Ultimamente qualche blogger di mia conoscenza con l’occasione di meeting e incontri vari si sta palesando ai propri lettori. Ed io? Beh… visto che ancor oggi mi chiedono cosa sia la “tana del Caigo” ho deciso di pubblicare, vincendo la mia naturale riluttanza, un’immagine del sottoscritto immortalato nel suo habitat naturale.
Niente tette mi spiace, in questo campo non sono in grado di competere con i bei soggetti citati prima. :wink:
A) Questo è il Caigo NON al massimo del suo splendore.
Il colorito pallido e l’occhio non del tutto presente sono gli effetti collaterali della presenza di un’ospite a sorpresa. Si tratta di un’upupa che da qualche settimana frequenta il mio giardino e, purtroppo, anche il mio tetto (vedi filmato a fine post). Ora finalmente ho capito perché questo uccello è in pericolo d’estinzione; non tanto a causa di mutamenti climatici, inquinamento o altro… questo pennuto è uno scassa marroni di prima categoria in grado, con il suo canto, d’irretire il più santo dei santi! Al sorgere del sole inizia a cantare (il verso è uguale alla suoneria della mia sveglia), lo cacci e lui ritorna, ritorna, ritorna….
B) Eccola “la tana”, la mansarda dove, upupa permettendo, gestisco questo blog.
C) I mie appunti. Le chiacchiere con un amico, l’articolo di un giornale, una trasmissione radiofonica, qualunque cosa possa attirare la mia curiosità finisce li, poi, magari dopo qualche settimana, diventa un post.
D) A molti dirà poco. E’ l‘IMOB, il “biglietto elettronico” per muoversi a Venezia (l’avevo appena rinnovato, per questo stava sul tavolo.
E) S’intravede il monitor del pc che sto usando.
F) Fender Jazz Bass, uno dei pezzi della mia piccola ma “succosa” collezione di strumenti musicali (ne riparleremo).
G) Un X-Worm, una misteriosa creatura che di tanto in tanto appare nel mio blog per osservare il nostro mondo.

Immagine anteprima YouTube
 

Strani giorni. Ho passato questi giorni simil-festivi lavorando (e mi può star bene) assumendo antidolorifici (e questo mi sta meno bene) per colpa di un piccolo infortunio che mi ha messo KO un dito e fatto capire perché la “magia” del pollice ci distingue dagli altri animali. Un bel guasto alla linea telefonica mi ha pure escluso dal mondo del web (avevo pure preparato un bel post “dialetticoso”) costringendomi a passare parte del mio tempo libero davanti alla televisione…e per questo avrei bisogno di una dose extra di antidolorifici. :? Bando alle ciance! Passiamo al post programmato per questa settimana.

A tutti è sicuramente capitato di sentire delle persone giustificarsi di questa o quella mancanza con delle scuse al limite del surreale, magari qualche volta lo abbiamo fatto pure noi. Chissà se qualcuno le ricorda e le ha inviate a “non vengo perché sudo…”. Si tratto di un simpatico blog specializzato nel raccogliere e pubblicare le scuse più assurde e divertenti. Ultimamente questo blog non è molto attivo ed è un peccato; che sia perché la gente sta diventando meno sciocca? Ne dubito. Qui sotto vi pubblico alcune “scuse” estratte dal blog, per leggerle tutte ovviamente vi rimando al link inserito in precedenza.

  • “Non vengo a cena da te perché sudo…”
  • B: “Che ne dite di fermavi da noi a cena?” F: “Guarda, mi piacerebbe molto ma ho gli yogurt che mi scadono…”
  • Non posso uscire venerdì sera perché non ho le scarpe col tacco.
    (
    E’ un po’ come salire sulla parete Nord della Becca di Montchair senza ramponi…. indispensabili!!)
  • “Ho comprato le scarpe perché mi serviva un sacchetto di plastica…”
  • Dialogo realmente avvenuto fra una supplente annuale (che non ho avuto la sfortuna di conoscere) e una bidella (molto brava invece!).
    Le due stanno parlando di un bambino autistico che, pare, abbia in quel momento bisogno di essere abbracciato…
    Bidella : “Ma… Forse il bambino X ha bisogno di essere abbracciato….”
    Insegnante di sostegno : “Ah, no! Non ci penso nemmeno è un uomo!” (
    Ehhhh???? Un bambino di 6-10 anni è un uomo????)
    Bidella ( Già un po’ sbigottita) : “Perché? Sei sposata? Il tuo uomo è forse geloso?”
    Insegnante di sostegno : “No, non sono sposata, però ho il mestruo…”
    Boh…..
  • “Ciao, mi accompagni a prendere due stupidate per il compleanno della Monica dopo? Se puoi mi fa piacere perché non ho più un filo di voce…”
    Per prendere delle cose da uno scaffale ovviamente serve la voce…
  • D: “Vieni a cantare al coro domenica?”E: “Si, però non posso suonare la chitarra perché sudo e mi scivola…”
    Come non lasciare all’interlocutore nessuna possibilità di controbattere…
  • Non ti ho invitato alla laurea perché devi lavorare…
  • “Non vengo a pescare con te domani perché sono un po’ stanco e voglio riposare e poi non sopporto di vedere gli animali soffrire”
    La mattina seguente si è alzato alle 6 ed è andato a caccia con il padre…
  • “Non vengo a donare il sangue all’AVIS perché ho paura degli aghi”
    Lo stesso giorno si arrampica lungo una parete e rischia di fare un volo di 30m, ma lui non ha problemi perché è coraggioso
  • “Non vengo alla lavagna perché mia mamma non vuole”
    Un suo compagno si rifiuta di uscire per l’interrogazione…
  • “Non vengo a vedere la Juve perché devo potare il Bonsai.”
    no comment..
  • “Non vengo a casa subito perché devo smistare la spesa”
    Matteo con un amico è andato al supermercato a fare la spesa. Brillantemente gli acquisti li fanno con carrello unico, conto unico e borsina unica…
  • “Non vengo a giocare a calcio perché se giochiamo in un campo diverso da Buffalora non mi trovo…”
    Se vuoi ti aiutiamo a cercarti….
  • A: “Vieni alla cena a casa mia per il mio comple? Ci facciamo una pizzetta…” L: “Guarda, verrei volentieri ma ho acidità di stomaco.”Scusa giustificata se non fosse tre settimane prima della cena…
  • Casa prenotata al mare. C’è chi ha preso le ferie per la vacanza.
    All’ultimo un tale decide di disdire la prenotazione…
    “No, non veniamo. Scusate ma se la casa non ha un balcone non va bene…”
  • Lui: “…Cosa ne dici di mettere le autoreggenti che mi piacciono tanto?”
    Lei: “Sei pazzo?! Col caldo che fa? Vuoi che faccia ridere i polli poi? dai…”
    Ore 11.45
    Lei: “Mi presti la felpa che ho freddo?”
    Da notare che all’alba del 26 luglio dorme ancora con il plaid, e poi il pollo al massimo con le autoreggenti la gente se lo sarebbe strozzato………..
 

In questi giorni i possessori dei blog di casa Tiscali stanno ricevendo delle email dove vengono informati dell’imminente passaggio dei loro blog alla piattaforma WordPress. Per circa un mese le due piattaforme conviveranno in parallelo in modo da permettere agli utenti di provare quella nuova senza dover abbandonare bruscamente quella vecchia. Poi, in modo del tutto automatico, tutto il materiale presente nel vecchio blog (testi, immagini, video…) migrerà definitivamente in quello nuovo. Perché questa decisione da parte di Tiscali? La mia impressione è che abbiano deciso di mollare la piattaforma “fatta in casa” per una semplice questione di opportunità. Perché insistere nell’investire risorse in una piattaforma che non riesce a conquistare il cuore dei blogger, quando si può usufruire di una piattaforma gratuita e popolarissima come wordpress dove basta metter giù quelle quattro personalizzazioni utili a creare il “marchio di fabbrica” e lasciare ad altri la parte rognosa dello sviluppo del programma? Il wordpress di Tiscali è praticamente lo stesso MU (multi-utenti) che usa wordpress.com. Quindi una versione “chiavi in mano” perfettamente testata e fornita di un buon numero di gadget utili ad un uso normale di un blog. L’ideale per un un utente poco esperto, meno ovviamente per i più esigenti che si sentono frenati dalle limitazioni di questa versione; per loro ovviamente la soluzione è il “vero wordpress”. Ho visto che lo staff di Tiscali ha già iniziato a caricare i primi template e, cosa curiosa ma interessante, anche qualcuno diverso dal classico pacchetto wordpress.com. Ad esempio ho trovato Mandigo, lo stesso template che uso in questo momento per il mio blog. La versione non è delle più recenti ma è comunque fornita di tutte quelle opzioni che ne fanno una delle soluzioni più “evolute” per un wordpress in versione MU. Sono curioso di vedere come accoglieranno questa novità i blogger di Tiscali. Immagino bene visto che come comunità non mi sembra goda di buonissima salute; Il numero di blog abbandonati, molti dei quali dopo solo uno o due post di prova, è uno dei più alti che io abbia mai incontrato girando tra le varie comunità. Vedremo se questa nuova linfa favorirà in futuro la crescita di qualche bel blogger con la B maiuscola. Me lo auguro.

 

Quando si sente parlare di cyber-guerra si pensa subito alle immagini di film anni ottanta come Wargames con protagonista Matthew Broderick o, se vogliamo un po’ di pepe, la saga di Terminator interpretata dal Arnold Schwarzenegger. Al limite la nostra fantasia ci può portare verso qualche intrigo alla “007” ma difficilmente associamo il mondo del computer e della rete alla parola guerra perché, in fondo, se non ci sono bombe e pistole che razza di guerra è? Eppure…

Nel mese di agosto mentre l’Italico popolo esorcizzava le ansie da crisi andando (se poteva) in vacanza, mentre scopriva che il più bel culo d’Italia apparteneva ad un Ministro della Repubblica e la rivista Panorama ci confortava sui numeri delle prestazioni sessuali dei nostri Parlamentari con tanto di appendici regionali per ognuno degli intervistati, mentre attendeva notizia sulla produzione del vaccino per la A-N1H1 (l’influenza “maiala”) ed intanto si chiedeva come George Clooney da potenziale gay si fosse trasformato in potenziale futuro sposo di Elisabetta Canalis, mentre pensava a tutto questo [attimo di respiro...] per alcune ore la rete subiva uno scossone. Uno scossone che non ha colpito tutto il mondo e che non tutti gli utenti hanno avvertito, ma che ha lasciato indubbiamente un profondo segno. Un attacco informatico ha bloccato Twitter e messo in grave difficoltà diversi social network a partire da Facebook e LiveJournal, un attacco rivolto a Cyxymu (versione latinizzata dal cirillico Sukhumi, nome della capitale dell’ Abkazia) un blogger Georgiano che, a quanto pare, con i suoi articoli sta dando fastidio a “qualcuno” ben attrezzato a muoversi nella rete, non un semplice hacker, vista la portata di questa operazione che ha visto coinvolto milioni di utenti della rete. Tutta questa gente ha ricevuto messaggi ed email che invitavano a visitare i diversi profili di Cyximu innescando, insieme all’invio di altri dati paralleli, un traffico in grado di mandare in tilt Twitter.

Cyxumu non è un fantasma della rete: si chiama Georgy, ha 34 anni, è un docente di economia e vive a Tiblisi. Tutto normale salvo il fatto che si dichiara nazionalista e d’avercela con il Russi, quanto basta per attirare l’attenzione su di se dopo che ha avviato il suo blog in occasione della crisi Russia-Georgia per l’Ossezia. Ovvio pensare che un attacco in così grande stile verso una sola persona abbia uno scopo intimidatorio; verso il blogger, verso i suoi lettori e chi lo volesse (forse) in futuro emulare. Per chi volesse sapere qualcosa di più su Cyxymu qui trovate i suoi profili su Twitter, LiveJournal e YouTube.

Questo non è il solo segnale di pericolo che il mese di Agosto ci ha consegnato relativamente alla alla cyber-guerra o alla cyber-sicurezza se trovate la parola guerra esagerata parlando di web. Negli U.S.A . da tempo si sta lavorando ad un disegno di legge che fa discutere. In base a questa legge, se andasse in vigore così come sta oggi, il Presidente avrebbe il diritto d’intervenire su internet fino a disconnettere i computer privati dalla rete in caso di emergenza, anche non è chiaro quale dovrebbe essere il livello di tale emergenza. Aziende informatiche e gruppi per i diritti civili sono in allarme e per questo al Senato se ne sta nuovamente discutendo.

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