Quando si parla di crisi economica una delle prime parole che ci vengono in mente è “speculazione” intesa come causa scatenante del problema.
Ma la speculazione sa anche trasformarsi, o meglio, spostarsi dall’origine della crisi al suo cuore e cogliere ogni possibile forma di guadagno.
Un esempio lo possiamo trovare nei mercati all’ingrosso del pesce dove vagonate di pesce d’allevamento come orate e spigole arrivano a prezzi decisamente sotto costo, anche 1 euro al chilo!
Com’è possibile? Semplice. Arrivano dalla Grecia, un paese dove già in passato il pesce veniva allevato in modo super intensivo con buona pace della consistenza delle carni, del sapore e di un apporto almeno decente di omega 3.
Oggi, pur di sopravvivere, gli itticoltori Greci svendono i loro prodotti, per la gioia degli intermediari del settore ma non certo dei consumatori nostrani che trovano il pesce ad un prezzo sicuramente non proporzionato.
Ne fanno le spese anche gli Itticoltori Italiani che, non forzando i tempi di crescita del pesce, non sono in grado di competere sul prezzo e devono puntare tutto sulla qualità. Il problema per noi consumatori, nonostante regole di tracciabilità sempre più rigide, è che resta difficile distinguere il pesce Italiano da quello Greco, tanto più che difficilmente si trovano i due prodotti venduti fianco a fianco dove il semplice prezzo (anche il 50% in più per l’Italiano) darebbe una prima indicazione.
Ad essere “cattivi” si può anche arrivare a pensare che delle orate Greche ci vengano spacciate per Italiane. Facciamo il sacrificio di spendere qualche euruccio in più con la speranza di guadagnarci in qualità, mai poi? Soltanto la padella sarà in grado di dirci se abbiano fatto un buon affare.
Il web ha indubbiamente un grande potere; un potere “buono” che permette a tutti di comunicare, informarsi, divertirsi e, perché no, anche crescere.
Ma, come diceva lo zio di Spider-Man, “da un grande potere derivano grandi responsabilità”, e questo nel web spesso viene sottovalutato.
Truffe, inganni e possibili incontri pericolosi sono una minaccia continua per un sacco di persone troppo vulnerabili al fascino delle informazioni trasmesse dai loro monitor, per non parlare poi del pericolo manipolazione: quand’ero bambino ricordo d’aver spesso sentito la frase “se lo ha detto la televisione allora è vero”, oggi questa forma di fiducia si è trasferita in rete dove, allegri burloni, ma anche abili manipolatori, possono influenzare i nostri giudizi inducendoci a vedere minacce dove forse non ci sono o, al contrario, farci sottovalutare reali problematiche.
Un altro aspetto del potere, della “forza” (ecco perché ho inserito il faccione di Dart Fener nell’immagine di presentazione
) che stuzzica la mia fantasia è quello economico: che fine ha fatto la concorrenza? Pensiamo a Google, nato come motore di ricerca, oggi, dopo aver sbaragliato la concorrenza, ci mette a disposizione un sacco di strumenti che noi tutti usiamo ogni giorno senza farci tante domande.
Io stesso oltre al motore di ricerca con tutti i suoi derivati (news, video, ecc…) utilizzo Blogger per una paio di blog e Documenti per avere a portata di mano le mie tabelle ovunque mi trovi o anche solo per scrivere le bozze dei post che poi pubblico in questo blog.
Google, inoltre, non si è fermato ai soli strumenti “virtuali” (non vi elenco gli altri) ma negli ultimi tempi è approdato a cose più “solide” come il sistema operativo Android e al mondo dei cellulari con Motorola Mobility. Tutto questo con grande soddisfazione dei suoi azionisti e di gran parte degli utilizzatori dei suoi servizi e sopratutto, senza particolari contestazioni. Un trattamento di favore non diverso da quello riservato ad Apple, azienda dai prodotti ambiti/amati da molti che, non va dimenticato, fa del “monopolio” la sua ragione d’esistere. Curiosamente la stessa indulgenza non è stata riservata in passato al mondo Microsoft, criticato fin quasi all’odio per il suo potere.
Non solo a Google stiamo dando tutto noi stessi, dai dati sensibili al nostro tempo, lo stesso trattamento lo stiamo riservando a Facebook dove le cose però potrebbero prendere una strada ben diversa.
Mi spiego: Google, che sottolineo, non intendo criticare per i suoi servizi, piuttosto lamento l’apatia della concorrenza, ha dimostrato di saper diversificare entrando nelle nuove attività sempre da protagonista, e questo è fondamentale per un’azienda perché non va dimenticato, Google è un’azienda.
Anche Facebook è un’azienda e pare intenzionata a quotarsi in borsa nel 2012. Bene, potremmo dire, ma quali scenari ne potrebbero uscire? Facebook ha un grande potere nel web (il tema del post) ma al momento non sembra voler andare oltre il ruolo che l’ha reso famoso in rete. In questo non ci sarebbe niente di male se non fosse che altre aziende (esempio MySpace) si sono pesantemente ridimensionate dopo un avvio brillante.
Proviamo ad immaginare: per Facebook si stima un valore vicino ai 100 miliardi di dollari, una cifra in grado di mettere in ridicolo tutte le finanziarie che ci fanno lacrimare nel nostro paese di questi tempi.
Pensate all’impatto che potrebbe avere avere nei mercati questo tsunami di denaro (virtuale?) in un periodo delicato come quello che stiamo attraversando.
Il cielo ci salvi dagli speculatori e bagni di saggezza la testa dei gestori di Facebook.
Se la risposta è no non è il caso di preoccuparsi, tra circa un mese in occasione del primo anniversario degli scontri di Rosarno Porta a Porta, Matrix e tutte le altre trasmissioni televisive del blabla para-politichese saranno “ben liete” di rinfrescarci la memoria con qualche puntata speciale sull’argomento.
Per chi non ricorda riassumo la storia: il 7 Gennaio 2010 a Rosarno (Prov. Di Reggio Calabria) tre immigrati di origine Africana vennero aggrediti e feriti da alcuni sconosciuti mentre rientravano dal lavoro nei campi. Il fatto innescò una serie di scontri tra immigrati, Rosarnesi e forze dell’ordine che durò alcuni giorni causando il ferimento di oltre 50 persone e danni pesanti a negozi ed automobili.La situazione si “normalizzò” solo dopo che diverse centinaia di immigrati vennero presi e trasferiti in alcuni CPT (centri di permanenza temporanea).
Della cosa s’interessò la Magistratura ritenendo che dietro agli scontri ci potesse essere la mano della ‘ndrangheta. Il mondo politico si divise come al solito in due:”falchi e colombe”, e si perdettero in giorni di sterili chiacchiere mentre dall’estero arrivarono pesanti critiche da ogni luogo, anche dall’ONU che mise in discussione il ruolo dell’Italia in tema di diritti umani e politiche d’integrazione.
Anche il mondo dei blog affrontò il tema per diversi giorni diventando “specchio” delle discussioni che si vedevano su giornali e televisioni.
Io decisi di non scrivere nulla a riguardo (anche se la tentazione era forte), mi limitai a leggere post e commenti all’interno dei blog che frequento normalmente (e non solo) senza però lasciare traccia del mio pensiero (forse l’ho fatto in un caso ma non sono sicuro..i miei neuroni a volte vacillano). Di quei giorni ricordo le polemiche, le liti, le discussioni dove tutti ascoltano solo la loro voce sbattendosene altamente del pensiero degli altri e poi ricordo una frase…. un piccolo frammento di storia passato quasi in sordina nel minestrone mediatico di quei giorni.
Ricordo in televisione uno di quei fastidiosissimi…”giornalisti”
che vanno in mezzo alla gente a fare domande idiote tipo: “Cosa ne pensa?” o “Come si sente?” a persone che magari sono distrutte dal dolore per la morte violenta di un loro caro. Comunque, in quell’occasione, questo genio della stampa stava girando tra la gente di Rosarno e ad un certo punto un uomo (evidentemente un agricoltore) gli disse:-”Se le arance me le pagano meno di 6 centesimi al chilo io le lascio marcire sull’albero!”- .
Nessuno commentò questa frase. Frase che mi rimase impressa nella mente e che mi spinse a voler approfondire l’argomento. Ho così scoperto che a raccogliere arance si viene pagati 8 centesimi al chilo, ovvio che se il “mercato” le paga 6 centesimi non c’è ragione di raccoglierle, tanto più che gli aiuti comunitari all’agrumicoltura prevedono un sussidio di circa 1000 euro a ettaro.Ora: io forse sarò una mente semplice, ma se queste arance pagate dall’Unione Europea o a “mercato” per una manciata di centesimi io lo scorso Gennaio le ho pagate 1,60 euro al chilo forse….forse il “nemico” sta proprio li. Le battaglie tra forze dell’ordine, immigrati e rosarnesi, le discussioni su etica, morale, tolleranza e legalità che ci hanno fatto litigare inutilmente sono tutte figlie di un sistema ha permesso lo svilupparsi di una forbice troppo ampia tra il prezzo dei beni alla produzione e quello al consumo.
Nel mezzo una minoranza di soggetti che iper-guadagna e/o spreca. Possibile, ma come ho detto: io ho una mente semplice.