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	<description>Benvenuti nella tana del Caigo</description>
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		<title>Spadina la zanzara tigre</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 15:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sole era ormai sorto da un po&#8217;, la grossa falena quella notte si era allontana troppo dall&#8217;albero che di giorno la metteva al riparo dall&#8217;attacco degli uccelli. Non era stato facile trovare una corteccia dai colori identici alle sue ali; il mimetismo è vita, è salvezza per la sua specie. Comunque, sia pur ansimante, <a href='http://www.blumannaro.net/2012/05/spadina-la-zanzara-tigre/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/05/zanzara-e-falena.jpg" target="_blank"><img class="alignleft  wp-image-3902" title="zanzara e falena" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/05/zanzara-e-falena-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Il sole era ormai sorto da un po&#8217;, la grossa falena quella notte si era allontana troppo dall&#8217;albero che di giorno la metteva al riparo dall&#8217;attacco degli uccelli.<br />
Non era stato facile trovare una corteccia dai colori identici alle sue ali; il mimetismo è vita, è salvezza per la sua specie. Comunque, sia pur ansimante, anche quel giorno ce l&#8217;aveva fatta, era riuscita a trovare il suo albero ed ora immobile, ascoltando il canto degli uccelli ormai innocui sopra di lei, piano piano si stava rilassando ed abbandonando al sonno&#8230;..<br />
D&#8217;improvviso sentì qualcosa toccarle un&#8217;ala ed un flebile ma fastidioso ronzio insinuarsi dentro la testa. Girò gli occhi e vide un piccolo e sgraziato animaletto che cercava di trovare una posizione stabile sulla sua ala. -”Hei! Stai attenta! Non vedi che mi stai rovinando l&#8217;ala? Chi accidenti sei!?”- Zzzz&#8230;Scusami! Zzzz&#8230;”- Disse l&#8217;animaletto. -”Mi chiamo Spadina e sono una zanzara tigre. E&#8217; tutta la mattina che mi muovo ed ho già fatto ben trenta metri! Sono un po&#8217; stanca ed avevo bisogno di riposare. Scusami ancora se ti sono finita sopra ma sei così ben mimetizzata che proprio non ti ho vista. Zzzz&#8230;” -<br />
La falena ormai del tutto sveglia si voltò a guardare la piccola disturbatrice. -”Intanto piantala con questo ronzio che mi sta facendo impazzire. E poi, cosa mi tocca sentire! Una zanzara che gira in pieno giorno e che si stanca per aver volato solo pochi metri. Sei messa male piccola!” -<br />
La zanzara si era messa davanti alla falena e la guardava in modo divertito. -”Come ti ho detto io sono una zanzare tigre, noi voliamo sempre di giorno e non ci allontaniamo mai da dove siamo nate; cento, massimo duecento metri.” &#8211; “Fammi capire”- Chiese la falena. -”Se fai dei voli così brevi da dove arrivi? E&#8217; la prima volta che vedo una zanzara della tua specie.” &#8211; Alla zanzara scappo un ghigno. -”Per spostarci abbiamo imparato a sfruttare gli sciocchi umani. Io ad esempio sono arrivata qui grazie al limonene. “ &#8211; “Limo che!!!!” &#8211; Esclamo la falena. -”Limonene.”- Continuò Spadina. -”E&#8217; un idrocarburo che gli umani mettono in tante cose, ad esempio nei detersivi. Il detersivo così profuma di limone e gli umani, sciocchi, s&#8217;illudono di usare un prodotto naturale. Il limonene si ricava anche dai vecchi copertoni così è bastato che la mia mamma deponesse le uovo in un deposito ed eccomi qua! Io e le mie sorelle ci siamo spostate di centinaia di chilometri senza nessuna fatica!”-<br />
Un rumore improvviso attirò l&#8217;attenzione di Spadina che smise di parlare. Li vicino degli umani avevano aperto le portiere di un&#8217;automobile. Alla zanzara brillarono gli occhi. -Scusami. Devo scappare! Se riesco a salire nell&#8217;auto riuscirò a spostarmi ancora di qualche chilometro!”- Spadina spiccò il volo in direzione degli umani.<br />
Volava a pochi centimetri da terra, lenta ed impacciata. L&#8217;aria che faceva ondeggiare lentamente i fiori del vialetto che stava percorrendo per lei erano come delle frustate, ad ogni metro che avanzava sembrava sul punto di precipitare al suolo. La falena sentì le portiere che si chiudevano ed il motore dell&#8217;auto che si accendeva. Chissà se Spadina ce l&#8217;aveva fatta.<br />
L&#8217;auto percorse lentamente il vialetto passando a pochi metri dall&#8217;albero, fu allora che la falena vide qualcosa in un angolo del lunotto posteriore. Poteva essere una macchia ma per un istante le sembrò che si muovesse. Solo in parte&#8230;come se una zanzara la stessa salutando agitando una zampetta.</p>
<p>[Aggiornamento della storia vista da un umano grazie al contribuito di <a href="http://albatrhos.blogspot.it/" target="_blank">il THeO</a> ]<br />
<em>Ero fermo ad un chiosco di carburanti sulla Strada Statale. Mentre facevo il pieno di gasolio, osservando con preoccupazione il totalizzatore del costo, si avvicinò una zanzara succintamente vestita che, con un inequivocabile movimento del pollice, mi chiedeva un passaggio.<br />
«Sali pure» – gli dissi, dopo aver pagato alla cassa con la carta di credito – «un po’ di compagnia fa sempre piacere quando si viaggia»<br />
Faceva caldo, e dopo qualche chilometro mi chiese se avessi qualcosa da bere.<br />
«Guardati in giro che qualcosa deve essere rimasto» gli risposi. Si appoggiò al mio braccio ma poco dopo mormorò: «No, non c’è più niente. Devi aver consumato tutto quando stavi facendo il pieno di carburante»</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I soldi non hanno sempre lo stesso valore</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 15:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa affermazione potrà sembrare strana, infatti logica vuole che un euro nelle mie mani valga quanto un euro nelle mani di chiunque altro. Ma se a questo euro diamo un controvalore materiale (un bene, un servizio) il tutto diventa più fumoso in special modo se entriamo nel mondo del collezionismo o terra terra nel mondo <a href='http://www.blumannaro.net/2012/05/i-soldi-non-hanno-sempre-lo-stesso-valore/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/05/soldi.jpg" target="_blank"><img class="alignleft  wp-image-3893" title="soldi" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/05/soldi-300x218.jpg" alt="" width="210" height="153" /></a>Questa affermazione potrà sembrare strana, infatti logica vuole che un euro nelle mie mani valga quanto un euro nelle mani di chiunque altro. Ma se a questo euro diamo un controvalore materiale (un bene, un servizio) il tutto diventa più fumoso in special modo se entriamo nel mondo del collezionismo o terra terra nel mondo dell&#8217;usato.<br />
Avete mai notato che se volete comprare un bene usato quasi sempre questo costa più di quello che vi aspettavate e che se, viceversa, siete voi a venderlo il vostro prezzo viene regolarmente considerato troppo alto?<br />
Sappiamo bene che se ci affidiamo ad un intermediario questi ha diritto ad ottenere un giusto guadagno ma qualcuno a volte tende ad esagerare. Qualche esempio?<br />
Ricordo una signora che qualche anno fa, rimasta vedova, decise di vendere l&#8217;auto del marito. La portò ad un rivenditore che le fece tutto il discorsetto sulla crisi del mercato e della poco appetibilità di “quel” particolare modello d&#8217;automobile. La signora, sia pur perplessa, accettò la proposta.<br />
Il destino volle che l&#8217;auto venisse poi comprata da una nipote di questa signora che la riconobbe in occasione di un incontro tra le due donne. Dalla loro chiacchierata emerse che il venditore aveva venduto l&#8217;auto alla giovane ad un prezzo quasi doppio di quello che lo aveva pagato alla zia e dopo averle fatto un discorsetto diametralmente opposto a quello citato in precedenza, ovvero auto particolarmente richiesta in quel momento e praticamente introvabile!<br />
Vogliamo parlare di immobili? Che si voglia vendere o comprare casa il problema è sempre lo stesso, quelli fuori mercato siamo sempre noi.<br />
Un caso ,direi quasi divertente, è capitato ad un mio conoscente qualche anno fa quando il boom edilizio era al suo massimo “splendore”. L&#8217;uomo era proprietario di un appezzamento di terreno agricolo all&#8217;interno di una zona resa poi edificabile. Il valore del terreno chiaramente si alzò rendendolo un investimento interessante.<br />
Un giorno, senza che lui avesse mai detto in giro di voler vendere il terreno, si presentò alla sua porta un noto impresario edile che iniziò a declamare le potenzialità dello sviluppo edilizio nella zona. Tutto molto interessante, peccato che ad un certo punto l&#8217;impresario se ne uscì con l&#8217;infelice frase -“Non aspettarti che ti dia chissà quale cifra!!!”- . Ma come? Prima mi lusinghi o poi mi smonti? L&#8217;uomo invito l&#8217;impresario a togliersi dai piedi e non disturbarlo più&#8230;<br />
Questi sono due esempi “di peso” ma potremmo citare casi dove si parla di cifre irrisorie e comunque l&#8217;evolversi della storia rimarrebbe la stessa. Personalmente mi è capitato in passato di avere in casa oggetti semi nuovi e perfettamente funzionanti che non usavo più (una scopa elettrica, un effetto a pedale per chitarra, ecc&#8230;) e mi era balenata l&#8217;idea di metterli in vendita attraverso un negozio specializzato. Mi trovai davanti il solito commerciante con il suo discorsetto (rieccolo&#8230;) che non riuscii a scalfire neppure spiegandogli che a me bastava un guadagno minimo, praticamente simbolico, sopra il suo legittimo margine di guadagno.<br />
Non so&#8230;forse certe persone hanno in testa una poesia imparata a memoria  e da li non si schiodano e non capiscono.<br />
Morale: nel caso personale che ho citato alla fine decisi di regalare gli oggetti in questione. Soluzione che alla fine funziona sempre; non ci avrò guadagnato del denaro ma almeno ho ottenuto un bel grazie che vale molto di più di un euro quasi elemosinato da quelli del discorsetto.</p>
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		<title>Vi devo una spiegazione</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 16:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono diversi i motivi che in questi giorni mi stanno rendendo silenzioso. Tra questi, inutile girarci intorno, il problema alla mano che non si è chiuso con la sola lussazione come sembrava nelle scorse settimane. La cosa sembra andrà per le lunghe ma questo di sicuro non m&#8217;impedirà di tornare “in azione”, ho solo bisogno <a href='http://www.blumannaro.net/2012/05/vi-devo-una-spiegazione/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono diversi i motivi che in questi giorni mi stanno rendendo silenzioso.<br />
Tra questi, inutile girarci intorno, il problema alla mano che non si è chiuso con la sola lussazione come sembrava nelle scorse settimane. La cosa sembra andrà per le lunghe ma questo di sicuro non m&#8217;impedirà di tornare “in azione”, ho solo bisogno ancora di qualche giorno per riprendere possesso del mio tempo e poi via&#8230;. verso nuove avventure evitando le buche più dure [citazione]. <img src='http://www.blumannaro.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=':wink:' class='wp-smiley' /> <br />
E&#8217; scontato che non parlerò di ortopedici &amp; co. Brrrrr!!!!<br />
PS: Grazie per i vostri messaggi di questi giorni, li ho letti solo oggi, a quelli più dettagliati risponderò appena possibile. Ciao <img src='http://www.blumannaro.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Novant&#8217;anni per nonna Gina</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 15:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;aprile del 2008 pubblicavo un post dedicato ad un piatto povero della nostra tradizione, era anche l&#8217;occasione per parlare della mia nonna allora ottantottenne. A due anni di distanza riprendo il filo del discorso perché (matematica non mente) nonna Gina questo sabato ha raggiunto quota 90 anni ed abbiamo deciso di farle una festa come <a href='http://www.blumannaro.net/2012/04/novantanni-per-nonna-gina/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/04/nonna-gina.jpg" target="_blank"><img class="alignleft  wp-image-3872" title="Nonna Gina" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/04/nonna-gina-229x300.jpg" alt="" width="200" height="263" /></a>Nell&#8217;aprile del 2008 pubblicavo un post dedicato ad un <a title="Renga, scopeton e polenta" href="http://www.blumannaro.net/2010/04/renga-scopeton-e-polenta/" target="_blank">piatto povero</a> della nostra tradizione, era anche l&#8217;occasione per parlare della mia nonna allora ottantottenne. A due anni di distanza riprendo il filo del discorso perché (matematica non mente) nonna Gina questo sabato ha raggiunto quota 90 anni ed abbiamo deciso di farle una festa come si deve portandola fuori a pranzo in un bel ristorantino.<br />
I giorni che hanno preceduto la festa sono stati un po&#8217; tesi perché c&#8217;era la necessità di riuscire a mantener il segreto per farle la sorpresa ed allo stesso tempo c&#8217;era quella piccola apprensione legata ai suoi momenti di alti e bassi dovuti all&#8217;età.<br />
Incombeva sempre il rischio che sabato non la cogliessimo in un buon momento di forma mettendo a rischio lo svolgimento della festa.<br />
In questo siamo stati fortunati e la conferma del suo buon momento lo abbiamo avuto quando, giunti in ristorante, ha iniziato a sfornare alcune delle sue “sagaci” osservazioni, tipo: “Visto? Oggi è il giorno 14 e siamo 14 a tavola!”. (Incontestabile).<br />
Non mi voglio dilungare oltre in questa storia fatta di chiacchiere tra una portata e l&#8217;altra e aneddoti più o meno simpatici legati al passato. Ne cito solo uno che mi vede protagonista (ma si&#8230;distruggiamo definitivamente la mia reputazione).<br />
Si narra che un giorno di Natale di tanto tanto tanto tempo fa (avrò avuto tre anni) mia madre rincasando dal lavoro mi trovasse dormiente e russante sul divano.<br />
Mio zio, allora quattordicenne, raccontò che al termine del pranzo di Natale mi ero impossessato delle bottiglie semivuote di spumante e le avevo “ripulite” al grido di “Che bon! Che bon!”. Prima che riuscissero a fermarmi avevo bevuto spumante sufficiente a rendermi zigzagante per il corridoio ed in seguito crollare sul divano.<br />
Chissà..forse questa sbronza precoce spiega perché per anni sono stato praticamente astemio.<br />
Due note conclusive.<br />
La foto di presentazione mostra la prima apparizione pubblica del sottoscritto, accanto a me nonna Gina che non mi sta accarezzando ma reggendo in piedi.<br />
Aggiungo poi una nota di merito ai ragazzi de “<a title="Img da google maps" href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/04/LAltra-Mirandolina.jpg" target="_blank">L&#8217;Altra Mirandolina</a>” di Jesolo, un locale nato come pizzeria, dove si usa la pasta madre e prodotti base di ottima qualità, che di recente si è convertito anche alla cucina. I ragazzi arrivano da precedenti esperienze dove la buona cucina la faceva da padrona, quindi una scommessa vinta in partenza.<br />
Qui sotto un collage d&#8217;immagini&#8230;rubacchiate dal pranzo dove spiccano tartare di tonno, gamberoni, un buon risotto&#8230;.gnam!<br />
<a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/04/pranzo-laltra-mirandolina.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3873" title="Immagini del pranzo a &quot;L'Altra Mirandolina&quot;. [Via Verdi 47, Jesolo -VE]" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/04/pranzo-laltra-mirandolina-300x276.jpg" alt="" width="300" height="276" /></a></p>
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		<title>La lussazione innamorata</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 13:48:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi presento, il mio nome è Lussazione ma gli amici mi chiamano Lussi e vi voglio parlare del mio amore, quel gran figo del Caigo. Per anni l&#8217;ho inseguito, corteggiato, ma lui per ragioni che mi sono oscure mi ha sempre tenuta lontana da lui. Io però non mi sono mai arresa ed un giorno, <a href='http://www.blumannaro.net/2012/04/la-lussazione-innamorata/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/04/lussazione-dislocation.jpg" target="_blank"><img class="alignleft  wp-image-3857" title="Lussazione!" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/04/lussazione-dislocation-300x217.jpg" alt="" width="276" height="199" /></a>Mi presento, il mio nome è Lussazione ma gli amici mi chiamano Lussi e vi voglio parlare del mio amore, quel gran figo del Caigo.<br />
Per anni l&#8217;ho inseguito, corteggiato, ma lui per ragioni che mi sono oscure mi ha sempre tenuta lontana da lui. Io però non mi sono mai arresa ed un giorno, un meraviglioso giorno, finalmente è stato mio.<br />
Un attimo di distrazione, uno scivolone, le mani che cercano di frenare la caduta e BAMM!! ecco che riesco a rimescolargli le ossa quel tanto che basta per fargli capire che lo amo.<br />
Devo ammettere che sono stata un pelino scorretta ma sapete com&#8217;è in amore, si fanno anche delle piccole pazzie; io ad esempio, ho avuto l&#8217;accortezza di avvicinarmi a lui di domenica, in modo che, una volta giunto al pronto soccorso, gli operatori lo invitassero a tornare il mattino seguente quando avrebbe di sicuro trovato radiologo e ortopedico. Che bello! Ventiquattro ore tutto mio solo mio!<br />
Purtroppo il giorno dopo un ortopedico tanto cattivo mi ha presa ed allontanata dal mio amore sostituendomi con un volgare <a title="Vedi link" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Filo_di_Kirschner" target="_blank">filo di kirschner</a>. Maledetti! Perché hanno lasciato quello squallido filo con il mio Caigo per ben tre settimane? Quel posto era mio! Sigh!<br />
So che adesso hanno liberato il Caigo da fili e bendaggi ma quello che più mi fa male è sapere che gli hanno detto di stare attento perché nei prossimi giorni potrei tentare di tornare da lui.<br />
Ma come si permettono!? Cosa ne sanno LORO del vero amore! Perché tutta questa cattiveria? Io lo so che il mio Caigo mi ama, lui mi avrebbe tenuta con se per sempre ma è stato influenzato nelle sue decisioni da persone senza cuore.<br />
Caigo, ti amo, ti amo con tutte le mie forze.<br />
Se mi vuoi io sono qui, una sola parola e ti raggiungo.<br />
Kiss, baci baci, I Love You<br />
Tua per sempre<br />
Lussi</p>
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		<title>Piccolo infortunio</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 09:17:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un piccolo ma fastidioso infortunio m&#8217;impedisce d&#8217;usare in scioltezza il pc. Per un po&#8217; di tempo rimarrò lontano dal web. Fate i bravi in mia assenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un piccolo ma fastidioso infortunio m&#8217;impedisce d&#8217;usare in scioltezza il pc.<br />
Per un po&#8217; di tempo rimarrò lontano dal web. Fate i bravi in mia assenza. <img src='http://www.blumannaro.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=':wink:' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>La lunga marcia dei diversi</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 16:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per le strade di ogni città, di ogni paese si possono incontrare quelle persone che un tempo neppure tanto lontano venivano indicate con scarsissimo tatto come “gli scemi del villaggio”, i “diversi”. Sono persone con storie spesso molto diverse tra loro: ci sono casi di disabilità fisica o mentale, oppure traumi ed esperienze di vita <a href='http://www.blumannaro.net/2012/03/la-lunga-marcia-dei-diversi/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/03/marcia-dei-diversi.jpg" target="_blank"><img class="alignleft  wp-image-3838" title="marcia dei diversi" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/03/marcia-dei-diversi-300x216.jpg" alt="" width="270" height="194" /></a>Per le strade di ogni città, di ogni paese si possono incontrare quelle persone che un tempo neppure tanto lontano venivano indicate con scarsissimo tatto come “gli scemi del villaggio”, i “diversi”.<br />
Sono persone con storie spesso molto diverse tra loro: ci sono casi di disabilità fisica o mentale, oppure traumi ed esperienze di vita talmente scioccanti da bruciare il loro legame con il mondo reale. Raramente sono dei senza tetto, spesso vivono con la  famiglia d&#8217;origine  o in strutture pubbliche che si occupano di loro.<br />
Queste persone, che come ho premesso arrivano da situazioni molto diverse tra loro, sono unite da una caratteristica unica ed inconfondibile. Camminano sempre.<br />
Li puoi incontrare a qualunque ora, a volte anche nel pieno della notte, con il bel tempo ma anche al freddo o sotto la pioggia; li vedi avanzare a passo veloce, a volte arrancando, frenati ma non domati dai loro handicap.<br />
Mi sono sempre chiesto cosa li spinga a muoversi di continuo. Una reazione indotta dalle loro condizioni mentali? Oppure al contrario un modo “adrenalinico” di reagire al malessere? O più semplicemente una forma di fuga dalla noia?<br />
Noi “gente normale” se non abbiamo nulla da fare riusciamo anche a buttarci su un divano e lobotomizzarci con la televisione, loro forse no, il focolare elettronico non gli fa effetto e scappano verso la libertà.<br />
Non ho una risposta scientifica a tutto questo, se qualcuno potesse illuminarmi sul tema mi farebbe un immenso piacere.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Quattro storie</span>.<br />
Federico B. Quand&#8217;era bambino venne investito da un&#8217;auto mentre rincorreva il pallone finito in mezzo alla strada. Rimase leso nel fisico e parzialmente nell&#8217;uso della parola. Mentalmente era scostante ma una volta conosciuto se ne capiva ed apprezzava l&#8217;intelligenza. E recentemente e tragicamente scomparso investito da un autobus.<br />
La “Matta Z&#8230;”. Schiva e scontrosa. Capace di fermarsi lungo il marciapiede per urinare fregandosene della gente che gli passa accanto. A volte entra nei locali e si piazza davanti al bancone con lo sguardo fisso nel vuoto ripetendo “dammi una sigaretta, dammi una sigaretta,&#8230;” oppure “dammi un gelato, dammi un gelato&#8230;” fin quando non viene accontentata.<br />
“Retromarcia”. Schivo e taciturno. Non conosco il suo vero nome. Il soprannome gli è stato dato perché mentre cammina con la mano destra ripete continuamente un movimento che ricorda l&#8217;inserire la retromarcia di un&#8217;automobile.<br />
<del>Paolo</del> Luca (lapsus). E&#8217; il più socievole di tutti e spesso si avvicina alle persone inserendosi nel loro chiacchierare. I suoi ragionamenti sono spesso confusi ed in genere portano ad una domanda conclusiva (sempre la stessa) alla quale nessuno è in grado di rispondere perché non se ne capisce lo scopo. “Ma si fa peccato ad andare a letto con la moglie del padrone?&#8221;. [Mistero].<br />
E voi? Avete delle storie simili?</p>
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		<title>Aboliremo la proprietà intellettuale?</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 13:46:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
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		<description><![CDATA[Sul sito LA STAMPA.it e possibile guardare una breve video-intervista all&#8217;economista Michele Boldrin in occasione della presentazione del libro “Abolire la proprietà intellettuale”. Si parla di giornalismo, blog, progresso (esempi come il passaggio dalla candela alla lampadina) e si cita pure il “prezzemolino” Berlusconi. Possiamo  condividere o meno il pensiero di Boldrin [ scheda su <a href='http://www.blumannaro.net/2012/03/aboliremo-la-proprieta-intellettuale/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/03/M.-Boldrin.jpg" target="_blank"><img class="alignleft  wp-image-3828" title="Michele Boldrin" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/03/M.-Boldrin.jpg" alt="" width="97" height="128" /></a>Sul sito LA STAMPA.it e possibile guardare una breve video-intervista all&#8217;economista <a title="Sito di Michele Boldrin" href="http://www.micheleboldrin.com/" target="_blank">Michele Boldrin</a> in occasione della presentazione del libro “Abolire la proprietà intellettuale”.<br />
Si parla di giornalismo, blog, progresso (esempi come il passaggio dalla candela alla lampadina) e si cita pure il “prezzemolino” Berlusconi.<br />
Possiamo  condividere o meno il pensiero di Boldrin [ scheda su <a title="Apri Scheda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Boldrin" target="_blank">Wikipedia</a>] ma di sicuro questi 4 minuti di video offrono un buon materiale su cui riflettere.<br />
<a title="Video da lastampa.it" href="http://multimedia.lastampa.it/multimedia/scienze-e-tecnologie/lstp/123626/" target="_blank"><strong>Link al Video</strong>.</a></p>
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		<title>Furto con destrezza al supermercato</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 16:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pillole]]></category>
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		<description><![CDATA[Tra poco ti ruberanno anche le mutande che indossi mentre stai guardando il prezzo delle zucchine! Oggi al supermercato sono stato derubato della moneta che uso (usavo) per il carrello della spesa. Un lestofante ha approfittato dell&#8217;unico momento in cui mi sono allontanato dal carrello per fare due chiacchiere con una commessa del supermercato fuori <a href='http://www.blumannaro.net/2012/02/furto-con-destrezza-al-supermercato/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra poco ti ruberanno anche le mutande che indossi mentre stai guardando il prezzo delle zucchine!<br />
Oggi al supermercato sono stato derubato della moneta che uso (usavo) per il carrello della spesa. Un lestofante ha approfittato dell&#8217;unico momento in cui mi sono allontanato dal carrello per fare due chiacchiere con una commessa del supermercato fuori servizio, pure lei intenta a fare la spesa.<br />
Detto lestofante ha sostituito la moneta con una volgarissima rondella, moneta che però non era il solito euro ma una “vecchia” 500 lire che conservavo unicamente per uso-carrello. Posso quindi dire che il furto non ha ferito le mie finanze&#8230;ma il mio orgoglio, quello, un pochettino si.<br />
Nell&#8217;immagine (di scarsa qualità) il corpo del reato.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/02/rondella.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter  wp-image-3821" title="rondella" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/02/rondella.jpg" alt="" width="181" height="166" /></a></p>
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		<title>Venezia, carnevale e la peste</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 16:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caigo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono molte le maschere di carnevale ad avere un aspetto sinistro. Già la parola stessa, maschera, ha origini poco allegre; màsca, masc, sono termini del periodo medioevale che stavano ad indicare streghe e stregoni o anche fantasma in epoche più remote. Nell&#8217;evolversi del significato non si può escludere l&#8217;influenza Araba con i verbi burlare o <a href='http://www.blumannaro.net/2012/02/venezia-carnevale-e-la-peste/' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/02/medico-della-peste.jpg" target="_blank"><img class="alignleft  wp-image-3810" title="medico della peste" src="http://www.blumannaro.net/wp-content/uploads/2012/02/medico-della-peste-291x300.jpg" alt="" width="227" height="234" /></a>Sono molte le maschere di carnevale ad avere un aspetto sinistro.<br />
Già la parola stessa, maschera, ha origini poco allegre; màsca, masc, sono termini del periodo medioevale che stavano ad indicare streghe e stregoni o anche fantasma in epoche più remote.<br />
Nell&#8217;evolversi del significato non si può escludere l&#8217;influenza Araba con i verbi burlare o deridere ma qualunque sia la vera origine della parola ne resta comunque il significato per niente allegro, nonostante si accosti l&#8217;uso della maschera quasi sempre ad un ambito festoso.<br />
Tra tutte le maschere che conosco una in particolare mi ha sempre inquietato. La figura di un uomo avvolto da un mantello nero, un ampio cappello sulla testa ed il viso celato da una grottesca maschera dove spicca un vistoso becco d&#8217;uccello. Si tratta del “medico della peste” e non è una maschera nata dalla fantasia popolare ma una vera e propria uniforme che i medici Veneziani indossavano quando la peste mise in ginocchio la città.<br />
All&#8217;epoca la medicina si muoveva ancora a cavallo tra superstizione, intuizioni e spiragli di scienza. La peste era vista come un male portato dagli spiriti se non addirittura come “castigo di Dio” e per questo veniva affrontata indossando un abito “pauroso”. L&#8217;unico debole aggancio scientifico stava nel vistoso becco della maschera (pensata dal medico Francese Charles de Lorme) che conteneva delle erbe medicamentose, utili a contenere le esalazioni malsane dei corpi in putrefazione ma dalle opinabili proprietà protettive dal contagio; a questo dava maggiori garanzie di successo la bacchetta che il medico della peste usava per scostare le vesti dei malati senza toccarli.<br />
Passati gli anni terribili del morbo l&#8217;uniforme si trasformò in maschera vera e propria diventando uno dei tanti ingredienti del carnevale Veneziano. Non sappiamo se questo sia dovuto al suo aspetto grottesco o sia stata una scelta per esorcizzare il dolore del passato, difficile dirlo, certo è che oggi non tutti conoscono le origini di questa tragica maschera (possiamo veramente dirlo).<br />
Chissà se, e quante, maschere che vorrebbero divertirci nei giorni di carnevale hanno un passato altrettanto triste&#8230;<br />
<span style="font-size: xx-small; color: #808080;">Immagine: Elaborazione di un acquerello di Giovanni Grevenbroch</span></p>
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