Con colpevole ritardo pubblico alcune foto relative ad una piacevole settimana passata in Umbria. Come spesso capita in Italia natura, storia, bella gente e buon cibo si concentrano in pochi chilometri di territorio. Mi piace ricordare San Gemini dove abbiamo incontrato un restauratore-gallerista conosciuto via web, Narni che abbiamo avuto la fortuna d’incrociare nel periodo della corsa dell’anello, gli stabilimenti della Perugina con il loro museo storico, o meglio, pubblicitario…un vero capolavoro di marketing. La scontata ma sempre affascinante cascata delle Marmore che, ricordo, non è un fenomeno naturale ma indotto dall’uomo. Ricordo inoltre le tappe a Terni, Spoleto, Todi, Gubbio, Assisi. Ad Assisi l’unico ricordo leggermente negativo; un ristorante dal menu tristemente turistico-dozzinale decisamente fuori da ogni logica se confrontato con la buona qualità trovata negli altri punti di ristoro. A proposito di cibarie: vorrei citare infine il gestore di un bell’agriturismo in località Massa Martana. Un ex operaio delle acciaierie di Terni “specializzato”nel passare trai tavoli dei suoi clienti ad offrire assaggi della sua cantina. Assaggi che ovviamente lo “costringevano” a partecipare alla degustazione.
Ci siamo sorpresi nello scoprire che la sua cantina era composta quasi esclusivamente da vini Veneti! Questo perché (parole sue) dalle sue parti “so’ tutti matti! I vini locali hanno dei prezzi impossibili da proporre in un agriturismo!”. Dopo l’ultimo assaggio si alzava e si allontanava smoccolando contro le maledette nutrie che distruggevano l’argine del suo laghetto….
Qui sotto lo slideshow con una trentina d’immagini pubblicate in ordine sparso.
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Da qualche anno, in questo periodo, veniamo invitati, io ed un paio d’amici, ad una cena di beneficenza che si tiene in periferia (o meglio una frazione) di Oderzo (TV). Noi avremmo ben poco che ci lega a queste persone; in realtà tutto nasce da una vecchia amicizia scolastica tra alcuni degli organizzatori della festa-cena ed un nostro amico. Personaggio, quest’ultimo, che ormai non frequenta da tempo ne noi ne loro. Eppure queste persone ogni anno gentilmente c’invitano allo loro festa con l’adorabile tipica cordialità della provincia. Ma come! Ci si potrebbe chiedere…che centra la cordialità con la “geografia”? In teoria nulla; anch’io vivo in provincia eppure l’aria che si respira da me è molto diversa. Io abito in una cittadina turistico-balneare che sogna di diventare la Miami dell’adriatico (veramente lo sognano gli amministratori ma non andrei troppo a sottilizzare) dove la presenza dei “foresti imprenditori” comincia a superare quello dei residenti dove, con l’arrivo della bella stagione, tutti spariscono presi dalla frenesia del lavoro (?) e le chiacchiere da piazza si dividono tra turbe edilizie, parcheggi a pagamento e scazzottate di giovinastri (così li ho sentiti definire) il sabato sera. Nella provincia vera (quella di cui sopra) le persone si trovano ancora in piazza a parlar di cose normali…di loro.
Non divaghiamo. Come dicevo ogni anno queste persone c’invitano e ci rendono partecipi della loro festa, e noi come li ringraziamo? Con il saccheggio! Il clou della festa è rappresentato dalla lotteria finale dove un regalino ci scappa quasi a tutti…è questo il segreto del successo della lotteria. Ogni anno ci sono una montagna di premi, non di grande valore, ma il bello è comunque “vincerli”. Ci sono sempre le torte realizzate ed offerte da un gruppo di signore, ci sono le piante offerte dalla fioreria locale, le messe in piega offerte dalla parrucchiera:per la cronaca quest’anno una è stata vinta da un signore pelato che NON ha rinunciato al premio (era sua facoltà) suscitando la curiosità di tutti. Ci sono gli infiniti articoli per la casa e i gadget riciclati, tipo delle sveglie, belle ma con impressi logo e numero di telefono della X impresa edile. Ci sono i temutissimi (da noi) biglietti del treno per una gita a Venezia e tanti altri premi simpatici ma spesso dal valore discutibile. Ovviamente non manca il regalone, e qui entra il gioco l’invasione barbarica. L’anno scorso, dopo che avevamo riempito la tavola di premi minori (dolci, foulard, piante,ecc…) noi invasori abbiamo stoccato il colpo di grazia aggiudicandoci i due pezzi forti. Io un divano al quale ho subito rinunciato perché non avrei saputo proprio dove metterlo (per la cronaca lo hanno rimesso in palio per una sagra estiva), il mio amico una cena per due in un prestigioso ristorante della zona. La serata ovviamente si concluse con tutta una serie di commenti sulle dimensioni e le potenzialità dei nostri fondo schiena e la consapevolezza che non ci avrebbero più invitati. Ed invece….anche quest’anno è arrivato l’invito! Al nostro arrivo ci hanno sorriso, come solo chi vive nella sana provincia sa fare, hanno chiacchierato e scherzato con noi, qualcuno ha pure citato le nostre razzie degli anni precedenti, ed infine hanno giocato con noi alla lotteria. Quest’anno il nostro bottino è stato inferiore al solito:il mio amico ha vinto un servizio di bicchieri ed uno zaino da picnic mentre il sottoscritto si è portato a casa un mini set da cucina dove spicca un pelapatate da paura! Alla fine della serata ci siamo salutati con la promessa di ritrovarci anche l’anno prossimo. Ah… mentre tornavamo a casa un pensiero ci tormentava. Ma quest’anno…la lotteria…che fosse “truccata”?
Mmmm…ma no! La bella gente di provincia non fa queste cose…
…forse.
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Alcuni giorni fa è stata data la notizia di un incidente accorso ad un biologo all’interno di un acquario. Questo è stato morso ad un polso da uno squalo nutrice mentre lo stava imboccando. La direzione dell’acquario ha prontamente tranquillizzato tutti ridimensionando la gravità dell’incidente e chiarendone il motivo. Gli squali nutrice non sono particolarmente pericolosi (non ci prevedono nel loro menù) e l’aggressione che il biologo ha subito si spiega con lo stato di “stress” che l’animale stava passando. Lo squalo infatti era da poco arrivato all’acquario e, durante il viaggio, l’avevano tenuto a digiuno per evitare che potesse morire intossicato dalla sua stessa urina; si può capire che l’animale tenuto a dieta forzata e sballottato per ore all’interno di una piccola vasca alla fine avesse le “pinne” che gli giravano ed a farne le spese (in modo lieve sia chiaro) è stato il povero biologo che lo stava accudendo. Questa storia in se non avrebbe avuto tantissime ragioni d’attirare la mia attenzione se non fosse per il curioso effetto mediatico che ha creato il morso dello squalo.
Nel giro di pochissimo tempo la direzione dell’acquario è stato raggiunta da numerose richieste d’informazioni (si parla di circa 3000 contatti) tra cui spiccano un centinaio di richieste di persone che ora vogliono immergersi con gli squali. Si va dalla coppia di fidanzati che si vorrebbero immergere il giorno del matrimonio all’azienda che vuole far immergere i propri dirigenti per dare loro una nuova carica (ma una volta non li facevano camminare sui carboni ardenti?), c’è la moglie che vuole regalare l’immersione al marito per il compleanno e il personaggio televisivo in cerca di rilancio d’immagine (non fanno nomi), ci sono altre decine di ricorrenze che le persone vorrebbero festeggiare con l’immersione e pure una coppia pronta a far sesso scatenato in mezzo ai simpatici “pesciolini”. Già quest’ultimi mi sembrano piuttosto eccentrici (forse è solo una provocazione), ma quelli che mi hanno colpito sono tutti quei giovanissimi che hanno manifestato l’intenzione d’immergersi tra gli squali con la “speranza” di venir morsi ed avere così l’occasione di finire sui media!
Foto interviste, ecc… La direzione dell’acquario ha prontamente dichiarato che le immersioni sono SOLO per i sub esperti, gli altri…ciccia! Vadano a farsi mordere da qualcun altro.
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