Quali sono i più importanti premi fotografici del mondo?
Io non sono un esperto in materia ma una cosa la posso affermare con certezza. Quest’anno un premio me lo merito io!
Non ci credete? Aprite la foto di presentazione di questo post è giudicate!
Non capita tutti i giorni di trovare un piccione piantato come una carota nel proprio orto, un minimo di stupore davanti a tale scena credo sia il minimo. Ho cercato di dare una spiegazione logica alla singolare fine di questo piccione, posso solo dire che la sera prima del ritrovamento c’era stato un breve temporale con forti raffiche di vento e che (forse) il piccione ha urtato un cavo elettrico precipitando così al suolo.
Anche se questa fosse la spiegazione “dell’incidente” non mi spiego come si possa essere conficcato nel terreno in quel modo; parliamo si di un terreno morbido, arato da poco, ma un volatile di circa 300 grammi sarebbe dovuto rimbalzare e non piantarsi. Mistero…
Qui sotto è possibile vedere un breve filmato ed altre due foto.
Attendo eventuali “esperti” in grado di spiegare il singolare caso del piccione kamikaze. Per quanto riguarda il premio fotografico diciamo che mentre scrivevo questo post le mie manie di grandezza si sono raffreddate ed almeno per quest’anno rinuncio a possibili “Robert Capa Gold Medal” o “World Press Photo of the Year” Oppure no? :P

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In questo video Ornella Gemini, la mamma di Niki Aprile Gatti, parla della morte del figlio avvenuta in circostanze poco chiare il 24 Giugno 2008. Diversi blog che frequento lo hanno pubblicato o citato e probabilmente chi legge queste pagine lo ha già visto, ma se anche una sola persona in più lo visionerà sarà comunque una persona in più informata. La speranza è che non si dimentichi, che la verità-vera esca qualunque essa sia.

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Riferimenti. nikiaprilegatti, agoradelrockpoeta.

 

In un’intervista radiofonica Roberto Giacobbo (quello di “Voyager”), parla di un suo servizio dal titolo “La vita oltre la vita”. Il tema è facilmente intuibile dal titolo e non intendo certo ora approfondire la cosa che occuperebbe pagine e pagine di post, ma su di un particolare vorrei porre l’attenzione. Giacobbo pone l’attenzione su un episodio diverso dal solito, un episodio che, con tutto lo scetticismo razionale che un uomo esprimere, in questo caso non lascia spazio ad ipotesi d’imbroglio.
La storia: nel reparto rianimazione di un ospedale Londinese viene ricoverato un barbone in condizioni disperate. Fortunatamente i medici riescono a salvarlo e dopo qualche tempo il paziente, ormai fuori pericolo, chiede di riavere il suo unico bene: la dentiera. Come potete immaginare, al momento del ricovero, il paziente era stato liberato di tutti i sui vestiti ed i suoi effetti personali.
Purtroppo nessuno sapeva dove potesse trovarsi la dentiera, e l’infermiera che se n’era occupata in quei giorni stava in ferie. Il fatto curioso è stato che il barbone disse di sapere dove stava la dentiera, sostenne che l’aveva “vista” mentre stava sul lettino della rianimazione.
Ora, noi tutti abbiamo sentito di persone che affermano d’essere “uscite dal loro corpo” quando stavano lottando tra la vita e la morte, e d’aver visto l’operare dei medici sul loro corpo, ma che un paziente avesse “seguito” una cosa personale come la dentiera, questa è una novità.Tornando alla storia, i medici incuriositi della cosa seguirono le istruzioni del barbone che affermava d’aver “visto” l’infermiera entrare in una stanza e chiudere a chiave in un cassetto la dentiera avvolta in fazzoletto. Ebbene, la dentiera si trovava proprio dove aveva detto il barbone, che ovviamente, non poteva aver seguito fisicamente l’infermiera mentre stava lottando tra la vita e la morte! Quest’episodio ha suscitato molto scalpore nell’ambiente medico Londinese, ed ora in quel reparto di rianimazione si stanno svolgendo delle ricerche (con la discrezione del caso) per cercare di comprendere il perché di tali fenomeni.
Insisto su una cosa. Su episodi del genere bisogna partire da una forma di sano scetticismo, ma ciò non toglie che lo spirito di comprensione, la voglia di verità ci deve spingere ad affrontare la lettura di questi fenomeni.
(immagine da: flickr.com)
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