Tre Veneti a Central Park – Atto Secondo

Il volo.
Una volta trovata l’intesa sul periodo del viaggio è il momento di scegliere il volo.
La prima cosa che ho osservato è stata la la differenza del servizio/prezzo dal 2005 ad oggi. I prezzi più bassi sono rimasti praticamente quelli di allora (intorno i 500 euro), la differenza sta nella necessità di dover effettuare uno a anche due scali spesso cambiando compagnia di volo e con tempi di viaggio piuttosto lunghi, anche 18 ore, mentre per i voli diretti i prezzi salgono vertiginosamente sopra i 3000 euro anche per la classe turistica.
Fortunatamente cercando con attenzione è possibile trovare dei buoni compromessi: nel nostro caso volo diretto A/R Venezia/New York a 573 euro a cranio con partenza alle 12:40 (niente levataccia).
Hotel.
Qui c’è solo l’imbarazzo della scelta; la volta scorsa avevamo trovato una sistemazione strategica a 100 metri dall’ Empire State Building. Un hotel piuttosto vecchiotto ma posizione e prezzo erano state in grado di far chiudere un occhio sul resto.
Quest’anno che siamo in tre non ci è stato possibile ritrovare la stessa sistemazione, così abbiamo puntato più in alto.
Un hotel nel cuore di Broadway a pochi metri da Central Park. La struttura, ci dicono, è spesso scelta dagli Italiani e quindi ci aspettiamo un servizio consono alle nostre esigenze (?), vi faremo sapere. Costo camera tripla 306 euro a notte.
Documenti.
Ovviamente serve il passaporto. Il mio era in scadenza tra sei mesi, quindi, per non correre rischi ho deciso di rinnovarlo.
Vi ricordo che per farlo servono 2 fotografie formato tessera a sfondo bianco senza occhiali e con volto ben visibile (e niente sorriso…siate impassibili). Copia di un documento valido per l’espatrio (carta d’identità). Ricevuta di un versamento di euro 42,50 intestato al Ministero dell’Economia e delle Finanze con causale “Importo per il rilascio del passaporto elettronico di pagine 48” sul c/c n° 67422808 (i modelli si trovano alle poste). Una marca da bollo da euro 40,29 e l’eventuale vecchio passaporto. Ci rilevano le impronte digitali, si fanno un paio di firme e dopo un paio di settimane il documento è pronto.
Dal gennaio 2009 la “novità” per chi intende recarsi negli U.S.A . è l’ESTA ovvero un’autorizzazione elettronica al viaggio che consente di viaggiare senza il visto.
Personalmente la considerò una boiata pazzesca e visto che adesso è diventata a pagamento (14 dollari con una validità di due anni) puzza tanto di tassa d’ingresso e niente più. La compilazione della domanda è piuttosto semplice. Si accede al sito dell’ESTA, si seleziona la propria lingua, si inseriscono i dati richiesti (alcuni facoltativi), si risponde a qualche domanda tipo: Ha mai sofferto di malattie infettive? E’ mai stato arrestato o condannato? E’ stato coinvolto in attività di spionaggio, sabotaggio,ecc…? Al termine del questionario si pagano i 14 dollari con la carta di credito e si stampa la pagina con il numero della domanda.
Assicurazione.
Negli U.S.A . è bene non farsi venire mal di denti o mal di pancia se non vogliano veder prosciugate le nostre risorse finanziarie. Un’assicurazione per il periodo del viaggio è sicuramente un buon investimento, poche decine di euro vi permetteranno di stare più tranquilli.

Continua….
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19 pensieri riguardo “Tre Veneti a Central Park – Atto Secondo

  • 12 Marzo 2011 in 14:25
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    Non avete la carta internazionale sanitaria? Io
    ho sempre..ma credo che non è valida per gli usa..credo che bisogna fare una polizza assicurativa prima della partenza…vabbe era solo un consiglio…Goditi e ferie. :mrgreen:

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  • 12 Marzo 2011 in 15:02
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    ..oh.. chissà se prima o poi…….
    divertiti Caigo… :)*

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  • 12 Marzo 2011 in 16:21
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    Rieccomi,ancora un po’ down 🙁 ma mi sto riprendendo 🙂
    Mi raccomando;non sperdetevi a Manhattan 😯 ti rivogliamo
    indietro 🙂 Ti auguro un felicissimo viaggio…e divertiti un casino 😀
    Ciaoooooooooo 🙂

    Rispondi
  • 12 Marzo 2011 in 16:37
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    Da quello che capisco l’ESTA mi sembra una sciocchezza.
    Ti sembra che uno vada a dichiarare d’essere un terrorista, un trafficante di droga che o chissà cos’altro? 🙄
    Per me è solo la solita tassa per far su un po’ di soldi.

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  • 12 Marzo 2011 in 18:22
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    @ Demetra: In passato per andare all’estero avevamo il modello E 111 ora sostituito dalla nuova tessera sanitaria. Entrambe le soluzioni erano/sono valide per L’Europa e non per gli U.S.A. dove invece ci si deve attrezzare a parte.
    @ amara: Divertirmi? Certamente. 😀
    @ gilda: A Manhattan è impossibile perdersi. Dovremo stare un pizzico più attenti per le eventuali “gite fuori porta”. Stammi bene Gilda.
    @ geronimo:La penso allo stesso modo.

    Rispondi
  • 12 Marzo 2011 in 20:31
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    Ah beh, beh, certo che un viaggio a Nuova York non si può fare in 2cv! Ci vuole una preparazione minuziosa, accurata.. e poi via, verso nuove avventure!
    Attento ai bachi e buone vacanze. Portaci tante belle foto. 😈 😀

    Rispondi
  • 12 Marzo 2011 in 20:54
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    @ filo: Già, con la 2CV la traversata sarebbe dura.
    Prometto foto, informazioni e curiosità…ma prima di partire (6 Aprile) spiegherò tutto.

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  • 13 Marzo 2011 in 13:36
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    Quante complicazioni con passaporto, esta, assicurazioni!
    Ma i turisti li vogliono accogliere o spaventare?

    Rispondi
  • 14 Marzo 2011 in 20:38
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    @ leonardo: li accolgono facendogli venire un po’ di strizza…
    @ Demetra: Non pretendo tanto. L’importante è che le cose vadano bene a te…io in qualche modo farò sentire la mia presenza.
    Bacioni. 🙂

    Rispondi
  • 14 Marzo 2011 in 20:45
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    Easy Rider… per me “lamerica” è ancora quella… ^__^ ON THE ROAD AGAIN!

    Rispondi
  • 14 Marzo 2011 in 21:04
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    @ Diana: Non me lo dire….qualche anno fa avevo steso un programma per questo genere di viaggio. Peccato che mi servissero quasi due mesi di tempo per realizzarlo.
    Improponibile (oggi) 😥

    Rispondi
  • 15 Marzo 2011 in 17:36
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    Ah, mi piacerebbe farvi una sorpresa. Presentarmi in aeroporto e dire che vengo anch’io.
    Un sogno. 😥
    Guai a te se non ci racconti tutto tutto tutto del viaggio.

    Rispondi
  • 15 Marzo 2011 in 20:43
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    @ mex: Se le cose andranno come spero i miei racconti di viaggio potrebbero arrivare a darvi la nausea. Dettagli, dettagli e ancora dettagli…

    Rispondi
  • 15 Marzo 2011 in 22:08
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    Eccierto, ci vorrebbe il coraggio e l’irresponsabilità di lasciare tutto per un paio di mesetti e partire… e il gusto per l’avventura, e SENZA cellulare in tasca!

    Rispondi
  • 15 Marzo 2011 in 22:22
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    @ Diana: Ecco 😀 il cellulare sarebbe proprio la prima cosa che lascerei a casa!

    Rispondi
  • 16 Marzo 2011 in 12:29
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    Se convinco i miei ad attraversare l’oceano, ti chiederò dritte…Buon Viaggio!!! 😆

    Rispondi
  • 16 Marzo 2011 in 21:19
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    @ semplice: Io prendo appunti..caso mai servissero 😉
    @ il THeO: Magari un bel Gronchi rosa in versione u.s.a. :mrgreen:

    Rispondi

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