Adolescenti ed acqua calda

La figlia adolescente dice al padre: – “Papà! Stavo facendo il bagno ed è finita l’acqua calda”! – Il padre rimane di sasso. Ha rinnovato da poco l’impianto di riscaldamento; impianto che gli è costato un super-mega-investimento.
Un sistema ibrido pellets-legna-pannelli solari ad altissimo rendimento (mi ha pure spiegato il funzionamento ma non sto qui a dilungarmi….). L’impianto prevede un sistema d’accumulo d’acqua calda di ben 300 litri, possibile che il “gioiello” sia andato in tilt?
La realtà, scopre poi, è molto più semplice. La figlia è entrata in bagno, ha aperto l’acqua calda, è tornata in camera da letto, ha scelto cosa indossare, è tornata in bagno portando con se un lettore musicale, l’ha acceso e lo ha ascoltato per un po’. Infine si è decisa…ed ha iniziato a lavarsi con quel poco di acqua calda che le era rimasta.
Al termine del racconto il padre mi ha detto:- “ L’estate prossima la mando a lavorare.
E’ arrivato il momento che cominci capire il valore delle cose…..”.

13 pensieri riguardo “Adolescenti ed acqua calda

  • 9 Gennaio 2012 in 19:26
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    Uguale a mia sorella! 😀
    E per non parlar del telefono di casa monopolizzato! I nostri genitori impazzivano nel cercare di tenerla a freno.
    Poi un giorno improvvisamente è tornata normale e adesso quasi si scandalizza se le si parla di adolescenti ribelli.

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  • 9 Gennaio 2012 in 20:58
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    è un giro, tra trent’anni sarà anche lei dall’altra parte della barricata…così come è stato per noi…

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  • 9 Gennaio 2012 in 21:26
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    Un mio vicino si alza tutti i giorni all’alba per accompagnare la figlia alla stazione dei pullman prima di andare al lavoro.
    Entrambi potrebbero dormire almeno mezz’ora in più ogni giorno, basterebbe che lei prendesse lo scooter per raggiungere la stazione ma non vuole usarlo perché dovrebbe indossare il casco.
    Il casco le scompiglia i capelli. Dice lei.

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  • 9 Gennaio 2012 in 21:40
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    @ alberto: Questo padre è sicuramente convinto.
    @ dexter: Ahh…il telefono!!!! Oggi con i cellulari il problema è di tipo economico ma i passato era veramente un’impresa titanica comunicare con una famiglia fornita di figlia-cornetta-dipendente!
    @ stefitiz: La ruota della vita 🙂
    @ leonardo: Ecco…quella del casco scompiglia-capelli mi mancava! 😀

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  • 10 Gennaio 2012 in 02:56
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    Il mastello.
    Mi viene in mente il mastello, quello in legno del bucato, in cui facevo il bagno. L’acqua calda fornita dalla cosidetta “cucina economica” che, oltre fornire acqua calda, serviva per cucinare e da stendibiancheria sul tubo della stufa.
    Già, e poi c’era anche la cerimonia periodica della pulizia dei tubi dalla fuliggine. Letteralmente “picàa el canùn de ‘la stüa”

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  • 10 Gennaio 2012 in 13:48
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    Ero piccola ma ricordo anch’io il mastello di THEO.
    Altro che ”’sistema ibrido pellets-legna-pannelli solari ad altissimo rendimento”’ 🙂

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  • 10 Gennaio 2012 in 17:56
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    Si stava di un bene, Mex!
    L’acqua calda fino alla gola e le gambe penzoloni fuori dal mastello.

    Nella “stufa economica”, chi potendo bruciava carbon fossile, si ritrovava a doverla pulire periodicamente dalla crosta che si formava nel focolaio. Un ammasso spugnoso che serviva nei vasi da fiore per mantenere l’umidità, e nel presepe di natale per fare le montagne rocciose.
    Aveva un nome dialettale: la “marója”. 😀

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  • 10 Gennaio 2012 in 21:47
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    @ il ThEO – mex: Mastello, stufa economica….tutti elementi che hanno fatto crescere intere generazioni. Sembrano cose d’altri tempi e invece non sono poi così lontane.
    Chissà se i i più giovani riescono a immaginare quella realtà o se la vivono come un’immagine da romanzo.

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  • 10 Gennaio 2012 in 22:23
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    Il padre la manda a lavorare? Meglio dire la manderebbe visto che di lavoro in giro se ne vede ben poco. 😐

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  • 12 Gennaio 2012 in 20:39
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    @ zago: Qui da me d’estate, magari part-time si trova sempre qualcosa nel settore turismo.

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  • 1 Marzo 2012 in 00:45
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    …Sono ri-tornato 8) Mi sa che ho intuito di chi è il super-impianto in questione :mrgreen:

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  • 1 Marzo 2012 in 20:32
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    @ The Dog of Miami: Ciao cagnaccio! Beh…per te che conosci la “banda del dep” è fin troppo facile individuare il “nervoso” protagonista della storia. :mrgreen:

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