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	<title>Blumannaro.net &#187; famiglia</title>
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	<description>Benvenuti nella tana del Caigo</description>
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		<title>Oh Romeo, oh Pompeo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 16:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Oh Romeo Romeo perché sei tu Romeo!?” &#8211; “Beh&#8230;un attimo, calma! Intanto chiamami Pompeo e non Romeo!” - Come minimo fareste un balzo sulla poltrona se durante una rappresentazione teatrale vi proponessero questa brusca variazione nel testo di Romeo e Giulietta, il classico che più classico non si può. Eppure se lo spirito del teatro <a href='http://www.blumannaro.net/2012/01/oh-romeo-oh-pompeo/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/01/nome-soprannome.jpg" target="_blank"><img class="alignleft  wp-image-3704" title="nome  e soprannome" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/01/nome-soprannome-271x300.jpg" alt="" width="244" height="270" /></a>“Oh Romeo Romeo perché sei tu Romeo!?” &#8211; “Beh&#8230;un attimo, calma! Intanto chiamami Pompeo e non Romeo!” -<br />
Come minimo fareste un balzo sulla poltrona se durante una rappresentazione teatrale vi proponessero questa brusca variazione nel testo di Romeo e Giulietta, il classico che più classico non si può. Eppure se lo spirito del teatro dovesse in qualche modo intaccare il mondo reale una situazione del genere potrebbe capitare davanti ai nostri occhi.<br />
Questa contorta introduzione mi serve per raccontare la storia di Pompeo C. serenamente deceduto di vecchiaia poche settimane fa.<br />
Ai miei occhi Pompeo C. aveva duecento anni! Ero bambino e lui era già vecchio. Un uomo alto e magro che indossava estate ed inverno una giacca grigia e che a bordo della sua bicicletta passava davanti alla mia casa portando sempre alcune cassette di verdura in equilibrio sul manubrio. Sprezzante dell&#8217;età che avanzava, sprezzante dei pericoli della strada (negli ultimi anni la vicina provinciale è diventata quasi un autodromo), sprezzante delle cadute e dei rimproveri di polizia municipale, carabinieri e finanzieri Pompeo C. ha continuato a girare con la sua bicicletta fino a pochi mesi dalla sua morte.<br />
Qualche giorno fa, avendo l&#8217;occasione di passare per il cimitero, decisi di far una visita alla sua tomba e li, di fronte alla lapide, ecco la scoperta: Il vero nome di Pompeo C. in realtà era Romeo C.! Rimasi stupito dalla “rivelazione” così come erano rimaste stupite (ho saputo in seguito) le persone che avevano partecipato al funerale. Pochissimi erano quelli che conoscevano il vero nome di Pompeo C. (per me rimarrà tale).<br />
La cosa mi ha fatto riflettere non poco. E&#8217; vero che i soprannomi esistono da sempre; dalle mie parti Giovanni era Bepi, Antonio era Toni, ecc&#8230; forme contratte del nome originale oppure nomignoli di pura fantasia, ma qui si parla di un nome reale sostituito da un altro nome reale! E non si tratta di un episodio isolato: ricordo il caso di un uomo ricoverato in ospedale dopo un incidente stradale. Ad un&#8217;infermiera venne detto “In pronto soccorso è arrivato un tale *** **** , è un tuo parente?” &#8211; “Non so chi sia” &#8211; Aveva risposto lei. In realtà era suo zio ma lei, come tutti, lo conosceva con un nome che non era quello scritto sui documenti.<br />
Situazioni analoghe possono presentarsi anche con i cognomi. Faccio un esempio personale. La mia famiglia ha un cognome tipicamente Veneto e diciamo “ordinario” ma per la gente della zona (&#8230;le vecchie famiglie) siamo conosciuti come “bùscarei”, forma alterata di “bruscar” ovvero “potare”, questo perché i miei&#8230;avi lavoravano nei frutteti/vigneti. In questo esempio il soprannome è facilmente riconoscibile ma conosco famiglie dove le cose si complicano e di parecchio. Immaginate una ipotetica famiglia Bianchi conosciuta come famiglia Rossi, ecco, questa è la situazione.<br />
Ora mi chiedo: questo giocare con nomi e cognomi è caratteristico solo del triveneto o funziona così anche altrove? E poi, che senso ha sostituire nomi e cognomi veri con soprannomi altrettanto veri? Se qualcuno me lo sa spiegare&#8230;&#8230;</p>
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		<title>Proteggere il cucciolo umano</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 15:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E sono 24. Il mio “cuginetto” ha festeggiato il proprio compleanno con una festa alla sua maniera, barbecue in giardino e musica fino all&#8217;alba. Con il passare degli anni queste feste diventano sempre più tranquille, si mangia, si beve, si canta&#8230; ma la caciara adolescenziale sta lasciando il posto ad una forma di divertimento più <a href='http://www.blumannaro.net/2011/06/proteggere-il-cucciolo-umano/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/06/pumaro.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3299" title="Rochi" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/06/pumaro-300x271.jpg" alt="" width="240" height="217" /></a>E sono 24. Il mio “cuginetto” ha festeggiato il proprio compleanno con una festa alla sua maniera, barbecue in giardino e musica fino all&#8217;alba.<br />
Con il passare degli anni queste feste diventano sempre più tranquille, si mangia, si beve, si canta&#8230; ma la caciara adolescenziale sta lasciando il posto ad una forma di divertimento più sobria, più matura; ci sono sempre un paio di signorine dal “bicchiere allegro” che riescono a farsi riconoscere ma comunque nulla a che vedere con le performance e le conseguenze subite da miss <a title="Versami da bere!" href="http://www.blumannaro.net/2009/09/versami-da-bere/" target="_blank">versami da bere</a>.<br />
Quasi come fosse un rito, il giorno dopo la festa la famiglia si è riunita in una simil-assemblea-condominiale dove, tra una chiacchiera e l&#8217;altra, sono usciti i ricordi di 24 anni fa.<br />
Fu un giugno particolare perché in quei giorni sia mia madre che entrambi i miei nonni erano ricoverati in ospedale. Circostanza che portò al rientro/arrivo a casa di ben quattro persone nel giro di poche ore. Ovvio che ci fosse una certa euforia nell&#8217;aria vista la coincidenza di tutte queste belle novità eppure,ancor oggi, l&#8217;immagine più forte legata a quel giorno è quella dell&#8217;incontro del neonato con il cane che avevamo allora.<br />
Rochi (questo era il suo nome) era quello che oggi si definisce un bastardino ma che allora si poteva ancora considerare pùmaro, ovvero il cane del contadino, il cane del pollaio. Rochi non entrava mai in casa, il suo posto era lo zerbino davanti all&#8217;ingresso, la porta poteva rimanere aperta eppure lui non varcava mai la soglia&#8230;fino al quel giorno.<br />
Il bambino venne portato in casa dai miei zii (attenzione, non i genitori del piccolo ma due persone comunque ben conosciute dal cane) che lo appoggiarono con la sua cesta sopra il divano. A quel punto il cane, trovata la porta aperta entrò e lentamente si avvicinò al divano, li si fermò e rimase a guardare il bambino.<br />
Dopo qualche istante la zia fece per avvicinarsi ma si fermò subito perché, tra lo stupore di tutti, il cane le ringhiò contro. Rochi in quel momento aveva “adottato” il bambino.<br />
Nei mesi successivi ogni volta che il piccolo venne portato fuori di casa il cane gli rimase sempre accanto. L&#8217;immagine che abbiano di quel periodo è quella di mio cugino in braccio a sua madre seduta in giardino. Ed il cane sotto la sedia.</p>
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		<title>L&#8217;uomo con quattro donne in casa</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 16:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come deve essere la vita di un uomo che vive con quattro donne? Salata. Chiaramente non possiamo generalizzare ma se ci vogliamo riferire ad un uomo in particolare, e parliamo del signor Silvano, “salata” è la parola che meglio rappresenta la sua vita, perlomeno dal punto di vista alimentare. Il signor Silvano viveva con madre, <a href='http://www.blumannaro.net/2011/03/luomo-con-quattro-donne-in-casa/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/03/quattro-donne.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-2902" title="quattro donne" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/03/quattro-donne-300x276.jpg" alt="" width="210" height="193" /></a>Come deve essere la vita di un uomo che vive con quattro donne?<br />
Salata. Chiaramente non possiamo generalizzare ma se ci vogliamo riferire ad un uomo in particolare, e parliamo del signor Silvano, “salata” è la parola che meglio rappresenta la sua vita, perlomeno dal punto di vista alimentare.<br />
Il signor Silvano viveva con madre, moglie e due figlie; quattro donne in casa che, sue parole, convivevano abbastanza pacificamente tra loro (solo la madre aveva un carattere “leggermente particolare”).<br />
La sua era una vita tranquilla scandita dalle giornate di lavoro, gli impegni scolastici delle due ragazze ed un unico giorno dove ci si trovava tutti insieme a pranzo: la domenica.<br />
Per lui il pranzo della domenica aveva un doppio significato, l&#8217;occasione per passare un po&#8217; di tempo con tutta la famiglia riunita e la possibilità di mangiare un vero “buon pasto” dopo quelli non sempre eccelsi della mensa aziendale.<br />
Il suo primo obbiettivo veniva raggiunto facilmente visto che le quattro donne quasi sempre erano presenti per l&#8217;occasione, il secondo invece raramente veniva raggiunto e, ironia della sorte, quasi a causa del successo del primo.<br />
Ecco un esempio di quello che poteva capitare.<br />
Preparazione di uno dei suoi piatti preferiti: l&#8217;insalata mista fatta con le verdure colte dal suo orto. La moglie tagliava le verdure, le lavava e le poneva nella terrina (poi usciva dalla cucina), entrava la madre, metteva il sale e mescolava (poi usciva dalla cucina), entrava la prima figlia, metteva il sale e mescolava (poi usciva dalla cucina), entrava la seconda figlia, metteva il sale e mescolava (poi usciva dalla cucina), infine rientrava la moglie che decideva di condire l&#8217;insalata, ovviamente aggiungendo un po&#8217; di sale, poco, perché sapeva che Silvano non gradiva i cibi troppo saporiti.<br />
Il risultato è facilmente immaginabile: un&#8217;insalatona praticamente immangiabile.<br />
La cosa incredibile è che questo tipo d&#8217;incidente si è ripetuto per anni nonostante ogni volta qualcuna delle donne dichiarasse “la prossima domenica  dell&#8217;insalata me ne occupo solo io”.  Per qualche settimana le cose andavano bene ma poi, immancabilmente, il fattaccio si ripresentava.<br />
Da quando Silvano mi ha raccontato la sua storia una domanda mi perseguita: ma dopo aver messo il sale sull&#8217;insalata, perché uscivano? Dove caspita andavano?</span></span></p>
<p>﻿</p>
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		<title>Andiamo a fare due passi</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 16:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;estate ormai è solo un ricordo, le giornate si sono accorciate e le temperature sono crollate; di sera le strade sono quasi deserte, letteralmente deserte se ci troviamo in una cittadina balneare. Tutto normale si potrebbe dire eppure le cose non stanno proprio così: a parte le realtà contadine in passato dove c&#8217;era un qualcosa <a href='http://www.blumannaro.net/2010/10/andiamo-a-fare-due-passi/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2010/10/trieste.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2377 alignleft" title="Piazza di sera" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2010/10/trieste-300x225.jpg" alt="" width="232" height="175" /></a>L&#8217;estate ormai è solo un ricordo, le giornate si sono accorciate e le temperature sono crollate; di sera le strade sono quasi deserte, letteralmente deserte se ci troviamo in una cittadina balneare.<br />
Tutto normale si potrebbe dire eppure le cose non stanno proprio così: a parte le realtà contadine in passato dove c&#8217;era un qualcosa da poter chiamare centro urbano o piazza, di sera si poteva incontrare un lento via vai di gente a passeggio ed i giovani seduti a chiacchierare sul muretto o ai bordi della fontana.<br />
Tutto questo lentamente e finito, le famiglie si sono chiuse in casa davanti al caminetto parlante (il televisore), le poche occasioni di uscita infrasettimanale  come la partita di calcetto, il torneo di scacchi, la pattinata, ecc&#8230; hanno subito la sconfitta definitiva con l&#8217;arrivo della pay tv. In tanti ci siamo fatti prendere dalla voglia di calcio a tutte le ore e di cinema on demand pagando per questo fior di quattrini che dobbiamo&#8230;”giustamente”  <img src='http://www.blumannaro.net/wp-includes/images/smilies/icon_rolleyes.gif' alt=':roll:' class='wp-smiley' />  ammortizzare passando il nostro tempo sul divano. Curiosamente questa corsa alla televisione a pagamento convive con la sempre maggiore insofferenza a pagare il canone RAI, ma qui  entreremmo in altro tema.<br />
Dicevo: mentre noi passiamo sempre più tempo le serate chiusi in casa, limitando le nostre  uscite solo al venerdì o al sabato dove ci rimbambiamo di superalcolici alla frutta pagandoli dieci volte il loro valore, durante la settimana le nostre strade e piazze vengono occupate da nuove figure: gli stranieri.<br />
Non voglio entrare nell&#8217;intricato tema dell&#8217;ordine pubblico, qui non parlo di spaccio ed altre forme di delinquenza ma di semplici presenze. All&#8217;inizio citavo l&#8217;esempio della cittadina balneare; ora che i turisti sono andati via durante la settimana le poche presenze che passeggiano di sera sulla via principale o sul lungomare sono tutti cittadini Indiani, del Bangladesh e qualche Nordafricano. Gente che dopo aver cenato ha voglia di uscire a passeggiare per un po&#8217;, incontrare qualche connazionale, magari dimenticare la pessima giornata trascorsa, insomma, sono “noi trent&#8217;anni fa”. Noi che oggi non usciamo più perché abbiamo altro da fare, perché siamo troppo stanchi, perché non troveremo nessuno per fare due chiacchiere, perché abbiamo paura.<br />
L&#8217;ultima ragione è figlia dell&#8217;evoluzione (o sarebbe meglio dire involuzione?) che abbiamo avuto in questi anni;  è inutile nasconderci dietro un dito, anche nella mia ridente località balneare i problemi ci sono, solo poche notti fa c&#8217;è stata l&#8217;ennesima zuffa tra Albanesi e Marocchini con tanto di ferito per accoltellamento. Zuffa che non si può associare alle strade deserte perché queste cose accadevano anche in piena estate, il delinquente rimane tale 365 giorni l&#8217;anno.<br />
Gli stranieri per bene ci stanno mostrando che se vogliamo le nostre città sono ancora vivibili di sera; uscire si può, guidati dal buon senso di non mettersi nei guai, senza l&#8217;obbligo di dover andare a farsi spennare in un locale alla moda ma semplicemente facendo una passeggiata (anche soli 10 minuti) vicino casa o nella nostra piazza preferita. Ogni tanto spegniamo anche questo monitor che stiamo guardando, chiamiamo chi abbiano vicino (moglie, marito, figli&#8230;) oppure telefonate a qualche amico e ditegli:-” Andiamo a fare due passi”-.<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><em><span style="color: #333333;">Immagine: Piazza Unità d&#8217;Italia (Trieste) da Wikimedia.</span></em></span></p>
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		<title>Una vecchia foto</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 17:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa è sicuramente la foto più vecchia che possiedo. Apparteneva al mio bisnonno e di conseguenza, forse, le persone ritratte nella foto sono dei miei lontani parenti. Forse&#8230; perché non ho mai avuto modo di chiederglielo visto che la foto è “apparsa” da un vecchio bauletto di legno solo negli ultimi giorni della sua vita. <a href='http://www.blumannaro.net/2009/11/una-vecchia-foto/'>[...]</a>]]></description>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><a name="DDE_LINK"></a><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://i401.photobucket.com/albums/pp92/blumannaro/old%20img/old01.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" title="una vecchia foto" src="http://i401.photobucket.com/albums/pp92/blumannaro/old%20img/old01.jpg" alt="" width="218" height="324" /></a>Questa è sicuramente la foto più vecchia che possiedo. Apparteneva al mio bisnonno e di conseguenza, forse, le persone ritratte nella foto sono dei miei lontani parenti. Forse&#8230; perché non ho mai avuto modo di chiederglielo visto che la foto è “apparsa” da un vecchio bauletto di legno solo negli ultimi giorni della sua vita. Ovviamente mi piacerebbe sapere chi sono queste persone, i loro nomi, dove vivevano, le loro storie. Peccato che questo non sia possibile , posso solo guardare la foto ed immaginare &#8230; immaginare &#8230;</span></p>
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		<title>La massaggiatrice</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 08:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno più che mai le nostre spiagge si sono riempite di venditori ambulanti, i cosiddetti “vucumprà”, con i loro tappeti (quelli vecchio stile) e borsoni carichi di ogni mercanzia: magliette, asciugamani, fazzoletti, cinture, orologi,ecc&#8230; . La loro massiccia presenza ha creato parecchia tensione tanto che in molte località si sono cercate delle soluzioni (a volte <a href='http://www.blumannaro.net/2009/08/la-massaggiatrice/'>[...]</a>]]></description>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://i401.photobucket.com/albums/pp92/blumannaro/blumannaro%20img/massaggio.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" title="massaggiatrice" src="http://i401.photobucket.com/albums/pp92/blumannaro/blumannaro%20img/massaggio.jpg" alt="" width="182" height="139" /></a>Quest&#8217;anno più che mai le nostre spiagge si sono riempite di venditori ambulanti, i cosiddetti “vucumprà”, con i loro tappeti (quelli vecchio stile) e borsoni carichi di ogni mercanzia: magliette, asciugamani, fazzoletti, cinture, orologi,ecc&#8230; . La loro massiccia presenza ha creato parecchia tensione tanto che in molte località si sono cercate delle soluzioni (a volte discutibili) nel tentativo di frenare il fenomeno. Ma perché  quest&#8217;estate la presenza dei vucumprà è aumentata così tanto? Possibile che in un momento dove si parla di frenare drasticamente l&#8217;immigrazione le nostre spiagge (del nord-est in particolare) brulichino di di venditori africani ed asiatici? Una risposta (magari parziale) la otteniamo si ci fermiamo un istante a parlare con queste persone. Scopriamo così che molti di loro vivono qui  in Italia da diversi anni, spesso regolari con tanto di famiglia e figli nati qui. Arrivano da province come Treviso e Vicenza dove lavoravano nei settori tessili, calzaturieri ed edili. Quando è arrivata la crisi si sono trovati per primi senza lavoro e si sono buttati nel primo spazio libero (diciamo&#8230;) che hanno trovato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tra i tanti mestieri da spiaggia nati in questi anni uno dei più recenti è quello della massaggiatrice. Quasi sempre si tratta di Cinesi, gente per  natura meno “chiacchierona” di gran parte degli africani  e per questo meno disposta a confidarsi. Di recente però ho avuto un piccolo colpo di fortuna. Ho incontrato una massaggiatrice da spiaggia che ha trovato una zona dove il suo lavoro viene “tollerato”. Un&#8217;occasione che non si è lasciata sfuggire visto l&#8217;aria che tira nel resto della zona balneare. Quel che segue è la sintesi di una chiacchierata avuta con la signora.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">- <span style="color: #000080;"> C&#8217;è molto scetticismo sulla qualità dei massaggi da spiaggia. C&#8217;è da fidarsi?</span> &#8211; <span style="color: #800000;">Ho frequentato una scuola, anche se non riconosciuta qui in Italia, e comunque mi limito a cose leggere. Confermo però che molte mie colleghe improvvisano, è solo un modo per guadagnare qualcosa.</span> &#8211; <span style="color: #000080;">Parli abbastanza bene l&#8217;Italiano. E&#8217; da tanto che sei qui?</span> &#8211; <span style="color: #800000;">Si sono tanti anni ormai. Ci vivo con la mia famiglia. </span>- <span style="color: #000080;">Come siete arrivati in Italia?</span> &#8211; [Non risponde...] &#8211; <span style="color: #000080;">Hai detto che sei qui con la tua famiglia.</span> &#8211; <span style="color: #800000;">Si. Con mio marito e i nostri tre figli.</span>-<span style="color: #000080;"> Tre figli? Ma in Cina per legge non è obbligatorio fare un solo figlio?</span> (In seguito ho scoperto che i figli possono essere in alcuni casi anche due ma in quel momento non lo sapevo). &#8211; <span style="color: #800000;">E&#8217; vero in Cina le regole sono molto severe. I miei figli sono nati tutti in Italia. </span>- <span style="color: #000080;">Cosa intendi con regole molto severe?</span> &#8211; [Si rabbuia...] &#8211; <span style="color: #800000;">Non si possono avere figli prima dei ventitré anni. Ero rimasta incinta, le autorità mi hanno fatto abortire anche se mancava poco tempo alla nascita del bambino ed hanno arrestato mia madre..è stata dura , non ho voluto parlare con nessuno per quasi un anno.</span> &#8211; [Resto senza parole...] &#8211;  <span style="color: #000080;">Arrestarono tua madre?</span> -<span style="color: #800000;"> Si. I genitori vengono considerati responsabili. In prigione sarebbe dovuto andarci mio padre ma lui lavorava e la famiglia non poteva rimanere senza un redditto per vivere, così in prigione per qualche mese è andata mia madre.</span> -</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ci scambiamo ancora qualche parola. Nulla di particolare, solo un modo per alleggerire la mente dalle parole che mi ha detto in precedenza. Alla fine ci salutiamo e ci allontaniamo; lei tra gli ombrelloni alla ricerca di clienti, io verso casa&#8230;con la sua storia.<span style="font-size: x-small;"> </span></p>
<address style="margin-bottom: 0cm;">L&#8217;immagine di questo post è tratta dal web (La Stampa). Non ho fotografato la signora dell&#8217;incontro.</address>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;"><br />
</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		<title>Pet Therapy (Grazie Micio)</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 08:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[gatto]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>

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		<description><![CDATA[Intorno alla mia casa i gatti ci sono sempre stati. Qualche randagio&#8230;il gatto di un vicino in &#8220;libera uscita&#8221;&#8230; ma nessuno aveva mai messo radici per più di qualche mese. Un giorno arrivò un gattino deciso a non farsi cacciare dal cane dei miei parenti/vicini e ben disposto ad accettare il cibo che, a quel <a href='http://www.blumannaro.net/2007/07/pet-therapy-grazie-micio/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lh6.ggpht.com/_thqo6g26c0w/RpiTCE8NWuI/AAAAAAAAALs/a-q50xOtnf4/s512/miciomix.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" title="pet therapy" src="http://lh6.ggpht.com/_thqo6g26c0w/RpiTCE8NWuI/AAAAAAAAALs/a-q50xOtnf4/s512/miciomix.jpg" alt="" width="307" height="282" /></a>Intorno alla mia casa i gatti ci sono sempre stati. Qualche randagio&#8230;il gatto di un vicino in &#8220;libera uscita&#8221;&#8230; ma nessuno aveva mai messo radici per più di qualche mese. Un giorno arrivò un gattino deciso a non farsi cacciare dal cane dei miei parenti/vicini e ben disposto ad accettare il cibo che, a quel punto, iniziammo a dargli. La vera svolta iniziò a causa della &#8220;sfiga&#8221; che lo perseguitò nel primo anno. Un giorno lo trovammo con i segni di una misteriosa piccola scottatura sulla schiena (li il pelo non è più ricresciuto), un altro giorno facendo retromarcia lo investii con la mia macchina (il pirla se ne stava accovacciato nell&#8217;erba e non si era mosso), per fortuna lo presi solo su una zampina e la superficie morbida del terreno evitò pericolosi schiacciamenti. Ovviamente questi piccoli infortuni ci indussero ad avere cura di lui con quella piccola dose di coccole che normalmente si usa.<br />
La vicenda prese una nuova direzione quando, dopo un paio di giorni che non si faceva vedere, lo vedemmo arrivare vistosamente zoppicante. A quel punto lo portammo da un un veterinario (prima incontro in assoluto per il sottoscritto con questo tipo di medico) che, accertata la rottura del femore ci propose di fare l&#8217;intervento necessario. Tutta la vicenda tra interventi e convalescenza durò quasi due mesi, un periodo che creò il legame tra il gatto e la mia famiglia.<br />
Nel corso di questi anni questo gatto ha ripagato le nostre attenzioni in un modo che mai avrei immaginato prima. Mia madre ha dovuto subire un pesante intervento seguito da mesi e mesi di terapie (chemioterapia). In quel periodo il gatto si è rivelato una vera &#8220;medicina&#8221;. E&#8217; difficile spiegare a parole quello che ho visto in quel periodo&#8230;l&#8217;atteggiamento , il carattere dell&#8217;animale si modificò. Le sue attenzioni, il suo &#8220;stare vicino&#8221;, giocare&#8230;.furono quanto di più terapeutico potesse avvenire. Ora sono passati degli anni, il momento brutto è passato ma il micio è ancora con noi e ci fa compagnia&#8230;la sua &#8220;sfiga&#8221; non è scomparsa del tutto; Nuovi acciacchi lo perseguitano (ora si deve sorbire una goccia di collirio al giorno&#8230;), ma tutto va avanti nella normalità come in tutte le famiglie. In questo caso una famiglia + uno.<br />
Porto questa testimonianza personale in favore di tutte quelle persone che si chiedono cosa sia la Pet Therapy, questa terapia nata negli anni 60 che prevede l&#8217;uso, o meglio la presenza, di animali (normalmente cani) come aiuto nel trattamento di molte patologie.<br />
Se un gatto, non addestrato, non selezionato è riuscito a dare così tanto a delle persone in un momento difficile, figuriamoci cosa si può ottenere da un animale selezionato e seguito da uno specialista.</p>
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