativo di recuperare lo scontrino.
Dopo qualche minuto Corrado, sia pur con qualche logica esitazione, scavalca la postazione e prende il controllo del terminale riuscendo ad aprirlo in pochi istanti davanti agli occhi imbarazzati (?), ammirati (?) della cassiera che divertita (rideva…) ci consegna tutte le nostre cose, compreso uno sgualcito scontrino.
In seguito ho scoperto che la mia carta di credito non era stato bloccata come credevamo, viste le numerose operazioni dei giorni precedenti, ma semplicemente “messa in sicurezza”.
Salvo diverse disposizioni, nei centri commerciali all’estero (e Macy’s lo è) non sono permesse operazioni sopra una certa cifra. Un’ inibizione banale visto che per aggirare l’ostacolo era sufficiente pagare un capo alla volta e non tutti insieme com’era mia intenzione. A saperlo prima.

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mag 112011
 

Una giornata di sole (finalmente dopo tanto freddo e pioggia) ci spinge a tentare un’escursione.
Ritorniamo nella parte bassa di Manhattan, più precisamente Battery Park [punto 1 mappa] dove avremmo la possibilità d’imbarcarci per andare a vedere la statua della libertà. Dico “avremmo” perché ci basta un attimo per vedere la lunghissima coda di gente che aspetta paziente (?) il proprio turno per salire sul ferry e decidere di lasciar perdere.
C’è un’alternativa al ferry per la statua della libertà che consiglio fortemente: è meno turistico, più interessante e, cosa non da poco, pure gratuito. E’ il ferry che ci porta a Staten Island [punto 2 mappa]. Staten Island ha una superficie tripla rispetto a quella di Manhattan quindi scordatevi di visitarla in lungo e in largo in poche ore, potrete tranquillamente girare attorno alla zona dell’imbarcadero ma se volete andare a vedere il ponte di Verrazzano (qui parte la maratone di New York), visitare la casa/museo dove vissero Garibaldi e Meucci o qualche parco è il caso di organizzarsi a dovere, magari prendendo alloggio in qualche bed & breakfast.
La nostra visita è stato ovviamente più “soft” ma non priva di spunti interessanti.
Si comincia con un episodio simpatico; ci troviamo nel grande salone dell’imbarcadero in attesa di poter salire a bordo del ferry che possiamo vedere attraverso un’ampia vetrata. Finalmente una voce ci invita a dirigerci verso la porta di sinistra dove il nostro ferry ci sta aspettando ma ecco che l’effetto “mandria” prende il sopravvento. A destra dell’imbarcadero sta arrivando un secondo ferry, quello che deve scaricare i passeggeri in arrivo da Staten Island, e noi cosa facciamo? Come delle brave pecorelle ci spostiamo in massa verso destra! Ritorna la voce di prima che c’invita con tono paziente a spostarci a “siniiiiiistra” (on the leeeeft). Risata generale delle centinaia di ..pecore che finalmente trovano la retta via e s’imbarcano.
La navigazione verso Staten Island dura circa mezzora e permette ai viaggiatori di scattare delle belle foto sia alla statua della libertà che allo skyline di Manhattan.
Una volta sbarcati a Staten Island si ha l’impressione di trovarsi in un paese completamente diverso, sarà per i taxi bianco-rossi e non gialli? Sarà per le villette in legno stile coloniale al posto dei grattacieli? Può essere… in ogni caso è una diversità “piacevole” che siamo contenti di aver scoperto. C’è anche la ciliegina sulla torta: abbiamo anche l’occasione di entrare in uno stadio di baseball e vederci qualche inning.
Rientrati a Manhattan attraversiamo nuovamente Battery Park dove troviamo The Sphere, una scultura che si trovava nella piazza tra le Twin Towers e che oggi (tutta ammaccata) è diventa uno dei simboli dell’11 settembre.
Risalendo lungo Church Street ritroviamo il cantiere di Groud Zero e scopriamo che la croce “creata dalle macerie” è stata spostata un po’ più lontana dal cantiere accanto ad una chiesa.
Più avanti il nostro cammino viene interrotto da una manifestazione pacifista che in qualche modo “ci accompagna” per alcune centinaia di metri, loro ad un certo punto deviano verso il Municipio, noi verso Chinatown [punto 3 mappa].
E’ impossibile non accorgersi d’entrare nel quartiere Cinese, arriviamo attraverso una piccola piazza dove ci sono degli anziani che giocano a scacchi, dei giovani che giocano a pallone ed una piccola folla che ascolta dei canti popolari (video a fine post).
Chinatown è un carosello di voci e colori, negozi di souvenir e alimentari che da noi non potrebbero mai esistere (abbiamo regole più rigide), verdura e pesce “lavorato” praticamente in mezzo alla strada è un’immagine che non siamo più abituati a vedere.
Chinatown ormai ha inghiottito tutto quello che le sta vicino, Little Italy è condensata in due strade ed è forse una parodia di se stessa con i suoi “ristoranti Italiani”. Fa specie vedere come anche una Sinagoga sia ormai intrappolata dentro un piccolo mondo made in china.
Dopo questa scorpacciata di d Lower Manhattan torniamo torniamo su al Columbus Circle ed entriamo al Time Warner Center. Si parte dal seminterrato dove troviamo un negozio di alimentari che propone  anche “piatti pronti” da consumare in un’apposita saletta posta dopo le casse. Salendo ai piani superiori troviamo lussuosi negozi d’ogni tipo, bar ristoranti (per portafogli pesanti) e studi televisivi.
Periodicamente ci sono anche delle esposizioni artistiche; al momento della nostra visita era in corso una mostra con delle sculture di Salvador Dalì, sculture che, per chi se lo poteva permettere, erano anche in vendita. Si parla di prezzi attorno ai 500,000 dollari a pezzo, peccato aver lasciato a casa il libretto degli assegni! :wink:

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mag 092011
 

Quando si parla di Brooklin si pensa subito all’omonimo ponte e ci si ferma li.
Brooklin in realtà è un distretto di grosse dimensioni con oltre 2,5 milioni di abitanti e tante cose da vedere (se avete tempo) a partire dai vari quartieri etnici (Italiani, Russi, Ispanici,ecc…), un grande parco come Prospect Park, musei e tanto altro ancora. Non avendo tutto questo tempo è comunque possibile togliersi la soddisfazione di attraversare il ponte.
Con la metropolitana da Manhattan possiamo passare sotto L’East River, raggiungere la Downtown Brooklin e passeggiare nella zona senza rischiare di allontanarsi troppo dal ponte ed anzi, passandoci sotto, è possibile visitare un piccolo ma grazioso parco [punto 1 mappa] che tutti abbiamo visto almeno una volta grazie a scene di film, videoclip o spot pubblicitari che vedono Manhattan come sfondo.
Dopo di che in pochi minuti raggiungete la passerella ciclo-pedonale del ponte e piano piano potrete rientrare verso Manhattan per poi puntare verso il vicino Pier 17 [punto 2 mappa], un molo trasformato in centro commerciale dove è possibile riprendere fiato e mangiare /bere qualcosa.
A questo punto c’è solo l’imbarazzo della scelta nella prosecuzione del programma.
In questa occasione noi abbiamo deciso di “tagliare”trasversalmente” Lower Manhattan puntando prima verso Wall Street, o meglio, al New York Stock Exchange per poi raggiungere la Broadway e “salutare” il Charging Bull, il toro in bronzo [punto 3 mappa] realizzato da Arturo di Modica che tutti i passanti…palpeggiano sfacciatamente sperando in questo modo di portare la fortuna dalla loro parte. Sarà… ma quel giorno il torello mi sembrava più imbronciato del solito: troppe strizzate?
Ci siamo poi spostati verso il cantiere di Ground Zero dove la grande torre che andrà a sostituire le Twin Towers sta crescendo a vista d’occhio.
La nostra camminata ci ha portato a raggiungere l’Hudson River dove abbiamo visitato parte dell’elegante World Financial Center [punto 4 mappa] che dalle sue ampie vetrate permette di vedere da un’altra prospettiva il sopra citato cantiere.

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mag 062011
 

La prima vera giornata piena a New York si presenta fredda ma almeno non piove.
Ci dirigiamo verso Columbus Circle [punto 1 mappa] per dargli uno sguardo veloce (ci torneremo), l’obbiettivo per la mattinata è il Lincoln Center [punto 2 mappa] un’area dedicata allo spettacolo costruita negli anni ’60 non senza qualche polemica visto che andò a sostituire il gruppo di case popolari che avevano ispirato il musical West Side Story.
Oggi in quel punto sorge un complesso di teatri ed auditorium, è la sede di enti ed organizzazioni artistiche, una libreria pubblica ed una scuola di ballo, insomma, il paese dei balocchi per chi ama l’arte e lo spettacolo. L’importante, per chi vuole visitare seriamente quest’area, è non improvvisare; nel 2005 avevamo avuto la fortuna d’assistere (sempre di mattina) alle prove di un’orchestra e all’esibizione di una band in una delle piazze del centro. Questa volta ci è andata male, ci eravamo presentati alla biglietteria con l’idea di comprare i biglietti per un concerto (musiche da film) in programma alcune sere dopo ma i biglietti, purtroppo per noi erano esauriti da tempo.
Per “consolarci” dalla delusione decidiamo di andare a visitare il Museo di Storia Naturale. Non seguiamo la via più breve ma proseguiamo per una parte del tragitto lungo la Broadway meno conosciuta, [punto 3 mappa] quella lontana dai riflettori.
L’American Museum of Natural History [punto 4 mappa] è una vera e propria enciclopedia del pianeta terra. Una visita seria e completa è irrealizzabile nel corso di una sola giornata; noi siamo entrati alle 11 del mattino e siamo usciti quasi all’ora di chiusura (prima delle 18) ed in quelle ore non siamo riusciti a vedere tutto.
Posso ricordare velocemente le aree dedicate alle ricostruzioni degli habitat di piante ed animali di tutto il mondo, le sale dedicate all’antropologia, ai popoli antichi e non, le sale con pietre preziose e minerali, il modello di balenottera azzurra a grandezza naturale e la grande canoa del popolo Haida. Non vanno poi dimenticati i dinosauri, i preferiti dai bambini (“orde” di scolaresche affollano il museo) che hanno modo di vedere da vicino i protagonisti di tante loro fantasie rese celebri anche dai film (tra l’altro qui è stato girato Una notte al Museo con Ben Stiller).
Terminata la visita al museo facciano ritorno in direzione Columbus Circle ma questa volta camminando all’interno di Central Park; l’occasione per incontrare qualche scoiattolo e guardare (da fuori) i residence lungo Central Park West dove abitano numerosi…vip (il San Remo, il Dakota, ecc..).
Intorno alle ore 20 raggiungiamo il Winter Garden Theater [punto 5 mappa] per comprare i biglietti dello spettacolo Mamma Mia!, questa volta non vogliamo rischiare di trovare la biglietteria chiusa (vedi post del 29/04).
Qui la storia prende una piega…inaspettata.
Il pubblico sta già entrando per lo spettacolo, noi ci avviciniamo alla cassa ed osserviamo il tabellone con lo schema dei posti a sedere ed i prezzi; dopo un breve consulto optiamo per la soluzione mezzanine, defilata ma economica (86 dollari).
Mi presento alla cassiera (carina) e chiedo 3 biglietti per uno spettacolo in una delle prossime serate. Risposta: tutti esauriti! Succede tutto in un attimo, mi giro per dare la ferale notizia ai miei compagni quando vengo avvicinato da un tipo che mi propone gli stessi biglietti a 50 dollari. Mi volto verso la cassiera che mi fa cenno di no con la testa.
Mi scappa un “mavaffa” al tipo che nel frattempo viene agganciato ed allontanato in malo modo da un addetto del teatro, poi incontro nuovamente lo sguardo della cassiera che prima mi fa il segno di “tutto ok” e poi mi fa cenno d’avvicinarmi alla cassa. Mi dice che sono ancora disponibili alcuni posti nella sezione orchestra (quelli da 125 dollari) e me li propone a 75 dollari.
Affare fatto! Prendiamo i biglietti e veniamo accompagnati ai nostri posti, più che un teatro un salotto! Ci accomodiamo nelle nostre comode poltrone e ci godiamo lo spettacolo.
Uno spettacolo di altissima qualità. :D

 

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