Domenica 8 marzo 2009. Questa è una data che sicuramente rimarrà ben impressa nella mia memoria. Non so se in futuro avrò altre occasioni di vedere raccolte tutte insieme così tante opere del mio pittore preferito. Mostre ce ne saranno ancora sicuramente, ma una raccolta come questa del Palazzo Reale a Milano con un numero così alto di dipinti, di cui tanti provenienti da collezioni private, e quindi raramente disponibili per la visione al vasto pubblico, dubito c’è ne saranno ancora, almeno nel breve periodo.

Diario della giornata: Ore 7,30, passo a caricare i due “temerari” che ho convinto a venire insieme a me a Milano. Il treno parte da Mestre alle 8,30; arriviamo in stazione con buon anticipo, il tempo d’incrociare ad un semaforo un paio di nordafricani intenti a vendere mimose (o almeno a tentare…le strade sono quasi deserte) e berci il primo caffè della giornata. Il viaggio dura due ore e mezza, un tempo sufficiente a farci incontrare diversi esemplari di “fauna” da treno; un trio di giovani ragazze ansiose per un appuntamento in un luogo non ben chiarito, la mamma con il bambino piccolo (e feroce) che chiede di poter cambiare posto per meglio controllare il pupetto versione Attila, la coppa matura in viaggio verso la Svizzera: lui dorme quasi tutto il tempo con la bocca aperta rivolta verso il soffitto, lei alterna la lettura di una rivista di cucina ad una serie di telefonate all’amica xxx…di cui adesso so praticamente tutto!  :???: Arrivati a Milano scendiamo nella metropolitana (linea ”gialla” per la cronaca). Qui accanto ad ogni distributore automatico di biglietti è piazzato uno straniero dell’est Europa che, in cambio di qualche spicciolo ti aiuta a “sbrigare la pratica” dell’acquisto del biglietto. Mentre mi allontano non riesco a fare a meno di pensare che di centesimo in centesimo questo tipo forse a fine mese si porta a casa uno “stipendio” più alto del mio….Boh… . Arrivati in Piazza del Duomo ci presentiamo subito all’ingresso del Palazzo Reale (c’è una bella coda!) dove ci assicurano che avendo prenotato possiamo entrare tranquillamente all’ora prevista. Abbiamo il tempo di fare un giro per la Piazza dove troviamo anche la struttura montata per il Rock ‘n’ Music Planet di Red Ronnie. Un’occhiata veloce e poi parte il sopralluogo per scegliere il ristorante post visita mostra.

Sono le 12,30. Facciamo il nostro ingresso al Palazzo Reale. Un custode ci suggerisce d’aggregarci ad uno dei gruppi con la guida…ed inizia il sogno! Scivoliamo di sala in sala in un crescendo di meraviglia da parte di tutti. L’emozione di trovarsi di fronte ad opere che fino a quel momento avevamo visto quasi sempre solo sui libri o internet è difficile da spiegare. Spesso l’unico commento che esce dalle nostre bocche è il più banale di tutti: “ questo me l’immaginavo più grande” o “questo me l’immaginavo più piccolo”. La guida (una graziosa signorina bionda) sorride di fronte alle nostre espressioni da babbei mentre con semplicità ci descrive le opere principali. La semplicità si rivela essere il suo punto di forza tanto che le le persone più rapite dalle sue parole sono le persone più a “digiuno” d’arte, arrivate li magari semplicemente per far compagnia ad altri. Escono così spiegazioni oniriche come su Il giocatore segreto (si cita Freud e la morte della madre dell’artista) o il confronto tra il guardare le cose con lo sguardo da bambino o adulto in La profondità della terra. Lo dico subito: nel prosieguo di questo post non entrerò nel merito delle opere. Non è ho sicuramente la competenza, questa è semplicemente la descrizione della mia giornata Milanese ;-) Se volete sapere quali opere erano visibili alla mostra vi rimando alla pagina dedicata a Magritte su 181.it. Ho modificato radicalmente la “scaletta” delle immagini. Ora tutte le miniature delle opere sono complete di titolo in Italiano ed anno di realizzazione. Non erano presenti nella mostra Gli amanti, Il terapeuta e La scoperta del fuoco, di Golconde era presenta una versione diversa da quella che vi propongo. Tornado a domenica… della mostra mi sono rimaste impresse alcune “peculiarità “ dell’italico frequentatore di musei. A parte il turbamento provato da alcuni visitatori davanti all’opera Il sangue del mondo (non riuscivano a guardare gli arti attraversati da vene/arterie) hanno dato spettacolo un signore che invitato la nostra guida a parlare più piano perché la sua voce si sovrapponeva a quella della sua guida! Ma visto che ci facevano entrare a piccoli gruppi non bastava che chiedesse alla sua guida di rallentare un attimo? Le sale creano automaticamente l’intimità richiesta. Altra protagonista della giornata è stata quella signora che all’altezza dell’ultima sala (eravamo di fronte alla Tomba dei lottatori, una delle opere concesse da collezionisti privati) è passata lamentandosi ad alta voce del fatto che…nessuno la lasciava passare! (ma dove andava così di fretta?). Usciti dal Palazzo Reale ebbri d’arte siamo andato a pranzo, quindi, visto che avevamo un po’ di tempo prima della partenza del treno di ritorno abbiamo deciso di non prendere la metro (l’omino dell’est ci perdonerà) e farci una passeggiatina per il centro di Milano. Ho fatto qualche foto con il telefonino che ovviamente non aggiungono nulla di prezioso a questo post ma potranno far piacere ai Milanesi che riconosceranno luoghi a loro familiari. Rileggendo il tutto vedo che sono stato un po’ lungo, Spero che le immagini risollevino lo spirito dei temerari che sono riusciti a leggere tutto :razz:

 

Quando vidi per la prima valuta quest’opera di Magritte ovviamente rimasi colpito dal titolo e pensai:- Ma come?…è ovvio che si tratta di una pipa!…- Ovviamente non pensavo in termini artistici dove tutto può essere il contrario di tutto.
Mi aggancio a quest’aneddoto per iniziare una riflessione su cosa è o non è Answers.
Recentemente la comunità è stata scossa da alcune polemiche legate ad interventi ritenuti più o meno consoni alle linee guida da tenere e gli interventi conseguenti effettuati dal Team di gestione.
Il Team continua a sostenere che Answers NON è un forum e pertanto considera una violazione molte discussioni intavolate dagli utenti.
Ebbene, con buona pace di tutti, Team in testa, io sono convinto che Answers E’ un forum…atipico senza ombra di dubbio, ma pur sempre un forum. E non ci trovo nulla di sbagliato; i forum “normali” sono spesso monotematici, chiusi in comparti stagni; Answers invece ti permette di spaziare rapidamente da un tema ad un altro in pochi istanti favorito dal fatto che ogni utente ha la possibilità di vedere la sequenza continua delle domande poste e, solo se lo desidera, può decidere di concentrare la sua attenzione su di un solo tipo di categoria.
Altro punto a sostenere il tema della discussione è l’affidabilità delle risposte. Non ci possiamo permettere di considerare gli interventi su Answers come un contributo “stile enciclopedia” in rete. Purtroppo a volte contribuiamo a mettere nei motori di ricerca (perché non lo dobbiamo dimenticare…i nostri inventi fanno questa fine) strafalcioni di dimensioni colossali. Personalmente un giorno ho trovato una domanda di geografia con tanto di migliore risposta, attribuita, tra l’altro, ad un utente “d’alta classifica” e fregiato dell’etichetta “doc”, completamente sballata…. Diciamo che, se la risposta fosse esatta la mia città avrebbe cambiato regione spostandosi di circa 350 Km.
Lo immaginate uno studente delle elementari che fatta una bella ricerca di geografia si ritrova con un bel magro figurino in mano? Può accadere….
Non dimentichiamo poi la questione delle categorie: se chiediamo il nome di una pianta, il prezzo di un oggetto, in quale museo si trova la X opera,…ok, domanda secca e risposta (si spera) precisa.
Ma se entriamo in qualche girone Dantesco come la politica, al massimo potremmo chiedere date di nascita e morte dei politici oppure chi governava, quando,…ecc.. ma per il resto buio pesto! Si entra in temi dove prevale l’opinione personale, e se non è un forum questo….
Con una battuta, che mi auguro il team mi passerà, forse la scritta “Beta” è stata rimossa troppo presto. Un servizio come Answers è per sua natura “vivo” non si può pensare ad una gestione asettica (per quello ci sono le enciclopedie), avremo probabilmente sempre dei conflitti, sempre qualcuno d’arrabbiato che magari se ne andrà sbattendo la porta e qualche imbecille che prenderà questo spazio come valvola di sfogo per le sue frustrazioni ma va bene lo stesso. Ognuno “recita” la sua parte: team..utenti..ospiti..
Vedremo ;-)

 
Golconde era una ricca città indiana, una specie di miracolo. Io ritengo che sia un miracolo poter camminare attraverso il cielo sulla terra. D’altra parte la bombetta non rappresenta una sorpresa. E’ un copricapo per nulla originale. L’uomo con bombetta è un uomo ordinario. E io la porto, non desidero mettermi in mostra.(Renè Magritte)Golconde è un quadro meraviglioso. Osservate come uno sfondo quasi banale, con degli anonimi e grigi palazzi sia esaltato da una pioggia (ovviamente improbabile) d’omini tutti uguali. Quello che comunque vorrei portare all’attenzione è il commento dell’autore – “L’uomo con bombetta è un uomo ordinario. E io la porto, non desidero mettermi in mostra.” –
Sembrano strane parole in bocca ad un artista che, nell’immaginario collettivo dovrebbe rappresentare una delle massime forme di narcisismo. Che senso avrebbe produrre arte se poi non c’è l’aspirazione a mostrare ed apparire? Probabilmente la risposta sta nel fatto che parliamo di una persona di vero talento che non ha bisogno di sentirsi appagato dal plauso spiccio della gente. Una grande differenza da certa “voglia di apparire” che sempre più spesso coglie persone dalle ambizioni più o meno artistiche. Pensate a tutti i vari reality che infestano la televisione…mi perdonate il termine poco cordiale?….più passa il tempo e più sembra crescere la voglia di stupire. Onestamente pensavo che questo fenomeno televisivo si esaurisse molto più velocemente e invece lo vedo reggere ancora con un certo piglio. Quello che temo è che prima o poi, per la voglia di apparire, o semplicemente perché la cosa può sfuggire di mano, in qualche casa, fattoria o quant’altro possa accadere qualcosa di veramente brutto ed irreparabile sotto gli occhi di tutti. Mi auguro ovviamente di no! Certo non posso evitare di pensare a quell’edizione stile grande fratello inglese interrotta a seguito di una superscazzottata provocata dai fumi dell’alcool, oppure da quel programma, credo olandese, di pessimo gusto dove il pubblico da casa era invitato a votare per scegliere quale dei due gravi ammalati in gara avesse diritto ad una forte somma di denaro per curarsi.Chiudo con un appunto: circa un anno fa lessi di uno studio realizzato per una grossa casa produttrice di spettacoli televisivi. Sì “profetizzava” di un imminente calo dell’interesse del pubblico verso i reality e l’opportunità di rilanciare dei format stile anni ottanta con protagoniste le famiglie. Al momento non vedo nulla del genere in giro. Mi chiedo se queste agenzie hanno toppato la previsione o se il vento dell’audience soffia più forte del loro lavoro.
(Immagine: da archivio)
Questo articolo è tratto dalla prima versione del blog chiuso nei primi mesi del 2006
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