ott 292011
 

Il testo di questo post non è mio ma della coppia di sposi che ha gentilmente accettato di scrivere il “diario” del loro viaggio di nozze in Messico, un diario che parla di mare, storia e natura.
Ricordo che il testo di questo post non è una “primizia”, era già stato pubblicato per un breve periodo in forma di pagina e prima ancora in un mio vecchio sito. Tutto materiale che un po’ alla volta sto inserendo in forma definitiva in questo blog come avverrà per il prossimo racconto di viaggio dove si parla di Nevada e California.
In coda al post trovate le foto “a corredo” del diario di viaggio.

Se avete due settimane libere in qualsiasi periodo dell’anno (evitando se possibile i periodi dei tornado da marzo a luglio), e non sapete cosa e dove volete andare; volete un consiglio?!…..MESSICO.
Noi abbiamo fatto così, più precisamente Playa del Carmen, ad un’ora di pullman da Cancun. Il periodo più indicato per andarci è sicuramente durante il nostro inverno, però noi, essendoci sposati verso fine maggio, siamo arrivati durante il periodo più umido ed afoso dell’anno in questa parte del Messico. Infatti, la maggior parte delle giornate, il tempo è stato molto caldo ed umido, non mancavano anche durante il pomeriggio forti acquazzoni tropicali improvvisi della durata di cinque minuti; che come arrivavano inaspettati, se ne andavano altrettanto inaspettatamente.
Questo lato un po’ negativo del viaggio è stato facilmente ignorato e dimenticato visti le meravigliose bellezze naturali e storiche di questo paese. Per arrivarci non servono vaccinazioni particolari, basta avere il passaporto in corso di validità ed armarsi di pazienza perché il viaggio dura circa dalle 10 alle14 ore. Ma non dovete innervosirvi, state andando in Messico; il paese della siesta, della calma e della vita spensierata, quindi cercate di adeguarvi già in aereo.
Il mezzo di trasporto più comodo da utilizzare è il taxi, ce ne sono a centinaia, che per un piccolo cenno della vostra mano fanno di tutto per raggiungervi. Se volete risparmiare prendete le camionette (pulmini da 14 posti che passano lungo la strada principale e collega Playa del Carmen con gli altri paesi). Però durante la vostra permanenza non potete non prendere un pullman di linea sarà una divertente avventura…
I posti da vedere sono molti, vista la ricca storia di questo paese e se posso darvi un consiglio organizzatevele, sarà molto divertente, però attenzione alle fregature!!. Non rivolgetevi a bancarelle improvvisate (che vi faranno il prezzo più conveniente ma…) ma andate in posti chiusi da quattro mura con un tetto serio e magari con aria condizionata.
A proposito di aria condizionata. Occhio all’aria condizionata!!!! Infatti, i messicani tengono l’aria condizionata a 10° con 40° esterni!!! Quindi quando andate in ristoranti, discoteche e persino taxi portatevi via un maglioncino, altrimenti SQUARAUS istantaneo!!!! Provare per credere.
Tornando all’argomento gite, noi abbiamo visto: Chichèn Itzà. Monumento principale è El Castillo o piramide di QuQulcan che domina il sito. Questa costruzione apparentemente semplice racchiude in realtà la riproduzione del calendario Maya. La piramide maya non può più essere visitata e scalata per ragioni di sicurezza e di consumo della stessa.
Oltre alla piramide c’è l’adiacente gruppo delle 1000 colonne che sono strutture che ricordano la cultura Tolteka.
Inoltre potete visitare il Campo della pelota che ricorda vagamente il nostro calcio anche se le regole e il vero significato del gioco resta un mistero. Vicino a questo c’è il cenote magico e il cenote de los Sacrificios, dove venivano gettati i corpi dei sacrificati Altra gita assolutamente da fare è Cobà situata nella umida foresta pluviale, punteggiata da laghi e fiumi.
L’edificio più importante è la piramide di Noch Mul, in parte restaurata ed è la più alta dello Yucatan con la sua scalinata lunga stretta e ripidissima, l’unica calpestabile. Vale veramente la pena arrivare fino in cima per godere di uno spettacolo incredibile, foresta a perdita d’occhio, laghi e fiumi che si perdono nel verde. Tulum altro sito da vedere a 100 Km sud la Cancun, piccolo ma splendidamente posto su una scogliera di 15 metri sopra il Mar dei Caraibi.
Una volta ammirati degli edifici tuffatevi direttamente nel Mar Caraibico dalla spiaggia presso il sito. Un’ altra cosa che dovete assolutamente fare è un bagno in un cenote: sono praticamente dei laghi sotterranei alimentati da dei fiumi che scorrono sotto terra di acqua dolce e fresca, esperienza unica!! ce ne sono alcuni di bellissimi. Questi sono i tre principali siti che una volta arrivati a Playa del Carmen non potete non andare a visitare.
Un altro consiglio che posso darvi, è quello di andare alla ricerca di spiagge solitarie, infatti, ormai la località è diventata col passar degli anni molto affollata, quindi anche le spiagge lo sono. Quando andate a Tulum, fatevi portare a Playa Paradiso, il posto rispecchia proprio il nome!! Andate anche a CocoBay praticamente incontaminata, solo foresta, spiaggia e un mare…Ci arrivate in bici alla fine della spiaggia di Playa del Carmen. Prendete il pullman e chiedete di Akumal con una barriera corallina stupenda, fatevi portare dai pescatori a vedere le tartarughe. Qui purtroppo il turismo è in forte espansione e i paesaggi sono in continuo cambiamento, quindi le condizioni possono cambiare molto anche a differenza di pochi anni.
Comunque è stata un esperienza entusiasmante, il popolo messicano anche non avendo le nostre ricchezze è solare, sorridente e molto disponibile. Un popolo che ti fa sentire a casa tua, senza preoccupazioni di alcun genere, che in questo periodo non è poco… Divertitevi a contrattare il prezzo delle gite e fatevi il vostro itinerario, sarà molto divertente, i messicani capendo che siete turisti sparano alti !!! La nostra moneta comunque è accettata tranquillamente. Da non dimenticare che c’è una tassa per uscire dal paese (25 €) e soprattutto in aeroporto ci hanno fatto una testa così… sul peso delle valigie. Infatti, max 20 Kg a testa e non più di 5 Kg di bagaglio a mano, con una multa di15 € per Kg. Nel nostro caso non ci hanno minimamente controllato, quindi fate incetta di souvenir piatti, piattini, bicchieri, amache con dei colori vivissimi e caldi che rispecchiano in pieno lo spirito del popolo che ci ha ospitato in questi veloci 15 giorni. Arrivederci Messico!!!!

 

dic 032007
 

Qualche mese fa Fidel Castro ebbe dei seri problemi di salute, tanto che si ricominciò a parlare del futuro di Cuba dopo la sua morte. Questo tema interessò anche alcuni utenti di YA che ne discussero in più di un’occasione. Tra queste mi colpì particolarmente una dove l’utente beelzedub rispose affrontando la questione da una prospettiva diversa. Questo attirò la mia attenzione, in particolare alcuni passaggi del suo intervento, ma… andiamo per ordine. Vi propongo il testo della sua risposta e poi proseguiamo…

“Mi fate ridere.
Seduti davanti al vostro pc da 800/1000 euro, con la vostra connessione adsl da 6 mega (se non da 20), col cellulare da 250 euro che sta in ricarica magari insieme con l’Ipod da 80 giga, blaterate delle “conquiste rivoluzionarie ” che il popolo cubano rischia di perdere.
Voi, che se l’adsl rallenta cominciate a tempestare di telefonate la telecom e ve la pigliate con quei poveri peones (in senso buono) che sgobbano per 800 euro al mese, voi DECIDETE che i cubani meritano di vivere nel modo in cui vivono?
Gente costretta a fare il mercato nero con gli stranieri per tirare avanti.
Ragazze che aspettano i ricchi occidentali all’aeroporto (magari gente di 30/40 anni più vecchia di loro) con i fratelli che gli fanno pure da autisti.
Certo, se fate i turisti alla “Gianni Minà”, ospiti dei fratelli Castro e a tavola nei migliori ristoranti o gli invitati alla Maradona, che si va ad operare nella clinica riservata alla nomenklatura cubana, certo in questi casi Cuba è bellissima e i cubani stanno bene.
Peccato che non tutti i cubani si chiamino Minà o Maradona.
Certo è un peccato buttare via anni di conquiste rivoluzionarie.
Magari ricordateglielo ai cubani, mandategli un sms.
Ah craxo, dimenticavo… loro l’sms non lo possono leggere perché il cellulare, anche quello da 30 euro, non se lo possono permettere.
Vabbè allora lasciate stare, continuate a chattare coi vostri amici e quando l’Ipod è carico ascoltate un po’ di salsa e merengue.
PS
Spero che Castro si decida a togliere presto il disturbo e che i cubani prendano a calci in k.u.l.0 quello spacciatore di suo fratello, trovando finalmente la libertà che meritano.”

Come avrete potuto leggere nelle sue parole non c’è niente di “nuovo”, sono tutte cose che in cuor nostro sappiamo ma che spesso fatichiamo a ricordare presi come siamo dalle nostre “cose importanti”. Il passaggio che maggiormente aveva attirato la mia attenzione era quello che faceva riferimento alla questione del turismo sessuale. Proprio in quel periodo un mio conoscente era da poco rientrato da una vacanza a Cuba e, conoscendo il personaggio, posso immaginare benissimo che il suo interesse per l’isola non fosse di tipo culturale o naturalistico, ne tanto meno balneare considerando che vive a pochi metri dall’adriatico. Il mio primo impatto con questo malcostume tutto italiano (sembra ci “battano” solo i tedeschi…) lo ebbi quando lavorai per un breve periodo come stagionale per le Poste. Nel mio “giro” dovevo consegnare la posta anche presso una piccola azienda dove si trovava una giovanissima ragazza Tailandese (la sua famiglia gli scriveva spesso…). Fu così che venni a sapere dei vizi del titolare dell’azienda. Questo, di tanto in tanto, partiva per il lontano oriente; tornava indietro in compagnia di qualche giovane e bella ragazza, la teneva con se per qualche mese e poi la rispediva a casa senza tanti complimenti, pronto a sostituirla con una nuova. Ebbi modo di scambiare poche parole con la “ragazza di turno” ma fu sufficiente per capire che lei non era venuta in Italia affascinata da quel “bel” esemplare di maschio latino o chissà che…ma solo per sfamare la propria famiglia. Per me che la Tailandia ha sempre rappresentato uno dei miei sogni per fascino e cultura fu quasi uno schiaffo alla mia sensibilità. Per fortuna esiste anche un altro modo di vivere questa terra lontana e di questa informazione devo ringraziare il mio geometra; assiduo frequentatore del paese sia con amici sia (in seguito) con famiglia. Ma dei suoi (bei) racconti di viaggio vi parlerò un’altra volta. Purtroppo non tutti vivono in modo “sano” il turismo verso paesi come Cuba, Brasile, Tailandia e, più recentemente; l’est europeo… alcuni sono posseduti da un tarlo che li costringe (passatemi il termine) a dover umiliare la gente del luogo per sentirsi appagati. Mah…sarò forse l’ultimo degli ingenui ma queste cose ancora non riesco a capirle. Non mi verranno a dire che questi comportamenti sono il frutto di un’infanzia infelice! Se qualcuno ha la soluzione a questo rompicapo si faccia avanti. Io per il momento mi sono arreso…

Appendice: Gli uomini deviati sono figli di cattive madri… Questo commento inserito nel post da un anonimo mi ha fatto riflettere, così ho deciso di porlo come domanda su Answers. Ne è uscito qualcosa d’interessante se volete leggerlo in questo link

lug 312007
 

Prendo a prestito il titolo di questo libro di Achille Campanile per scrivere due parole sul tema delle “scappatelle” estive (agosto è qui….). L’estate, e il mare in particolare, hanno la “storica” caratteristica di stimolare il sorgere di nuovi amori, in genere promesse d’eternità che si esauriscono in poche settimane, o mesi, se la distanza in km non è troppo lunga al termine delle vacanze dei due innamorati. Quando si è ragazzini la cosa è del tutto normale, anzi mi permetto di aggiungere che è persino formativa. Le emozioni, le palpitazioni ed infine la sofferenza per la fine dell’amore estivo aiutano sicuramente l’avvicinamento al mondo adulto e, qualche volta, sono pure un bel ricordo per quando diventi grande.
Un po’ diversa è la storia quando coinvolge persone (definite) adulte. Ricordo con divertimento quando sedicenne aiutavo degli amici che gestiva una concessione di mosconi (meglio conosciuti come pedalò). Dico aiutavo perché considerarlo un lavoro mi sembrava eccessivo.Passavo tutti i pomeriggi in spiaggia e ovviamente imparavo a conoscere tutti i bagnanti della zona. Soprattutto in bassa stagione era incredibile il “gioco delle coppie” che si creava durante la settimana. Dal lunedì al venerdì vedevi le coppie “ufficiose” tubare sotto l’ombrellone, poi, nel fine settimana arrivavano (ad esempio) i mariti che avevano lavorato nei giorni precedenti e prendevano il loro posto (diciamo legale) sotto l’ombrellone.Un rimescolamento di posizioni che neppure le palline nelle urne del gioco del lotto si sognano!
Naturalmente nel corso degli anni le cose non sono cambiate…o sono cambiate così tanto da sembrare ancora uguali?….non lo so….il punto è che lo spunto per questo post mi è venuto da un amico che lavora per una ditta di “servizio spiaggia”. Praticamente lui insieme ai suoi colleghi tutte le mattine di buon ora parte armato di trattore e attrezzi vari per pulire il tratto di spiaggia che gli compete e verifica le condizioni di sdrai ed ombrelloni che da lì a poco saranno gestiti dai bagnini. Ebbene…il buon uomo afferma che quest’anno, mentre lavorano, stentano a “difendersi” dalle attenzioni di molte turiste (alcune molto esplicite). Ovviamente lui ci ricama molto sopra nei suoi racconti (ci mancherebbe…) ma so bene che la realtà non è lontanissima dalle sue parole….
L’argomento è come si dice …di stagione…ho intenzione di buttarlo giù sotto forma di domanda in Answers e vedere l’effetto che fa. Il periodo non è favorevolissimo…gli utenti normalmente più attivi sonnecchiano in questo periodo dell’anno, ma non dispero di ricevere qualche riposta interesante o semplicemente divertente.
ps: come prevedevo poche risposte, ma la simpatia non è mancata….

gen 212007
 

 

Quando si parla dello Yemen la prima cosa che viene in mente sono i rapimenti dei turisti. Questo lo ha reso un paese turisticamente “temuto” nonostante il grande fascino che da sempre ispira noi occidentali per le sue bellezze e leggende. Ovviamente il buon senso ci dice che se vissuto in modo corretto, organizzato e consapevole un viaggio nello Yemen non sarà più pericoloso di tante altre mete, ma oggi non voglio parlare di turismo in senso stretto ma dell’aspetto sociale del “vivere Yemenita “ testimoniato da un viaggiatore.
Leggendo i giornali Italiani di questi giorni si trovano notizie di ferimenti ed uccisioni perpetuate anche da giovanissimi…viene da chiederci, ma i nostri ragazzi girano tutti con il coltello in tasca? Dobbiamo temere un’aggressione solo per aver guardato storto qualcuno? Questo m’ha riportato alla mente la testimonianza cui accennavo prima. Questo viaggiatore anni fa si è recato nello Yemen seguendo un percorso “non-turistico ma consapevole”, ovvero girare il paese accompagnato da gente del luogo e integrandosi al loro vivere quotidiano. Per questo motivo appena iniziato il viaggio è stato fornito di un bel pistolone da porre in bella vista appeso alla cintura. Questo perché ogni uomo Yemenita deve possedere un’arma a partire dall’età di 12 anni. Da noi questa usanza sarebbe probabilmente considerata socialmente pericolosa, al contrario, da loro rappresenta un valido deterrente contro la violenza. Un semplice esempio per far comprendere la cosa: nello Yemen difficilmente qualcuno si sognerebbe di sparare un colpo di pistola, in quanto, consapevole del fatto che nel giro di un secondo apparirebbero dal nulla altre 100 pistole rivolte contro di lui! Concludo ribadendo il concetto di contesto sociale del possesso di un’arma; è improponibile fare un paragone tra le nostre due società. L’arma nello Yemen è ben più di uno status symbol, basti pensare che se un uomo commette una “marachella” è sufficiente che il capo villaggio gli sequestri il Kalashnikov o qualunque altra arma in suo possesso per condannarlo ad una forma di pena paragonabile ai nostri arresti domiciliari. La “vergogna” di non possedere l’arma sarebbe tale da impedirgli di uscire di casa e farsi sbeffeggiare da tutti.