Una delle mie attività preferite in rete è cercare blog di Italiani residenti all’estero, questo perché m’incuriosisce sapere come ci vedono i nostri connazionali quando sono lontani dalla madre patria. Il loro giudizio non è quasi mai “banale” perché, se ci pensiamo bene, il fatto di scrivere un blog in Italiano mentre si trovano all’estero rivela, comunque, il desiderio di non staccare completamente il legame con il loro passato e la voglia di confrontare la loro nuova esperienza con chi vive nella loro terra d’origine. Un altro aspetto interessante di questi blogger è la loro posizione privilegiata nel vedere, e di conseguenza mostrare, situazioni che a noi la stampa tradizionale mostra superficialmente o addirittura per niente. E non sto qui a sindacarne le ragioni, ognuno può trarre le sue conclusioni.

Grazie ad uno di queste blogger (“l’emigrante”) ho scoperto un sito veramente “interessante”: BlueServo.net. Si tratta di un sito che permette a chi si registra di trasformarsi in un surrogato di vice sceriffo. In che modo? Semplice! Ci sono una ventina di webcam posizionate strategicamente lungo il confine tra il Texas ed il Messico attive 24 ore su 24 che il nostro vice sceriffo in pantofole può controllare in ogni momento. Immigrazione clandestina e traffico di droga sono i bersagli preferiti dagli utenti di BlueServo che, una volta avvistati i “tipi sospetti”, li segnalano via email allo sceriffo pronto ad intervenire. A questo punto mi sento di fare alcune considerazioni. E’ vero che probabilmente questa iniziativa nasce come risposta a problemi di criminalità ormai insostenibili ma…. è sensato che le persone passino le loro giornate a fissare un monitor con la speranza (?) di cogliere un movimento sospetto per vivere il loro piccolo momento di gloria? Quanti falsi allarmi vengono inviati (questi non sono citati nel sito) magari per delle coppiette colte “in camporella”? E da noi? Avrebbe successo un’iniziativa di questo genere in Italia? Credo non sia attuabile con le leggi attuali (vedi privacy & co.) ma se conosco bene l’Italica curiosità penso ci sarebbero molte persone disposte anche a pagare pur di passare le domeniche a giocare al vice sceriffo. Altro che guardare il Grande Fratello!

 

Mi pongo una domanda: ma le persone che di mestiere (orrida definizione) creano leggi, regolamenti e tutto quello che in genere dovrebbe organizzare la vita di noi cittadini, hanno idea di come queste loro creazione si possano applicare nella vita reale? In questi giorni sto collaudando personalmente una di queste genialate.

Un mio familiare ha bisogno di un ricovero ospedaliero. Con il nostro medico concordiamo che la migliore soluzione per il caso sia il ricovero presso una casa di cura convenzionata della zona. La struttura è attrezzata allo scopo e, cosa non di poco conto, quando in passato abbiamo avuto a che fare con questo presidio ci siamo trovati sempre bene. Così di primo mattino ci rechiamo presso lo studio del nostro medico che ci ha già preparato la carta impegnativa di ricovero e con questa ci rechiamo in casa di cura. Ci presentiamo in reparto dal caposala che, in base a tutta una serie di bla-bla-bla di normative restrittive della sanità, non può procedere al ricovero perché il testo dell’impegnativa è “troppo generico”. Facciamo presente che se il nostro medico avesse la risposta precisa al problema forse il ricovero non sarebbe neppure necessario, probabilmente gli basterebbe prescrivere una cura mirata. Il caposala ci da ragione ma purtroppo ha le mani legate; ci consiglia di recarci presso un pronto soccorso e presentare li il nostro problema. Solo tornando con una carta rilasciata dal pronto soccorso si potrà procedere al ricovero. Raggiungiamo il più vicino pronto soccorso e raccontiamo la nostra storia. Anche li il personale si dimostra comprensivo e solidale ma ammette di non avere la soluzione per noi. L’unica cosa da fare è passare la patata al loro primario, l’unico che può sbloccare il tutto. Non dimentichiamo che ci troviamo in un pronto soccorso…armiamoci di pazienza, sarà lunga.

Dopo un paio d’ore (botta di culo?) otteniamo la tanto sospirata carta che portiamo in casa di cura con l’orgoglio pari a quello di un tedoforo con la sua fiaccola olimpica e possiamo finalmente concludere la pratica ricovero. Ora inizia la parte ospedaliera della storia ma questo, per quanto sgradevole, è un aspetto che siamo disposti ad accettare; l’ospedale non è un luogo di villeggiatura. Ci “consola” il fatto che il personale si dimostra comprensivo e (auguriamoci) competente…non è poco.

A concludere: se vogliamo essere precisi anche in casa di cura c’è stato un piccolo episodio che mi ha fatto pensare. Mentre in reparto si procedeva al ricovero il caposala mi ha mandato in accettazione a chiudere la parte “burocratica”. Consegno un foglio all’impiegato che inizia a scrivere (?) sul suo computer. Dopo qualche interminabile minuto mi dice: – “Può darmi indirizzo ed un numero di telefono?” – Vorrei dirgli che indirizzo e telefono sono scritti ed evidenziati in grassetto sul foglio che gli ho consegnato e che ha guardato più volte mentre scriveva. Non ci sono problemi…gli dico indirizzo e telefono. L’impiegato ricomincia a scrivere ma dopo alcuni istanti mi chiede: – “Può ripetermi il suo indirizzo e numero di telefono?”- Mi sorge un dubbio; che mi stia facendo un test? :shock:  Decido di lasciar perdere, in quel momento il mio unico pensiero è quello di finire tutto alla svelta. E’ tutta la mattina che giro e gli altri miei impegni non possono più aspettare. Finalmente l’impiegato finisce di scrivere e manda in stampa i documenti da riconsegnare in reparto. Mi fa firmare anche un paio di fogli; lo ammetto, li ho letti modo distratto, ma se ho afferrato il senso si parla di “trattamento dei dati personali”. Ha del grottesco se pensiamo che mi ha fatto ripetere ben due volte ad alta voce in mezzo ad un sacco di gente in fila il mio indirizzo e numero di telefono. Privacy? :roll:

(Immagine dal film: Un giorno di ordinaria follia)

 


Dal 5 Luglio 07 gestori e call center devono interrompere ogni forma non autorizzata di pubblicità telefonica. Il garante alla privacy ha preparato un pacchetto di cinque provvedimenti che impongono, a partire dal 10 Settembre il rispetto della riservatezza e dei diritti degli utenti. Tutti noi pensavamo che questo provvedimento sulla privacy fosse già in atto da qualche anno e quasi ci stupivamo del persistere di questa forma di pubblicità tra le più odiate..ti chiamano sempre quando stai pacificamente pranzando/cenando e beatamente riposando, rovinandoti irrimediabilmente entrambi i momenti. I call center hanno da sempre fatto finta di nulla puntando sulla disinformazione degli utenti e alla fumosità della legge in vigore. Ora, si spera, le regole saranno più chiare e i gestori più attenti nel loro lavoro (rischiano multe salatissime). Da parte nostra, come utenti dobbiamo ricordare che ogni volta partecipiamo a raccolte punti con i supermercati o compiliamo le schede tipo “gratta e vinci” stiamo potenzialmente autorizzando queste aziende a trattare commercialmente i dati che forniamo loro.
Leggiamo con attenzione tutti i moduli dove inseriamo i nostri dati (e firmiamo!!). Non ci dobbiamo stupire poi se riceviamo la telefonata di una gentile signorina che ci vuole vendere un salotto; tu pensi…mah non sono neppure nell’elenco telefonico, come avrà fatto a trovarmi? Non ricordi che il natale prima hai spedito la cartolina trovata nella confezione del panettone con la speranza di vincere una bella automobile. Ecco…è arrivato il regalo.

Potete leggere il comunicato stampa del Garante Alla Privacy. Compresi i testi dei provvedimenti presi contro le principali compagni telefoniche Italiane.

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