Dopo otto anni di onorato servizio il sito 181.it non esiste più. Ho dovuto prendere atto che non aveva più senso “tenere in vita” un sito che non mi divertiva più. Almeno per come la vedo io, un sito com’era impostato il vecchio 181 aveva bisogno di essere seguito con una costanza e con un impegno “professionale” che io non ero più in grado di garantire se non sacrificando parte del tempo che dedico a questo blog e la cosa decisamente non mi andava giù. Ero anche stanco di fare da baby sitter a tutti gli utenti telecom che mi scrivevano lamentandosi di qualche disservizio (ragazzi…quello è il 187! :wink: ) ed ero anche stanco di ricevere irrisorie offerte d’ acquisto per il dominio, giusto i soldi per pagare un giro di pizze agli amici.
Per tutti questi motivi ho rimosso tutti i contenuti del sito che, in parte, sto ripubblicando opportunamente adattati su queste pagine. Ora si tratta di decidere cosa farne del nuovo 181. Parlando con i gestori del mio hosting è venuto fuori ha realmente un discreto valore economico (altro che 4 pizze) e che proponendolo nelle giuste sedi l’affare si concluderebbe agevolmente. Questo sotto un certo aspetto mi ha “sollevato” ma devo dire che per il momento non vorrei liberarmi del dominio, almeno non nei prossimi mesi.

Idee per la testa me ne sono passate molte già in passato. Avevo pensato di usarlo come “blog collettivo”  (forse un po’ impegnativo) visto che l’ho passato sotto piattaforma wordpress, avevo pensato di regalarlo a qualche associazione di beneficenza (questo quando ne insultavano il valore con le offerte ridicole), avevo pensato di usarlo per pubblicizzare gratuitamente qualche piccola associazione/onlus, di quelle che si fanno il mazzo ma non hanno nomi importante come unicef & co…. e qui un dominio ben gradito dai motori di ricerca come 181 potrebbe fare la differenza.
Non so…potrei farci mille cose o nulla…

Ora mi prendo qualche giorno di vacanza. Chissà che l’aria di montagna non mi faccia venire qualche buona idea. Sono ovviamente graditi i suggerimenti, non siate timidi.

Link a 181.it

 

Poniamoci una domanda. Se mentre stiamo passeggiando sentiamo delle grida provenire da una via laterale, meglio se buia, come ci comportiamo? Magari in cuor nostro ci sentiamo degli eroi però la realtà può essere ben diversa, se le forze dell’ordine consigliano alle persone aggredite di non gridare un generico “aiuto” ma un più preciso, anche se falsissimo, “al fuoco”. La gente normale (mi si passi il termine) di fronte all’incognito si spaventa e si allontana, come dimostrano i casi di stupro commessi in presenza di persone che si trovavano a pochi metri di distanza senza intervenire, magari separati da una semplice siepe o un cartellone pubblicitario. Se invece gridiamo al “fuoco” è possibile che qualcuno, magari solo per curiosità, si possa avvicinare per vedere cosa succede e far desistere con la sua presenza l’aggressore. Partendo dal presupposto che la cosa migliore è sperare di non trovarsi MAI in una situazione del genere può essere utile sapere quali altri consigli possono tornare utili in caso d’aggressione. Ad esempio: sembra che un violentatore più che essere attratto da un vestito provocante sia attratto da un vestito facile da togliere e da capi che può utilizzare per immobilizzare la vittima (sciarpe, foulard), i capelli lunghi poi favoriscono la presa. Viceversa: chiudere sempre la macchina, girare con oggetti come ombrelli o borse pesanti, camminare a testa alta e con piglio deciso sarebbero tutte situazioni “poco gradite” ai potenziali aggressori come anche urlare dei “no” perentori piuttosto che supplicarli di lasciarvi andare.

Boh… sono tutte situazioni abbastanza teoriche a mio parere ma se questi sono i consigli probabilmente ci sono dei dati statistici che li avvalorano. Le uniche cose certe sono le pene sempre più severe verso questo genere di crimine. Severe ma fumose in molti casi, ma questo è un’altra storia. :roll: Esempi? In Gran Bretagna lo stupro è punito con un minimo di 5 anni di reclusione fino all’ergastolo per i casi più gravi. L’attenuante del “consenso” non ha valore nel caso in cui la vittima sia ubriaca, drogata sequestrata o se teme violenza, se poi la vittima ha meno di 13 anni non c’è scusa che tenga. In Francia la pena è di 15 anni e si sale a 20 anni nel caso che la vittima abbia meno di 15 anni, ci sia stata violenza di gruppo, minaccia con arma e conseguenze come mutilazioni o invalidità. In Germania si parte da un minimo di 2 anni di reclusione ma si arriva anche all’ergastolo. Negli U.S.A. Le normative cambiano da stato a stato con una media di circa 12 anni per le sentenza ma solo la metà del tempo effettivamente trascorso in prigione. Ed in Italia? La reclusione va dai 5 ai 10 anni, fino a dodici se ci sono aggravanti come l’uso di sostanze alcoliche, narcotiche, armi o la vittima a meno di 14 anni.

Immagine da: thedreamzone.com
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