Il mio pesto quasi alla Genovese

Con il caldo di questi giorni anche il semplice mangiare diventa un’impresa. Spariscono tutti i prodotti grassi e si da più spazio a frutta, verdura, e insalatone di riso o pasta. Già… la pasta. Io sono tra quelli che ben difficilmente ci rinuncia, basta un pizzico di fantasia e qualcosa di buono si tira sempre fuori. Fino ad oggi non avevo mai provato a fare il pesto alla Genovese e l’occasione, visto che mi trovo ad avere in casa gli ingredienti principali, mi sembra quella buona. Libri, riviste, siti web, tutti propongono la loro variante della ricetta spesso spacciandola per l’originale, ma quale sarà l’originale? Io questo ovviamente non lo so, di conseguenza mi limito a “creare” il piatto in base agli ingredienti in mio possesso ed alle informazioni vagamente memorizzate nella mia testa. Notare che nel titolo del post è presente la parola quasi, questo per evitare che un esercito di Liguri inferociti decida d’attraversare l’intera pianura padana con l’idea d’applicare alla lettera il termine “pesto” sul sottoscritto, cosa che mi riempirebbe di profondo dispiacere oltre che di lividi. 😉

L’operazione. Come si vede nella prima foto ho unito pinoli, uno spicchio d’aglio, parmigiano ed un bel ciuffetto di basilico. A proposito del basilico: da me si trova solo la variante a foglia larga mentre, sembrerebbe, che per un buon pesto la qualità a foglia piccola sia più indicata. Leggenda o realtà? Non disponendo di un mortaio e non volendo usare mixer/frullatori per non scaldare eccessivamente il basilico (e non alterare gli oli essenziali presenti nelle foglie…) ho usato un particolare mixer con lame in plastica (seconda foto) che si attiva tirando l’apposita cordicella presente sul coperchio. In pratica è come l’accensione di un tagliaerba solo che manca il motore e le lame funzionano a …molla. In questa fase ho utilizzato un filo d’olio d’oliva per tenere ammorbidito l’impasto, solo al termine della miscelazione ho aggiunto dell’altro olio per portare la salsa ad una densità apprezzabile, il tutto ad occhio. A questo punto c’è ben poco da aggiungere, abbiamo unito la salsa alla pasta e siamo passati all’assaggio. Nonostante il colore pallido rispetto al pesto che si trova in commercio profumo e sapore hanno superato il mio esame personale. Mi chiedo come sarebbe venuto se, come mi avevano consigliato, avessi usato meno pinoli sostituendoli con delle noci. Sarebbe cambiata la consistenza o il sapore? Magari la prossima volta…


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22 pensieri riguardo “Il mio pesto quasi alla Genovese

  • 9 Luglio 2010 in 21:44
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    O uomo pieno di virtù, non solo da almanacco degli agricoltori ma anche di tipo culinario! Buon fine settimana! 😉

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  • 9 Luglio 2010 in 22:23
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    @ domenico: Se ti ho fatto tornare la fame dopo la cena allora sono stato proprio bravo!
    @ Diana: M’invento di tutto pur di evitare il tuo orto! Buon fine settimana anche a te. 😀

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  • 9 Luglio 2010 in 23:30
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    Quel QUASI è fantastico! L’immagine dei Liguri che arrivano a casa tua è impagabile! 😆

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  • 10 Luglio 2010 in 00:09
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    Perbacco! che raffinatezza da Gran Gourmet usare il mixer a molla “per non alterare gli oli essenziali presenti nelle foglie”. Complimenti.
    Io sono ligure, estremo lembo di Liguria di ponente, e il pesto lo preparo proprio così,(senza mixer a molla, mai usate le noci, qui ci sono molti pini e pochi alberi di noce) solo non metto olio durante la fase di triturazione dei componenti, lo aggiungo alla fine per rendere la salsa più fluida. Olio extravergine bio prodotto dai miei ulivi in un terreno che guarda il mare.

    P.S. Il pesto avanzato si conserva bene per qualche giorno in un barattolo chiuso col coperchio, ben coperto d’olio. 😀

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  • 10 Luglio 2010 in 10:35
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    Una delle poche volte che ho provato a fare il pesto in casa per necessità ho usato il grana al posto del parmigiano, e poi ho fatto l’errore madornale di dirlo a un amico genovese. Ci sono voluti mesi perchè superasse lo shock e tornasse di nuovo a rivolgermi il saluto. 😛

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  • 10 Luglio 2010 in 11:19
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    Noci e anacardi vengono usati per fare il pesto industriale, probabilmente costano meno dei pinoli. Il risultato è buono ma non credo che i puristi apprezzino.
    Poi vengono a casa tua e ti “pestano” .

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  • 10 Luglio 2010 in 13:04
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    @ leonardo: arrivano armati di mortaio.
    @ filo: Troppo buona. Il filo d’olio durante la triturazione l’ho messo per non lavorare a secco ma in effetti forse non serviva.
    @ Ross: La tua testimonianza mi conferma che ho fatto bene a scrivere QUASI. 😛
    @ mex: Gli anacardi non li avevo considerati. Memorizzato, grazie.

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  • 10 Luglio 2010 in 13:28
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    aggiudicato… alla prossima cena, il pesto lo porti tu 😆

    Ciao caro 🙂

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  • 10 Luglio 2010 in 20:40
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    Bravissimo! Anch’io uso gli stessi ingredienti, pinoli compresi, e solo parmigiano. In alternativa si possono miscelare parmigiano e pecorino sardo.

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  • 11 Luglio 2010 in 14:55
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    Quando hai unito il pesto alla pasta aggiungi anche una patatina lessa …vedrai che turbinio di sapori 😀

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  • 11 Luglio 2010 in 19:18
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    Va benissimo così, con i pinoli, lascia perdere l’idea delle noci. Certo che col mortaio, quello di marmo, è un’altra cosa. Ed è un peccato che siano rimasti in pochi a farlo ancora così, pestando. Ciao.

    Rispondi
  • 11 Luglio 2010 in 20:41
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    @ skip – ReAnto – alberto: Grazie dei suggerimenti. Per quanto riguarda il mortaio magari in futuro me lo …regalo. 🙂

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  • 11 Luglio 2010 in 20:43
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    Ma te magni tuta quea pasta da sojo???? Alla faccia che d’estate hai meno fame…

    Rispondi
  • 11 Luglio 2010 in 21:54
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    Ho zie genovesi, puriste del pesto, e in casa mia non si è mai mangiato quello industriale, loro sostengono che il basilico migliore sia quello piccolo e tenero . ..e che normalmente si trova solo dalle loro parti, e nemmeno così di frequente. Io personalmente lo trovo un po troppo delicato. Nella mia cucina invece il pesto non è mai alla genovese, adoro i piatti express e le salse (ultimamente non risco più a mangiare i sughi di pomodoro) e quindi sfrutto la mia predilizione per la frutta secca, e un piccolo tritaturro che è diventato il mio migliore amico. l’ultima prova è stata una salsa di noci pecam, pinoli noce moscata un ciuffo di basilico e funghi porcini appena scottati al rum. …ci stava bene anche l’aglio. ..ma non ne mangio. ..ehehehe

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  • 12 Luglio 2010 in 20:53
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    @ aleph: magno ma sono magnanimo…quindi il piatto di pasta lo condivido 😉
    @ contraddico: Mi confermi che per i puristi ci vorrebbe il basilico a foglia piccola, gia’..ma chi lo ha mai visto? 😥
    Vedo che ti piace sperimentare. Ottimo! 😀

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  • 12 Luglio 2010 in 22:35
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    Ma caro Giorgio è perfettissima ed è uguale alla mia,con la variante,di quando in quando;con le noci!! Mi è venuta l’acquolina in bocca…..domani:bavette e
    viaaaaaa…Niente fagioli,quelli li lasciamo all’anti vuvuzela….
    Ciao carissimo,ti auguro una fresca notte serena..
    Strabacetto,Gilda

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  • 12 Luglio 2010 in 22:51
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    In questi giorni mi nutro essenzialmente di roba fredda… fa così clado ed un caldo appiccicoso che solo l’dea di accendere la bocca di un gas mi scoraggia! Calorosi saluti. ^__^

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  • 13 Luglio 2010 in 20:54
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    @ kinderella.lilla: Si, meglio non stuzzicare l’anti vuvuzela 😉
    @ Diana: Calorosi saluti a te… con un bicchierino di ghiaccio. 😀

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  • 18 Luglio 2010 in 11:40
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    Una mia amica ligure mi ha insegnato che all’acqua della pasta bisogna aggiungere una patata tagliata a piccoli cubetti e una manciata di fagiolini freschi tagliati, poi scolare il tutto e condirlo con il pesto. Ti ringraziavo per la venuta al mio blog, e ti chiedevo come fai a scrivere il testo per poi cliccarci sopra e far vedere il post. Mi puoi spiegare ciò? grazie, Rita

    Rispondi
  • 18 Luglio 2010 in 11:43
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    Grazie a te, ti contatto così ti spiego come funzionano commenti e link.

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