Esattamente un anno fa gli Italici problemi venivano distratti dalle polemiche legate ad uno spot pubblicitario dove l’inno di Mameli era stato riarrangiato in chiave melodica ed il testo adattato in versione femminile.
Ci fu una vera e propria inserruzzione da parte di alcuni esponenti politici che, a mio parere, non avevano niente di meglio da fare. “Con l’inno nazionale non si scherza!” disse qualcuno e l’azienda che aveva commissionato lo spot per il quieto vivere di tutti lo tolse dalla programmazione televisiva.
Oggi, quasi in sordina, quello spot è tornato in programmazione in versione strumentale e sembra, al momento, non irritare nessuno. Quando un anno fa partirono le polemiche verso questo spot rimasi piuttosto perplesso, non tanto per le critiche in se (l’idea poteva piacere o meno ed è sempre una questione personale più che legittima) ma per i toni della polemica e per i protagonisti della stessa. I più arrabbiati facevano parte di uno schieramento politico chiamato “Forza Italia” che tra loro si chiamavano “Azzurri”.
Non ricordo la stessa indignazione mostrata verso lo spot anche nei confronti dell’uso politico delle due espressioni “nazional popolari” che per anni hanno creato imbarazzo pure ai cronisti sportivi. Come potevi augurare forza Italia in una manifestazione sportiva senza sentirti, anche solo poco, in imbarazzo? La perla della polemica fu quando in difesa dell’inno vituperato scesero in campo anche quelli che questo inno lo vorrebbero sostituire con un pezzo di successo di Giuseppe Verdi.
Una situazione veramente grottesca che purtroppo non è la sola nel nostro mondo politico-morale-pubblicitario. Ora non ci facciano più caso ma ricordate quando s’instaurarono le fasce televisive protette per i bambini? Per capirci, l’uso dei bollini rosso, giallo, verde all’inizio di ogni programma televisivo. All’epoca (2006?) si arrivò a proporre di vietare in Italia l’uso dei bambini negli spot. Polemicamente alcune agenzie andarono a registrare alcuni loro spot all’estero (estero che poteva essere anche S. Marino!) per aggirare il divieto (…astuti).
Oggi tutto questo sembra dimenticato, mentre in alcuni paesi nordici è vietata pure la pubblicità rivolta ai bambini (niente merendine, ovetti, ecc…) da noi i bambini in tivù ci sono a tutte le ore perché fanno ascolto; vedi tutti i vari talent-show pieni di cantanti in erba.
Chiudo tornando per un attimo allo spot di Sorelle d’Italia. In questi giorni un’altra azienda del settore calze ha lanciato il suo spot dove si vede una ragazza che per conquistare il suo bello lo insegue in auto e lo tampona, quando lui scende dalla sua auto lei solleva la gonna per mostrare la calza (alle donne) e la gambetta (agli uomini), poi finge uno svenimento. Cari pubblicitari, pensate d’aver azzeccato lo spot? Ricordo che molti uomini tengono più alle loro auto che alle loro mogli. Il belloccio dello spot sarà sceso dall’auto per soccorrere la fanciulla o sarà imbufalito per i danni subiti dal suo gioiello a quattro ruote? Ai posteri l’ardua sentenza.

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I due spot Calzedonia. Edizioni 2009 e 2010.

 

Se c’è un mondo dove girano un sacco di soldi questo è quello del tabacco. Nonostante che il fumo, ovvero, sigarette e relativi accessori, negli ultimi anni sia stato attaccato per le ragioni che tutti ben conosciamo, gode sicuramente di buona salute (lui) tante che le aziende coinvolte in questo mercato continuano a far bella mostra di loro intorno a noi con presenza nel mondo dello sport e linee di abbigliamento, tanto per fare un paio d’ esempi. Inoltre, dove ci sono soldi e marketing non può mancare la pubblicità e cosa succede quando queste “entità” hanno dato sfogo a tutte le loro risorse (con reciproca soddisfazione) nel conquistare il mercato? Forse…. a questo punto, bontà loro, possono dedicare un pizzico del loro tempo e denaro alla creatività fine a se stessa, al gioco e alla sperimentazione.

E’ quello che devono aver pensato quelli di una nota azienda Francese produttrice di cartine quando hanno dato vita al progetto BlackThinking. Un sito interattivo dove nella sezione Drive-in Cinema si possono vedere dei surreali cortometraggi realizzati con tecniche particolarmente suggestive. Su Youtube sono presente in po’ tutti questi cortometraggi; ne propongo un paio d’esempio, gli altri sono facilmente rintracciabili. In questo post non inserisco il link diretto all’azienda produttrice perché non ritengo di doverle fare della pubblicità diretta (ha i suoi mezzi per questo), qui si vuole unicamente mostrare il lato creativo e artistico del loro lavoro.

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Le recenti vicissitudini dentistiche passate da camu mi hanno fatto pensare alla mia curiosa situazione su questo tema. Qualcuno ricorda Paolo? Quello che diceva: ”Mai avuto carie in vita mia!”

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Ebbene, questa frase la potrei benissimo fare mia e pure con un notevole vantaggio nei confronti di Paolo. Lui all’epoca “aveva” quattordici anni; ancora pochi per considerarsi fuori pericolo sia dalle carie che dal rischio di perdere qualche dente sbattendo contro un albero (pensa a guidare invece di ripetere sempre la stessa frase come un pappagallo!) mentre io ho raggiunto indenne i quarant’anni senza far arricchire il mio dentista. Tiè! Mi sono sempre chiesto da cosa dipendesse questa mia fortuna visto che sono l’unico della mia famiglia a non aver mai avuto problemi con i denti. Sono arrivato a teorizzare un’ipotesi bizzarra che purtroppo non ho mai avuto la possibilità di verificare. E se fosse un benevolo effetto collaterale? Mi spiego: quand’ero bambino, ma proprio piccino piccino, il mio medico di allora (non lo definirei pediatra) per ogni tipo di malanno prescriveva sciroppi a base di tetraciclina, un farmaco (oggi) vivamente sconsigliato a bambini e donne in gravidanza visti i pesanti effetti collaterali che può innescare. Una caratteristica che accomuna noi bevitori di sciroppo alla tetraciclina nati tra gli anni sessanta e settanta è il colore dei denti. Nessuno di noi ha denti bianchissimi da spot pubblicitario, sono di colore più scuro come quelli di chi fuma o consuma quantità industriali di te’ e caffè. Ed ecco la domanda che mi sono posto: è possibile che la tetraciclina, in qualche modo, magari associata “casualmente” a qualche altra sostanza possa creare una qualche barriera contro la formazione delle carie? A questa mia domanda posta a qualche medico e dentista la risposta è sempre stata la stessa: “Boooooo!!!! “ Non sempre in questa forma infantile ma il senso era questo. Chissà se apportando le giuste modifiche sostanze come la tetraciclina, ma anche altre (questa la cito solo per esperienza personale) potrebbero eliminare definitivamente un problema come le carie. E per quel che riguarda il colore dei denti? Beh…il colore è una “convenzione sociale”, penso che il mondo intero metterebbe la firma per avere la garanzia di denti sani, fossero anche verdi! :mrgreen:

 

Ricordate la Giulia di Pisa che pubblicizzava “una” famosa bibita gassata? Era veramente poco credibile tanto che le parodie non hanno tardato ad arrivare. Tipo questa… :-)

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