mar 052013
 

x factorSe i “reality” tradizionali ormai segnano il passo i “talent” invece godono ancora di una discreta salute visto che mamma Rai ha deciso di propinarcene uno tutto nuovo.
Nuovo per modo di dire, gira e rigira la frittata è sempre quella, immagino poi che gli aspiranti talenti ormai siano sempre gli stessi, dei veri professionisti del provino pronti a scaraventarsi dentro ogni porta che si apra davanti a loro.
Non voglio comunque parlare del nuovo show di Raffaella Carrà e soci ma del talent più accreditato degli ultimi anni: X Factor.
Anche ad un annoiato telespettatore come il sottoscritto non è sfuggita quella neppure tanto velata polemica che sta anticipando la preparazione della nuova edizione. Arisa ha annunciato che non sarà più tra i giudici del programma (immaginabile dopo gli scontri con Simona Ventura) e pure Morgan, pure lui scomodo, ed Elio dalla vista acuta e impegni più stimolanti, non sembrano destinati a rimanere a bordo della corazzata di casa Magnolia.
Domanda. E Allora? Che si fa? Immagino che i dirigenti di Magnolia abbiano già dei nomi caldi pronti a subentrare al posto dei fuggitivi/cacciati (ognuno la racconta alla sua maniera) e probabilmente le fondamenta del talent non subiranno grossi danni anche se, parere personale, piacciano o no Morgan ed Elio qualcosa in più lo sanno dare nel loro mestiere.
In passato si sono alternate figure come Maionchi, Mori, Ruggeri, Tatangelo ed X Factor è comunque sopravvissuto al loro passaggio, ma se questa volta le cose andassero in modo diverso? Nulla è eterno e tutti gli show, anche quelli di maggior successo, nel tempo hanno visto sbiadire il loro gradimento.
Mi chiedo. È meglio chiudere un programma dopo alcune edizioni di successo lasciando “un buon sapore in bocca” ai telespettatori o insistere nello sfruttarne la popolarità fino all’osso?
Posso anche capire la scelta di portare avanti la seconda possibilità ma quanti sono gli artisti di successo (?) disposti a rischiare la loro faccia con un progetto al declino? E se le possibili/probabili contemporanee defezioni di Arisa, Morgan ed Elio non fossero una semplice coincidenza ma il segnale che il giocattolo X Factor si sta rompendo?
Non me ne vogliano tutti gli aspiranti protagonisti della prossima edizione. ;-)

dic 212011
 

Devo ammetterlo, il mio ego in questi giorni ha subito un duro colpo.
“Non avrai altro Caigo all’infuori di me” sussurrava di continuo a destra e a manca quel pirla di ego senza sapere che un altro caigo da qualche tempo sta ottenendo un buon successo. Questo “nemico pubblico” non è una persona, fosse così lo eliminerei fisicamente, magari ingozzandolo di torta alle banane ed il problema sarebbe risolto.
In realtà si tratta di un programma televisivo Spagnolo “Ahora Caigo!” (“ora cado!”) uno dei tanti giochi dove il concorrente partecipa rispondendo a delle domande di cultura generale, insomma niente di nuovo a parte il fatto che i giocatori eliminati vengono inghiottiti da una botola (contenti loro).
Il programma è un format Israeliano (Still Standing) e come è arrivato alla televisione Spagnola non mi stupirei di trovarlo tra qualche tempo anche in versione Italiana magari a sostituire qualche programma in calo di share. Vedremo.
Per il momento potete vedere a cosa potremmo andare incontro guardando i cinque minuti di video qui sotto…ed il mio ego rosica! :P
Ringrazio la sempre gentile [te possino] mex per la segnalazione e colgo l’occasione per augurare Buon Natale a chi passerà di qui nei prossimi giorni. Buona vita.

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nov 142011
 

Il mondo dello spettacolo è strano, ci sono persone dalle grandi qualità che non riescono mai a raggiungere la popolarità meritata e finiscono per rimanere le eterne seconde o, se va bene, le “spalle” perfette di qualcun altro.
Una di queste persone è, a mio parere, Marisa Merlini, un’attrice di grande talento e simpatia che dopo gli inizi di carriera nel mondo della rivista nella compagnia di Erminio Macario approdò al cinema lavorando con gente come Totò, De Sica, Monicelli ed altro grandi di quel periodo. In qualche modo possiamo dire che la sua non è mai stata una figura minore del cinema Italiano (vedi livello delle collaborazioni) ma le è mancato quello spunto in più per diventare una vera protagonista.
Protagonista lo è stata in ambito teatrale nell’ultima parte della sua carriera (ha lavorato fin quasi alla sua morte nel 2008) ma sappiamo bene che il teatro dà grandi soddisfazioni a chi ci lavora ma è legato ad un pubblico di nicchia diverso dal più numeroso (e distratto) pubblico televisivo. Pubblico che non mi sento di criticare perché non ha delle vere colpe in questo senso, mi sento di dover criticare chi organizza i palinsesti televisivi e non ha il “coraggio” di proporre qualche opera teatrale o musical in prima serata al posto di certi…format non sempre all’altezza.
Opere non del tutto ignorate dalla televisione ma relegate in orari assurdi o in qualche canale secondario del digitale terreste. Per capirci: niente Rai1 o Canale 5 alle ore 21 per teatro & co.
Chiudo spiegando il titolo del post.
Marisa Merlini negli ultimi tempi era diventata una specie di memoria storica vivente del mondo dello spettacolo anni 40/50 e veniva spesso invitata a raccontare episodi della sua vita in radio e televisione. Tra gli episodi che amava raccontare ce n’era uno legato al suo periodo giovanile nel mondo della rivista.
All’epoca le ballerine come lei erano delle vere dive ed il pubblico maschile impazziva per loro facendo la fila davanti ai loro camerini con enormi mazzi di fiori e gioielli.
Una sera davanti al suo camerino si presenta un uomo che le urla “Signorina! Lei è come un maiale!” – “Ma come si permette? Cafone!”- “Ma no, mi scusi, che ha capito.” – Rispose lui imbarazzatissimo. -”Volevo dire che lei è così bella che è come un maiale…non si butta via niente!”-.
Questa si che è classe e originalità…meditate donne! :mrgreen:

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gen 032011
 

Era l’ottobre del 2008 quando sentii per la prima volta la voce di Matteo Caccia in radio. Il suo programma, Amnèsia, si presentava in forma di diario radiofonico dove il conduttore ricostruiva come in un mosaico i vari pezzi della sua vita.
A suo dire l’anno precedente, durante uno spettacolo teatrale era stato colto da un’improvvisa forma di amnesia retrograda globale! Ripresosi dallo shock (?) a Caccia, già conduttore in passato di programmi su Radio2 avrebbero proposto di raccontare la sua storia in radio: ecco appunto Amnèsia.
Ebbi modo di ascoltare alcune puntate del programma e ne registrai alcuni stralci con l’idea di discuterne il tema sul blog. Poca roba, considerando che il programma veniva trasmesso in un orario a me poco idoneo visto che a quell’ora sono quasi sempre al lavoro. Di quelle registrazioni conservo circa 4 minuti dove si parla di una curiosa “teoria della terrazza” che possiamo ascoltare nel video in coda a questo post.
Perché tratto l’argomento Amnèsia solo ora? Diciamo che l’argomento era “ghiotto” ma il programma aveva un non so che di…strano e volevo capirci qualcosa in più prima di dire la mia. Lo “strano” uscì allo scoperto con l’ultima puntata del programma dove il conduttore ammise di essersi inventato tutto; non c’era mai stata nessuna amnesia retrograda globale, il programma altro non era che un ben organizzata fiction radiofonica. Non ebbi modo di seguire il programma (per le ragioni che spiegato) quindi non so come la presero i radioascoltatori in quel momento. Sembra che lo “scherzo” non abbia fatto arrabbiare nessuno, anzi, le critiche colpirono la dirigenza di Radio2 per la chiusura di Amnèsia così come era accaduto per altri storici programmi dell’emittente (eravamo in piena rivoluzione di palinsesto).
Adesso Matteo Caccia è passato a Radio24 con nuovi programmi (già il secondo al momento della pubblicazione di questo post) e sembra essersi conquistato un nutrito e fedele seguito di ascoltatori grazie al suo stile. Ora resta da stabilire, e qui ognuno la può pensare come gli pare, se questo sia un “vero stile” oppure no.
La fiction-amnesia radiofonica è sicuramente stata una buona idea (il successo lo dimostra) ma l’aver spacciato per vero un disturbo serio come l’amnesia, per di più in una forma anche particolarmente grave, mi sembra più una “caduta di stile”, in particolare nei confronti di chi vive realmente questo problema.
Poi…ripeto, io non ho seguito quella famosa ultima puntata. Forse in quell’occasione il conduttore ha dato spiegazioni e motivazioni validissime al suo operato ed allora, se così fosse, tanto di cappello.

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