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	<title>Blumannaro.net &#187; new york</title>
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		<title>New York prima e dopo l&#8217;11 Settembre</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 16:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo atipico post sintetizza un paio di articoli pubblicati nel mio vecchio sito. E&#8217; il diario di due miei viaggi a New York, prima e dopo i tragici eventi del 2001. Alcune informazioni ora sono sicuramente superate ma, a mio parere, rapprentano ancora una valida anche se sintetica guida a questa città. Sintetica se intesa <a href='http://www.blumannaro.net/2010/09/new-york-prima-e-dopo-l11-settembre/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/06/empire.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-2326" title="Empire State Building" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2011/06/empire-128x300.jpg" alt="" width="128" height="300" /></a>Questo atipico post sintetizza un paio di articoli pubblicati nel mio vecchio sito. E&#8217; il diario di due miei viaggi a New York, prima e dopo i tragici eventi del 2001. Alcune informazioni ora sono sicuramente superate ma, a mio parere, rapprentano ancora una valida anche se sintetica guida a questa città. Sintetica se intesa come guida, forse un po&#8217; lungo per essere il post di un blog.<br />
Ne consiglio l&#8217;assunzione a piccole dosi <img src='http://www.blumannaro.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="background-color: #ffff00;">Prima parte. <span style="background-color: #ffffff;">Visitare New York è un’impresa che affascina e insieme spaventa: c’è tanto da scoprire che all’inizio si stenta a capire da dove si possa incominciare. In effetti, la città raccoglie in uno spazio relativamente ristretto le forme architettoniche più audaci, i grattacieli più alti, i ponti più arditi le chiese più imponenti del mondo e, nel cuore della città un parco pubblico grande come il Principato di Monaco.<span style="font-family: Arial,sans-serif;">Organizzarsi la visita di Manhattan è relativamente semplice: si prende alloggio in uno degli alberghi al centro dell’isola (se ne trovano a prezzi ragionevoli) e da quel punto con un taxi o la metro si raggiunge il punto estremo da cui si è deciso d’incominciare il tour. Da lì si rientra a piedi verso l’albergo in poche ore, l’unico limite è dato dal numero di cose che s’intendono vedere. Con questo metodo in 5 o 6 giorni è possibile compiere L’escursione completa.</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><br />
</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">C‘è subito da chiarire un possibile equivoco, quando si parla di viaggio a New York in realtà ci si riferisce più dettagliatamente all’isola di Manhattan (il distretto principale), uno spazio a parte (e più tempo) meriterebbero gli altri distretti ovvero: Bronx, Brooklyn, Queens e Staten Island che rappresentano una realtà leggermente diversa.</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Può sembrare turismo di bassa leva ma una visita all’Empire State Building</span></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">non può mancare. Posto al centro dell’isola con I suoi 407 metri d’altezza (102 piani!) questo grattacielo terminato nel 1931 offre una vista meravigliosa dalla sua piattaforma panoramica e, se il tempo è buono, la visuale si estende per oltre 80 chilometri (non è il nostro caso purtroppo-sigh!). Osservando verso l’oceano è possibile vedere l’isoletta con la statua della libertà, girando in senso orario si vede poi il vicino stato del New Jersey, poi l’imponente polmone verde di Central Park che dall’alto sembra un enorme tavolo da biliardo in mezzo ai palazzi, ed infine l’East River attraversato dal celebre ponte di Brooklin, un gigante d’acciaio sostenuto da 2 piloni in stile neogotico alti ben 89 metri</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">.<br />
</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Mangiare:</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">nessun problema! Ci si trova praticamente di tutto; fa testo un piccolo centro commerciale non lontano dal ponte di Brooklin presso il molo 17 (celebre giacché negli anni 20/30 vi approdano le navi cariche d’emigranti) dove ci sono degli stand gastronomici permanenti di tutto il mondo. Li potete pranzare a base di piatti indiani, turchi, polacchi, greci, ecc….Altra curiosità è legata alla presenza dei “buttadentro”, personaggi che fuori dei ristoranti t’invitano a suon di sorrisi e biglietti ad entrare nei locali. Va sottolineato il fatto che la maggior parte della gente che si trova a Manhattan è lì per lavoro ed esce dagli uffici per pranzare possibilmente in fretta e senza allontanarsi troppo, da qui una gran lotta nel ramo della ristorazione per catturare I clienti. Segnaliamo ll Pisello (non c&#8217;è più, <a href="http://www.blumannaro.net/2010/01/pisello-restaurant/">vedi post</a>) un piccolo e curioso ristorante sulla Eight Avenue dove la cucina è un piacevole incontro tra ingredienti italiani e cultura francese. Non mancano inoltre ristoranti all’italiana dove con sottofondo musicale di Caruso e vicini di tavolo stile Al Capone &amp; Co. (non sto scherzando!) ti servono l’acqua “S. Pellegrino” con la stessa enfasi di un pregiato vino doc. Sta di fatto che si mangia bene. Una nota va rivolta anche ai negozi d’ alimentari (Deli) con il loro angolo self-service dove si mangia onestamente a prezzi modici.</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><br />
</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Appena si comincia a camminare per le strade di Manhattan si avverte subito una sensazione di familiarità, in parte, probabilmente perché ci troviamo di fronte a luoghi che ci sono mostrati continuamente dal cinema e dalla televisione, in parte grazie alla cortesia della popolazione. Scopri che mentre sei circondato da una marea di gente sempre di corsa quasi a testa bassa, se hai bisogno d’aiuto questi si bloccano e ti dedicano tutta la loro attenzione.</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><br />
</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Curiosità che rimangono impresse: – I</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">musei sono impressionanti, passi da una sala all’altra scoprendo celebri opere d’artisti famosi e diversissimi le une accanto alle altre. Il bello è vedere I bambini sdraiati di fronte per esempio ad un Matisse intenti a disegnare allegramente con i loro colori su di un foglio di carta; da noi sarebbe considerato oltraggioso con l’eccessiva sacralità che i nostri luoghi di cultura si portano intorno.- Vi aspettate di trovare I predicatori in mezzo al traffico? Ebbene si, ci sono! – Caos?</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">C’è sempre un gran movimento, di giorno e di notte ma senza crisi apparenti. Sopratutto la notte è proprietà delle imprese di manutenzione e dei taxi. A proposito, i tassisti Newyorkesi devono aver inventato il “nanosecondo” provate ad immaginare cosa succede appena un semaforo diventa verde! – Sicurezza. La cura Giuliani ha dato i suoi frutti, c’è sempre qualche poliziotto in giro e senti di poter girare tranquillamente in ogni zona, ovviamente sempre col buon senso. — Little Italy: è praticamente scomparsa, non c’è più immigrazione dall’Italia, Gli Italiani vivono quasi tutti nel distretto di Brooklin, così Little Italy viene piano piano assorbita da Chinatown e non è difficile trovare un eventuale “Caffè Mario” gestito da Cinesi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="background-color: #ffff00;">Seconda parte</span>. Gli americani sono indubbiamente rimasti scossi dai tragici eventi del 2001 che li ha resi più sospettosi nei confronti degli stranieri e più rigidi nelle formalità burocratiche. A tale proposito consigliamo a tutti i viaggiatori di compilare con attenzione il modulo verde I-94W (esonero dal visto) che normalmente viene consegnato durante il volo. Vi potrebbe capitare d’incontrare all’arrivo un funzionario estremamente “fiscale” che non ci penserà due volte a farvi rifare la fila per riscrivere il suddetto modulo se ritenesse di trovare un qualche errore. Ricordiamo inoltre che i tempi di sbarco si sono allungati anche perché dovrete sottoporvi alla rilevazione delle impronte digitali (niente di traumatico, tranquilli!). Una volta superate le forche caudine della dogana potrete finalmente lasciare l’aeroporto. Per la cronaca noi siamo atterrati al JFK, il più lontano da manhattan. vi consigliamo (se potete) di prendere il taxi (48$ ndr) per raggiungere il centro, se non altro per guardare con calma il panorama durante il tragitto. Con solo un paio di dollari è invece possibile prendere il treno che vi scaricherà nel Midtown. E’ una buona soluzione se non alloggerete troppo lontano dalla stazione e non avete fretta. L’aeroporto La Guardia è più vicino a manhattan rispetto al JFK con conseguente piccolo risparmio nelle spese di trasferimento, ma in genere non ci sono molti voli dall’Italia verso questo scalo. Sembra che la miglior soluzione sia l’aeroporto di Newark nel New Jersey, struttura moderna dotata di un efficiente procedura di controllo passaporti e agile sistema di trasferimento verso manhattan (consigliato l’autobus). Nota: viaggiatori, dateci conferma se possibile!</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><br />
</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">COSE DA VEDERE: Ground Zero. È quasi un dovere visitare il sito della tragedia delle Twin Towers. tocca veramente il cuore di chi ricorda com’era prima quel luogo, Per chi ci viene la prima volta forse può impressionare maggiormente la vista delle “ferite” ai piani superiori dei palazzi adiacenti le torri. Vi consigliamo di recarvi verso Battery Park. Li troverete lo Sphere un globo dorato di 22000 kg che stava nella piazza tra le due torri. Le ammaccature fanno capire la durezza dell’evento i fiori depositati continuamente attorno e la targa che recita “in onore di tutti coloro che abbiamo perduto” fanno il resto…</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><br />
</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Lower Manhattan- rimanendo nella parte bassa di Manhattan potete passeggiare di fronte all’imbarcadero per Ellis Island e la statua della libertà (nb: se le volete visitare preparatevi ad una luuunga coda!) o piano piano risalire verso il Financial District per vedere il cuore pulsante dell’economia mondiale. Purtroppo per le note ragioni di sicurezza difficilmente vi sarà concesso di visitare l’interno della borsa, ma vale la pena informarsi … le cose potrebbero anche nel frattempo cambiare. In seguito vi potreste dirigere verso il ponte di Brooklin, approfittando lungo il tragitto per dare uno sguardo alla casa di Elizabeth Ann Seton prima donna canonizzata in america, questo edificio si nota subito poiché è l’unico in vecchio stile federale in mezzo ad una selva di moderni grattacieli. Potrete inoltre fare una tappa per ristorarvi al Molo 17 da dove potrete ammirare il ponte prima di affrontare la passeggiata di circa 20 minuti che vi impegnerà se deciderete di attraversare il ponte. Note: il ponte, lungo 1091 m di cui 486 solo della campata centrale, venne completato nel 1883 dopo 16 anni di lavoro e la morte di una ventina di lavoratori tra cui il progettista Roebling colpiti quasi tutti da embolia gassosa. Non mancano le morti assurde come quella di Robert Odlum tuffatosi per scommessa o le dodici vittime colte da panico quando all’inaugurazione del passaggio pedonale qualche idiota gridò che il ponte stava crollando.</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><br />
</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Risalendo l’East River attraversate la colorata e chiassosa e colorata chinatown e cercate un buon caffè a Little Italy (senza farvi spennare in qualche ristorante se possibile). Spostandovi sul lato west entrate nel Greenwich Village, quartiere dalle caratteristiche case in arenaria disposte lungo tranquille vie strette e alberate. Vi trovate numerosi caffè birrerie e teatri sperimentali, sicuramente una zona molto gradevole, non perdete l’occasione di cercare Gay street dove è stato girato il film Carlito’s Way, il numero 75 ½ di Bedford Street con la casa più stretta di NY (2.9 m) o la curiosa contrapposizione di Christopher Park dove “convivono” l’austera statua del generale Sheridan (celebre per la frase “l’unico indiano buono è un indiano morto”) e le statue a grandezza naturale delle coppie Gay-lesbiche. Risalendo entrate nel Chelsea quartiere celebre per le sue gallerie d’arte e negozi d’antiquariato ma anche per i numerosi spazi dedicati allo sport e al tempo libero in genere. Numerosi moli sono stai recuperati a tale scopo come il Pier 25 con i sui campi da pallavolo in sabbia o Chelsea Piers una struttura ricavata su quattro all’altezza della 23rd street dove è possibile giocare a bowling, golf, hockey, pattinare…</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><br />
</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Più su il Midtown è caratterizzato dalla presenza dell’Empire State Building vero punto di riferimento della città; se temete di perdervi, non temete. L’enorme costruzione è visibile praticamente da ogni punto e rappresenta un ottimo punto di riferimento. Vi consigliamo una visita per ammirare il suggestivo panorama (ora gli ascensori sono più veloci) evitando ovviamente i giorni festivi. Molto bello è anche il Chrysler Building, peccato non sia visitabile all’interno, ma la sua caratteristica guglia d’acciaio alta 60 m ne fa uno degli edifici più suggestivi della città. Il Grand Central Terminal è la dimostrazione di come si possa realizzare una stazione ferroviaria a cinque stelle. Si tratta di un vero salotto in stile primi 900. vi trovate negozi e ristoranti frequentati non solo dai viaggiatori in arrivo e partenza a dimostrazione della gradevole atmosfera che vi si trova. Vi segnaliamo il bell’orologio posto sopra la biglietteria e il soffitto a volta sul quale sono dipinte le costellazioni e lo zodiaco (sono dipinti al contrario, ma è tanto bello che si può anche perdonare questo errore…..e se fosse un errore voluto? Mah!). Ormai ci troviamo a ridosso di Times Square e in piena Fifth Avenue ovvero tutto quello che di più conosciuto di New York si possa trovare: teatri, negozi di lusso, musei, vita notturna…tutte cose che normalmente trovate nei depliant offerti dalle agenzie viaggio. Nota: Al momento del nostro viaggio abbiamo potuto approfittare di un favorevole cambio euro/dollaro, se vi sarà possibile cogliete l’occasione. New York è la città dei balocchi per ogni genere d’acquisto. In ogni angolo di strada troverete negozi d’abbigliamento d’ogni genere e per tutti i gusti (per noi italiani meglio puntare sullo sportivo, il resto forse non fa proprio per noi. Una curiosità: ricordate il film Big con Tom Hanks? Se è così provate a “saltellare “ sul pianoforte luminoso al secondo piano di FAO Schwarz mega negozio di giocattoli a ridosso di Central Park. Inoltre non mancate di fare una visita al Time Warner Center (Columbia Circle) un centro commerciale all’interno di un magnifico palazzo di vetro e acciaio. I primi quattro piani accolgono una cinquantina d’attività tra negozi ristoranti un teatro specializzato in musica Jazz, un supermercato specializzato in prodotti biologici e una gastronomia dove vi potete fermare per un pasto ristoratore durante la vostra frenetica giornata (!) in una malaugurata giornata di pioggia. Poco lontano da Columbus Circle cercate il Lincoln Center un complesso di circa 3300 mq dedicato alla musica (jazz e non solo). Se potete ricordate di visitarlo il giovedì alle ore 10, avrete l’occasione di assistere alle prove aperte al pubblico della Philarmonica Orchestra. E’ un’occasione da non perdere! Per assistere ad un loro concerto in calendario si deve comprare i biglietti con anticipo di settimane se non addirittura mesi. </span></p>
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		<title>Pisello Restaurant</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 16:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quante volte ci capita di cercare qualcosa e di trovarne un&#8217;altra che ormai avevamo dato per scomparsa? E&#8217; capitato a me pochi giorni fa quando mi è letteralmente riapparso davanti il biglietto da visita di un ristorante “ricordo” del mio primo viaggio a New York tanti anno fa. Biglietto che avevo cercato più volte in <a href='http://www.blumannaro.net/2010/01/pisello-restaurant/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://i401.photobucket.com/albums/pp92/blumannaro/blumannaro%20img/pisellorestaurant.jpg"><img class="alignleft" title="Biglietto da visita" src="http://i401.photobucket.com/albums/pp92/blumannaro/blumannaro%20img/pisellorestaurant.jpg" alt="" width="260" height="164" /></a>Quante volte ci capita di cercare qualcosa e di trovarne un&#8217;altra che ormai avevamo dato per scomparsa? E&#8217; capitato a me pochi giorni fa quando mi è letteralmente riapparso davanti il biglietto da visita di un ristorante “ricordo” del mio primo viaggio a New York tanti anno fa. Biglietto che avevo cercato più volte in passato, in particolare nell&#8217;occasione del mio secondo viaggio a N.Y.. In quella volta cercai di ritrovare “a memoria” il ristorante contando sul fatto che Manhattan è piuttosto semplice da girare. Non mi riuscì di ritrovare il ristorante e solo ora, biglietto di visita ed indirizzo in mano, ne comprendo il motivo. Il Pisello Restaurant non esiste più; chiuse l&#8217;anno successivo al mio viaggio per essere sostituito dal <a href="http://maps.google.it/places/us/10011/new-york/8th-ave/200/-cuba-cafe?hl=it" target="_blank">Cuba Cafe,</a> un locale completamente diverso tutt&#8217;oggi ancora in attività.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Mentre rigiro tra le mani il vecchio biglietto da visita ripenso a quel lontano giorno d&#8217;ottobre: ricordo una giornata di sole disturbata da un vento non forte ma freddo. Io e il mio amico nel corso della mattinata avevamo già preso un paio di caffè per scaldarci le budella ma, vista l&#8217;ora e la necessità di ricaricare le batterie dopo la lunga camminata, stavamo valutando le possibili soluzioni per il pranzo. A quell&#8217;ora  spuntano come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zombi" target="_blank">zombi</a> dopo il tramonto delle figure che io definirei “butta-dentro”. Davanti ad ogni ristorante, bar, caffè e negozio d&#8217; alimentari questi personaggi, a volte dall&#8217;aspetto “umano” ma spesso vestiti da improbabili paperi o panini umani, ti sbattono davanti al naso un pezzo di carta colorato che spacciano per il fantastico menù del giorno offerto dal locale; i più aggressivi arrivano quasi a tentare di trascinarti all&#8217;inteso del locale coinvolgendoti in un surreale balletto fatto di scatti e finte. Avevamo superato da poco un&#8217;area infestata da zombi  quando ci trovammo di fronte ad una graziosa ragazza dai capelli rossi vestita di nero, un nero informale ma comunque elegante. Non disse una parola, accennò un sorriso amichevole ed aprì la porta che le stava alle spalle invitandoci ad entrare nel “Restaurant” (per un attimo avevo intravisto la parola scritta sulla porta del locale che all&#8217;esterno era sostanzialmente anonimo). Come automi entrammo nel ristorante accompagnati da un ragazzo, pure lui vestito di nero, che ci fece accomodare al tavolo per poi lasciarci soli per qualche instante. Quel minuto ci fu utile per prendere consapevolezza  di quello che era successo e dove ci trovavamo: il locale era piccolo, pochi tavoli, pochissimo personale, arredamento semplice ed elegante in linea con le divise del personale. Un particolare che notammo subito fu che il personale era tutto gay. Ci venne da ridere pensando che mentre davanti a tutti i locali dove eravamo passati i butta-dentro erano tutti uomini (spesso ridicoli) nel locale a gestione gay il butta-dentro era una donna, una bella donna (considerazione personale). Fu così che quando tornò al tavolo il ragazzo per prendere le ordinazioni gli puntai contro (amichevolmente) un dito accusatore e gli dissi in dialetto qualcosa come “Tu ci hai preso in giro amico!”. Il ragazzo in qualche modo capì perché si mise a ridere; dalla cucina spuntò anche la testa del cuoco messicano che, sentendoci parlare in veneto, aveva colto qualche assonanza con lo spagnolo (amigo?). Fu così che avemmo modo di fare due chiacchiere in un inusuale misto di italiano-inglese-spagnolo-veneto; chiacchiere che ci fecero conoscere il “piccolo mondo” rappresentato dal personale del Pisello Restaurant. Un gruppo multietnico di scuola culinaria Francese innamorati della tradizione Italiana. Il risultato? Un mega piatto di agnolotti dal gusto strepitoso! Onestamente avevamo provato un attimo di terrore all&#8217;arrivo dei piatti ,vedendo gli agnolotti circondanti da una trincea di polvere bianca come fossero delle fette di pandoro imbiancate dallo zucchero a velo, ed invece scoprimmo un gradevole sapore di vaniglia che ben si legava con il resto degli ingredienti. Ingredienti che dopo tanti anni purtroppo non ricordo; solo la vaniglia mi è rimasta impressa nella memoria, oltre il buon sapore complessivo della pietanza. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Come ho detto dopo tanti anni di quell&#8217;esperienza mi rimangono il ricordo di una buona mangiata, la simpatia del personale del locale, la loro ironia (Pisello&#8230;), la nostalgia e la consapevolezza di non poter più rivivere quel momento ed un dubbio: ma la ragazza rossa butta-fuori era muta? Fu l&#8217;unica a non aprir mai bocca.</span></p>
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		<title>Foto di New York</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 15:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Photobucket ha inserito una nuova funzione per mostrare degli album d&#8217;immagini all&#8217;interno dei blog. La collaudo con alcune mie vecchie foto di New York Guida per inserire un album di Photobucket come in questo post. Una volta selezionato l&#8217;album che c&#8217;interessa dal menu selezionare “Share this album”. Quindi “more” (more share options). &#8211; Get link <a href='http://www.blumannaro.net/2009/04/foto-di-new-york/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Photobucket ha inserito una nuova funzione per mostrare degli album d&#8217;immagini all&#8217;interno dei blog. La collaudo con alcune mie vecchie foto di New York</p>
<div style="width: 480px; text-align: right;"><object width="480" height="360" data="http://feed401.photobucket.com/flash/rss_slideshow.swf?rssFeed=http%3A%2F%2Ffeed401.photobucket.com%2Falbums%2Fpp92%2Fblumannaro%2F2005_05_new_york%2Ffeed.rss" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://feed401.photobucket.com/flash/rss_slideshow.swf?rssFeed=http%3A%2F%2Ffeed401.photobucket.com%2Falbums%2Fpp92%2Fblumannaro%2F2005_05_new_york%2Ffeed.rss" /><param name="wmode" value="transparent" /></object><a href="http://photobucket.com/redirect/album?showShareLB=1" target="_blank"><img style="border:none;" src="http://pic.photobucket.com/share/icons/embed/btn_geturs.gif" alt="" /></a><a href="http://s401.photobucket.com/albums/pp92/blumannaro/2005_05_new_york/" target="_blank"><img style="border:none;" src="http://pic.photobucket.com/share/icons/embed/btn_viewall.gif" alt="" /></a></div>
<address><span style="color: #000080;">Guida per inserire un album di Photobucket come in questo post.</span></address>
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		<title>Andiamo all&#8217;Idiotarod?</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Feb 2007 14:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[humor]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche anno nel mese di gennaio a NY ha letteralmente preso piede (e ruote) una curiosa manifestazione: la Idiotaroad! Il nome la dice tutta sullo spirito goliardico che contraddistingue questa &#8220;gara&#8221;che s&#8217;ispira alla più conosciuta &#8220;Iditarod&#8221;, dieci giorni di gara e oltre 1600 km a bordo degli Sled Dog, ovvero le slitte trainate dagli <a href='http://www.blumannaro.net/2007/02/andiamo-allidiotarod/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp1.blogger.com/_thqo6g26c0w/RdhuEkftj2I/AAAAAAAAAFA/auxDc5TYjB8/s1600-h/idiotroad.jpg" target="_blank" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5032893608381747042" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_thqo6g26c0w/RdhuEkftj2I/AAAAAAAAAFA/auxDc5TYjB8/s200/idiotroad.jpg" border="0" alt="" /></a><br />
Da qualche anno nel mese di gennaio a NY ha letteralmente preso piede (e ruote) una curiosa manifestazione: la Idiotaroad! Il nome la dice tutta sullo spirito goliardico che contraddistingue questa &#8220;gara&#8221;che s&#8217;ispira alla più conosciuta &#8220;Iditarod&#8221;, dieci giorni di gara e oltre 1600 km a bordo degli Sled Dog, ovvero le slitte trainate dagli husky in Alaska. Alla &#8220;Idiotarod&#8221; di New York invece,  una squadra di cinque elementi devono spingere un carrello della spesa (portato da casa)  spesso  goliardamente modificato. Il percorso da Brooklyn a Manhattan rimane segreto fino all&#8217;ultimo, poichè la manifestazione non è riconosciuta e sistematicamente ogni anno si presenta anche la gara &#8220;contro&#8221; la Polizia che cerca d&#8217;impedire la cosa (ovviamente per una questione di ordine pubblico).<br />
Ad onor del vero nell&#8217;edizione 2007 della corsa La Polizia ha &#8220;tollerato&#8221; i partecipanti limitandosi a a controllare il pubblico preso tra lo stupito ed il divertito.<br />
Credo che questo sia un primo segno di riconoscimento alla manifestazione e non è da escludere che nei prossimi anni la Idiotaroad non ottenga maggiore &#8220;dignità&#8221; ed approvazione&#8230;in fondo sta diventando un&#8217;altra attrazione turistica!<br />
Mi sono chiesto se da noi una simile iniziativa potrebbe avere successo. A questa <a href="http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylc=X3oDMTFnb2dvZnZkBF9TAzM5NjU0NjQwOQRfcwMzOTY1NDY0MDkEc2VjA2JhZGdlBHNsawNxdWVzdGlvbg--?qid=20070217084153AAEiVfQ" target="_blank">domanda</a> non ho trovato risposta ma sembra che &#8220;l&#8217;Italica fantasia&#8221; non sia da meno se, come sembra, ci dilettiamo in gare di &#8220;sputo del nocciolo della ciliegia&#8221;&#8230;.e scusate se è poco!<br />
<span style="font-style: italic;font-size:85%;">(Immagine da Flickr)</span></p>
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		<title>Taxi!!!</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 17:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[manhattan]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>
		<category><![CDATA[semaforo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sapete chi ha inventato il nanosecondo? Sicuramente qualche tassista Newyorkese! Tra le tante cose che rimangono nella memoria di un turista che gira per Manhattan è la marea di taxi gialli che si accalcano ai semafori. Ed è curioso come allo scattare del semaforo verde quello che sta dietro immediatamente dia un sonoro colpo <a href='http://www.blumannaro.net/2007/01/taxi/'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp1.blogger.com/_thqo6g26c0w/Rau4nHnQugI/AAAAAAAAAEE/ZpZWvz9KZ44/s1600-h/Taxi.jpg" target="_blank"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5020309191832680962" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" src="http://bp1.blogger.com/_thqo6g26c0w/Rau4nHnQugI/AAAAAAAAAEE/ZpZWvz9KZ44/s320/Taxi.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<div>Lo sapete chi ha inventato il nanosecondo? Sicuramente qualche tassista Newyorkese! Tra le tante cose che rimangono nella memoria di un turista che gira per Manhattan è la marea di taxi gialli che si accalcano ai semafori. Ed è curioso come allo scattare del semaforo verde quello che sta dietro immediatamente dia un sonoro colpo di clacson al primo della fila (ovviamente in un &#8230;nanosecondo).</div>
<div>Questo preambolo per parlare di cosa? Una semplice curiosità&#8230;la singolare caratteristica degli Americani di &#8220;santificare&#8221; anche le cose normali. Una cosa che onestamente trovo pure simpatica, spesso noi Italiani tendiamo a criticare o vedere solo l&#8217;aspetto negativo dei servizi che ci vengono forniti. Difficilmente poi si crea una forte simbiosi tra (ad esempio) tassisti e clienti.</div>
<div>Temo che da noi non vedremo mai una statua come quella posta vicino al Grand Central Terminal di New York&#8230;un monumento che raffigura l&#8217;uomo che chiama il taxi.</div>
<div><span style="font-size:85%;"><em>(Foto da Archivio)</em></span></div>
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