DAVY CROCKETT – Enid Lamonte Meadowcroft

Mamma Crockett posò sulla tavola dei grossi pani di segala, annusò lo stufato che ribolliva nel paiolo sul fuoco e prese in braccio il bimbetto che zampettava sull’impiantito in terra battuta.
Quindi, fattasi sull’uscio del capanno: ― A tavola! ― gridò. ― Tutti a tavola! La cena è pronta! La piccola Becky che con Jane, una bimbetta magrolina, stava costruendo una casetta di pannocchie li presso, si alzò subito in piedi.
Joey, il più piccolo dei figli maschi, si lasciò scivolare dall’acero ai margini della radura e Wilson, un ragazzetto di dieci anni, arrivò di corsa dalla riva del fiume che scorreva poco più avanti. Bili, che aveva quasi dodici anni, piantò la vanga nel campo di granturco, proprio nel punto in cui stava lavorando, mentre Jim e John, i maggiori, finita la mungitura, lasciavano le due mucche libere di pascolare nella boscaglia.
Papà Crockett smise di affilare l’ascia che ripose nel fodero e tutti si affollarono dentro al capanno in un coro di chiacchiere e di risate. Papà Crockett intanto metteva a sedere Becky e Jane sulla panca che correva lungo la grande tavola e ordinava perentorio agli altri:― Seduti, voialtri, adesso! E finitela di cianciare, sembrate un branco di gatti selvatici! ― Ho tanta fame che sarei anche capace di mangiarmene uno! ― dichiarò Wilson sedendosi accanto a Joey. La madre sorrise. ― Lo stufato di opossum è migliore ― affermò ponendo davanti al figliolo una ciotola di legno ricolma di carne. Quindi, guardandosi attorno, domandò:― E Davy? Dov’è Davy?―Non lo so ― rispose Wilson.― E io neppure ― confermò Bill servendosi di una grossa fetta di pane. ― Non mi ha affatto aiutato nel campo, come gli aveva ordinato Pa’, anzi, è da mezzogiorno che non lo vedo.―Io l’ho visto! ― s’intromise Joey. ― Ha preso quel fucile di legno che aveva costruito per gioco ieri e si è incamminato lungo il fiume finché è sparito nel bosco.
Mamma Crockett adesso appariva preoccupata.―Ma aveva promesso che sarebbe rimasto nei dintorni ― disse. ―Strano che non sia già qui. Non gli sarà per caso successo qualcosa, eh, Pa’? Papà Crockett scosse il capo.―A meno che non sia a cavalcioni di qualche ramo e cerchi di fare il verso del tacchino selvatico, penso che non debba tardare molto ―disse e, preso il grande mestolo di corno, si servì abbondantemente. Prese quindi a parlare del nuovo mulino che stava costruendo lungo il fiume, a breve distanza dal capanno.
Era parecchio che vi lavorava insieme a un amico, un certo Tom Galbreath, e con non poca fatica. Adesso avevano collocato la grande ruota a pale, ma non erano ancora riusciti a sistemare il condotto che avrebbe incanalato l’acqua.―Il fiume è ancora troppo gonfio dopo l’acquazzone di ieri ― diceva Papà Crockett. ― Ma aspettate che scenda e metteremo a punto il condotto: cosi il mulino potrà funzionare.―E verrà tanta gente da tutto il circondano e ti porterà il grano da macinare ― aggiunse allegramente Joey. ― Chissà che bello avere sempre visite, non ti pare, Ma’?
Mamma Crockett assenti e si sedette a tavola, ma di tanto in tanto i suoi occhi si volgevano ansiosi verso la porta del capanno.―Davy è diventato ormai cosi alto, Pa’, che tu dimentichi che non ha ancora nove anni ― sbottò alla fine.― Non dovrebbe star fuori fino a quest’ora! Il padre sospirò ―Non c’è più nessuno che pensi che gli indiani che circolano nei dintorni ci siano ancora nemici ―esclamò. Ciò nonostante cominciava anche egli a preoccuparsi. Perciò scostò dalla tavola il suo sgabello e s’alzò per andare a vedere.
—Ora mi faccio sentire io ― disse e, attraversata la stanza, si fece sull’uscio.Il sole d’aprile era tramontato: le colline del Tennessee, oltre la riva opposta del fiume, si stagliavano nere contro il cielo e l’oscurità incombeva sulla piccola radura che circondava il capanno. Papà Crockett non si accorse della figuretta che avanzava strisciando dal sottobosco, ai margini del pianoro, né la udì avvicinarsi carponi alla porta del capanno.
Con le mani attorno alla bocca…

[Qualche giorno di silenzio. Il blog ritorna il 2 Agosto con un post “da mangiare”]

13 pensieri riguardo “DAVY CROCKETT – Enid Lamonte Meadowcroft

  • 26 Luglio 2012 in 22:31
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    il due agosto grideremo -a tavola!- come la mamma di di Davy. 🙂

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  • 27 Luglio 2012 in 19:54
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    @ amistad: Vi aspetto!
    @ il THeO:…ed altri ne seguiranno… 🙂
    @ leonardo: Magari! diciamo che in questi giorni non ho tempo di seguire il web come vorrei.
    Ci ritroviamo tra qualche giorno.

    Rispondi
  • 27 Luglio 2012 in 22:28
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    e ci lasci con la conclusione in sospeso? 👿 Beh, buon riposo, comunque vada a finire. 😀

    Rispondi
  • 30 Luglio 2012 in 22:07
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    Cosa stai tramando per il 2 Agosto? 😀

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  • 31 Luglio 2012 in 13:17
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    Uhmmmm. 😕 A David non piaceva lo stufato di opossum 🙄 e torno’ a casa il 2 agosto per la festa degli uomini ( che ho scoperto 😯 digitando “eventi 2 agosto”) sperando di trovare sulla tavola un bel tacchino arrosto 😛

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  • 1 Agosto 2012 in 21:55
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    @ filo: Tu non ricordi….
    @ Baol: E tu arrivato da poco non lo puoi sapere…
    Con il Progetto 100 Righe ha lo scopo di avvicinare le persone alla lettura.
    100 righe per incuriosire e poi ognuno va le sue valutazioni 😀
    @ mex: Io tramare? Non capisco. :mrgreen:
    @ Skip: Sei sulla buona strada….. 😛

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  • 3 Agosto 2012 in 21:27
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    @ Baol: E magari ti piacerà di più quando pubblicherò “Baol”… 😉 passerà del tempo, Benni è già presente con 3 lavori in questo progetto.

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  • 3 Agosto 2012 in 22:37
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    …….embeh??? Non ci lascerai mica così eh????

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