New York

L’undici settembre 2001 ha cambiato radicalmente la storia di questa città. Pochi mesi prima due turisti hanno scattato queste foto e ci raccontano brevemente la loro esperienza……

Visitare New York è un’impresa che affascina e insieme spaventa: c’è tanto da scoprire che all’inizio si stenta a capire da dove mai si possa incominciare. In effetti, la città raccoglie in uno spazio relativamente ristretto le forme architettoniche più audaci, I grattacieli più alti, I ponti più arditi le chiese più imponenti del mondo e, nel cuore della città un parco pubblico grande come il Principato di Monaco.

Organizzarsi la visita di Manhattan è relativamente semplice: si prende alloggio in uno degli alberghi al centro dell’isola (se ne trovano a prezzi ragionevoli) e da lì con un taxi o la metro si raggiunge il punto estremo da cui si è deciso d’incominciare il tour. Da lì si rientra a piedi verso l’albergo in poche ore, l’unico limite è dato dal numero di cose che s’intendono vedere.Con questo metodo in 5 o 6 giorni è possibile compiere L’escursione completa.

C‘è subito da chiarire un possibile equivoco, quando si parla di New York in realtà ci si riferisce più dettagliatamente all’isola di Manhattan (il distretto principale), uno spazio a parte meriterebbero gli altri distretti ovvero: Bronx, Brooklyn, Queens e State Island che rappresentano una realtà leggermente diversa..

Può sembrare turismo di bassa leva ma una visita all’Empire State Building non può mancare. Posto al centro dell’isola con I suoi 407 metri d’altezza (102 piani!) questo grattacielo terminato nel 1931 offre una vista meravigliosa dalla sua piattaforma panoramica e, se il tempo è buono, la visuale si estende per oltre 80 chilometri (non è il nostro caso purtroppo-sigh!). Osservando verso l’oceano è possibile vedere l’isoletta con la statua della libertà, girando in senso orario si vede poi il vicino stato del New Jersey, poi l’imponente polmone verde di Central Park che dall’alto sembra un enorme tavolo da biliardo in mezzo ai palazzi, ed infine l’East River attraversato dal celebre ponte di Brooklin, un gigante d’acciaio sostenuto da 2 piloni in stile neogotico alti ben 89 metri.

Mangiare: nessun problema! Ci si trova praticamente di tutto; fa testo un piccolo centro commerciale non lontano dal ponte di Brooklin presso il molo 17 (celebre giacché negli anni 20/30 vi approdano le navi cariche d’emigranti) dove ci sono degli stand gastronomici permanenti di tutto il mondo.Li potete pranzare a base di piatti indiani, turchi, polacchi, greci, ecc….Altra curiosità è legata alla presenza dei “buttadentro”, personaggi che fuori dei ristoranti t’invitano a suon di sorrisi e biglietti ad entrare nei locali. Va sottolineato il fatto che la maggior parte della gente che si trova a Manhattan è lì per lavoro ed esce dagli uffici per pranzare possibilmente in fretta e senza allontanarsi troppo, da qui una gran lotta nel ramo della ristorazione per catturare I clienti.Segnaliamo Il Pisello un piccolo e curioso ristorante sulla Eight Avenue dove la cucina è un piacevole incontro tra ingredienti italiani e cultura francese.Non mancano inoltre ristoranti all’italiana dove con sottofondo musicale di Caruso e vicini di tavolo stile Al Capone & Co. (non sto scherzando!) ti servono l’acqua “Sanpellegrino” con la stessa enfasi di un pregiato vino doc. Sta di fatto che si mangia bene. Una nota va rivolta anche ai negozi d’alimentari (Deli) con il loro angolo self-service dove si mangia onestamente a prezzi modici.

Appena si comincia a camminare per le strade di Manhattan si avverte subito una sensazione di familiarità, in parte, probabilmente perché ci troviamo di fronte a luoghi che ci sono mostrati continuamente dal cinema e dalla televisione, in parte grazie alla cortesia della popolazione. Scopri che mentre sei circondato da una marea di gente sempre di corsa quasi a testa bassa, se hai bisogno d’aiuto questi si bloccano e ti dedicano tutta la loro attenzione.

Curiosità che rimangono impresse: – I musei sono impressionanti, passi da una sala all’altra scoprendo opere celebri d’artisti famosi e diversissimi le une accanto alle altre. Il bello è vedere I bambini sdraiati di fronte per esempio ad un Matisse intenti a disegnare allegramente con i loro colori su di un foglio di carta; da noi sarebbe considetato oltraggioso con l’eccessiva sacralità che I nostri luoghi di cultura si portano intorno.- Vi aspettate di trovare I predicatori in mezzo al traffico? Ebbene si, ci sono! – Caos? C’è sempre un gran movimento, di giorno e di notte ma senza crisi apparenti. Sopratutto la notte è proprietà delle imprese di manutenzione e dei taxi. A proposito I tassisti Newyorkesi devono aver inventato il “nanosecondo” provate ad immaginare cosa succede appena un semaforo diventa verde! – Sicurezza. La cura Giuliani ha dato I suoi frutti, c’è sempre qualche poliziotto in giro e senti di poter girare tranquillamente in ogni zona, ovviamente sempre col buon senso. — Little Italy. è praticamente scomparsa, non c’è più immigrazione dall’Italia, Gli italiani vivono quasi tutti nel distretto di Brooklin, così Little Italy viene piano piano assorbita da Chinatown e non è difficile trovare un eventuale “Caffè Mario” gestito da Cinesi.

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