Archivio per la Categoria “Musica”
Arcade Fire è un’interessante band Canadese che ha da poco pubblicato il suo terzo album. Com’è prassi il lancio del primo singolo è stato accompagnato da un video ma questa volta gli Arcade Fire hanno fatto qualcosa di diverso e con il contributo del regista Chris Milk si sono spinti più avanti realizzando un secondo video interattivo che potete “costruire” sul sito The Wilderness Downtown.
Descrizione e istruzioni. Il video interattivo ovviamente riprende quello ufficiale e la corsa del suo protagonista, solo che ad un certo punto l’immagine si ridimensiona per lasciare posto ad altre finestre del browser che si alternano tra loro. Le finestre son ben 8 quindi non spaventatevi quando si apriranno, non sono pop-up pubblicitari ma parti integranti del video. Una nota: il video è ottimizzato per Chrome ed io che abitualmente uso Firefox devo confermare che con il browser abituale ho avuto qualche problema (finestre che si aprono male e in ritardo) mentre con Chrome è andato tutto liscio.
Dalla pagina principale di The Wilderness Downtown dove leggete “Enter the address of…” inserite il nome di una città (magari la vostra) e date conferma. Se al termine dell’elaborazione appare la scritta “our address doesn’t contain enough Street-View and/or Google Maps…” significa che per quella città non ci sono immagini stradali sufficienti ed il video presenterà dei “buchi neri” (succede ad esempio con Venezia) a voi la scelta di continuare ugualmente o riprovare con una nuova città. Completata l’operazione premere PLAY FILM.
Ora potete gustarvi il video che integra anche alcune immagini della città scelta fin quando vi apparirà una schermata dove leggerete “Write a postcard of advice…..”. Tenendo premuto il tasto sinistro del mouse “scarabocchiate” qualcosa (appariranno dei rami stilizzati). A questo punto mettetevi tranquilli ed aspettate pazientemente il finale a sorpresa.
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Guitar Idol è una competizione che che mira a premiare e far emergere i migliori chitarristi del mondo. All’edizione 2010 partecipa anche un Italiano: il nostro Frank Pearl. La community di Libero ha “adottato” questo ragazzo e sta cercando di spingerlo più in alto possibile nella classifica. Per votarlo è necessaria l’iscrizione (indolore) a Guitar Idol, questo serve ad evitare doppi voti e trucchetti del genere.
Per informazioni, curiosità ed istruzioni vi rimando a Blog Penna Calamaio.
Qui sotto potete vedere ed ascoltare la performance di Frank Pearl. Buona musica a tutti!

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Chi compra, se la compra, musica esclusivamente da internet rinuncia da subito ad uno dei piaceri che per anni ha accompagnato tutte le produzioni discografiche: la copertina. Se gli va bene, il suo lettore mp3 gli mostrerà una tristissima miniatura che difficilmente desterà il suo interesse. Solo pochi anni fa le cose erano ben diverse; il legame tra un bel disco e una bella copertina poteva dare “l’immortalità” ad un artista. Il bassista dei Clash che spezza il suo strumento in London Calling, i 57 personaggi dei Beatles in Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, tanto per citare un paio d’ esempi, resteranno per sempre impresse nelle memorie di chi ha amato questa musica ma anche chi non li conosce è difficile che possa dire: “io queste immagini non le ho mai viste”.
Una delle mie copertine preferite è quella di Breakfast in America dei Supertramp. Un motivo vero non c’è, forse perché l’ho “capita” dopo parecchio tempo dall’uscita dal disco. Mi limitavo a guardare la facciona simpatica della cameriera senza notare il sottile gioco dell’immagine; un surreale sguardo dall’oblo di un aereo che lascia una New York fatta di tazze, piatti e forchette. E lei… la cameriera in versione statua della libertà con il bicchiere di succo d’arancia al posto della fiaccola. Breakfast in America è stato un disco “trasversale”. Usci nel 1979 in un periodo dove quasi tutti predicavano un’anima post punk (non sempre sincera) e si piazzò in cima alle vendite con il suo pop ben costruito. La canzone più conosciuta di quel disco è The logical Song; ho trovato un recente video dove l’allora leader della band Roger Hodgson la ripropone in versione piano/sax. Gli anni sono passati, non porta più la barbetta stile “Gesù Cristo” ma la voce….quella c’è ancora.

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Tra le varie iniziative nate per allietare queste serate estive mi ha incuriosito la serie di concerti organizzata all’interno del Veneto Design Outlet di Noventa di Piave (VE). Nick the Nightfly + Sarah James Morris, Malika Ayane e The Manhattan Transfer sono i nomi che l’organizzazione ha scelto per questa settimana all’insegna della musica. Un po’ per scelta, un po’ per necessità (leggasi “serata libera”) decido d’andare a vedere lo spettacolo di Malika Ayane. Quando arrivo la piazzetta all’interno dell’outlet è già bella piena; inizio a girare alla ricerca di una buona postazione per gustarmi lo spettacolo. Scopro con piacere la presenza di un signor palco, a dimostrazione che sta per cominciare un “vero” concerto e non una semplice esibizione tipo: “voce-pianoforte” o “voce-base” come troppo spesso capita negli spettacoli promozionali. Ottimo…questo significa che l’organizzazione ha voluto spendere due soldini per fare giustamente una bella figura e spiega anche l’incazzatura dell’uomo al telefono accanto a me:-”ma come!”- dice al suo interlocutore -”perché il logo (dell’outlet) si trova al fianco del palco e non davanti?”- Raggiungo la zona vicino al mixer dove decido di fermarmi. Sta per iniziare lo spettacolo e mi rimane ancora qualche istante per guardarmi intorno; devo proprio ammettere che questo outlet si presta bene a questo genere di manifestazioni, la piazza è abbastanza grande per contenere un buon numero di persone e da qualunque posizione si vede sufficientemente bene il palco. Quelli più “lontani” possono anche sedersi ai tavoli dei bar e conversare tra loro senza senza doversi sentire per forza “troppo coinvolti” dallo spettacolo. L’unica nota stonata il comportamento di qualche “maleducato” che di fronte ad uno spettacolo gratuito si sente ancora in diritto di far valere tutti i suoi diritti (?) come se avesse pagato 1000 euro a biglietto. Tanto per capirci, c’è stato chi si è fatto tenere il posto occupato ed è arrivato a sedersi quando lo spettacolo era iniziato da un po’ oppure non si è neppure presentato perché ha preferito andare a vedere le vetrine dei negozi…tanto lo spettacolo era gratis…ma la sua sedia è rimasta vuota mentre qualche signora anziana si è vista tutto lo spettacolo rimando in piedi (testimonianza di una ragazza all’uscita).
Il concerto – Un palco minimalista completamente bianco, come bianchi sono gli abiti dei musicisti (tastiere, chitarra, basso, batteria e violoncello) quasi a non voler distrarre il pubblico dalla protagonista della serata, la musica. Malika ha una voce calda e potente, sembra quasi di ascoltarla su disco, solo in poche occasione si avverte la difficoltà a riprodurre quelle timbriche (ma in studio, non dimentichiamo, ci sono appositi strumenti che danno…un aiutino). La band suona bene, guidata da un chitarrista esperto come Giorgio Coccilovo e le canzoni scorrono via piacevolmente. La ragazza ha lavorato tanto nel mondo della pubblicità e parte del pubblico lo scopre solo ora come dimostra il brusio che parte subito dopo le prime note di canzoni come Soul Waver (Sospesa) o la cover di Over The Rainbow. Pubblico appagato ovviamente dall’ascolto delle più popolari Feeling Better o la sanremese Come Foglie. Personalmente trovo che Malika renda di più quando canta in inglese; la versione di Beggin è stata veramente gradevole ed ha fatto entusiasmare il pubblico, solo il solito brusio di stupore quando al termine dell’esibizione ha detto che si trattava di una canzone di Frankie Valli…Frankie chi?…
Conclusioni – Lo spettacolo mi è piaciuto. Visto il successo di pubblico speriamo che l’Outlet proponga ancora iniziative del genere, anche lontane dall’estate e/o con nomi meno importanti va bene lo stesso. Malika Ayane è un bel soggettino e con un po’ di fortuna potrebbe durare nel tempo e regalarci qualche bella soddisfazione. Le premesse ci sono tutte: su di lei hanno puntato gente come Ferdinando Arnò e Caterina Caselli (grandi…”burattinai”) e musicisti-produttori come Paolo Conte, Tom Elmhirst (Amy Winehouse) Toni Cousins (Massive Attack) Vincent Mendoza (Bjòrk e Joni Mitchell). Chiudi con una riflessione. In una recente intervista Malika ha detto che la collaborazione con Conte è arrivata grazie all’amicizia tra il cantautore e la produttrice Caselli mentre per contattare Elmhirst e soci è “bastata” una email e questi (semplicemente) hanno risposto dicendo che avevano apprezzato la sua musica e che accettavano di lavorare con lei. Altri mondi.
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“Il Jazz è come una scorreggia, piace solo a chi la fa.”
Questa frase attribuita al sassofonista americano John Coltrane e riferita a tutti quei musicisti troppo presi dall’ aspetto tecnico ed elitario della musica si può tranquillamente associare anche a chi la musica semplicemente l’ascolta. Troppo spesso sento ragionamenti da “tifosi” (nel senso negativo del termine) uscire dalle bocche di chi si considera appassionato, e tante volte, esperto di musica. Sembrerebbe che se qualcuno ascolta la musica di Vangelis non possa di tanto in tanto ascoltare Guccini. Chopin non sarebbe compatibile con i Metallica e l’ Orchestra Casadei farebbe a cazzotti con Jobim, tanto per fare qualche nome a caso. Sono il primo a dire che la musica non è tutta uguale ma la distinzione che mi piace fare e di tipo emozionale. E’ inutile che mi si presenti davanti l’artista pluri-premiato (da chi?…) con i suoi “suoni ricercati” e cerchi di convincermi che gli “altri” suonano solo cazzate. Se il piedino non mi saltella o la testa non mi ondeggia, anche lievemente, con me è messo male.
Aggiungo, ma non voglio infierire, che spesso chi si erge a giudice della musica distinguendola (a modo suo) tra nobile e plebea, nel suo passato nasconde momenti di gioioso-sciocco-puro-divertimento. Momenti che rimangono anche se si cerca di negarli o rimuovere
Inserisco un video dell’artista che mi ha ispirato il post. Coltrane non è tra i musicisti che ascolto più spesso ma il piedino (almeno in questo pezzo) mi zompetta felice. Ovviamente non posso pretendere che debba piacere anche a chi legge questo blog; se qualcuno pensasse questo anche solo per un istante vorrebbe dire che non sono riuscito a far comprendere il mio pensiero…incrocio le dita

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A quanto pare se non fai parte del circuito anglo-americano per avere l’attenzione di MTV devi fare qualcosa un tantino sopra la media per meritarti qualche passaggio televisivo rubacchiando un pizzico di spazio a qualche “cantante” di mediocre qualità ma sicuramente molto telegenico. E’ quello che deve aver pensato Gotye, artista Australiano (vero nome Wally de Backer) di origine Belga. Sono mesi che il suo album “Like Drawning Blood” gira per gli scaffali dei negozi di musica di mezzo mondo (non è proprio un illustre sconosciuto), le sue canzoni passano per le radio già da qualche tempo: Learnalilgivinanlovin’, pezzo in stile Marvin Gaye, penso lo abbiano sentito un po’ tutti. Peccato che il video in formato cartone-animato non abbia ottenuto lo stesso gradimento. Per ottenere l’attenzione di MTV il nostro eroe ha dovuto realizzare un video di “peso”, un video dove i grotteschi protagonisti marciano oscurando un mondo intero. Curioso come la scelta sia caduta su di un pezzo che forse non è tra i più belli dell’album…probabilmente è quello che meglio si adatta alle atmosfere ideate per il video. “Heart a Mess” è una canzone che unisce più generi nei pochi minuti che suona; questa è comunque un’osservazione che si può estendere a tutto il lavoro di Gotye.

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Chi almeno una volta nella vita non ha fischiettato un motivetto? Lo facciamo in auto, sotto la doccia, mentre facciamo i lavori domestici e chissà in quante altre occasioni. Normalmente l’oggetto delle nostre performance è un successo del momento rimasto incagliato nel nostro cervello a causa dei suoi tanti passaggi radiofonici o televisivi, altre volte andiamo a ripescare il motivetto nei nostri ricordi. Fresco di giornata o stagionato il motivetto ha comunque sempre delle caratteristiche ben definite: é popolare ed orecchiabile. Queste per me era una certezza fino al mese scorso quando un bel giorno (forse…) mi sono trovato a fischiettare Behind my Camel, un pezzo strumentale dei Police del 1980! E’ vero che sono cresciuto a “pane e Police” ma tutto mi sarei aspettato fuorché fischiettare un motivo “minore”, se mi passate il termine, della band Inglese. Il pezzo tra l’altro non è neppure tanto melodico e “rotola” su stesso in un giro armonico quasi paranoico (il pezzo è piantato su un cupo accordo di do minore accompagnato da un paio di “distratti” re e sol maggiore). Mi chiedo: ma perché non fischiettavo un ben più rassicurante successo della Pausini? Boh!…qui sotto potete ascoltare il pezzo mentre vi guardate qualche bel musetto di cammello.

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E’ da un po’ che pensavo di “smanettare” nel mondo dei video. Questa canzone di Cherry Ghost mi ha dato l’ispirazione (o il pretesto se preferite) per realizzare un “album fotografico” con i volti/avatar d’alcuni protagonisti di Yahoo Answers. Il video è di un semplicità estrema; una carrellata d’immagini ad accompagnare la melodia di People Help The People. Una piccola nota: qualche “Answerino” forse vedrà il video e potrebbe lamentare l’assenza di qualche suo beniamino o di se stesso . Ebbene….in poco più di quattro minuti non posso certo inserire un reggimento d’immagini. Ho scelto i “volti” di persone che, a mio parere, hanno lasciato un segno nella Community. Alcuni non ci sono più, altri hanno cambiato nick e/o avatar. In questa lista mi sarebbe piaciuto inserire qualche altro protagonista del passato ma non sono riuscito a trovare le immagini; quindi…bando alle ciance….gustatevi queste faccione in rigoroso ordine alfabetico (forse).
Le Persone Si Aiutano (People Help The People)
Dio sa cosa quei cuori deboli e ubriachi nascondono
immagino che tu abbia baciato le ragazze
e dopo tu le abbia fatte piangere
quelle regine di disavventura dai lineamenti duri
Dio sa cosa quegli occhi deboli e infossati nascondono
un’ardente schiera di angeli in sordina
che danno amore senza volere nulla in cambio
le persone si aiutano
e se hai nostalgia di casa, dammi la tua mano
e io la stringerò, le persone si aiutano
e niente ti trascinerà verso il basso
e se avessi un cervello, se avessi un cervello
sarei freddo come un sasso e ricco come uno stupido
loro si voltano alla vista di quei cuori buoni
Dio sa cosa quel mondo di poca importanza nasconde
dietro alle lacrime, dentro le bugie
un migliaio di tramonti lenti che muoiono
Dio sa cosa quei cuori deboli e ubriachi nascondono
immagino che la solitudine venga a bussare
nessuno ha bisogno di stare da solo, salvami
le persone si aiutano
e se hai nostalgia di casa, dammi la tua mano
e io la stringerò, le persone si aiutano
e niente ti trascinerà verso il basso
e se avessi un cervello, se avessi un cervello
sarei freddo come un sasso e ricco come uno stupido
loro si voltano alla vista di quei cuori buoni
le persone si aiutano
e se hai nostalgia di casa, dammi la tua mano
e io la stringerò, le persone si aiutano
e niente ti trascinerà verso il basso
e se avessi un cervello, se avessi un cervello
sarei freddo come un sasso e ricco come uno stupido
loro si voltano alla vista di quei cuori buoni
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Avrete notato da qualche tempo la presenza in questo blog di un player (sotto l’archivio) da dove è possibile ascoltare una decina di canzoni. Questo player è ottenibile iscrivendosi a Deezer, uno dei tanti Juke-box virtuali presenti in rete, “figli”, se così posiamo dire, d’iniziative come Last.fm che è stato tra i primi a lanciare questo genere di “gadget. In cosa è diverso Deezer dagli altri? Semplice: l’iscrizione al servizio serve unicamente per creare (e conservare) le proprie compilation da pubblicare in rete o anche da ascoltare per conto proprio. Per il resto è tutto trasparente; chiunque può ascoltarsi tutte le canzoni che vuole selezionandole dalla home page del sito, il tutto in modo semplice, legale e senza rischiare di scaricare virus ed altre schifezze nel proprio computer. Deezer è figlio di Blogmuzik, una piattaforma attaccata (e abbattuta) dalla Sacem (versione Francese della nostra Siae) per la solita spinosa questione del diritto d’autore di cui tutti si propongono come paladini più o meno sinceri. Questa volta sembra si sia giunti ad un buon compromesso. Deezer può “vivere” in cambio di qualche link pubblicitario (non invasivo) e la possibilità di vendita on-line delle canzoni in formato mp3 (possibilità…non obbligo). Vedremo se questa iniziativa riscuoterà il consenso delle case discografiche, nel frattempo, buon ascolto a tutti….
Aggiornamento gennaio 2009: il player di cui si parla si trovava nella vecchia versione del blog su piattaforma blogspot.
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Il 10 ottobre 2007 è un giorno che forse tra qualche anno ricorderemo come l’inizio di una nuova era. In questa data esce “In Rainbows” il primo album realizzato da una band affermata come i Radiohead completamente svincolato dalle grosse case discografiche. Da questa data sarà possibile scaricare dal sito appositamente creato dalla band le loro nuove canzoni ad un prezzo deciso dall’acquirente! Ebbene si…questa volta saremo noi a decidere se offrire pochi centesimi a pezzo o fior d’euro. La procedura è piuttosto semplice: è sufficiente accedere al sito dell’album inrainbows.com ed effettuare il pre-ordine al download. Verrà inviato ad un vostro indirizzo email il codice d’attivazione che vi permetterà di effettuare il download vero e proprio. Avviso immediatamente che chi fosse interessato alla cosa dovrà armarsi di santa pazienza. Il sito è letteralmente intasato e almeno per qualche giorno penso sia saggio starne lontano. Ho provato un paio di volte ad entrare, ma dopo aver visionato le pagine di presentazione diventa veramente dura tentare di avanzare fino alla registrazione. Ai cultori veri e profondi dei Radiohead consiglio di aspettare un po’ di più. In dicembre (sempre in rete) sarà disponibili il loro cofanetto al prezzo di 40 Sterline. Potrebbe sembrare a prima vista un prezzo “pesante”, ma il cofanetto in questione oltre al classico CD conterrà anche l’album in versione vinile, un altro CD con altre canzoni, foto ed immagini artistiche, più un libretto contenente testi ed altri gadget. In breve…stiamo parlando di un oggetto rivolto a chi non si accontenta della semplice musica ma vuole assaporare tutto il lavoro della band.
Detto questo chiudo con una riflessione: ci saranno altre band, altri artisti di fama disposti a mettersi in gioco in prima persona? Le case discografiche da anni stanno strozzando le forze emergenti della musica e tutti gli appassionati che si sono visti dissanguare le loro tasche nel corso degli anni. (A proposito…che fine ha fatto quella proposta di abbassare l’iva su musica e libri? Forse queste arti non saranno dei veri beni di prima necessità come il pane, ma non devono sicuramente farsi pagare come beni di lusso!)…chiusa la parentesi: spero di vedere qualche segnale forte arrivare proprio dall’Italia. Ci consideriamo da sempre il paese del bel canto e sarebbe ora che dimostrassimo d’avere vero amore per la musica. Dandole anche il giusto prezzo.
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