Ultimamente qualche blogger di mia conoscenza con l’occasione di meeting e incontri vari si sta palesando ai propri lettori. Ed io? Beh… visto che ancor oggi mi chiedono cosa sia la “tana del Caigo” ho deciso di pubblicare, vincendo la mia naturale riluttanza, un’immagine del sottoscritto immortalato nel suo habitat naturale.
Niente tette mi spiace, in questo campo non sono in grado di competere con i bei soggetti citati prima.
A) Questo è il Caigo NON al massimo del suo splendore.
Il colorito pallido e l’occhio non del tutto presente sono gli effetti collaterali della presenza di un’ospite a sorpresa. Si tratta di un’upupa che da qualche settimana frequenta il mio giardino e, purtroppo, anche il mio tetto (vedi filmato a fine post). Ora finalmente ho capito perché questo uccello è in pericolo d’estinzione; non tanto a causa di mutamenti climatici, inquinamento o altro… questo pennuto è uno scassa marroni di prima categoria in grado, con il suo canto, d’irretire il più santo dei santi! Al sorgere del sole inizia a cantare (il verso è uguale alla suoneria della mia sveglia), lo cacci e lui ritorna, ritorna, ritorna….
B) Eccola “la tana”, la mansarda dove, upupa permettendo, gestisco questo blog.
C) I mie appunti. Le chiacchiere con un amico, l’articolo di un giornale, una trasmissione radiofonica, qualunque cosa possa attirare la mia curiosità finisce li, poi, magari dopo qualche settimana, diventa un post.
D) A molti dirà poco. E’ l‘IMOB, il “biglietto elettronico” per muoversi a Venezia (l’avevo appena rinnovato, per questo stava sul tavolo.
E) S’intravede il monitor del pc che sto usando.
F) Fender Jazz Bass, uno dei pezzi della mia piccola ma “succosa” collezione di strumenti musicali (ne riparleremo).
G) Un X-Worm, una misteriosa creatura che di tanto in tanto appare nel mio blog per osservare il nostro mondo.

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Progetto 100 Righe
Caigo? Presente!
In queste ore ho riletto più volte il testo del mio precedente post dedicato a Yahoo Mash cercando di capire dove le mie parole potessero far intendere la mia intenzione di chiudere il blog. Quando ho letto il commento di “Foxxy” e la tenera mail di “angelbox” sono quasi sobbalzato sulla sedia ed ho pensato…”Ma…stanno parlando di me?”. Nel post su Mash gli unici riferimenti che ho fatto alle mie attività erano relative alle piattaforme Blogger e WordPress e non mi sembra d’aver lasciato intendere alcun’idea di chiusura. In ogni modo, a scanso d’equivoci metto le carte in tavola su passato presente e futuro della mia presenza in rete. Ok?
Confermo subito che non ho nessun’intenzione di mollare, anzi, sono ben intenzionato a migliorare le mie attività in rete cercando di cogliere le migliori opportunità che il web mi mette a disposizione. Il tutto, limitato solamente dalle mie capacità e il tempo a disposizione per far sviluppare la cosa. Quando decisi di provare l’esperienza del blog provai diverse piattaforme; dal Cannocchiale, a Splinder, ecc….arrivando poi a scegliere la presente (ovvero Blogspot) perché mi è sembrata il miglior compromesso tra semplicità d’uso e qualità. Nel precedente post ho manifestato la mia intenzione di passare in futuro alla piattaforma WordPress; ora qualcuno si chiederà perché dovrei abbandonare una piattaforma che ben conosco per una nuova di zecca con tutte le incognite che questo può comportare. Semplice: proprio perché mi piace la mia attività di blogger, e non voglio rischiare di perdere nel nulla tutte queste piccole grandi storie fatte di post, mail e commenti, vorrei trasferire il tutto in una piattaforma veramente sicura. Mi spiego… Quando comprai il mio primo pc in ambiente Windows (Win 95) la mia curiosità mi portò a “smanettare” con la versione light di FrontPage presente nel pacchetto Win (Express), tanto da finire con pubblicare il mio primo (e semplice) sito nel web. All’epoca la soluzione più gettonata era quella di pubblicare i propri siti su Xoom ed io ovviamente mi accodai alla tendenza. Purtroppo un brutto giorno a tutti gli utenti Xoom arrivò una mail dove si spiegava che un incendio aveva distrutto buona parte dei loro server. Per chi non avesse ben chiaro di cosa sia un server ricordo che tutte le informazioni che immettiamo nella rete (siti, blog, ecc…) vengono salvati dai gestori dei servizi all’interno di macchine come quella della foto. Ovvio che una stanza piena di questi server corre gli stessi rischi di qualunque altro sito (incendi compresi). In quell’occasione io non persi gran che (era un sito “sperimentale”) ma tanti altri persero il lavoro d’anni, quasi tutto materiale amatoriale sicuramente, ma non per questo meno prezioso d’altre cose. Ora, senza ovviamente fare il drammatico portasfiga, rischi del genere sono all’ordine del giorno per tutti gli utenti dei servizi in rete, ed è innegabile che la perdita di tutto il proprio materiale, sia esso l’estensione on-line del giornalista professionista o le chiacchiere in rete di un dodicenne siano ugualmente drammatici per chi li subisce. Con WordPress questo rischio non si corre perché il programma (caricato direttamente in rete) contiene un suo database che può venir salvato in ogni momento e ricaricato sano e salvo ogni volta sorgano dei problemi o semplicemente si cambi gestore. Da qualche mese ho comprato un dominio e uno spazio web che non sto utilizzando (ho semplicemente attivato la funzione redirect da dominio a blog gratuito), ovvio che prima o poi dovrò decidermi a sfruttare completamente tutto il servizio che ho comprato. E’ solo una questione di tempo (forse non poco…sigh!) per prendere confidenza con la nuova piattaforma e decidere poi sotto quale veste metterlo in rete. Forse rimarrà legato al dominio attuale, forse sposterò il blog come “estensione” del mio sito, forse sarà qualcosa di tutto nuovo ancora non ho deciso,…magari faccio un sondaggio
Sicuramente sarà la prosecuzione di questo progetto, di cui non verrà ovviamente perso nulla. Beh…che posso aggiungere…l’avventura continua…parola di lupetto.