I vermicelli azzurri ci segnalano il raggiungimento del quorum, un 57% provvisorio ma che non lascia dubbi sull’esito finale dello spoglio.
Ora vedremo di che pasta sono i nostri governanti visto i precedenti non sempre edificanti.
Per chiarezza ripropongo un estratto da un commento tratto dal post precedente.
Nel 1993 viene soppresso tramite referendum il ministero dell’agricoltura e abrogata la legge sul finanziamento pubblico dei partiti, rispettivamente, con il 75% e il 90% dei voti validi. Quattro mesi dopo viene istituito il ministero per le politiche agricole e nel 1997, analogamente, il finanziamento pubblico dei partiti è reintrodotto attraverso il meccanismo volontario della destinazione del 4 per mille dell’Irpef.
Dicono che il tempo cambi le cose,
ma in realtà le puoi cambiare solamente tu.
(Andy Warhol)

Non era mia intenzione parlare di referendum nel blog ma visto che sono stato gentilmente invitato a partecipare all’iniziativa 4 SI’ “per quelli che passeranno” colgo l’occasione per dare la mia versione dei fatti e far notare una piccola falla nelle informazioni passate in questi giorni.
Divulgazione – Mi sono astenuto dal pubblicare post sul tema referendum perché l’ho ritenuto inutile. Ho letto blog e siti, ho partecipato a discussioni e curiosato nei forum ed ho constatato, con piacere, che la rete è abbastanza informata sul tema.
Le idee potranno non essere chiarissime, a volte ottusamente discordanti ma tutto questo ci può stare, il messaggio ha girato e se mi fossi aggregato pure io al carrozzone avrei aggiunto ben poco se non un inutile complimentarsi alla Mister Wolf (minuto 6:10). Il vero problema stava fuori dalla rete dove molta gente sapeva ben poco, ed a volte nulla, dei referendum. Li, nel mio piccolo, ho cercato di dare il mio contributo.
Informazione – Questo è l’aspetto che più mi ha deluso della campagna referendaria perché i due schieramenti solo a parole hanno negato coinvolgimenti politici ed ideologici ma poi nei fatti non è stato così.
La cosa che poi è veramente mancata è stata la presenza, la voce di chi con il proprio lavoro è coinvolto nei tre settori referendari: giustizia, energia, acqua.
Io lavoro nel settore acqua ed ho trovato fastidiose molte delle argomentazioni di entrambi gli schieramenti. Capisco che non si possa fare di tutta l’erba un fascio (e vai con i luoghi comuni!) o prendere ogni singolo caso, positivo o negativo che sia, come esempio ma, a mio parere, non si può neppure eccessivamente semplificare la spiegazione. Questo è trattare con sufficienza e poco rispetto il cittadino, tanto vale dargli direttamente dell’imbecille.
Ora vi porto una testimonianza. Al di la delle chiacchiere SI/NO nel mondo dell’acqua pubblico e privato convivono da anni sia pur in modi diversi “creati” dalle leggi in vigore. Non posso parlare per realtà lontane dalla mia, questo lo dovevano fare altri più “adeguati” del sottoscritto (vedi la mia lamentela di prima) ma nel mio piccolo posso parlarvi di una piccola azienda idrica i cui proprietari, ad oggi, sono 11 comuni associati in SpA, una piccola realtà che comunque, grazie al settore turistico DEVE fornire servizi adeguati ad un’utenza calcolabile in oltre dieci milioni di presenze l’anno (mica cotica!).
Ebbene: in passato i comuni più piccoli, che non erano in grado di gestire interamente la rete con il loro personale, affidavano ad aziende private la gestione/manutenzione degli impianti con il risultato di trovarsi di tanto in tanto qualche brutta sorpresa. Queste a volte finivano i soldi messi a loro disposizione (non molti per la verità) e per “non avere fastidi” cominciavano a risparmiare drasticamente sulle manutenzioni.
Risultato, dopo qualche anno impianti completamente da rifare con spese lievitate per le ditte subentrate. Spese girate ai comuni, spese girate ai cittadini.
Oggi queste cose non succedono più perché la nuova azienda idrica tecnicamente pubblica ma con qualche libertà in stile privato (tradotto: maggior autonomia dai comuni) può meglio controllare l’operato delle ditte che lavorano per lei.
Altre esempio: ci sono ditte che curano la manutenzione programmate delle pompe negli impianti di trattamento e sollevamento (sono centinaia). In passato se ne trovavano di particolarmente acciaccate le prelevavano e le portavano automaticamente in officina per revisionarle. Oggi, prima di questo intervento viene richiesto un preventivo, se il prezzo è troppo alto, magari per una pompa che ha già lavorato 15 anni, si annulla tutto e si compra una pompa nuova.
La cosa può sembrare banale ma in passato con questo tipo di manutenzioni “allegre” alcune macchine/pompe venivano a costare cifre assurde.
Queste sono le cose che vanno migliorate nel sistema a livello nazionale, altro che discutere sulla qualità del pubblico o cercare d’infilare il privato nell’amministrazione del sistema.
Ora che mi sono messo in moto vorrei parlarvi degli effetti collaterali/demenziali di alcune riforme della pubblica amministrazione ma sono stato già troppo lungo…alla prossima puntata e buon voto!
Tra le curiosità che hanno segnato le ultime elezioni (più referendum) una coinvolge il seggio dove sono iscritto. L’articolo del giornale che ho letto parla di un elettore arrivato verso le ore 14 che, dopo aver consegnato i documenti per la registrazione e preso le schede, si è letteralmente asserragliato dentro la cabina uscendone solo alle ore 15, ovvero alle chiusura delle elezioni. Per tutta l’ora in cui è rimasto chiuso nella cabina l’elettore si è “esibito” con un vasto repertorio d’imprecazioni e proteste dimostrando sicuramente d’avere buoni polmoni e fantasia, il tutto di fronte gli sguardi allibiti della presidente di seggio ed un assessore comunale. Tutto questo, come detto, si è protratto per ben un’ora mentre nelle altre cabine gli altri elettori continuavano normalmente (ma sicuramente incuriositi) le operazioni di voto.
Questo episodio mi ha fatto sorgere qualche domanda. Ma quanto si può rimanere chiusi dentro la cabina? E se invece di un contestatore solitario in un seggio ne entrassero uno per ogni cabina occupandole per diverse ore? Se nessuno è intervenuto per “stanare” l’elettore ho il sospetto che la sua azione sia in qualche modo regolare, tanto che pare non sia questa la prima esibizione dell’uomo.
Se me lo ricorderò alle prossime elezioni cercherò di recarmi al voto all’ultimo momento…visto che condividiamo il seggio.
Mentre le vittime del ciclone Nargis aspettano nel fango i soccorsi, il regime Birmano mette in scena il “suo” referendum per far approvare ad un popolo intimidito una nuova costituzione che sancisce il suo potere. Il regime ha fatto propaganda per settimane a questo referendum invitando i cittadini a “fare il loro dovere patriotico” e approvare la nuova carta ,la terza dall’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1948. La carta prevede che il capo delle forze armate potrà nominare i ministri più importanti ed assumere i pieni poteri in caso d’emergenza. I militari avranno un quarto dei seggi in parlamento e il diritto di veto sulle leggi. Viene esclusa dalla vita politica chi abbia coniugi o figli stranieri. Una legge ad personam contro la leader dell’opposizione, il premio Nobel Aung San Suu Kyi (nella foto) agli arresti domiciliari da 18 anni, vedova di un britannico e madre di due figli con doppia cittadinanza. I cittadini Birmani sono stati “invitati” in tutti i modi dal governo a votare SI al referendum. Il regime non ha voluto rinviare la consultazione nonostante il disastro provocato dal ciclone Nargis (i “numeri” sono impressionati…), vuole dimostrare che ha la situazione sotto controllo. Intanto, tonnellate di aiuti umanitari rimangono bloccate nei magazzini,dall’orgoglio (?) dei militari che governano il paese. Un paese Che rimane confuso nell’immaginario di noi occidentali (Birmania? Burma? Myanmar?). La prima parte di questo post sintetizza il tono degli articoli che si leggono in diversi giornali Italiani. Quindi non siamo del tutto ciechi a quello che sta avvenendo in quella regione. Lo stesso vale anche per altri stati; Francia e Germania stanno provando a fare “la voce grossa”…con modesti risultati. Spesso mi chiedo quale alchimia cerebrale debba innescarsi nella mente dei governanti per prendere una decisione (qualunque essa sia…). La storia recente è ricca di guerre inutili o totali indifferenze nei confronti del “cattivo” di turno….esiste una risposta a tutto questo?
