Oggi è un giorno speciale, incontreremo camu di duechiacchiere.it, un Italico giovanotto che da qualche anno si è trasferito negli States e lavora in un college nel Bronx.
Lo raggiungeremo verso le 12 e gli consegneremo A MANO la mitica penna di blumannaro.net, un privilegio riservato a pochi…vip.
Visto che abbiamo un po’ di tempo decidiamo di fare un po’ di strada a piedi attraversando Central Park.
Raggiungiamo la Bethesda Terrace [punto 1 mappa], uno degli angoli più belli e conosciuti del parco, regno degli artisti di strada e musicisti (video a fine post) ha nell’omonima fontana il suo pezzo forte. In questa occasione la fontana era “a secco “ per manutenzione ma nel viaggio precedente l’avevamo vista nel pieno della sua attrazione: c’erano degli sposi (orientali) con tutti i loro invitati e si stava anche allestendo un set (cinematografico?).
Personalmente di quella zona il punto che preferisco è il Bow Bridge, un ponte in ghisa progettato da Calvert Vaux che taglia in due uno dei numerosi laghi del parco.
Ci prendiamo una pausa-panchina per ascoltare un po’ di musica ed una pausa-ponte per assaporare la natura, poi usciamo dal parco all’altezza del Museo di Storia Naturale [punto 2 mappa] prendiamo la metro che ci porterà nel Bronx.
Dopo circa 40 minuti di viaggio arriviamo quasi a destinazione [punto 3 mappa], sottolineo “quasi” perché una volta usciti dalla metro avremmo dovuto vedere il college nelle immediate vicinanze ed invece buio pesto! Ci bastano pochi istanti per capire che non ci troviamo nel posto giusto. Apriamo e consultiamo la cartina per cercare di capire dove ci troviamo quando ci si avvicina un uomo che ci chiede se abbiamo bisogno d’aiuto; scambiamo qualche parola ed alla fine, per semplificare il tutto, si offre di accompagnarci a destinazione. Circa un chilometro e mezzo di strada che il nostro”salvatore” occupa raccontandoci metà della sua vita (un Montenegrino emigrato da meno di 10 anni, ecc…).
Piccola nota: questo episodio di cortesia Newyorchese non è un caso isolato, nei giorni precedenti ci avevano offerto il loro aiuto una vecchietta prima ed un uomo con una bambina poi. In entrambi i casi l’offerta ci era pervenuta mentre stavamo consultando la cartina della città.
Finalmente incontriamo camu che gentilmente ci fa visitare il college, una scuola con la “esse maiuscola”, moderna, pulita e gradevole. Entriamo ed usciamo dai vari padiglioni sbirciando ammirati le varie aule e pure un attrezzatissimo studio televisivo ottenuto a prezzo super-favorevole dalla Sony (comunque molto costoso). Ora non ricordo bene, ma credo che lo studio fosse stato usato per dei servizi/collegamenti dall’Iraq (?) ed una volta finito il suo scopo, grazie all’interessamento di un personaggio legato al mondo dello spettacolo, installato presso il college.
Per la cronaca durante la nostra visita si stava registrando un’intervista ad un personaggio che lavora a Broadway (musical), intervista che sarebbe stata poi trasmessa da una televisione locale. Lo staff tecnico che lavorava nello studio era composto quasi esclusivamente da studenti, una bella “palestra” chi aspira a lavorare in quel mondo. L’incontro con camu è stata l’occasione per fare una bella chiacchierata sulle differenze tra l’Italia e l’America, differenze su scuola, lavoro, ecc… “il vivere quotidiano” per capirci, non solo l’aspetto turistico e di costume che troviamo discusso in tanti blog o in televisione. Per approfondire la cosa consiglio di leggere qualche vecchio post di camu dove tratta questi temi.
Non mi dilungo oltre sul nostro incontro, vi basti sapere che, presi dalle nostre argomentazioni, ci siamo scordati di fare anche una solo foto del posto! Neppure quella della mini-cerimonia per la consegna della penna mentre mangiavamo dei super panini in una delle mense del college!
Sazi di cibo ma non di conoscenza (il tempo è sempre troppo poco) salutiamo il nostro amico e riprendiamo la metro che ci riporta giù a Manhattan. Oziamo per qualche minuto all’angolo dove la Fifth Avenue incrocia Central Park [punto 4 mappa] con il sottofondo di un artista di strada impegnato in una session di batteria….di pentole e fusti di plastica, poi ci alziamo ed entriamo nei due negozi più caratteristici di quell’angolo di Manhattan: prima nell’Apple store a forma di cubo (in realtà è sotterraneo, il cubo è solo l’ingresso), poi da FAO Schwarz, il famoso negozio di giocattoli. Il pianoforte “a piedi” (mia vecchia foto) reso celebre anche dal film Big con Tom Hanks non c’è più, in compenso se vi avanzano 24,999 dollari potete portarvi a casa uno dei 10 esclusivi calcio balilla di Barbie.
Terminata la nostra visita al negozio riprendiamo la nostra passeggiata sulla Fifth Avenue e cammina cammina…. arriviamo sotto L’Empire State Building.
Il sole sta tramontando, può essere l’occasione per fare qualche bella foto, così decidiamo di salire affrontando le varie gogne del caso. A) La coda per comprare i biglietti con cassiera che rifiuta i coins (monetine) costringendoci a ricontare i soldi che avevamo già preparati giusti e precisi! (Eppure “loro” ci sommergono di monetine di resto…mah). B) Coda per i controlli di sicurezza, praticamente veniamo denudati (più o meno) e scannerizzati come in aeroporto. C) Coda per foto ricordo da comprare una volta terminata la visita all’Empire (col piffero!) D) Salita, parte in ascensore, parte a piedi in compagnia di orde di Italiani (Veneti in particolare), per qualche istante sembra di trovarci in Piazza del Santo a Padova e non a Manhattan.
I nostri sacrifici vengono comunque ripagati dal panorama visibile dalla terrazza dell’Empire. Anche oggi possiamo considerarci soddisfatti della nostra giornata.
I post di “Tre Veneti a Central Park” e “Una settimana a New York” sono collegati tra loro dal tag “viaggiatori”.



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