Nel mese di marzo ho pubblicato una serie di immagini tratte da vecchie pubblicità Americane dove le protagoniste (avete presente…le donne?) non venivano mostrate in modo, diciamo, educato. Si trattava di pubblicità che andavano dagli anni trenta agli anni cinquanta, ora le cose dovrebbe (potrebbero) essere cambiate, giusto?
Non so come stiano oggi le cose in America, posso invece mostrarvi come stanno in Italia grazie a questi deliziosi manifesti segnalati dal Sig Giovanni (grazie Gio’!
) che, uniti tra loro in un ipotetico collage, potremmo chiamare “La Passera Gratis”.
M’inchino (proteggendo le chiappe) alla fantasia dei pubblicitari.
Cosa serve per fare bene il proprio lavoro? Passione, competenza, motivazione, esperienza e, probabilmente, tante altre cose che in questo momento non mi vengono in mente.
Magari un pizzico di follia? Non dico quella (sana) follia che contraddistingue gli artisti ma la capacità di creare un proprio stile lavorativo in grado di rendere più semplice l’attività e magari sopperire a qualche nostro umanissimo limite.
Immaginate di trovarvi nella sala d’attesa di un qualsiasi professionista e che in uno degli uffici ci sia un elettricista al lavoro. Nulla di strano penserete, l’attività del professionista si svolge normalmente nelle altre stanze mentre l’elettricista se ne sta buono e tranquillo a lavorare nel suo angolo ed al massimo esce un attimo a prendere qualcosa dal suo furgone.
Insomma tutto nella normalità, nulla che vi possa distrarre dalla lettura della rivista vecchia di sei mesi che il bravo professionista vi ha lasciato sul tavolino per intrattenere la vostra attesa.
Ad un certo punto sentite la voce dell’elettricista, vi voltate verso l’ufficio (la porta è aperta) e lo vedere dialogare con i fili!
Quello che segue è grosso modo il “contenuto” del dialogo. Per dargli maggior “spessore” immaginatelo parlato in dialetto stretto della vostra zona.
«Tu filo rosso entra qui, e tu filo verde resta qua che dopo ti sistemo.
Filo nero…filo nero… dove sei? Ah, eccoti qua, bravo, vai…qui!
Filo giallo vieni fuori! Figlio di p**** mi volevi “fregare”! (le parole originali sono più colorite).
Dai filo verde ora tocca a te, entra! Perché non vuoi entrare? Ho capito… scusa filo rosso esci un attimo che facciamo passare prima filo verde. Ecco…così….bravo…fatto!
Mmmm, sembra tutto a posto e forse…NO!!!! Filo giallo! Ma sempre tu devi rompere i c****! Maledetto adesso ti sistemo io! Là! Così!
Bene bene, sono proprio contento, un bel lavoro».
Questa è la sintesi di un monologo durato quasi dieci minuti sotto lo sguardo delle numerose persone presenti nella sala d’attesa. Sguardi perplessi, sguardi divertiti ma anche sguardi estasiati come quello del bambino rimasto tutto il tempo a fissare a bocca aperta l’elettricista.
Mi aspettavo solo che ad un certo punto dicesse «Mamma! Mamma! Lo possiamo portare a casa?»
Il dottore si avvicina alla donna distesa a letto e chiede.
«Signora, come si sente?».
Lei rimane in silenzio con lo sguardo fisso nel vuoto.
«Signora, quanti anni ha?».
Nessuna risposta.
Il dottore si gira verso la badante e le dice «Niente da fare, è persa…completamente persa». Saluta ed esce dalla casa.
A quel punto la donna volge lo sguardo verso la badante e solleva una mano mostrando quattro dita.
«Che significa?».
Chiede la badante.
«Quattro anni! Me ne mancano quattro per arrivare a cento anni!».
«E perché non lo ha detto al dottore?».
«Io non parlo con la gente che non conosco!»
Sembra una barzelletta ma è tutto vero.
Anche quest’anno il Sig. Giovanni passa alcuni giorni di vacanza a Jesolo. Lo raggiungo alla stazione dei bus.
Caigo – “Ciao Giovanni, ben arrivato ti trovo in form…”
Sig. Giovanni – “Bene benissimo! Ho una fame da lupi! Dove possiamo andare a mangiare qualcosa di speciale!”
Moglie Sig. Giovanni – (Occhiata molto severa).
Caigo – “Oh beh…se vuoi… dimmi tu cosa vorrest…”.
Sig. Giovanni – “Si! E questa sera cosa si può fare? Ci sono degli spettacoli? Buona musica?
Moglie Sig. Giovanni – (Occhiata molto, molto, molto severa).
Caigo – “Urgh! Per uno spettacolo importante così su due piedi è difficile organizzare qualcosa ma se vuoi controllo il programma delle manifestazioni e poi volendo…”.
Sig. Giovanni – “Bene, bene! Ma è vero che di sera le strade si trasformano in un bordello a cielo aperto?”
Moglie Sig. Giovanni – (Occhi trasformati in puntatori laser collegati a missili nucleari).
Caigo – “Ciao Giovanni, ti trovo in forma. Com’è stato il viaggio?”
Sig. Giovanni – (pausa…) – “Oh, bene. Sono solo un po’ affaticato e quando dormo poco tendo a dire cazzate.
Moglie Sig. Giovanni – (Sguardo amorevole e sorriso).
