ott 182010
 

Esattamente un anno fa gli Italici problemi venivano distratti dalle polemiche legate ad uno spot pubblicitario dove l’inno di Mameli era stato riarrangiato in chiave melodica ed il testo adattato in versione femminile.
Ci fu una vera e propria inserruzzione da parte di alcuni esponenti politici che, a mio parere, non avevano niente di meglio da fare. “Con l’inno nazionale non si scherza!” disse qualcuno e l’azienda che aveva commissionato lo spot per il quieto vivere di tutti lo tolse dalla programmazione televisiva.
Oggi, quasi in sordina, quello spot è tornato in programmazione in versione strumentale e sembra, al momento, non irritare nessuno. Quando un anno fa partirono le polemiche verso questo spot rimasi piuttosto perplesso, non tanto per le critiche in se (l’idea poteva piacere o meno ed è sempre una questione personale più che legittima) ma per i toni della polemica e per i protagonisti della stessa. I più arrabbiati facevano parte di uno schieramento politico chiamato “Forza Italia” che tra loro si chiamavano “Azzurri”.
Non ricordo la stessa indignazione mostrata verso lo spot anche nei confronti dell’uso politico delle due espressioni “nazional popolari” che per anni hanno creato imbarazzo pure ai cronisti sportivi. Come potevi augurare forza Italia in una manifestazione sportiva senza sentirti, anche solo poco, in imbarazzo? La perla della polemica fu quando in difesa dell’inno vituperato scesero in campo anche quelli che questo inno lo vorrebbero sostituire con un pezzo di successo di Giuseppe Verdi.
Una situazione veramente grottesca che purtroppo non è la sola nel nostro mondo politico-morale-pubblicitario. Ora non ci facciano più caso ma ricordate quando s’instaurarono le fasce televisive protette per i bambini? Per capirci, l’uso dei bollini rosso, giallo, verde all’inizio di ogni programma televisivo. All’epoca (2006?) si arrivò a proporre di vietare in Italia l’uso dei bambini negli spot. Polemicamente alcune agenzie andarono a registrare alcuni loro spot all’estero (estero che poteva essere anche S. Marino!) per aggirare il divieto (…astuti).
Oggi tutto questo sembra dimenticato, mentre in alcuni paesi nordici è vietata pure la pubblicità rivolta ai bambini (niente merendine, ovetti, ecc…) da noi i bambini in tivù ci sono a tutte le ore perché fanno ascolto; vedi tutti i vari talent-show pieni di cantanti in erba.
Chiudo tornando per un attimo allo spot di Sorelle d’Italia. In questi giorni un’altra azienda del settore calze ha lanciato il suo spot dove si vede una ragazza che per conquistare il suo bello lo insegue in auto e lo tampona, quando lui scende dalla sua auto lei solleva la gonna per mostrare la calza (alle donne) e la gambetta (agli uomini), poi finge uno svenimento. Cari pubblicitari, pensate d’aver azzeccato lo spot? Ricordo che molti uomini tengono più alle loro auto che alle loro mogli. Il belloccio dello spot sarà sceso dall’auto per soccorrere la fanciulla o sarà imbufalito per i danni subiti dal suo gioiello a quattro ruote? Ai posteri l’ardua sentenza.

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I due spot Calzedonia. Edizioni 2009 e 2010.

feb 192010
 

Quando le nostre paure arrivano a diventare ossessioni, tanto da impedirci d’avere una vita normale, sentiamo il bisogno d’esorcizzarle in qualche modo. Questo probabilmente spiega le origini di fenomeni come la festa di halloween o lo stesso carnevale dove il mascheramento, il grottesco vanno a sbeffeggiare la morte. Forse spiega anche il successo negli u.s.a. Di Jeff Dunham, un ventriloquo che da circa due anni sta spopolando in televisione con il suo spettacolo. Dunham è un vero ventriloquo, niente a che fare con personaggi come Luis Moreno e il corvo Rockfeller protagonisti della televisione nostrana negli anno ottanta sotto l’impero di Baudo I di Militello; lui la bocca la tiene veramente chiusa. Il personaggio di punta proposto da Dunhan è Achmed il terrorista morto, un attentatore suicida fallito (ha avuto una…”detonazione precoce”). Pensare che si possa ridere di un argomento così attuale e, in un certo senso pericoloso, forse può apparire incomprensibile; il pubblico ride ogni volta che Achmed esclama “Silenzio! Ti uccido!” così come ride delle scontate battute sugli ebrei e i preti cattolici a dimostrazione che la voglia di normalità nella gente è sicuramente più forte di ogni reale paura.

Qui sotto c’è il video con sottotitoli in italiano di una delle sue esibizioni più famose (è tra i video più visti di sempre su youtube). Quasi 11 minuti farciti di satira e doppi sensi. Al di la dei contenuti dello spettacolo vorrei sottolineare le doti di ventriloquo di Dunham, in particolare come riesca a dare il senso di “profondità” ai dialoghi facendo “parlare” Walter, un altro dei suoi feroci personaggi, chiuso dentro la valigia.

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dic 112009
 

Ormai è quasi fatta, la rivoluzione in atto su RadioRai per il 2010 vedrà scomparire alcuni programmi storici tra cui Sumo (Giovanna Zucconi), L’altro Lato (Federico Taddia) e Condor (Luca Sofri-Matteo Bordone). La chiusura di quest’ultimo programma in particolare ha scatenato un vespaio con tanto di gruppo-facebook a lanciare appelli di grazie a destra e a manca. Devo dire che anche a me dispiace per la chiusura di questo programma radiofonico, non posso certo nascondere le mia simpatie a riguardo visto che il link di Condor è presente nel mio blogroll da sempre. Non mi rammarica la chiusura del programma in senso stretto perché sono consapevole che nulla è eterno ed è anche giusto “cambiare aria” di tanto in tanto. Per chi ama questo format radiofonico ci saranno sicuramente delle valide alternative in futuro come c’erano in passato; vorrei ricordare che prima di Condor Radio Due trasmetteva sempre in quella fascia oraria un programma dal titolo Atlantis (Lorenzo Scoles) molto simile al programma attuale. La chiusura di Atlantis mi sorprese e deluse più dell’attuale chiusura di Condor anche perché il primo periodo condotto dal solo Sofri non mi convinceva molto, forse la causa era la mia “affezione” al vecchio “stile” di Scoles…può essere. Poi piano piano il programma ha cominciato ad intrigarmi maggiormente e l’arrivo in seguito di Bordone (con due conduttori un programma radio è più fluido) me lo ha reso definitivamente più…simpatico (e diciamolo!). Le cose che mi rendono perplesso di tutta questa storia di chiusure e modifiche di palinsesti sono la motivazione, le critiche e le “alternative”.

Motivazioni. Calo degli ascolti, necessità di conquistare/riconquistare il pubblico, costi. Critiche. Atteggiamenti e posizioni troppo da “sinistra intellettuale” con temi che non interessano a nessuno. Alternative. Un “bel” reality radiofonico dove dieci donne parlano e sparlano di loro…. :shock: Come dire: non bastava la televisione per rimbambirci i pomeriggi, esportiamo la formula anche in radio, così non ci scappa nessuno. Annamo bene! :roll: