Scrivere bene non è facile. Non è così scontato saper mettere su carta (o monitor nel nostro caso) quello che ci passa per la testa. Diciamo pure che è ancor più difficile del parlare perché le parole scritte hanno il “brutto vizio” di rimanere li, ferme a farsi guardare e riguardare, alimentando anche pericolosi ed antipatici equivoci.
Sono problemi che si presentato anche parlando ma, ribadisco, con le parole scritte è peggio.
Per fortuna ci sono persone che, vuoi per formazione culturale, vuoi per una forma di predisposizione naturale, riescono a scrivere in modo fluido e comprensibile districandosi abilitante tra le insidie della grammatica.
Sono persone in grado di domare anche il congiuntivo più ostinato riuscendo pure a non confonderlo con una malattia degli occhi! ![]()
A tutte queste persone va la mia più sentita e sincera ammirazione. Magari non condivido il loro pensiero e non mi piacciono i contenuti delle loro pubblicazioni ma sulla qualità dell’esposizione alzo le mani. Se scrivono bene glielo riconosco.
In alcuni casi la mia ammirazione si trasforma in invidia. Un’invidia “buona” rivolta ai gran gourmet della scrittura in rete, quelli che riescono ad usare correttamente gli accenti!
È prassi usare l’apostrofo per accentare la “E” maiuscola. Lo facciamo in tanti, io per primo; siamo troppo pigri per usare il comando “Alt 212” per scrivere il carattere “È”.
Lo dico subito, già dal prossimo post riprenderò l’uso dell’apostrofo (pigro, pigro, pigro…) ma per oggi concedetemi di omaggiare….quelli che scrivono bene.
Eccoci di ritorno. Con i piedi bollenti a causa delle tante ore di cammino tra streets ed avenue e qualche ora di sonno da recuperare la nostra esperienza newyorkese si è conclusa.
Adesso non mi resta che mettere ordine nel materiale che ho raccolto (foto, appunti…) per poterlo pubblicare e condividere con voi.
Purtroppo non sarà una cosa che potrò fare in tempi rapidi; posso già anticipare che di sicuro, almeno per la prossima settimana, questo blog rimarrà silenzioso, non pubblicherò nulla. Avrò pochissimo tempo a disposizione che passerò in parte a curiosare tra i blog che abitualmente frequento (voglio proprio vedere che avete combinato in mia assenza). ![]()
Come ho detto cercherò di mettere ordine nel materiale che ho raccolto; solo io ho scattato 230 foto e sono in attesa di avere a disposizione anche quelle scattate dai miei compagni viaggio.
Non sarà facile “filtrare” il tutto ma cercherò di fare del mio meglio. Non ho intenzione di pubblicare un mega-post sul viaggio, non voglio rischiare di presentare un bestione stile enciclopedia che di sicuro risulterebbe illeggibile, cercherò piuttosto di pubblicare delle brevi schede dedicate alle singole giornate e/o alle singole esperienze (visita al quartiere, visita al museo, ecc…).
Spero di riuscire a tramettere le sensazioni, le emozioni che ho vissuto e chissà, magari anche a dare qualche piccolo suggerimento a chi volesse ripetere un’esperienza simile. Le cose non sono sempre come ci vengono descritte, le variabili sono così tante che una testimonianza in più in più è sicuramente sempre utile.
Questo lo abbiamo constatato personalmente ma, per i dettagli, ne riparliamo…le prossime puntate.
PS: Scopro con piacere che le cartoline inviate a chi me le aveva richieste stanno arrivando. Questa vecchia, ma sempre piacevole, forma di comunicazione mi da sempre un pizzico di ansia perché non sempre funziona (almeno dagli u.s.a.).
Già la volta scorsa alcune cartoline erano andate disperse mentre in questa occasione, tanto per dare l’idea di come “funziona” la cartolina inviata l mio indirizzo è già arrivata ma quella inviata ai miei zii (stesso immobile) ancora latita. Mistero.
I post di “Tre Veneti a Central Park” sono collegati tra loro dal tag “viaggiatori”.
Egregio Ulpio Giuliano,
(anche gli antichi pretori Romani andiamo a scomodare…e pure sfigati!), ormai ti posso considerare un lettore affezionato, e di questo ti ringrazio, ma permettimi di dire la mia sulle tue osservazioni.
I monologhi sono un privilegio che possiamo lasciare ai grandi attori, noi “gente di web” forse è meglio se proviamo a confrontarci concedendo agli altri la possibilità di ribattere alle proprie affermazioni.
Tu non hai mai lasciato un solo commento ai miei post, le tue idee (?) le hai manifestate scrivendomi esclusivamente attraverso il form-mail del blog. Scelta che non condivido ma che accetto, non sei il solo a usare questo strumento, ma almeno gli altri mi forniscono un indirizzo email reale che ci permette di scambiare due chiacchiere ed eventualmente chiarirci.
Tu invece dopo aver detto la tua (magari anche con qualche insulto) ti nascondi dietro un indirizzo falso.
Ora, visto che non mi hai mai concesso la possibilità di rispondere in privato mi vedo costretto a farlo pubblicamente con questo post.
Andiamo per ordine.
Post 90 – Elezioni 2008, osservo che la coalizione guidata da Berlusconi questa volta ha i numeri per governare con una certa tranquillità ed un eventuale fallimento non potrebbe venir attribuito a cause esterne. Ribatti che l’immagine da me pubblicata è di pessimo gusto (come quella del post 06) e che i miei argomenti sono puro qualunquismo.
Post 73 – Si parla della cattura di un “noto” pedofilo. Pur contento della cosa critico il fatto che sia stata resa pubblica la tecnica che ne ha permesso l’identificazione. In questo modo si è forse bruciata la possibilità d’identificarne altri allo stesso modo. Qui superi te stesso: mi dai ragione ma concludi dandomi dell’ignorante.
Post 53 – Parlo della pet therapy e di come un gatto si sia dimostrato “una buona medicina” per mia madre quando ha avuto un tumore. Ribatti che non è dimostrato il valore terapeutico degli animali da affezione e mi dai dell’incosciente per aver permesso ad un gatto di stare vicino ad una persone gravemente malata.
Post 84 – Parlo della mia esperienza di figlio di ragazza madre ed il mio pensiero sulla legge 194 & co. Qui ti esibisci in un delirio di accuse che mi vedono (ai tuoi occhi) trasformato in un satiro assassino. Ovviamente rimaniamo sullo stesso tono per il post 131 dove ricordo Eluana Englaro.
Con i post sulle “belle di notte”, a partire dal post 185, da assassino mi trasformi in protettore (non mi fai mancare proprio nulla…) e con il post 314, dove ricordo vecchie esperienze (più o meno) politiche mi dai del disfattista, dell’anarchico (?) e del venduto(?).
Anche nell’ultimo post, il 317, non hai fatto mancare il tuo pensiero definendo stronzi gli interpreti Inglesi della gag su Berlusconi.
Perdonami se probabilmente non avrò citato tutte le tue “apparizioni” ma devo confessare che non le ho conservate tutte e qualcuna (sacrilegio!) non l’ho neppure letta.
Io non so se sono l’unico blogger a ricevere le tue attenzioni o se riservi lo stesso trattamento anche ad altri, in ogni caso posso darti qualche piccolo suggerimento?
Trovati una fidanzata, datti alla pesca, alleva criceti, coltiva orchidee, fai il giro del mondo….insomma, trova un’attività che ti permetta di uscire dal labirinto mentale che ti sei costruito.
Se le attività che ti ho suggerito sono troppo complesse per te almeno prova a leggere con più attenzione i miei post e non cercarci dentro dei nemici immagini.
Buona vita Ulpio Giuliano.
nb: i post citati sono raggiungibili dalla pagina cronologia.
Questo strano titolo non tragga in inganno. Non sono diventato discepolo di Hannibal Lecter e del suo “piatto forte” ovvero fegato (umano) fave e buon Chianti, ne sono stata in Germania alla ricerca del ristorante per cannibali Flimè.
A proposito….piccola nota: questo famigerato ristorante che ha “tormentato” le coscienze di mezzo mondo con le sue richieste di donatori di carne umana per i suoi clienti non esiste. In occasione della sua (ipotetica) apertura si è rivelato come una stravagante ma ben riuscita campagna pubblicitaria di sensibilizzazione vegetariana realizzata dall’associazione VEBU. Ecco come si presenta oggi la pagina web del ristorante.
Chiusa questa parentesi passiamo al tema del post che in realtà è una domanda.
Caro blogger: cosa ti ha portato a passare parte del tuo tempo a scrivere sul web?
Io penso che in comune abbiamo una vecchia (?) passione per la lettura e la scrittura. Chi più chi meno, chi acculturato e chi frivolo ma comunque tutti con la febbre da comunicazione.
Poi un giorno arriva la “folgorazione”, un qualcosa che ti porta a sederti davanti ad un computer, aprire un account presso un X gestore web e cominciare a scrivere. Per me questa folgorazione è arrivata una sera di gennaio del 2006.
Stavo viaggiando in auto con la radio accesa e tra una canzone e l’altra il conduttore ad un certo punto cominciò a parlare di “hufu” (all’inizio avevo capito UFO) un prodotto alimentate a base di tofu che avrebbe dovuto avere il sapore della carne umana. Presi carta e penna, che tengo sempre in auto, e misi giù qualche appunto al volo (tofu, hufu, hannibal, nuckols,ecc…). Nei giorni successivi una breve ricerca in rete mi aiutò a realizzare il mio primo post. Post che non pubblicai mai!
Dopo qualche settimana misi in rete il mio primo blog su piattaforma blogger ma durò poco, lo cancellai (senza un vero motivo) per poi riaprirlo tempo dopo con un nuovo titolo. Questo ebbe vita più tranquilla finché non decisi di passare alla piattaforma wordpress ma qui parliamo ormai di storia recente. Per tutto questo tempo il post sull’hufu, il “post zero” è rimasto in un angolo in attesa di pubblicazione. Adesso è arrivato il momento di dare aria a questo vecchietto: adesso o mai più. ![]()
Da bambino l’immagine che avevo del cannibalismo era quella dei fumetti Un esploratore catturato dai selvaggi messo a cuocere in un pentolone pieno d’acqua.
Allora non immaginavo che dietro a questa pratica ci potesse essere di più: a partire da tutte le forme di cannibalismo rituale dove mangiare la carne dei morti poteva essere un modo per onorarli, assorbirne spirito/forza o viceversa disprezzarli a seconda delle “usanze del popolo coinvolto.
Abbiamo poi il cannibalismo criminale, quello che vede coinvolte persone che nulla hanno a che fare con il mondo tribale del vecchio cannibalismo ma che manifestano in questo comportamento il loro disturbo mentale, vedi personaggi diventati tristemente famosi come il mostro di Milwaukee o il macellaio di Rostow.
Infine c’è il cannibalismo per disperazione, per sopravvivere. Famoso è il caso dell’aereo con la squadra Uruguayana di rugby schiantato sulla cordigliera delle Ande, ci fecero anche un film “Alive”. Guerre e carestie poi sono state teatri continui di simili tragedie; pensiamo all’Ucraina degli anni 30 dove gente senza scrupoli arrivò a rapire ed uccidere bambini per poi venderne la carne ad altissimo prezzo spacciandola per carne animale. Forse è da questo episodio che è nata la diceria dei “comunisti mangia bambini” ma è una mia interpretazione e come tale va presa.
Ora, alleggerendo notevolmente il tono, non so se tra tutte queste variabili Mark Nuckols abbia trovato l’ispirazione per la sua idea di business ma, sta di fatto, che questo studente della School of Business di Darthmouth un bel giorno ha pensato di prendere del tofu , aggiungergli degli aromi vegetali e chiamarlo Hufu ovvero “Human Food+tofu”. In se non ha fatto nulla di straordinario; Il tofu viene già aromatizzato per ottenere un sapore che ricordi in qualche modo quello della carne di pollo o tacchino, mi chiedo solo come sia giunto alla “formula carne umana” senza avere un sapore di riferimento.
L’intraprendente Nuckols ha aperto il sito www.eathufu.com dove per soli 12 dollari la confezione è possibile acquistare dei piatti pronti dai nomi inequivocabili come “Fegato alla Lechter con le fave”. L’iniziativa di Nucklos ha fortemente diviso l’opinione pubblica, da una parte ci sono quelli che ne apprezzano il lato ironico (pensiamo al fatto che si tratta di cucina rigorosamente vegetariana), dall’altra quelli che trovano l’idea decisamente inquietante tanto che al momento i prodotti hufu non si trovano nei negozi ma si possono comprare solo dal sito e solo negli U.S.A.
Concludendo: il caso hufu si è esaurito molto velocemente. Dopo le chiacchiere del primo periodo l’interesse è andato scemando, il sito ha chiuso perché i costi di mantenimento erano superiori ai guadagni.
(Immagine tratta ed elaborata da mypostbox.com e eathufu.com)