apr 192013
 

Il figlio si rivolge al padre.
«Papà devo dirti una cosa… sono gay».
Il padre rimane qualche istante in silenzio e poi chiede:
«Ma tu ce l’hai una porsche?».
«No!».
«Ma tu ce l’hai la barca a vela?».
«No!».
Ma tu ce l’hai la villa con piscina?».
«No!».
«E allora tu non sei gay, sei recchione!».
Dopo che ci hanno raccontato questa non-finissima barzelletta le uniche parole che ci sono uscite sono state.
«Pensa. I pregiudizi e le discriminazioni si evolvono parallelamente alla società ma un punto rimane fermo ed inamovibile.
Il denaro».

mar 112013
 

500 lireFebbraio 2012. Il sottoscritto, mentre svolgeva attività atta a fornire derrate alimentari (faceva la spesa la supermercato) subiva il furto con destrezza di moneta fuori corso conosciuta come Lire 500.
Costernato, il sottoscritto ne dava notizia in queste pagine. Ricordate?
Oggi, dopo oltre un anno, un animo gentile ha in parte chiuso quella ferita regalandomi ben due monete da 500 lire! Un po’ malconce ma comunque brillanti e gradite.
Le piccoline hanno rivisto la luce (nel vero senso della parola) dopo tanti anni grazie ad un intervento di manutenzione/pulizia davanti ad una farmacia. Queste monete, insieme a tante altre loro “sorelle” si trovavano dentro un grigliato posto sotto una vecchia bilancia pesapersone.
Mi chiedo quante persone avranno imprecato davanti a quella bilancia dopo aver fatto cadere i loro soldi ed essersi reso conto di non poterli recuperare.

gen 282013
 

È tutto un equivoco! Chissà quante volte avrete sentito pronunciare queste parole, magari le avrete dette pure voi trovandovi di fronte ad una situazione imbarazzante.
Non c’è niente da fare, se il “fato” ha deciso di disegnare intorno a voi una storia improbabile lo farà e dovrete sudare le classiche sette camicie per venirne fuori.
Un esempio, diciamo simpatico, ci arriva dal mondo del cinema, in particolare da una vecchia intervista a Luciano de Crescenzo ed un aneddoto legato alla sua attività di regista. Parliamo di un film del 1988: 32 Dicembre.
Durante le riprese di una scena all’interno di un piccolo parco il tecnico delle luci suggerì di accendere un fuoco in modo che il fumo desse un “tocco particolare” alle immagini. Così un attrezzista venne fatto scendere in un fossato con l’incarico di accendere e tenere ravvivato il piccolo fuoco.
Cosa più unica che rara la ripresa riuscì al primo ciak e la troupe, raccolta tutta l’attrezzatura, lasciò il parco…dimenticando l’attrezzista dentro il fossato!
Fatalità questo fossato confinava con un manicomio dal quale, alcuni minuti dopo, si affacciarono un paio d’infermieri.
«Giovanotto. Cosa sta facendo?»
«Shhh!!! Parlate piano che stanno facendo le riprese!» Rispose l’attrezzista.
I due infermieri alzarono lo sguardo per vedere di cosa stesse parlando l’uomo. Nulla, solo alberi e questo tipo nel fossato intento ad alimentare il fuoco.
«Senta, di quali riprese sta parlando?»
«Del film! E di cos’altro!?» Rispose stizzito l’attrezzista.
«E ci dica. Qual è il titolo del film?»
«32 Dicembre!».
A quel punto l’attrezzista venne prelevato e portato all’interno della struttura dove solo dopo diverse ore ed alcune telefonate l’equivoco venne finalmente chiarito.
Qui sotto un breve estratto da film. Non ho trovato la scena del parco.
Peccato.