mag 182012
 

In questi giorni si fa un gran parlare degli effetti prodotti dal Patto di stabilità interno degli Enti Locali. Ne parlano in particolare i candidati al ruolo di Sindaco nei Comuni che si apprestano ad andare al ballottaggio.
Ascoltavo uno dei candidati in corsa nella mia città: citava il nostro come un perfetto caso di contraddizione. Un comune sostanzialmente “ricco” che potrebbe tranquillizzante pagare in tempi brevi le ditte creditrici e avviare pure nuovi lavori ma che non può agire liberamente pena la “violazione” del suddetto Patto.
Violazione che, verrebbe fatta “pagare” al Sindaco in carica con il divieto di presentarsi alle prossime elezioni.
Mi chiedo: se questo Patto ha delle palesi lacune nel suo regolamento (vedi l’esempio del Comune ricco costretto a fare una specie di voto di povertà…) non sarebbe il caso che TUTTI i Sindaci che ne hanno la possibilità (possibilità reale, non “creativa”) ignorino il patto e facciano un buon uso delle loro risorse economiche?
Certamente il loro si trasformerebbe in una forma di suicidio politico ma allo stesso tempo dimostrerebbe che non sono persone morbosamente legati alla poltrona. E forse (sogniamo un po’) se questa forme di ribellione ottenesse un buon successo non escluderei un possibile “perdono collettivo” a chi dimostrasse vera passione per la politica e la collettività e non cieca obbedienza alle segreterie dei partiti.

nov 282008
 

Mentre faccio colazione al mattino spesso tengo la tivù accesa. Uno sguardo al televideo per vedere le novità della notte e le prime pagine dei giornali con i commenti ai fatti del giorno prima. Se poi ho un po’ di tempo faccio dello zapping ed è così che ho incrociato su Italia1 un cartone animato di produzione Americana (Princ Films) il cui protagonista è Vipo, un cane volante che insieme agli amici Henry e Betty (cicogna e gatto) gira il mondo mostrandoci tante località famose, Mi sono documentato ;-) . La mia attenzione è caduta su questo cartone perché I nostri eroi si trovavano in Italia, precisamente a Venezia e non ho resistito alla tentazione di vedere come si sviluppava la storia. Con il rischio di arrivare pure in ritardo al lavoro mannaggia!

Ve lo devo dire; se questo cartone (rivolto ad un pubblico dai 3 ai 10 anni) ha l’ambizione di definirsi “istruttivo” la vedo veramente triste! Una botta di errori madornali e luoghi comuni da far paura. Qualche esempio? Le gondole. Alla domanda: -” Cosa sono quelle imbarcazioni?”- la risposta è stata (più o meno): -” Vedi, a Venezia non ci sono le automobili, così se hai bisogno di un taxi usi la gondola”.  8-O Le immagini mostravano un uomo che aiutava una donna a salire su di una gondola. I due si facevano ciao ciao con la manina ed a questo punto la piccola barca se ne andava con una partenza degna di una formula uno. Non mi risulta che i Veneziani usino abitualmente le gondole per farsi portare alle poste o dal medico. I piccioni. E risaputo che a Venezia è in atto una lotta contro il proliferare dei piccioni con tanto di divieto di dar loro del cibo. Nel cartone Piazza San Marco era piena di gente che seminava (nel vero senso della parola) quantità industriali di grano…al sindaco di Venezia sarà venuto un colpo se ha visto queste immagini. Ed infine la perla! Non potevano mancare i cattivi per creare un po’ di azione nella storia. Tre bei piccioni grossi e dallo sguardo torvo  con tanto di accento Siciliano e fare da mafiosi navigati. E’ questa l’immagine che hanno dell’Italia e Venezia i bambini americani?

Meditate gente, meditate… :roll: