16 Marzo 2026

Questo strano titolo non tragga in inganno. Non sono diventato discepolo di Hannibal Lecter e del suo “piatto forte” ovvero fegato (umano) fave e buon Chianti, ne sono stata in Germania alla ricerca del ristorante per cannibali Flimè.
A proposito….piccola nota: questo famigerato ristorante che ha “tormentato” le coscienze di mezzo mondo con le sue richieste di donatori di carne umana per i suoi clienti non esiste. In occasione della sua (ipotetica) apertura si è rivelato come una stravagante ma ben riuscita campagna pubblicitaria di sensibilizzazione vegetariana realizzata dall’associazione VEBU. Ecco come si presenta oggi la pagina web del ristorante.
Chiusa questa parentesi passiamo al tema del post che in realtà è una domanda.
Caro blogger: cosa ti ha portato a passare parte del tuo tempo a scrivere sul web?
Io penso che in comune abbiamo una vecchia (?) passione per la lettura e la scrittura. Chi più chi meno, chi acculturato e chi frivolo ma comunque tutti con la febbre da comunicazione.
Poi un giorno arriva la “folgorazione”, un qualcosa che ti porta a sederti davanti ad un computer, aprire un account presso un X gestore web e cominciare a scrivere. Per me questa folgorazione è arrivata una sera di gennaio del 2006.
Stavo viaggiando in auto con la radio accesa e tra una canzone e l’altra il conduttore ad un certo punto cominciò a parlare di “hufu” (all’inizio avevo capito UFO) un prodotto alimentate a base di tofu che avrebbe dovuto avere il sapore della carne umana. Presi carta e penna, che tengo sempre in auto, e misi giù qualche appunto al volo (tofu, hufu, hannibal, nuckols,ecc…). Nei giorni successivi una breve ricerca in rete mi aiutò a realizzare il mio primo post. Post che non pubblicai mai!
Dopo qualche settimana misi in rete il mio primo blog su piattaforma blogger ma durò poco, lo cancellai (senza un vero motivo) per poi riaprirlo tempo dopo con un nuovo titolo. Questo ebbe vita più tranquilla finché non decisi di passare alla piattaforma wordpress ma qui parliamo ormai di storia recente. Per tutto questo tempo il post sull’hufu, il “post zero” è rimasto in un angolo in attesa di pubblicazione. Adesso è arrivato il momento di dare aria a questo vecchietto: adesso o mai più. 😀

Da bambino l’immagine che avevo del cannibalismo era quella dei fumetti Un esploratore catturato dai selvaggi messo a cuocere in un pentolone pieno d’acqua.
Allora non immaginavo che dietro a questa pratica ci potesse essere di più: a partire da tutte le forme di cannibalismo rituale dove mangiare la carne dei morti poteva essere un modo per onorarli, assorbirne spirito/forza o viceversa disprezzarli a seconda delle “usanze del popolo coinvolto.
Abbiamo poi il cannibalismo criminale, quello che vede coinvolte persone che nulla hanno a che fare con il mondo tribale del vecchio cannibalismo ma che manifestano in questo comportamento il loro disturbo mentale, vedi personaggi diventati tristemente famosi come il mostro di Milwaukee o il macellaio di Rostow.
Infine c’è il cannibalismo per disperazione, per sopravvivere. Famoso è il caso dell’aereo con la squadra Uruguayana di rugby schiantato sulla cordigliera delle Ande, ci fecero anche un film “Alive”. Guerre e carestie poi sono state teatri continui di simili tragedie; pensiamo all’Ucraina degli anni 30 dove gente senza scrupoli arrivò a rapire ed uccidere bambini per poi venderne la carne ad altissimo prezzo spacciandola per carne animale. Forse è da questo episodio che è nata la diceria dei “comunisti mangia bambini” ma è una mia interpretazione e come tale va presa.
Ora, alleggerendo notevolmente il tono, non so se tra tutte queste variabili Mark Nuckols abbia trovato l’ispirazione per la sua idea di business ma, sta di fatto, che questo studente della School of Business di Darthmouth un bel giorno ha pensato di prendere del tofu , aggiungergli degli aromi vegetali e chiamarlo Hufu ovvero “Human Food+tofu”. In se non ha fatto nulla di straordinario; Il tofu viene già aromatizzato per ottenere un sapore che ricordi in qualche modo quello della carne di pollo o tacchino, mi chiedo solo come sia giunto alla “formula carne umana” senza avere un sapore di riferimento.
L’intraprendente Nuckols ha aperto il sito www.eathufu.com dove per soli 12 dollari la confezione è possibile acquistare dei piatti pronti dai nomi inequivocabili come “Fegato alla Lechter con le fave”. L’iniziativa di Nucklos ha fortemente diviso l’opinione pubblica, da una parte ci sono quelli che ne apprezzano il lato ironico (pensiamo al fatto che si tratta di cucina rigorosamente vegetariana), dall’altra quelli che trovano l’idea decisamente inquietante tanto che al momento i prodotti hufu non si trovano nei negozi ma si possono comprare solo dal sito e solo negli U.S.A.


Concludendo: il caso hufu si è esaurito molto velocemente. Dopo le chiacchiere del primo periodo l’interesse è andato scemando, il sito ha chiuso perché i costi di mantenimento erano superiori ai guadagni.

(Immagine tratta ed elaborata da mypostbox.com e eathufu.com)

10 pensieri su “Carne umana con fave, Chianti e blog

  1. Caspita! Nle tuo blog riesci a passa a un tema all’altro in modo che raramente mi caputa di vedere. Ed anche nello stesso post!!!! Tu mi fai paura. 😆
    Venendo agli argomenti; con il blog ho rinunciato per una questione di tempo. Avrei voluto parlare di storia che è la mia passione ma se non ho la possibilità di farlo come si deve meglio lasciar perdere.
    Poi dell’hufu non deve aver avuto le rotelle tutte a posto.
    La stessa domanda che ti sei posto tu me la sono fatta anch’io. Come faceva a sapere quale sapore ha la carne umana?

  2. Ammazza!! Tu si che che te la prendi comoda prima di pubblicare un post!
    Gennaio 2006 😯 Non dirmi che ne hai ancora di questi articoli d’antiquariato.

  3. @ Sig Giovanni: Ti faccio paura? Beh…finché non t’invito a cena (con fave e Chianti) non ti devi preoccupare 😉
    Sappi che se un giorno ti tornerà la voglia di scrivere qui nessuno si lamenterà…anzi.
    Non ho la risposta sulla domanda “sapore della carne”. Mah!
    @ zago: Raramente scrivo e pubblico immediatamente quindi si, ho ancora del materiale in sospeso anche se non così stagionato come questo sull’hufu.

  4. Ho tenuto un blog per oltre un anno (blogspot). Ci pubblicavo storie ed immagini tratte dalla rete, niente di impegnativo, non sarei stato in grado di costruire post complessi come fai tu o altri blogger.
    Ho smesso perché consapevole di non essere in grado di dare un buon contributo al web con il mio blog, alla fine ero uno dei tanti copioni che sfruttano il lavoro di pochi per fare bella figura con poca fatica.
    [leonardo autocritico]

  5. Scusate gente, è un momento dove non trovo molto tempo per seguirvi e rispondere con “prontezza”.
    @ marta: Come dovrebbero sentirsi i professioni dei media che hanno dato credito a tutta la storia? Diciamo che sono stati bravi quelli di vebu a creare il fenomeno Flimè.
    @ leonardo: C’è chi fa soldi pubblicando materiale rubacchiato in giro e tu ti fai degli scrupoli? Ti giunga la mia stretta di mano virtuale.

  6. Quando si mangia… si vuole stare tranquilli! Meglio un buon panino con il salame campagnolo che un improbabile fegato alla Lechter di cui il contenuto, se pure vegetale, resta sconosciuto…

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