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	<title>Blumannaro.net &#187; Storie</title>
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	<description>Benvenuti nella tana del Caigo</description>
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		<title>Questa sera niente donne a cena</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 16:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entriamo nel piccolo ristorante dove abbiamo prenotato per la cena. La titolare ci accompagna al tavolo e dice:-”Strana serata, ai tavoli ci sono soltanto uomini.”- : Ci guardiamo intorno ed in effetti è così. Solo più tardi arrivano un paio di coppie “miste”. La domanda è: donne, dove siete questo venerdì sera? Tutte a dieta?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Entriamo nel piccolo ristorante dove abbiamo prenotato per la cena.<br />
La titolare ci accompagna al tavolo e dice:-”Strana serata, ai tavoli ci sono soltanto uomini.”- : Ci guardiamo intorno ed in effetti è così.<br />
Solo più tardi arrivano un paio di coppie “miste”.<br />
La domanda è: donne, dove siete questo venerdì sera? Tutte a dieta?</p>
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		<title>Adolescenti ed acqua calda</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 16:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La figlia adolescente dice al padre: &#8211; “Papà! Stavo facendo il bagno ed è finita l&#8217;acqua calda”! &#8211; Il padre rimane di sasso. Ha rinnovato da poco l&#8217;impianto di riscaldamento; impianto che gli è costato un super-mega-investimento. Un sistema ibrido pellets-legna-pannelli solari ad altissimo rendimento (mi ha pure spiegato il funzionamento ma non sto qui <a href='http://www.blumannaro.net/2012/01/adolescenti-ed-acqua-calda/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La figlia adolescente dice al padre: &#8211; “Papà! Stavo facendo il bagno ed è finita l&#8217;acqua calda”! &#8211; Il padre rimane di sasso. Ha rinnovato da poco l&#8217;impianto di riscaldamento; impianto che gli è costato un super-mega-investimento.<br />
Un sistema ibrido pellets-legna-pannelli solari ad altissimo rendimento (mi ha pure spiegato il funzionamento ma non sto qui a dilungarmi&#8230;.). L&#8217;impianto prevede un sistema d&#8217;accumulo d&#8217;acqua calda di ben 300 litri, possibile che il “gioiello” sia andato in tilt?<br />
La realtà, scopre poi, è molto più semplice. La figlia è entrata in bagno, ha aperto l&#8217;acqua calda, è tornata in camera da letto, ha scelto cosa indossare, è tornata in bagno portando con se un lettore musicale, l&#8217;ha acceso e lo ha ascoltato per un po&#8217;. Infine si è decisa&#8230;ed ha iniziato a lavarsi con quel poco di acqua calda che le era rimasta.<br />
Al termine del racconto il padre mi ha detto:- “ L&#8217;estate prossima la mando a lavorare.<br />
E&#8217; arrivato il momento che cominci capire il valore delle cose&#8230;..”.</p>
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		<title>Giulia e lo skipass</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 16:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Introduzione: Per chi non conosce il Veneto orientale è doverosa una spiegazione prima di “narrare” la storia vera e propria. Una delle strade che porta verso il mare segue per buona parte del suo percorso il fiume Sile e, a soli 15 minuti dalle spiagge, con un piccola deviazione dal percorso ci si può fermare <a href='http://www.blumannaro.net/2012/01/giulia-e-lo-skipass/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/01/giulia-skipass.jpg" target="_blank"><img class="alignleft  wp-image-3666" title="giulia skipass" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/01/giulia-skipass-296x300.jpg" alt="" width="240" height="244" /></a>Introduzione: Per chi non conosce il Veneto orientale è doverosa una spiegazione prima di “narrare” la storia vera e propria.<br />
Una delle strade che porta verso il mare segue per buona parte del suo percorso il fiume Sile e, a soli 15 minuti dalle spiagge, con un piccola deviazione dal percorso ci si può fermare all&#8217;osteria Pavan.<br />
Un osteria che ha tutte le caratteristiche delle vecchie osterie di campagna, quindi nulla a che vedere con i locali e le attività delle vicine località balneari ed ancor meglio nulla a che vedere con attività legate al mondo del turismo di montagna.<br />
Questo chi vive in zona lo sa bene&#8230;o almeno così dovrebbe essere.</p>
<p>La storia: Dino e Silvano sono due “creature acquatiche”; vivono in una località balneare e dedicano buona parte del loro tempo ad attività legate a questo mondo.<br />
Tuttavia sono anche due appassionati di montagna e quando ne hanno l&#8217;occasione prendono l&#8217;auto e partono per una giornata dedicata alla sci. Può capitare che ai due si uniscano anche altre persone, un&#8217;occasione per passare in allegra compagnia le ore dedicate alle piste.<br />
Il Giorno che alla compagnia si unì Giulia non fu diverso dagli altri: partenza di primo mattino, uno spuntino veloce e poi via a sfrecciare sulle piste fino al tardo pomeriggio.<br />
A quel punto i tre, stanchi ma contenti per la bella giornata passata tra le nevi, prendono la strada per casa e tra una chiacchiera e l&#8217;altra parte la domanda che segnerà per sempre questo giorno nella storia.<br />
“Giulia. Hai conservato lo skipass?” &#8211; “No. Perché? Avrei dovuto?”- Rispose lei perplessa -”Certo, tra poco ci fermeremo allo&#8230;Sci Club presso l&#8217;osteria Pavan per il rimborso dell&#8217;Iva. Basta consegnare lo skipass e ti danno subito i soldi”. Giulia rimase senza parole, nessuno fino a quel momento le aveva mai parlato di rimborsi Iva per lo skipass. Possibile?<br />
Arrivati all&#8217;osteria i due uomini scesero dall&#8217;auto. “Tu non vieni Giulia?”- “No, io vi aspetto qui, tanto sono senza skipass” &#8211; Rispose lei.<br />
Dino e Silvano entrarono nell&#8217;osteria a bersi un&#8217;<a title="Significato  &quot;ombra&quot;" href="http://dialetticon.blogspot.com/2008/10/ombra.html" target="_blank">ombra</a>.<br />
Risaliti in auto la conversazione  prese strada verso altri temi. Ci sarebbero state altre occasioni per decidere se e quando spiegare a Giulia che non esiste nessun rimborso Iva per lo skipass e che si era trattato solo di uno scherzo.</p>
<p><span style="font-size: xx-small; color: #808080;">Immagine elaborata da: arthursclipart.org</span></p>
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		<title>Novanta giorni da postino (seconda parte)</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 15:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mia esperienza lavorativa alle poste è stata breve ma non priva di emozioni tanto che ancora oggi mi chiedo se il mio sia stato un caso eccezionale figlio di quel particolare momento o se per un postino si tratti di normale amministrazione perché, se così fosse, ognuno di loro potrebbe scrivere un succoso libro <a href='http://www.blumannaro.net/2011/10/novanta-giorni-da-postino-seconda-parte/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/10/postino-e-cane.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3515" title="postino e cane" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/10/postino-e-cane-230x300.jpg" alt="" width="216" height="283" /></a>La mia esperienza lavorativa alle poste è stata breve ma non priva di emozioni tanto che ancora oggi mi chiedo se il mio sia stato un caso eccezionale figlio di quel particolare momento o se per un postino si tratti di normale amministrazione perché, se così fosse, ognuno di loro potrebbe scrivere un succoso libro di memorie al termine della propria carriera.<br />
Ora, per tutta una serie di motivi legati (giustamente) ad un fatto di riservatezza non posso raccontare tutto che ho visto e che mi è capitato ma i brevi episodi che andrò a descrivere penso riusciranno a dare un quadro abbastanza preciso della vita di un novantista.<br />
Come ho scritto nel post che ha anticipato il presente buona parte del mio lavoro consisteva nella consegna dei telegrammi. Telegrammi a volte tristi come quelli legati al lutto ed alle conseguenti condoglianze di parenti ed amici ma anche momenti più gioiosi come le felicitazioni per l&#8217;arrivo di un bebè o un matrimonio.<br />
Ecco, in questo caso se la consegna dei telegrammi coincideva con la data/vigilia del matrimonio (generalmente di sabato) potevo benissimo evitare di far colazione perché regolarmente venivo strappato dal mio motorino e trascinato in casa dal padre della sposa che mi teneva sequestrato fin quando non accettavo di magiare qualcosa dal buffet e/o prendevo qualche lira di mancia.<br />
E&#8217; capitato di dover consegnare telegrammi a più coppie di sposi nella stessa giornata. Un dramma! Al terzo matrimonio tu sei pieno come un uovo e prigioniero del padre della sposa che non ti lascia andare finché non hai finito le tue tartine!<br />
Restando in tema telegrammi, un giorno, mentre già mi stavo preparando per andare a casa una collega mi dice di aspettare un po&#8217; perché c&#8217;è “qualche” telegramma dell&#8217;ultimo momento da consegnare. Si trattava della convocazione per “non so che” di tutti i medici della città! Ricordo che partii con la borsa colma di telegrammi (allora non immaginavo ci fossero così tanti dottori) e che al termine delle consegne ormai era buio pesto tanto che, al mio rientro in ufficio, il direttore (mi aveva aspettato) m&#8217;invitò a telefonare subito a casa visto che la mia famiglia mi aveva dato per disperso.<br />
Come ho detto in quel momento scoprii che c&#8217;erano molti dottori in città ma in quel periodo scoprii (se ce n&#8217;era bisogno) che esistevano anche tanti malati. Spesso mi capitava di consegnare piccoli pacchetti di medicinali provenienti anche dall&#8217;estero; entrare nelle case della gente mi fece vedere la vita (per me allora giovanissimo e spensierato) in modo diverso.<br />
Entrare nelle case della gente, cosa per me obbligatoria perché, a differenza del normale postino, io dovevo sempre ottenere una forma di ricevuta per quello che consegnavo, significò anche fare degli incontri , diciamo, curiosi. A parte quelli che non volevano accettare la posta (multe, atti giudiziari&#8230;) inventando le scuse più banali come “io non so scrivere” o (geniale!) “non ricordo il mio nome” capitò anche di trovarmi di fronte ad una signora completamente nuda che, non solo tergiversava sulla firma di una raccomandata, ma insisteva nel farmi entrare in casa con dei ripetuti “si accomodi giovanotto”.<br />
Risparmiatevi le battute facili: trovarsi di primo mattino davanti ad una donna palesemente reduce da una sbronza (la fiatella anche a due metri non perdona&#8230;) che tenta d&#8217;insidiare il giovane impegnato nel fornire il suo pubblico servizio non è cosa semplice. Forse anche meno traumatico delle cadute dal motorino causate dal peso della posta.<br />
Una sola per la verità ma che ferì il mio orgoglio più che il fisico; accadde in uno dei primi giorni di lavoro quando (<a title="prima parte" href="http://www.blumannaro.net/2011/10/novanta-giorni-da-postino-prima-parte/">ricorderete</a>) operavo da “cargo” per rifornire di posta i colleghi nel loro giro. Una ripida discesa seminascosta, una borsa stracolma di posta sistemata appena sopra il fanale e BUMM!, il motorino fa una capriola in avanti degna di un tuffo da medaglia olimpica! Peccato che sul motorino ci sia anche il sottoscritto a minare la qualità della performance ma forse è solo un dettaglio.<br />
Concludo con la questione cani, da sempre nemici dichiarati dei postini. Appena assunto tra i tanti suggerimenti ricevuti dai colleghi ne ricordo uno in particolare.<br />
Ricorda (dissero), se devi consegnare della posta alla famiglia Ve**** o anche solo passare davanti alla loro casa accertati che la loro cagna sia incatenata, se è libera passa oltre, non fermarti. Mi dissero che in un giorno di pioggia un loro collega si era recato dalla famiglia in auto (una 500) ed il dolce animale gli aveva bucato una ruota a morsi! Verità? Leggenda? Non so. Vero è che si trattava di un grosso cane nero dall&#8217;aspetto poco rassicurante, nel dubbio evitai ogni forma d&#8217;incontro ravvicinato.<br />
Incontro che non riuscii ad evitare con un altro cane anche se cane è una definizione generosa per quella specie di “topo” domestico. Stavo di fronte ad una casa con il giardino all&#8217;americana (senza recinzione) e quel coso peloso mi si era avvicinato tutto tremante; non ritenendolo pericoloso avanzai in direzione della casa e fu li che la piccola carogna spiccò un balzo incredibile per la sua statura, mi batté sul petto per poi rimbalzare sul terreno ed allontanarsi piagnucolando. In quel momento si aprì la posta della casa ed usci la proprietaria che dopo aver preso la raccomandata si scusò per il comportamento del suo cagnolino. Non ci sono problemi, dissi, e mi allontanai verso il motorino guardando la carognetta che mi fissava da sotto la siepe con un&#8217;espressione visibilmente soddisfatta.</p>
<p><span style="font-size: x-small;">(Immagine: rielaborazione tratta da search-best-cartoon.com)</span></p>
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		<title>Novanta giorni da postino (prima parte)</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 16:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre sto facendo la fila all&#8217;ufficio postale noto che allo sportello non c&#8217;è una delle solite impiegate (rotazione del personale per turno di ferie penso) e così estraggo un documento di riconoscimento da esibire quando arriverà il mio turno. Dopo qualche minuto eccomi di fronte alla donna con tutte le mie cianfrusaglie ed il documento <a href='http://www.blumannaro.net/2011/10/novanta-giorni-da-postino-prima-parte/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/10/fattorino.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3499" title="fattorino" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/10/fattorino-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a>Mentre sto facendo la fila all&#8217;ufficio postale noto che allo sportello non c&#8217;è una delle solite impiegate (rotazione del personale per turno di ferie penso) e così estraggo un documento di riconoscimento da esibire quando arriverà il mio turno. Dopo qualche minuto eccomi di fronte alla donna con tutte le mie cianfrusaglie ed il documento che prontamente passo sotto il vetro. Lei lo guarda, me lo restituisce e chiede: -”Lei è il signor xxx che ha lavorato nell&#8217;ufficio postale yyy anni fa?” &#8211; . Azz! (penso), già mi da fastidio quando mi dicono “lei è il signor” perché fa capire che non mi vedono più come un giovinetto <img src='http://www.blumannaro.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> e per di più scopro in un attimo di trovarmi davanti una ex collega di tanti anni fa che clamorosamente non ho riconosciuto.<br />
Questa mia piccola defaillance neurologica è stata l&#8217;occasione per ricordare questo episodio della mia vita passata che ora vado a condividere con voi.<br />
In quel tempo (si parla di molti anni fa) ero un baldo (?) ragazzotto che tirava avanti con lavori stagionali come cameriere, fotografo, benzinaio e, per un breve periodo, postino. Non so come funzionino oggi le assunzioni a tempo determinato alle poste ma all&#8217;epoca esisteva la figura del novantista assunto con regole medioevali (a dopo i dettagli) per coprire buchi nel normale organico del personale e/o come rinforzo in periodi di maggior lavoro.<br />
Ricordo che il novantista non poteva avere più di 24 anni e che nel periodo di lavoro non poteva assentarsi per malattia “pena” il licenziamento immediato! Questo ebbi modo di verificarlo di persona quando un mattino, alzatomi con un bel febbrone, telefonai al mio direttore per avvertirlo che non sarei andato al lavoro e questi mi disse che per evitare problemi avrebbe scalato il mio giorno d&#8217;assenza dalle ferie. Considerando che il mio periodo di lavoro si svolse tra ottobre e dicembre il risultato fu che a Natale terminai di lavorare ma venni poi richiamato l&#8217;ultimo giorno dell&#8217;anno perché si accorsero che gli dovevo un giorno di lavoro. Curioso.<br />
Ricordo il mio primo giorno di lavoro; l&#8217;emozione del varcare la soglia vietata ai “non addetti ai lavori”, una certa tensione nell&#8217;aria perché (scoprii solo in seguito) qualche giorno prima era scomparso un timbro postale, cosa piuttosto delicata visto che tale strumento è in grado di certificare la data di movimentazione della posta, anche quella importate ovviamente.<br />
Ricordo il funzionario giunto dalla sede provinciale per “certificare” il motorino che avrei usato per lavoro, un <a title="Piaggio Ciao (da wikipedia)" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/1b/Steelzciao.jpg" target="_blank">Ciao</a> avuto in prestito da mia zia; ricordo il pomeriggio passato da un fabbro per farmi costruire il trespolo da montare sul motorino per appoggiare la borsa colma di posta. Trespolo che usai pochissimo perché lavorai come portalettere-tradizionale solo i primi giorni dove assunsi un ruolo di “cargo”; non ricordo bene cosa venisse consegnato in quei giorni ma sta di fatto che i postini non erano in grado di caricarsi in un unico viaggio tutta la posta da consegnare in giornata, così partivo io a ruota di un postino della X zona o, in altre occasioni, ci davamo appuntamento in una certa via per il&#8230; rifornimento.<br />
Dopo questo breve periodo da uomo-cargo mi fu assegnato il ruolo definitivo di fattorino, ovvero consegna di raccomandate, telegrammi e piccoli pacchi. La differenza tra i due lavori era che come postino al mattino in ufficio si trovava la scrivania colma di posta della zona assegnata da ordinare, stipare nella borsa e consegnare il prima possibile; fatte le consegne il lavoro era finito: questo normalmente intorno a mezzogiorno.<br />
Come fattorino invece si trovava un volume ridotto di posta sulla scrivania però il campo d&#8217;azione era più vasto, tutto il territorio assegnato a quell&#8217;ufficio postale. Il giro normalmente terminava verso le dieci ma al rientro trovavo qualche telegramma extra da consegnare. In genere facevo tre uscite giornaliere ed il lavoro terminava verso le ore quattordici.<br />
Il ruolo di fattorino pur impegnando un maggior numero di ore (e la paga era sempre quella) era comunque migliore; più vario, più gratificante ovvero niente vagonate di pubblicità da consegnare ma poca ed importante corrispondenza. Ci scappava pure qualche mancia! In genere il padre di qualche novella sposa che riceveva le congratulazioni da amici e parenti lontani.<br />
Con questo lavoro non sono mancati gli episodi curiosi ed anche divertenti ma di questo parlerò nella <a title="seconda parte" href="http://www.blumannaro.net/2011/10/novanta-giorni-da-postino-seconda-parte/">seconda parte</a> dove leggende e realtà della vita di un novantista troveranno finalmente spiegazione (Sto parlando come<a title="Voyager" href="http://www.voyager.rai.it/dl/portali/site/page/Page-1c5f300c-4d0a-4b0b-80a1-fd766d32191b.html" target="_blank"> Giacobbo</a>! <img src='http://www.blumannaro.net/wp-includes/images/smilies/icon_rolleyes.gif' alt=':roll:' class='wp-smiley' /> )</p>
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		<title>Proteggere il cucciolo umano</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 15:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E sono 24. Il mio “cuginetto” ha festeggiato il proprio compleanno con una festa alla sua maniera, barbecue in giardino e musica fino all&#8217;alba. Con il passare degli anni queste feste diventano sempre più tranquille, si mangia, si beve, si canta&#8230; ma la caciara adolescenziale sta lasciando il posto ad una forma di divertimento più <a href='http://www.blumannaro.net/2011/06/proteggere-il-cucciolo-umano/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/06/pumaro.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3299" title="Rochi" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/06/pumaro-300x271.jpg" alt="" width="240" height="217" /></a>E sono 24. Il mio “cuginetto” ha festeggiato il proprio compleanno con una festa alla sua maniera, barbecue in giardino e musica fino all&#8217;alba.<br />
Con il passare degli anni queste feste diventano sempre più tranquille, si mangia, si beve, si canta&#8230; ma la caciara adolescenziale sta lasciando il posto ad una forma di divertimento più sobria, più matura; ci sono sempre un paio di signorine dal “bicchiere allegro” che riescono a farsi riconoscere ma comunque nulla a che vedere con le performance e le conseguenze subite da miss <a title="Versami da bere!" href="http://www.blumannaro.net/2009/09/versami-da-bere/" target="_blank">versami da bere</a>.<br />
Quasi come fosse un rito, il giorno dopo la festa la famiglia si è riunita in una simil-assemblea-condominiale dove, tra una chiacchiera e l&#8217;altra, sono usciti i ricordi di 24 anni fa.<br />
Fu un giugno particolare perché in quei giorni sia mia madre che entrambi i miei nonni erano ricoverati in ospedale. Circostanza che portò al rientro/arrivo a casa di ben quattro persone nel giro di poche ore. Ovvio che ci fosse una certa euforia nell&#8217;aria vista la coincidenza di tutte queste belle novità eppure,ancor oggi, l&#8217;immagine più forte legata a quel giorno è quella dell&#8217;incontro del neonato con il cane che avevamo allora.<br />
Rochi (questo era il suo nome) era quello che oggi si definisce un bastardino ma che allora si poteva ancora considerare pùmaro, ovvero il cane del contadino, il cane del pollaio. Rochi non entrava mai in casa, il suo posto era lo zerbino davanti all&#8217;ingresso, la porta poteva rimanere aperta eppure lui non varcava mai la soglia&#8230;fino al quel giorno.<br />
Il bambino venne portato in casa dai miei zii (attenzione, non i genitori del piccolo ma due persone comunque ben conosciute dal cane) che lo appoggiarono con la sua cesta sopra il divano. A quel punto il cane, trovata la porta aperta entrò e lentamente si avvicinò al divano, li si fermò e rimase a guardare il bambino.<br />
Dopo qualche istante la zia fece per avvicinarsi ma si fermò subito perché, tra lo stupore di tutti, il cane le ringhiò contro. Rochi in quel momento aveva “adottato” il bambino.<br />
Nei mesi successivi ogni volta che il piccolo venne portato fuori di casa il cane gli rimase sempre accanto. L&#8217;immagine che abbiano di quel periodo è quella di mio cugino in braccio a sua madre seduta in giardino. Ed il cane sotto la sedia.</p>
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		<title>Una cena sul delta del Po</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 15:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stasera vi porto a Gnocca. Calma! Non vi agitate, che avete capito! Parlo di una località alle foci del fiume Po, un luogo tranquillo dove ritrovare la pace con l&#8217;universo e mangiare dell&#8217;ottimo pesce. Il posto non è difficile da raggiungere anche se, chi arriva da direzione nord come noi, deve affrontare la strada Romea <a href='http://www.blumannaro.net/2011/06/una-cena-sul-delta-del-po/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/06/antichi-sospiri.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3253" title="La locanda degli Antichi Sospiri" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/06/antichi-sospiri-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a>Stasera vi porto  a Gnocca.<br />
Calma! Non vi  agitate, che avete capito! Parlo di una località alle foci del fiume Po, un luogo tranquillo dove ritrovare la pace con l&#8217;universo e mangiare dell&#8217;ottimo pesce.<br />
Il posto non è difficile da raggiungere anche se, chi arriva da direzione nord come noi, deve affrontare la strada Romea che non è tra le più “confortevoli” e spesso è intasata da un pesante traffico commerciale. Comunque una volta superata località Taglio di Po sembra di entrare in altro mondo; traffico e zone industriali lasciano il posto a corsi d&#8217;acqua e campagna a vista d&#8217;occhio. Le poche insegne che incontriamo parlano di di Gnocca, Gnocchetta, Donzella e Bacucco, nomi che da soli già ti fanno entrare in clima di allegria.<br />
Quando arriviamo alla nostra destinazione [<a title="Località Gnocca" href="http://i401.photobucket.com/albums/pp92/blumannaro/mappe/portotolle.jpg?t=1308058546" target="_blank">vedi mappa</a>], troviamo una bella locanda in località Santa Giulia. Il posto  come ho detto è tranquillo, poche case in mezzo alla campagna, un ponte di barche per attraversare il ramo del Po che scorre li accanto ed in lontananza la luce di un faro (Faro del Bacucco).<br />
<a title="antichisospiri.it" href="http://www.antichisospiri.it/index.php?lang=it_IT" target="_blank">La locanda degli Antichi Sospiri</a> (ma si, facciamo il nome) è attrezzata per tutte le “moderne” necessità di un cliente: escursioni, pacchetti aziendali, area bimbi, ecc&#8230;  sono messe a disposizione insieme al fiore all&#8217;occhiello della locanda: la cucina!<br />
Per stuzzicarci l&#8217;appetito sono partiti con un cucchiaio, o meglio, una pallina di dentice dal sapore freschissimo, poi è arrivato l&#8217;antipasto, praticamente una zuppa a base di cozze, vongole e fasolari con sughetto assassino. Eh già&#8230; i sughetti sono terribili perché t&#8217;invitano a consumare pane riempiendoti come una botte e facendoti arrivare in sofferenza al termine della cena! E&#8217; seguito un delicato risotto ed infine, dopo un intervallo con una sardea in saor è arrivato il pezzo forte della serata: anguilla ai ferri e ombrina al forno. Acqua,  vino bianco friulano e caffè hanno accompagnato il tutto. Niente dolce, i nostri propositi battaglieri si sono arenati di fronte allo sfinimento.<br />
Considerate che i secondi sono stati conteggiati per due, noi eravamo tre e li c&#8217;era da mangiare per quattro. Maledetto pane che ci hai fregato all&#8217;inizio!<br />
Devo aggiungere che anche con il conto siamo stati trattati bene. Sarà che lontano dalle “località di prestigio” i prezzi rimangono ragionevoli di loro, sarà che la titolare della locanda ci ha presi in simpatia e ci ha fatto un buon prezzo, sarà che&#8230; siamo rimasti piacevolmente sorpresi anche dal lato economico.<br />
Vi parlavo della titolare; complice la serata infrasettimanale (tranquilla) ha passato buona parte della serata in nostra compagnia. Ne è nata una piacevole conversazione dove si è parlato della storia di quei luoghi, delle soddisfazioni e delle difficoltà che incontra con il suo lavoro.<br />
Ci ha parlato della sua storia personale, di lei che bambina ha visto quel mondo contadino che adesso non c&#8217;è più, di quando cresciuta, sposata e trasferita a Bologna ha deciso di tornare in quei luoghi dove la vita scorre più lenta e meno stressante, lontana dal caos ed anche dal crimine. Solo per fare un esempio, a Bologna aveva subito diversi furti nel giro di poco tempo mentre li, alle foci del Po è ancora possibile lasciare le chiavi dell&#8217;auto sul cruscotto.<br />
Purtroppo la serata non poteva durare in eterno e, sia pur arrancando, ad un certo punto ci siamo dovuti alzare per avviarci verso casa.<br />
Non prima però di aver ammirato per qualche istante un autentico juke box anni sessanta ancora funzionate ed un registratore di cassa centenario, altri due piccoli gioielli di questa locanda.<br />
E&#8217; il momento di andare e di fare una promessa: tra qualche mese si torna&#8230;per il brodetto d&#8217;anguilla (bisat).</p>
<p>Se termini come sardea in saor o bisat vi dicono poco consiglio di fare una ricerca nei siti di ricette  <img src='http://www.blumannaro.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>X-worm: quorum</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 15:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I vermicelli azzurri ci segnalano il raggiungimento del quorum, un 57% provvisorio ma che non lascia dubbi sull&#8217;esito finale dello spoglio. Ora vedremo di che pasta sono i nostri governanti visto i precedenti non sempre edificanti. Per chiarezza ripropongo un estratto da un commento tratto dal post precedente. Nel 1993 viene soppresso tramite referendum il <a href='http://www.blumannaro.net/2011/06/x-worm-quorum/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/06/x-worm-quorum.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3246" title="Quorum" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/06/x-worm-quorum-294x300.jpg" alt="" width="294" height="300" /></a></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">I vermicelli azzurri ci segnalano il raggiungimento del quorum,  un 57% provvisorio ma che non lascia dubbi sull&#8217;esito finale dello spoglio.<br />
Ora vedremo di che pasta sono i nostri governanti visto i precedenti non sempre edificanti.<br />
Per chiarezza ripropongo un estratto da un commento tratto dal post precedente.<br />
Nel 1993 viene soppresso tramite referendum il ministero dell’agricoltura e abrogata la legge sul finanziamento pubblico dei partiti, rispettivamente, con il 75% e il 90% dei voti validi. Quattro mesi dopo viene istituito il ministero per le politiche agricole e nel 1997, analogamente, il finanziamento pubblico dei partiti è reintrodotto attraverso il meccanismo volontario della destinazione del 4 per mille dell’Irpef. </span></span></p>
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		<title>Il metodo Bersani-Crozza</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 15:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[controindicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ironia]]></category>
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		<description><![CDATA[All&#8217;inizio del secolo scorso gli studi di due medici “partorirono” quello che doveva essere un sistema per il controllo della fertilità prima e un metodo contraccettivo poi. Parlo del metodo Ogino-Knaus, un metodo famoso per i suoi esiti sempre “bizzarri”; spesso chi seguiva questo metodo per avere dei figli non ne aveva manco cantando in <a href='http://www.blumannaro.net/2011/06/il-metodo-bersani-crozza/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/06/ogino_knaus_bersani_crozza.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3203" title="Ogino-Knaus e Bersani-Crozza" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/06/ogino_knaus_bersani_crozza-224x300.jpg" alt="" width="179" height="240" /></a>All&#8217;inizio del secolo scorso gli studi di due medici “partorirono” quello che doveva essere un sistema per il controllo della fertilità prima e un metodo contraccettivo poi. Parlo del metodo Ogino-Knaus, un metodo famoso per i suoi esiti sempre “bizzarri”; spesso chi seguiva questo metodo per avere dei figli non ne aveva manco cantando in aramaico antico mentre chi non ne voleva si trovava in poco tempo la casa piena di bambini. In due parole: l&#8217;inaffidabilità fatta metodo!<br />
Oggi un nuovo metodo sta prendendo piede nelle abitudini degli Italiani, nulla a che vedere con la contraccezione, si tratta del metodo Bersani-Crozza, un metodo basato sull&#8217;ironia dove alcune <a title="Da Ballarò" href="http://www.youtube.com/watch?v=uS9PfuyTZcY" target="_blank">espressioni</a> tipiche del politico vengono riproposte in modo “surreale” dal comico Ligure.<br />
Purtroppo ogni metodo ha le sue controindicazioni, anche questo. Guardare un comico esibirsi in televisione non alza automaticamente il nostro tasso di umorismo e non migliora la nostra reattività ironica, rassegnamoci.<br />
E&#8217; come con le barzellette: c&#8217;è chi le sa raccontare e chi no, la stessa storiella proposta da due persone diverse può piegarci in due dal ridere o strapparci solo mezzo sorriso di cortesia, è un dato di fatto. Se parliamo di ironia la cosa può raggiungere la soglia del ridicolo.<br />
Immaginate di trovarvi in un contesto “serio”, ad esempio su un  posto di lavoro; state conversando con una persona quando ad un certo punto vi raggiunge una persona riconosciuta da tutti come seria (anche seriosa) e,  nel maldestro tentativo di far capire al collega che ha bisogno d&#8217;aiuto (?) se ne esce con la frase: -”Non stiamo mica qui a lavare le macchie ai leopardi!” -.<br />
Faccio un  appello. Se l&#8217;umorismo non è il vostro forte, se il tempismo non è il vostro forte (questa persona non sapeva di cosa stessero parlando gli altri due), se avete qualche difficoltà ed avete bisogno di aiuto non siate troppo “creativi” nel proporvi. Chi vi sta di fronte: amici, colleghi, sconosciuti (come nel caso citato) potrebbero non&#8230;capirvi o non riconoscervi. Forse non conosco tutti i travestimenti di Crozza.  <img src='http://www.blumannaro.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=':wink:' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>L&#8217;uomo con quattro donne in casa</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 16:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
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		<description><![CDATA[Come deve essere la vita di un uomo che vive con quattro donne? Salata. Chiaramente non possiamo generalizzare ma se ci vogliamo riferire ad un uomo in particolare, e parliamo del signor Silvano, “salata” è la parola che meglio rappresenta la sua vita, perlomeno dal punto di vista alimentare. Il signor Silvano viveva con madre, <a href='http://www.blumannaro.net/2011/03/luomo-con-quattro-donne-in-casa/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/03/quattro-donne.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-2902" title="quattro donne" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/03/quattro-donne-300x276.jpg" alt="" width="210" height="193" /></a>Come deve essere la vita di un uomo che vive con quattro donne?<br />
Salata. Chiaramente non possiamo generalizzare ma se ci vogliamo riferire ad un uomo in particolare, e parliamo del signor Silvano, “salata” è la parola che meglio rappresenta la sua vita, perlomeno dal punto di vista alimentare.<br />
Il signor Silvano viveva con madre, moglie e due figlie; quattro donne in casa che, sue parole, convivevano abbastanza pacificamente tra loro (solo la madre aveva un carattere “leggermente particolare”).<br />
La sua era una vita tranquilla scandita dalle giornate di lavoro, gli impegni scolastici delle due ragazze ed un unico giorno dove ci si trovava tutti insieme a pranzo: la domenica.<br />
Per lui il pranzo della domenica aveva un doppio significato, l&#8217;occasione per passare un po&#8217; di tempo con tutta la famiglia riunita e la possibilità di mangiare un vero “buon pasto” dopo quelli non sempre eccelsi della mensa aziendale.<br />
Il suo primo obbiettivo veniva raggiunto facilmente visto che le quattro donne quasi sempre erano presenti per l&#8217;occasione, il secondo invece raramente veniva raggiunto e, ironia della sorte, quasi a causa del successo del primo.<br />
Ecco un esempio di quello che poteva capitare.<br />
Preparazione di uno dei suoi piatti preferiti: l&#8217;insalata mista fatta con le verdure colte dal suo orto. La moglie tagliava le verdure, le lavava e le poneva nella terrina (poi usciva dalla cucina), entrava la madre, metteva il sale e mescolava (poi usciva dalla cucina), entrava la prima figlia, metteva il sale e mescolava (poi usciva dalla cucina), entrava la seconda figlia, metteva il sale e mescolava (poi usciva dalla cucina), infine rientrava la moglie che decideva di condire l&#8217;insalata, ovviamente aggiungendo un po&#8217; di sale, poco, perché sapeva che Silvano non gradiva i cibi troppo saporiti.<br />
Il risultato è facilmente immaginabile: un&#8217;insalatona praticamente immangiabile.<br />
La cosa incredibile è che questo tipo d&#8217;incidente si è ripetuto per anni nonostante ogni volta qualcuna delle donne dichiarasse “la prossima domenica  dell&#8217;insalata me ne occupo solo io”.  Per qualche settimana le cose andavano bene ma poi, immancabilmente, il fattaccio si ripresentava.<br />
Da quando Silvano mi ha raccontato la sua storia una domanda mi perseguita: ma dopo aver messo il sale sull&#8217;insalata, perché uscivano? Dove caspita andavano?</span></span></p>
<p>﻿</p>
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