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	<title>Blumannaro.net &#187; Temi</title>
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	<description>Benvenuti nella tana del Caigo</description>
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		<title>Come si uccide il web in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 15:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono anni ormai che in questo paese si discute di libertà. A volte, più che discutere, ci si riempie la bocca di questa parola perché sembra che questa libertà non sia uguale per tutti. “Tu non devi ma io posso”, potrebbe essere questo lo slogan perfetto di qualche protagonista della diatriba in questione. Questione che <a href='http://www.blumannaro.net/2011/10/come-si-uccide-il-web-in-italia/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/10/blog-in-manette.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3474" title="blog in manette" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/10/blog-in-manette-300x234.jpg" alt="" width="240" height="187" /></a>Sono anni ormai che in questo paese si discute di libertà. A volte, più che discutere, ci si riempie la bocca di questa parola perché sembra che questa libertà non sia uguale per tutti. “Tu non devi ma io posso”, potrebbe essere questo lo slogan perfetto di qualche protagonista della diatriba in questione. Questione che solo due anni fa aveva messo il fermento la rete, ricordate? Ne avevo parlato, <a title="Chi ha paura dei blog" href="http://www.blumannaro.net/2009/07/chi-ha-paura-dei-blog/" target="_blank">alla mia maniera</a>, in occasione di una serie di proteste legate alla questione dell&#8217;obbligo di rettifica.<br />
Oggi il problema si ripresenta: in realtà non era mai scomparso, era solo “assopito” dal lento muoversi delle Italiche cose, ma d&#8217;improvviso si è risvegliato grazie a degli episodi in apparenza (ma mica tanto)lontani tra loro.<br />
Prima il caso Vasco Rossi-Nonciclopedia<a title="Nonciclopedia: Sospensione del servizio" href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Nonciclopedia:Sospensione_del_servizio" target="_blank"> vedi link</a> per i dettagli) e subito dopo la protesta di Wikipedia Italia (Vedi <a title="Wikipedia: Comunicato 4 ottobre 2011" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011" target="_blank">comunicato</a> del 4 ottobre) hanno messo in agitazione la rete, questa volta però ad “agitarsi” non sono stati solo i soliti blogger e tutte quelle figure viste come caricaturali paladini di giustizia dai più distratti (troppi&#8230;), questa volta si sono mossi quelli delle chiacchiere su facebook, quelli delle fanzine, in breve, tutti quelli (in particolare i più giovani) che solo due anni fa avevano snobbato le proteste in rete perché non sentivano loro (sbagliando) il problema.<br />
Se avete tempo e voglia di fare un giro nei forum a tema troverete una marea di critiche a Vasco Rossi, nonostante ci si avvi ad un epilogo “amichevole” della vicenda e nonostante qualche riserva ci sia anche sulle azioni di Nonciclopedia, che a volte in passato ha superato il confine del buon gusto con le sue schede.<br />
A Rossi probabilmente non verrà perdonato il fatto di essersi scagliato contro dei dissacratori; lui che del dissacrare, del “vivere liberi” ha fatto la sua bandiera in tutti i suoi anno di carriera.<br />
Ancor più pesante è l&#8217;effetto Wikipedia; nei forum circolano già domande tipo:<br />
Come si fa a rimanere calmi dopo che il governo oscura anche Wikipedia?<br />
Secondo voi wikipedia italia chiuderà i battenti?<br />
Siamo giunti al regime dittatoriale?<br />
Il nuovo &#8220;decreto intercettazioni&#8221; chiuderà la bocca a Wikipedia!?<br />
Qual&#8217;è il destino della legge ammazza-blog?<br />
Con la nuova legge, non potremmo più contestare gli errori storici di qualsiasi religione?<br />
Italia come l&#8217;Iran e la Cina. Siamo ufficialmente una dittatura mascherata da repubblica?<br />
Come si fa a non pensare che stiamo entrando in una dittatura vera e propria? Se uno non diffama ma è &#8220;scomodo&#8221; può essere costretto a tacere grazie al comma 29 del DDL intercettazioni?<br />
Queste domande sono estratte da un forum che non è famoso per la sua “sensibilità sociale” eppure il segnale che qualcuno stia aprendo gli occhi (i distratti di due anni fa) sembra evidente. Aspettiamo e speriamo.<br />
E possibile che qualcuno sia arrivato a leggere fino a questo punto senza aver ancora ben capito quale sia il problema del DDL intercettazioni. Il tema è lungo e complesso ed io non sono sicuramente il più adatto (e preparato) nel parlarne. Mi limito a citare il “famigerato” comma 29. “Obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine&#8221;. In breve, tutti, blogger in particolare, rischiano di venir zittiti se scrivono qualcosa di minimamente fastidioso per chicchessia. Calunnia, diffamazione, diritto di cronaca e diritto di PENSIERO vengono messi sullo stesso piano. Inaccettabile!<br />
Le conseguenze dell&#8217;applicazione di questo DDL sono ben immaginabili, ma di una in particolare non ho ancora sentito discutere. Il destino degli hosting Italiani. Parliamo di decine (centinaia?) di imprese che rischierebbero di veder crollare il loro giro d&#8217;affari. Un vero e proprio esercito di blogger potrebbe abbandonarli e migrare verso hosting stranieri (U.S.A.? Russia?) per evitare la mannaia della legge Italiana. La soluzione non sarebbe perfetta, non si “evade” completamente la legge Italiana con un blog/sito all&#8217;estero ma è pur sempre meglio di niente.<br />
C&#8217;è pure il rischio che il nostro blog sia visibile in tutto il mondo ma oscurato in Italia; questo è sistema-censura adottato da Cina e Iran ma voglio sperare che da noi non si arrivi mai a questo punto.<br />
<strong>Aggiornamento ore 17:45</strong><br />
<span style="color: #0000ff;">All’unanimità con il parere favorevole del governo, è stata approvata una modifica che distingue tra testate giornalistiche online e siti dei singoli cittadini. Solamente i primi avranno l’obbligo di rettifica entro due giorni dalla pubblicazione dei contenuti controversi, mentre per gli altri – ovvero i blog – non ci saranno obblighi particolari se non quelli già previsti dalla legge e legati, per esempio, alla diffamazione. Per testate giornalistiche online si intendono quelle registrate presso i tribunali e con un direttore responsabile. [da ilpost.it]</span><br />
Un buo risultato o un semplice contentino per raffreddare la piazza?<br />
Attendiamo sviluppi&#8230;.</p>
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		<title>Cosa sono le carceri sporche</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 15:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono già passati due anni da quando scrissi del mio incontro con La massaggiatrice, una signora Cinese che, bontà sua, accettò di raccontarmi la sua storia mostrando un aspetto del “mondo Cina” che non tutti conoscono anche a causa di una certa chiusura da parte di queste persone che, anche quando vivono in Italia stabilmente, <a href='http://www.blumannaro.net/2011/09/cosa-sono-le-carceri-sporche/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/09/jails.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3401" title="Carceri sporche (carceri nere)" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/09/jails-232x300.jpg" alt="" width="162" height="210" /></a>Sono già passati due anni da quando scrissi del mio incontro con <a title="La Massaggiatrice" href="http://www.blumannaro.net/2009/08/la-massaggiatrice/" target="_blank">La massaggiatrice</a>, una signora Cinese che, bontà sua, accettò di raccontarmi la sua storia mostrando un aspetto del “mondo Cina” che non tutti conoscono anche a causa di una certa chiusura da parte di queste persone che, anche quando vivono in Italia stabilmente, faticano ad integrarsi nella nostra società nel senso più pulito del termine.<br />
Ora, leggendo il post sulla massaggiatrice, ed altri più recenti, potrà sembrare che in qualche modo io ce l&#8217;abbia a morte con la Cina e che non perda occasione di trovare il modo di parlarne male. Non è così, non ce l&#8217;ho assolutamente con questo popolo, ce l&#8217;ho sicuramente con quelle istituzioni che da un lato si prodigano nel mostrare modernità ed efficienza ma che allo stesso tempo ignorano deliberatamente le basi dei diritti umani e dell&#8217;economia.<br />
Quando parlai con la massaggiatrice ad un certo punto uscirono le parole “carceri sporche”, al momento non diedi molto peso alla cosa pensando si riferisse all&#8217;effettiva sporcizia di un carcere e non ad un qualcosa di più preciso. Solo in seguito ebbi modo di ritrovare la definizione carceri sporche (o carceri nere) e scoprire cosa sono in realtà.<br />
Sono dei centri di detenzione extralegali (bruttissimo termine) dove vengono rinchiuse senza aver subito alcun processo tutte quelle persone che decidono di chiedere un risarcimento o inoltrare un reclamo poco gradito alle autorità.<br />
Facciano un esempio? Immaginiamo di essere un semplice contadino che vive in un piccolo villaggio. Immaginiamo che il burocrate del posto s&#8217;inventi delle tasse ad uso personale o ci espropri parte della nostra terra senza alcuna ragione; ora noi, bravi cittadini saliamo sul nostro vecchio motocarro e raggiungiamo la città più vicina con lo scopo di denunciare il torto subito.<br />
Una volta raggiunto l&#8217;ufficio reclami (letteralmente “ufficio petizioni”) troviamo un gentile signore che ascolta con interesse tutta la nostra storia (che soddisfazione!) ed infine c&#8217;invita ad entrare nell&#8217;ufficio accanto al suo dove troviamo un altro paio di gentili signori che ci danno un sacco di educative legnate e poi ci rinchiudono in una piccola e buia cella dove avremo la possibilità di riflettere sull&#8217;accaduto. Se tutto va bene dopo qualche giorno ci lasciano tornare a casa, magari a bordo di un autobus messo a disposizione per l&#8217;occasione!<br />
Di sicuro dopo un&#8217;esperienza del genere il nostro spirito combattivo avrà subito un duro colpo e difficilmente avremo voglia di protestare davanti al prossimo abuso.<br />
Qualcuno potrebbe pensare che questa sia una realtà ormai superata oppure relegata in qualche sperduta provincia Cinese. Purtroppo non è così: di sicuro, almeno fino a due anni fa, una di queste carceri si trovava nella moderna Pechino, proprio quella dove ci hanno fatto vedere i giochi olimpici. Questo carcere è ufficialmente conosciuto come Centro richiedenti aiuto Ma Jialou di Pechino.</p>
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		<title>Cercasi asparago denuclearizzato</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 16:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il recente terremoto in Giappone, già di per se tragico, ha visto amplificarsi il suo dramma a causa dei danni subiti dalle sue centrali nucleari. Abbiamo visto come sia stato (com&#8217;è&#8230;) difficile porre rimedio ad un incidente di questo genere e quali e quanti malevoli effetti a catena questo comporti. Alcuni di questi effetti, se <a href='http://www.blumannaro.net/2011/03/cercasi-asparago-denuclearizzato/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/03/asparago-denuclearizzato.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3006" title="asparago denuclearizzato" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/03/asparago-denuclearizzato-300x218.jpg" alt="" width="278" height="202" /></a>Il recente terremoto in Giappone, già di per se tragico,  ha visto amplificarsi il  suo dramma a causa dei danni subiti dalle sue centrali nucleari. Abbiamo visto come sia stato (com&#8217;è&#8230;) difficile porre rimedio ad un incidente di questo genere e quali e quanti malevoli effetti a catena questo comporti.<br />
Alcuni di questi effetti, se non fosse che stiamo parlando di una cosa serissima, farebbero quasi ridere.<br />
In Italia (fatalità) si è data via libera alla moratoria che fa slittare di un anno le procedure per la localizzazione delle “nuove” centrali nucleari, come dire: lasciamo passare un po&#8217; di tempo, intanto la gente “dimentica” e ci lascia lavorare. Inoltre nella pulitissima ed ordinata Svizzera l&#8217;emittente SRF ha deciso di non trasmettere più i cartoni animati dei Simpson dove il simpatico ma maldestro Homer rischia di mandare all&#8217;aria la centrale nucleare di Springfield.<br />
Infine, la ciliegina che tutti aspettavamo: la nube radioattiva. Quando si è visto che il problema nella centrale di Fukushima era serio si è subito cominciato a parlare di venti, piogge e misure della radioattività in quota e al livello del suolo. Come ci si aspettava “l&#8217;aria Nipponica” ad un certo punto ha raggiunto i cieli Europei e subito è partito il tam-tam delle rassicurazioni. Ministri, climatologi e ed esperti di ogni genere ci hanno detto di non preoccuparci; ci hanno detto che le radiazioni in arrivo dal Giappone sono bassissime, in piena linea con le normali radiazioni emesse dall&#8217;ambiente che ci circonda.<br />
Alla fine ci hanno fatto intendere che è più pericolosa la scoreggia emessa dalla formica che ci passa sotto i piedi piuttosto che il “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fallout_nucleare" target="_blank">fallout</a>” precipitato sulla nostra lattuga. Boh&#8230; io non sono certamente un esperto e come tutti sono costretto a fidarmi. Spero solo che gli asparagi reggano.<br />
Asparagi? Ma cosa centrano? Anche nel  1986, quando ci fu il disastro di Chernobyl, si parlò di nube radioattiva sopra l&#8217;Italia; se ne parlò in modo molto più convinto perché in quel caso gli effetti si fecero realmente sentire in Europa, in particolare in Gran Bretagna.<br />
In Italia ci dissero che gli effetti potevano essere paragoni a quelli di una normale radiografica “spalmati” nell&#8217;arco di una settimana. Prudenzialmente ci consigliarono di evitare per un po&#8217; le verdure a foglia larga e tutto si chiuse li.<br />
Sarà il caso, sarà la sfiga, ma quell&#8217;anno l&#8217;asparagiaia che era il fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;orto di famiglia morì, tutte le piante inaspettatamente e contemporaneamente appassirono precocemente e l&#8217;anno dopo non produssero più un solo asparago.<br />
All&#8217;epoca avevamo una varietà di asparagi di ottima qualità, gustosi e rustici, praticamente inattaccabili da parassiti ed intemperie. Eppure in quell&#8217;anno infausto perdemmo “la razza”.<br />
Oggi, grazia alla ritrovata passione di mio zio, gli asparagi sono ritornati nel nostro orto. Non sono paragonabili a quelli che avevamo in passato ma fanno comunque una discreta (e saporita) figura.<br />
Mi chiedo: cosa dovrei pensare se tra qualche mese anche questa asparagiaia dovesse passare a miglior vita? Pura coincidenza? Spero proprio di no.</span></span></p>
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		<title>150 anni e 5 giorni d&#8217;Unità d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 16:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;occasione del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, come qualcuno ha notato, questo blog è rimasto silenzioso. Non ho pubblicato post che trattassero l&#8217;argomento, ne ho lasciato commenti di alcun genere nei blog frequento. Questo non per disinteresse al tema (tutt&#8217;altro) ma perché, come credo d&#8217;aver detto ancora, questo blog, salvo rarissime occasioni, “non sta sulla notizia”. <a href='http://www.blumannaro.net/2011/03/150-anni-e-5-giorni-dunita-ditalia/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/03/150.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2995" title="150" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/03/150.jpg" alt="" width="181" height="167" /></a>Nell&#8217;occasione del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, come qualcuno ha notato, questo blog è rimasto silenzioso. Non ho pubblicato post che trattassero l&#8217;argomento, ne ho lasciato commenti di alcun genere nei blog frequento.<br />
Questo non per disinteresse al tema (tutt&#8217;altro) ma perché, come credo d&#8217;aver detto ancora, questo blog, salvo rarissime occasioni, “non sta sulla notizia”.<br />
Altri, molto più bravi di me, sanno cogliere il momento e coinvolgere i loro lettori nella lettura delle “news”.<br />
Io invece, quando posso (e se riesco)  cerco di trattare i temi fuori dal loro contesto temporale; vedi ad esempio il caso “Rosarno” che trattai in Dicembre e non in Gennaio (anniversario) ponendo l&#8217;attenzione sul fattore prezzo delle arance e non sulla pura cronaca dei fatti.<br />
Detto questo eccoci a parlare dell&#8217;anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia.<br />
Ormai credo si sia detto praticamente tutto e non è certo il caso che mi unisca al coro, per questo motivo mi limito ad elencare del brevi “flash”, delle testimonianze raccolte prima e dopo il 17 marzo.<br />
<strong>Io</strong> – Per me è stato giorno di riposo (niente lavoro). L&#8217;aspetto curioso è che per la mia categoria professionale si è deciso di attingere al monte ore delle festività soppresse, quindi, dalle 209 ore di ferie che mi spettano ogni anno sono state tolte le 8,20 ore che avrei dovuto lavorare quel giorno. Morale: per me il 17 marzo è stato un giorno di “ferie obbligatorie”.<br />
<strong>La scuola</strong> &#8211; chiusa.<br />
<strong>Palestra e piscina</strong> – Aperte (parliamo della stessa struttura che ospita la scuola).<br />
<strong>Il falegname</strong> – Normale giornata di lavoro con costi maggiorati per il pagamento degli straordinari.<br />
<strong>Il dentista </strong>–  Studio regolarmente aperto.<br />
<strong>Negozianti</strong> – Molti obbligati a rimanere chiusi con tanto di ordinanza comunale.<br />
<strong>Supermercato</strong> &#8211; Regolarmente aperto fino alle 19,30.<br />
Queste sono alcune “curiosità” che ho racconto nei giorni scorsi.<br />
Piccole testimonianze che non hanno la pretesa di rappresentare un ipotetico valore statistico o cose del genere ma solo evidenziare qualche contraddizione nella gestione dell&#8217;evento.<br />
In ogni caso&#8230;buon compleanno Italia! Ecco, alla fino l&#8217;ho detto.  <img src='http://www.blumannaro.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Anche così si uccide la musica</title>
		<link>http://www.blumannaro.net/2010/12/anche-cosi-si-uccide-la-musica/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 15:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mia passione per la musica non è un segreto. Passione che mi ha portato a diventare un piccolo collezionista di strumenti musicali, bassi e chitarre elettriche in particolare. Nella mia casa c&#8217;è ancora un supporto “vuoto” che attende di accogliere un nuovo strumento e per questo, quando ho un po&#8217; di tempo, giro per <a href='http://www.blumannaro.net/2010/12/anche-cosi-si-uccide-la-musica/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2010/12/china_guitar.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-2613" title="Clone Cinese" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2010/12/china_guitar-221x300.jpg" alt="" width="205" height="271" /></a>La mia passione per la musica non è un segreto. Passione che mi ha portato a diventare un piccolo collezionista di strumenti musicali, bassi e chitarre elettriche in particolare. Nella mia casa c&#8217;è ancora un supporto “vuoto” che attende di accogliere  un nuovo strumento e per questo, quando ho un po&#8217; di tempo, giro per negozi e nel web a caccia di qualche buona occasione.<br />
Proprio grazie al girovagare in rete ho trovato una ditta Cinese specializzata nell&#8217;export di cloni di famose chitarre e quello che  ho visto mi ha fatto decisamente girare i gioiellini.<br />
La storia dei cloni Cinesi è diventata “famosa” grazie ad Ebay e le fregature incassate da tanti ingenui compratori che, allettati da prezzi strepitosi applicati a chitarre (in apparenza) di gran pregio, si son trovati tra le mani dei magnifici&#8230;manici di scopa. Ad alcuni è andata anche peggio; c&#8217;è chi ha pagato per queste chitarre prezzi di poco inferiore a quello delle originali. Gente senza scrupoli in rete se ne trova a vagonate, gente pronta a sfruttare il desiderio di chi ama la musica e vorrebbe possedere un sogno, in questo caso la “mitica” chitarra.<br />
Questi delinquenti tante volte non sono dei veri geni del male ma semplici “ladri di galline” perché, ignoranti come sono, pubblicano le loro inserzioni con degli errori macroscopici che chiunque conosca gli strumenti musicali è in grado d&#8217;individuare. Solo per fare un esempio: alcuni mesi fa trovai un&#8217;inserzione su Ebay dove un “signore” vendeva la sua Gibson Les Paul “black beauty”, . La foto di presentazione mostrava la chitarra appoggiata alla sua scatola&#8230;una scatola di cartone. Faccio presente che una chitarra di questo genere viene venduta con la sua custodia rigida imbottita/coccolata con morbidissima lana bianca, questo solo per fare un banale esempio!<br />
Tornando alla ditta Cinese: qualcuno potrà pensare che sono prevenuto nei confronti del  “mondo Cina” visto che non è la prima volta che <a href="http://www.blumannaro.net/2007/08/china-export/">critico questo paese</a> nel mio blog.<br />
Può essere, ma anche limitandoci alla sola questione delle chitarre clone cosa dovrai pensare di questa ditta? Ditta che non menziono per non regalargli un&#8217;immeritata pubblicità.<br />
Dovete sapere che praticamente da sempre si producono copie di modelli di chitarre famose. Fender, Gibson, Rickenbacker, ecc&#8230; vengono copiate da decine di altre marche. Spesso sono modelli economici adatti a clienti che non possono o non vogliono spendere grosse cifre per le originali, a volte sono copie di alta qualità non molto diverse dalle originali ma un aspetto le accomuna: un nome diverso dalle originali e un ben chiaro “made in” japan, korea,ecc&#8230; , mentre le chitarre Cinesi di cui sto parlando non solo utilizzano il nome del modello originale (aspetto al limite anche tollerabile) ma mettono in mostra un falsissimo made in u.s.a.  Come si può vedere nella pseudo-rickenbacker della foto.<br />
Poi non ci si deve stupire se alla dogana questi prodotti rischiano di trovare qualche problema. Qualcuno viene fermato, qualcuno paga un minimo di dazio ma tanti altri passano tranquillamente e finiscono sul nostro mercato.<br />
Nota: la chitarra Cinese nella foto è in vendita a circa 200 dollari (+ 80 di spedizione), l&#8217;originale costa circa 1600 dollari.</span></span></span></p>
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		<title>Il primo anti pedofilo della storia</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 15:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando lessi per la prima volta il nome di di Plenide ebbi la tentazione di pubblicare immediatamente un post che parlasse della sua storia. Mi trattenni solo perché il materiale a disposizione era poco, confuso ed a volte citato fuori dal giusto contesto. Ebbi anche il dubbio che quest&#8217;uomo non fosse mai esistito, che si <a href='http://www.blumannaro.net/2010/11/il-primo-anti-pedofilo-della-storia/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2010/11/greco.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-2482" title="Dedicato a Plenide" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2010/11/greco-143x300.jpg" alt="" width="100" height="210" /></a>Quando lessi per la prima volta il nome di di Plenide ebbi la tentazione di pubblicare immediatamente un post che parlasse della sua storia. Mi trattenni solo perché il materiale a disposizione era poco, confuso ed a volte citato fuori dal giusto contesto. Ebbi anche il dubbio che quest&#8217;uomo non fosse mai esistito, che si trattasse di una leggenda.<br />
Da allora sono passati diversi mesi e sono arrivato ad una conclusione: non importa se la figura di Plenide sia vera o meno, conta il senso delle parole a lui attribuite. Per questo motivo ho deciso, non solo, di pubblicare qui un post a lui dedicato, ma di “clonarne”  il testo in una pagina di Blogger e di comprare un dominio con il suo nome.<br />
Una piccola spesa, un piccolo&#8230;investimento perché le sue parole trovino spazio in rete e pesino come macigni sulle coscienze di noi tutti.<br />
Se anche una sola persona leggendo le parole qui sotto dovesse trovare il coraggio, la forza per difendersi o difendere qualcuno da un ignobile atto di violenza ogni singolo euro speso per questo dominio si sarà ripagato di dieci, cento, mille volte. </span></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.plenide.it/" target="_blank"><strong><span style="font-family: Arial,sans-serif;">www.plenide.it</span></strong></a></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Definire i confini tra bene e male, giusto e sbagliato non deve essere facile come si potrebbe pensare se ancora oggi guerre, ingiustizie ed ogni forma di violenza trovano spazio ogni giorno.</span></span></span><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span></strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Tragicamente difficile fu per Plenide (400 A.C.) affermare dinanzi una società dove la pedofilia era pratica moralmente accettata che “</span></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>Per condurre una vita morale dovremmo fare più del giusto e meno del dovuto”</em></span></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">.<br />
Queste parole, che possiamo leggere anche più semplicemente come </span></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>&#8220;Per condurre una vita morale dovremmo fare più di quanto ci è richiesto e meno di ciò che ci è permesso&#8221;</em></span></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> gli costarono la vita; il suo tentativo di guardare le cose non solo dal punto di vista legale ma anche da quello etico non gli venne perdonato.</span></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La sua frase può essere letta in modo più ampio estendendola ad altri aspetti legati alla morale come giustizia e politica perché, non dimentichiamolo, potere non significa automaticamente trovarsi dalla parte del giusto.</span></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Le Parole di Plenide sono di una devastante modernità e proprio per questo non devono essere dimenticate. Non sappiamo se la sua affermazione avesse un significato più globale o mirasse effettivamente a tutelare i bambini dalla pedofilia ma, visto il tragico epilogo della storia, è più che legittimo attribuire a quest&#8217;uomo il ruolo di primo anti pedofilo della storia.</span></span></span><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> </span></span></span></strong></p>
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		<title>Andiamo a fare due passi</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 16:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;estate ormai è solo un ricordo, le giornate si sono accorciate e le temperature sono crollate; di sera le strade sono quasi deserte, letteralmente deserte se ci troviamo in una cittadina balneare. Tutto normale si potrebbe dire eppure le cose non stanno proprio così: a parte le realtà contadine in passato dove c&#8217;era un qualcosa <a href='http://www.blumannaro.net/2010/10/andiamo-a-fare-due-passi/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2010/10/trieste.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2377 alignleft" title="Piazza di sera" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2010/10/trieste-300x225.jpg" alt="" width="232" height="175" /></a>L&#8217;estate ormai è solo un ricordo, le giornate si sono accorciate e le temperature sono crollate; di sera le strade sono quasi deserte, letteralmente deserte se ci troviamo in una cittadina balneare.<br />
Tutto normale si potrebbe dire eppure le cose non stanno proprio così: a parte le realtà contadine in passato dove c&#8217;era un qualcosa da poter chiamare centro urbano o piazza, di sera si poteva incontrare un lento via vai di gente a passeggio ed i giovani seduti a chiacchierare sul muretto o ai bordi della fontana.<br />
Tutto questo lentamente e finito, le famiglie si sono chiuse in casa davanti al caminetto parlante (il televisore), le poche occasioni di uscita infrasettimanale  come la partita di calcetto, il torneo di scacchi, la pattinata, ecc&#8230; hanno subito la sconfitta definitiva con l&#8217;arrivo della pay tv. In tanti ci siamo fatti prendere dalla voglia di calcio a tutte le ore e di cinema on demand pagando per questo fior di quattrini che dobbiamo&#8230;”giustamente”  <img src='http://www.blumannaro.net/wp-includes/images/smilies/icon_rolleyes.gif' alt=':roll:' class='wp-smiley' />  ammortizzare passando il nostro tempo sul divano. Curiosamente questa corsa alla televisione a pagamento convive con la sempre maggiore insofferenza a pagare il canone RAI, ma qui  entreremmo in altro tema.<br />
Dicevo: mentre noi passiamo sempre più tempo le serate chiusi in casa, limitando le nostre  uscite solo al venerdì o al sabato dove ci rimbambiamo di superalcolici alla frutta pagandoli dieci volte il loro valore, durante la settimana le nostre strade e piazze vengono occupate da nuove figure: gli stranieri.<br />
Non voglio entrare nell&#8217;intricato tema dell&#8217;ordine pubblico, qui non parlo di spaccio ed altre forme di delinquenza ma di semplici presenze. All&#8217;inizio citavo l&#8217;esempio della cittadina balneare; ora che i turisti sono andati via durante la settimana le poche presenze che passeggiano di sera sulla via principale o sul lungomare sono tutti cittadini Indiani, del Bangladesh e qualche Nordafricano. Gente che dopo aver cenato ha voglia di uscire a passeggiare per un po&#8217;, incontrare qualche connazionale, magari dimenticare la pessima giornata trascorsa, insomma, sono “noi trent&#8217;anni fa”. Noi che oggi non usciamo più perché abbiamo altro da fare, perché siamo troppo stanchi, perché non troveremo nessuno per fare due chiacchiere, perché abbiamo paura.<br />
L&#8217;ultima ragione è figlia dell&#8217;evoluzione (o sarebbe meglio dire involuzione?) che abbiamo avuto in questi anni;  è inutile nasconderci dietro un dito, anche nella mia ridente località balneare i problemi ci sono, solo poche notti fa c&#8217;è stata l&#8217;ennesima zuffa tra Albanesi e Marocchini con tanto di ferito per accoltellamento. Zuffa che non si può associare alle strade deserte perché queste cose accadevano anche in piena estate, il delinquente rimane tale 365 giorni l&#8217;anno.<br />
Gli stranieri per bene ci stanno mostrando che se vogliamo le nostre città sono ancora vivibili di sera; uscire si può, guidati dal buon senso di non mettersi nei guai, senza l&#8217;obbligo di dover andare a farsi spennare in un locale alla moda ma semplicemente facendo una passeggiata (anche soli 10 minuti) vicino casa o nella nostra piazza preferita. Ogni tanto spegniamo anche questo monitor che stiamo guardando, chiamiamo chi abbiano vicino (moglie, marito, figli&#8230;) oppure telefonate a qualche amico e ditegli:-” Andiamo a fare due passi”-.<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><em><span style="color: #333333;">Immagine: Piazza Unità d&#8217;Italia (Trieste) da Wikimedia.</span></em></span></p>
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		<title>Internauti stressati, captcha e viagra</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 16:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi sono fatto configurare per qualche tempo dal mio provider un servizio localizzato in un ottimo e noto datacenter di Frosinone e il caso ha voluto che dopo qualche mese abbia assistito ad uno di quei rari eventi che tuttavia possono accadere come un problema legato al sistema elettrico che ha coinvolto l&#8217;intera farm. Così <a href='http://www.blumannaro.net/2010/07/internauti-stressati-captcha-e-viagra/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2010/07/web-stress.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-2120" title="web stress" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2010/07/web-stress-300x285.jpg" alt="" width="210" height="200" /></a>Mi sono fatto configurare per qualche tempo dal mio provider un servizio localizzato in un ottimo e noto datacenter di Frosinone e il caso ha voluto che dopo qualche mese abbia assistito ad uno di quei rari eventi che</span> tuttavia possono accadere come un problema legato al sistema elettrico che ha coinvolto l&#8217;intera farm. Così lo scorso giovedì questo blog è scomparso per la prima volta dalla rete per alcune ore (e qualcuno se n&#8217;è pure accorto.). Io non sono cliente diretto di questa Farm ma di un altro fornitore che nel mio caso ha utilizzato un server collocato in questa struttura allo stesso modo di tanti altri provider italiani. Alcuni di essi sono molto grandi ed ospitano i loro server nello stesso datacenter ognuno configurando e gestendo in modo indipendente i servizi offerti. Sta di fatto che quel giorno in Italia sono scomparsi per qualche ora decine di migliaia di siti/blog, il tutto senza distinzione di &#8220;classe&#8221; tra un provider ed un altro che utilizzavano lo stesso datacenter.</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><br />
In questo circostanza ho avuto l&#8217;occasione di vedere una cosa che, come internauta, mi ha piuttosto deluso. Sono capitato nella pagina Facebook di uno dei gestori coinvolti dal problema. Vi posso dire che si tratta di uno dei gestori con il maggior numero di clienti in Italia e, probabilmente, quello con i prezzi più bassi. Ora&#8230; la logica del prezzo basso (una decina di euro l&#8217;anno) dovrebbe ragionevolmente far intendere che il servizio offerto, sia pur buono, non può essere paragonato a quello offerto da chi ti chiede due/tremila euro l&#8217;anno ed il cliente questo lo dovrebbe capire. Dico dovrebbe perché in realtà su Facebook ho assistito ad una carrellata di lamentele nei confronti dell&#8217;incolpevole gestore. Gente che si lamentava &#8220;a nome&#8221; dei propri clienti (quindi questi si “rivendono” il servizio), gente che si trovava offline il negozio in rete ( con 10 euro l&#8217;anno gestisci un negozio?), gente che temeva di perdere qualche prezioso centesimo dalla pubblicità di addsense &amp; co. Per farla breve: i più arrabbiati, i più aggressivi sono stati i piccoli-del-web, gente che in gran parte non opera in modo professionale nella rete ma che, a quanto pare, per una manciata di centesimi tira fuori l&#8217;arroganza degna del peggior manager di una multinazionale.<br />
Forse sembrerò troppo severo nei confronti di queste persone ma non posso fare a meno di ricordare che tra loro ci sono anche quelli che rubacchiano in rete costruendo dei siti/blog con materiale altrui. Io stesso mi sono trovato dei miei post e addirittura interventi su Yahoo Answers  riproposti (in mezzo a valanghe di pubblicità) nelle loro pagine.<br />
Diciamolo subito: la cosa tutto sommato può essere letta in forma lusinghiera, se scelgono il tuo materiale in fondo significa che viene considerato anche buono e per quanto riguarda il sottoscritto non sono fissato con il diritto d&#8217;autore. Piuttosto m&#8217;irrita un pochino il fatto che non venga riconosciuto l&#8217;impegno di chi ha scritto l&#8217;articolo e che venga riproposto sfacciatamente a scopo di lucro quando invece l&#8217;originale (qui) per scelta rifugge ogni forma di pubblicità.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Piccola divagazione. Questi siti svolgono un&#8217;attività paragonabile allo spam. A tal proposito avrete notato che il vecchio captcha  matematico è stato sostituito da uno alfanumerico. Come mai? Versione A: sostanzialmente ho un&#8217; animo gentile e non potevo più accettare di veder soffrire in miei lettori impegnati in estenuanti addizioni (5+3, 9+2, ecc&#8230;). Versione B: con l&#8217;ultimo aggiornamento di wordpress il plugin  del captcha ha smesso di funzionare. Per un paio di giorni ho provato a lasciare i commenti liberi ma il risultato è che sono iniziate ad arrivare cose&#8230;”strane”. Solo come dimostrazione ho lasciato online uno questi commenti (vedi quello firmato <a href="http://www.blumannaro.net/2010/07/vivere-in-una-casa-sana/" target="_blank">RistrutturART</a>), non è spam nel senso stretto del termine ma un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pingback" target="_blank">pingback</a> . Questo lo posso anche accettare ma permettere che mi arrivi come commento un link al post che io stesso ho scritto mi sembra troppo. <img src='http://www.blumannaro.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=':wink:' class='wp-smiley' /> </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Una cosa mi sento di dire a favore di chi diffonde spam. Sono amici, o meglio, sono amici migliori dei nostri amici. Pensateci bene&#8230; quante persone conoscete che si preoccupano per la qualità della vostra attività sessuale? Penso ben poche. Questi “amici” invece sanno  (chissà come) dei vostri problemi e s&#8217;impegnano con tutto il cuore per procurarvi delle cospicue forniture di viagra. Adorabili!  <img src='http://www.blumannaro.net/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> <br />
</span></span></span></p>
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		<title>Tuoni fulmini e piccole bugie</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 17:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;estate è arrivata ma come spesso capita lo si capisce solo consultando il calendario. Piogge abbondanti ed un brusco calo delle temperature hanno lasciato il segno in tutto il paese. Nella mia zona le perturbazioni sono state particolarmente violente ed hanno avuto il loro apice con l&#8217;arrivo di una tromba d&#8217;aria che ha colpito alcuni <a href='http://www.blumannaro.net/2010/06/tuoni-fulmini-e-piccole-bugie/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2010/06/tuoni-e-fulmini.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-2055" title="tuoni e fulmini" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2010/06/tuoni-e-fulmini-283x300.jpg" alt="" width="158" height="168" /></a>L&#8217;estate è arrivata ma come spesso capita lo si capisce solo consultando il calendario. Piogge abbondanti ed un brusco calo delle temperature hanno lasciato il segno in tutto il paese. Nella mia zona le perturbazioni sono state particolarmente violente ed hanno avuto il loro apice con l&#8217;arrivo di una tromba d&#8217;aria che ha colpito alcuni comuni tra Padova e Venezia mentre, spostandoci più ad est, le piogge hanno allagato vaste zone costringendo alla fuga i primi turisti accampati nei campeggi.<br />
Nel mio quartiere la vittima più illustre di questa perturbazione è stata una centralina telefonica; ecco perché per qualche giorno sono stato così “silenzioso” in rete. Posso dire che mi è andata bene, il disagio di trovarsi senza linea telefonica e connessione internet è nulla se paragonato a chi ha subito danni a casa e/o automobili.<br />
A tal proposito devo lamentare un altro caso (anche se meno grave di <a href="http://www.blumannaro.net/2008/06/le-bugie-della-stampa/">queste</a>) di inutile creatività giornalistica. I quotidiano hanno dato giustamente molto spazio alla cronaca citando storie, testimonianze, entità dei danni, ecc&#8230;.  ed hanno integrato gli articoli con alcune foto scattate dopo il passaggi della tromba d&#8217;aria. In particolare mi ha colpito una foto accompagnata da questa didascalia:” Un albero abbattuto in pieno centro&#8230; finito sopra un&#8217;auto”.  Si vede chiaramente l&#8217;albero abbattuto lungo la strada e l&#8217;auto che “sembra” trovarsi sotto i suoi rami. “Sembra”, perché l&#8217;auto non appare  affatto malconcia.<br />
Il mistero viene svelato in un&#8217;altra foto dove, citando un “albero sradicato”, s&#8217;intravede la stessa auto di prima vista da un&#8217;altra posizione. Si scopre così che l&#8217;albero è caduto accanto all&#8217;auto parcheggiata senza toccarla e che l&#8217;effetto “schiacciamento” della prima foto è un&#8217;illusione creata dall&#8217;inquadratura. Ora mi chiedo: perché inserire una didascalia che NON dice la verità? Nell&#8217;articolo si parla di numerose auto danneggiate e la cosa è sicuramente credibile vista la violenza della perturbazione; la stessa foto “incriminata” mostra i danni della tromba d&#8217;aria in  tutta la loro drammaticità e quella didascalia è del tutto inutile, anzi, trattandosi di una bugia è pure dannosa per la credibilità dell&#8217;articolo.</span></span></span></p>
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		<title>La mia discarica personale</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 14:20:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando parliamo di ecologia magicamente ci troviamo tutti d&#8217;accordo. Condividiamo l&#8217;idea che gli sprechi devono finire, che dobbiamo comprare solo prodotti non inquinanti o comunque riciclabili e che dobbiamo separare con cura i nostri rifiuti per agevolarne la raccolta ed il trattamento. Ma Questi bei propositi non sempre vengono mantenuti perché “essere ecologici” comporta un <a href='http://www.blumannaro.net/2010/05/la-mia-discarica-personale/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://i401.photobucket.com/albums/pp92/blumannaro/blumannaro%20img/discarica.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" title="Rifiuti!" src="http://i401.photobucket.com/albums/pp92/blumannaro/blumannaro%20img/discarica.jpg" alt="" width="294" height="194" /></a>Quando parliamo di ecologia magicamente ci troviamo tutti d&#8217;accordo. Condividiamo l&#8217;idea  che gli sprechi devono finire, che dobbiamo comprare solo prodotti non inquinanti o comunque riciclabili e che dobbiamo separare con cura i nostri rifiuti per agevolarne la  raccolta ed il trattamento. Ma Questi bei propositi non sempre vengono mantenuti perché “essere ecologici” comporta un minimo d&#8217;impegno che spesso si scontra con pigrizia e scuse a dir poco ridicole. Ricordo quando il comune che confina con il mio ad est per primo instaurò la raccolta differenziata dei rifiuti; d&#8217;improvviso i cassonetti “generici” delle vie confinanti tra i due comuni iniziarono a tracimare di sacchetti colmi d&#8217;immondizia. Questo perché molti abitanti del comune “ecologico” ogni mattina si caricavano in auto il loro bel sacchetto nero e andando a lavorare facevano una sosta tattica oltre&#8230;confine.  Quando il mio comune decise di attrezzarsi pure lui per la raccolta differenziata pensò bene di cominciare la raccolta proprio con la zona al confine tra i due comuni, questo per cercare di creare un cuscinetto in grado di far desistere gli invasori. L&#8217;azione non ebbe grande successo, l&#8217;unico risultato fu quello di far spostare più ad ovest la zona tormentata. Per ottenere risultati apprezzabili si dovette aspettare che l&#8217;area coperta dal servizio di raccolta differenziata venisse ampliata e crescesse (&#8230;e meno male) il senso civico della cittadinanza.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Ora tra le mete preferite  dai zozzoni ci sono i cassonetti di fronte a casa mia. La foto mostra  parzialmente l&#8217;opera di chi ha scaricato i suoi rifiuti; fuoricampo sulla destra c&#8217;è anche un congelatore, per non parlare poi dei mattoni rotti gettati nel cassone blu (ad uso plastica e vetro). Buona parte dei rifiuti che ogni settimana finiscono tra questi cassonetti sono di origine “professionale”, nel senso che si tratta di materiali di scarto  ed imballaggi tipici di dipintori, falegnami ed altri categorie d&#8217; artigiani, ovvero, tutta gente che dovrebbe portare i rifiuti direttamente in discarica. L&#8217;aspetto grottesco della cosa è che il centro di raccolta rifiuti si trova a meno di un chilometro dal luogo del misfatto. Questo significa che molti mollano qui le loro schifezze perché arrivano ad orari improponibili e non vogliono tornare a casa con i loro rifiuti o temono di dover pagare qualcosa. Timore praticamente infondato perché si paga qualcosa solo in presenza di abbondanti e ripetute consegne o se vogliamo che l&#8217;azienda che gestisce i rifiuti venga a ritirare quelli ingombranti direttamente al nostro indirizzo.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Nota &#8211; Questa mattina uscendo per recarmi al lavoro ho intercettato un “signore” (per la cronaca un militare con tanto di uniforme mimetica) intento a gettare dei misteriosi scatoloni di cartone nei cassonetti. Quando mi sono fermato per dirgli che il centro di raccolta era li vicino e non era necessario che ingolfasse inutilmente quei poveri cassonetti mi ha guardato con espressione lessa ed ha risposto: &#8211; Mi spiace, ma da noi (il comune che si trova ad est del mio) non c&#8217;è più la possibilità di smaltire questi rifiuti. &#8211;  Andiamo bene!  <img src='http://www.blumannaro.net/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt='8O' class='wp-smiley' /> Così adesso ho scoperto che gli invasori mi possono attaccare anche dall&#8217;altro fronte!</span></p>
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