Tutti quelli che hanno nomi e cognomi piuttosto comuni sanno bene quali rischi corrono. Gli equivoci sono all’ordine del giorno e se per disgrazia un tuo omonimo diventa protagonista delle cronache finisce che devi passare le giornate a dire alla gente: “no, non sono io quello”. Per fortuna non mi trovo a questi livelli; l’unico omonimo abbastanza famoso nella mia provincia è una mezza cartucce della politica (senza offesa) che difficilmente verrà mai collegato alla mia persona. L’episodio più “pesante” passato per colpa dell’omonimia è stato quando ho aperto il mio primo conto corrente; avevo richiesto la carta bancomat, carta che, in teoria, mi sarebbe stata spedita a casa nel giro di pochi giorni. Dopo qualche settimana della carta non vi era ancora traccia, così mi recai in banca a chiedere informazioni e li saltò fuori che al momento della compilazione del modulo di richiesta alla sede centrale l’operatore aveva invertito un paio di numeri del mio conto corrente e, fatalità, il nuovo numero corrispondeva a quello di un cliente di un’altra agenzia della stessa banca, mio omonimo! Ora mi sorge un dubbio. Che si trattasse del politico di cui sopra? Sta di fatto che la mia carta era stata inviata all’indirizzo dell’omonimo che, molto “civilmente”, non aveva segnalato alla banca l’errore.
A parte queste episodio tutte le mie vicende legate a problemi di omonimia conducono ad una sola persona: l’uomo di via Caboto! Questa persona, più giovane di me di qualche anno, mi “perseguita” da quando ero ragazzo. Ogni volta che andavo all’anagrafe per il rinnovo della carta d’identità o la richiesta di un certificato, immancabilmente, l’impiegato di turno dopo aver scrutato il proprio terminale mi chiedeva: -”Lei abita in via Caboto?” – “No!”- rispondevo -”Io sono l’altro!”-. Anche in ospedale al momento del ritiro dell’esito di un’analisi del sangue me lo sono trovato (virtualmente) davanti. Una vera ossessione! Poi…per qualche anno….il silenzio. Le nostre strade si sono separate, tanto che ad un certo punto mi ero scordato di lui. Niente problemi all’anagrafe, niente problemi all’ospedale, niente di niente….fino a poche settimane fa. Ricordate il mio piccolo incidente al parcheggio del supermercato?
Porto l’auto in carrozzeria. Il titolare dopo aver valutato il danno mi chiede i dati. -”Lo sa che abbiamo un altro cliente con il suo nome?”- Panico!
– “E’ un artigiano che da anni porta qui i suoi mezzi, ne abbiamo proprio uno adesso in riparazione.” – Due giorni dopo quando vado a riprendere l’auto l’impiegata della carrozzeria mi prepara la fattura. Si chiacchiera del più e del meno ed intanto parte la stampa della fattura. Panico! (e due) La fattura non è intestata a me ma all’artigiano. Il mio omonimo è tornato ed io medito d’andare a comprare una spade…come Highlander:”Ne resterà soltanto uno”.
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Progetto 100 Righe
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