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Si tratta di uno dei più celebri e discussi romanzi di scienze fiction. Scritto nell’ormai lontano 1898 da Herbert G. Wells il libro ha saputo far parlare ancora di se grazie alla leggendaria versione radiofonica del 1938 ad opera di Orson Welles e i due film: il primo del 1953 diretto da Byron Haskin, il secondo del 2005 diretto da Steven Spielberg.
Ogni versione della storia rispecchia nel suo narrare le paure più opprimenti dell’epoca.
Nel romanzo originale la “vittima “ è una Londra che rispecchia i timori del primo novecento, in particolare quelle pressione del Kaiser che sfoceranno poi drammaticamente nella prima guerra mondiale.
Nel ’38 la versione radiofonica colpì gli americani nella loro culla d’ingenuità; molti pensarono veramente ad una invasione aliena del New Jersey e vi furono reali scene di panico e fughe di massa. Tale fu il ricordo dell’episodio che quando qualche anno dopo le trasmissioni radiofoniche vennero interrotte per annunciare che Pearl Harbour era stata distrutta dai giapponesi, molti americani che avevano ascoltato la trasmissione di Welles lo considerarono uno scherzo di cattivo gusto.

Quella che segue è una trascrizione dei primi minuti dello sceneggiato radiofonico:

(Siamo in onda)
Annunciatore: “Dalla Meridian Room dell’Hotel Park Plaza, di New York, vi trasmettiamo un programma musicale di Ramon Raquello e la sua orchestra. Ramom Raquello inizia con la ‘Comparsita’!”
(Si odono le prime note del motivo)
Annunciatore: “Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità. Dall’Osservatorio di Princeton il professor Pierson ha confermato le osservazioni di Farrell e ha descritto il fenomeno come qualcosa di simile a fiammate azzurre sparate da un cannone.
Torniamo ora alla musica di Ramon Raquello che suona per voi nella Meridian Room, dell’Hotel Park Plaza di New York”.
(Riprende il motivo musicale che termina dopo qualche minuto… rumore di applausi)
Annunciatore: “Ora un pezzo che incontra sempre il favore del pubblico, la popolarissima ‘Polvere di stelle’ eseguita da Ramon Raquello e la sua orchestra…”
(Musica)
Annunciatore: “Signore e signori, a seguito delle notizie riferite nel bollettino trasmesso pochi minuti fa, l’Ufficio Meteorologico Governativo ha pregato i maggiori Osservatori della nazione di seguire attentamente qualsiasi altro disturbo che si verifichi sul pianeta Marte. L’insolita natura di questi fenomeni ci ha indotti a richiedere il parere di un noto astronomo, il professor Pierson, dal quale ci attendiamo delle delucidazioni. Fra qualche minuto saremo collegati con l’Osservatorio Astronomico di Princeton, New Jersey. In attesa dell’intervista, riprendiamo la musica di Ramon Raquello e la sua orchestra”.
(Musica)
Annunciatore: “È pronto il collegamento con l’Osservatorio di Princeton, dove il nostro cronista Carl Phillips intervisterà per voi l’astronomo Richard Pierson. Ci trasferiamo dunque a Princeton, nel New Jersey”.

(Rumori confusi. Voci echeggianti)
Phillips: “Buonasera, signore e signori. È Carl Phillips che vi parla dall’Osservatorio di Princeton…”
Nel più assoluto verismo segue un’intervista con il professor Pierson sul pianeta Marte e i fenomeni segnalati sulla sua superficie. Poi viene data lettura di un messaggio pervenuto all’Osservatorio di Princeton.
Phillips: “Signore e signori, vorrei leggervi un telegramma indirizzato al professor Pierson dal dottor Gray, del Museo di Storia Naturale di New York. Il testo dice: “Ore 21:15, ora standard delle regioni orientali. I sismografi hanno registrato una scossa di forte intensità verificatasi in un raggio di 20 miglia da Princeton. Per favore, investigate. Firmato: Lloyd Gray, capo della Divisione Astronomica…”.
Ultimata l’intervista, lo studio di New York dà lettura di un bollettino speciale secondo cui, alle 20:50 circa, un oggetto fiammeggiante di grandi dimensioni, ritenuto un meteorite, è precipitato in una fattoria nei pressi di Grovers Mill, New Jersey:
Annunciatore: “Abbiamo subito inviato una speciale unità mobile e il nostro cronista, Carl Phillips, appena giunto sul posto, vi darà una completa descrizione del meteorite di Grovers Mill…”
Interrompendo il successivo programma musicale di Bobby Millette e la sua orchestra dall’Hotel Martinet di Brooklyn, l’annunciatore passa nuovamente la parola a Carl Phillips:
“Signore e signori è di nuovo Carl Phillips che vi parla dalla fattoria Wilmuth a Grovers Mill. Il professor Pierson ed io abbiamo percorso le 11 miglia da Princeton in dieci minuti. Bene, non… non so come cominciare per darvi una descrizione completa della strana scena che ho davanti agli occhi, qualcosa che assomiglia a una versione moderna delle ‘Mille e una notte’. Bene, sono appena arrivato. Non ho ancora potuto guardarmi intorno. Scommetto che è quello. Sì, penso che sia proprio quella la… cosa. Si trova proprio davanti a me, mezza sepolta in un’ampia fossa. Deve avere impattato con una forza tremenda. Il terreno è coperto di frammenti di un albero che l’oggetto ha investito toccando terra. Ciò che posso vedere dell’… oggetto non assomiglia molto a un meteorite, o almeno ai meteoriti che ho visto prima d’ora. Sembra piuttosto un grosso cilindro…”.
Seguono un’intervista con il proprietario della fattoria e quindi alcune domande al professor Pierson a proposito dello strano ronzio che sembra provenire dall’oggetto. Poi:
“Un momento! Sta accadendo qualcosa! Signori e signore, è terrificante! L’estremità dell’oggetto comincia a muoversi! La sommità ha cominciato a ruotare come se fosse avvitata! La cosa deve essere vuota all’interno!”
(Voci) “Si muove!” “Guardate, si svita, si svita, dannazione!” “State indietro, là! State indietro! Lo ripeto!” “Può darsi che ci siano degli uomini che vogliono scendere!” “È rovente, sarebbero ridotti in cenere!” “State indietro, laggiù! Tenete indietro quegli idioti!”
(Improvvisamente si ode il rumore di un grosso pezzo di metallo che cade)
Voci: “Si è svitata! La cima è caduta!” “Guardate là! State indietro!”
Phillips: “Signore e signori, è la cosa più terribile alla quale abbia mai assistito… Aspettate un momento! Qualcuno sta cercando di affacciarsi alla sommità… Qualcuno… o qualcosa. Nell’oscurità vedo scintillare due dischi luminosi… sono occhi? Potrebbe essere un volto. Potrebbe essere…”.
(Urlo di terrore della folla)
“Buon Dio, dall’ombra sta uscendo qualcosa di grigio che si contorce come un serpente. Eccone un altro e un altro ancora. Sembrano tentacoli. Ecco, ora posso vedere il corpo intero. È grande come un orso e luccica come cuoio umido. Ma il muso! È… indescrivibile. Devo farmi forza per riuscire a guardarlo. Gli occhi sono neri e brillano come quelli di un serpente. La bocca è a forma di V e della bava cade dalle labbra senza forma che sembrano tremare e pulsare. Il mostro, o quello che è, si muove a fatica. Sembra appesantito… forse la gravità o qualcos’altro. La cosa si solleva. La folla indietreggia. Hanno visto abbastanza. È un’esperienza straordinaria. Non riesco a trovare le parole… porto il microfono con me mentre parlo… Devo sospendere la trasmissione finché non avrò trovato un nuovo posto di osservazione. Restate in ascolto, per favore, riprenderò fra un minuto…”
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lo sceneggiato continua con un crescendo di tensione e tanto di intervento del “Ministro dell’Interno”.

Il film del ’53 pur rispecchiando una continuità della versione precedente si segnala per l’impatto della paura nucleare (siamo in piena guerra fredda) ed ovviamente per gli effetti speciali che per la prima volta, fanno la differenza in un film di fantascienza

Breve riassunto del film:

Un meteorite cade nei pressi di una piccola comunità. Un gruppo di cittadini si reca sul luogo dell’impatto per investigare; fra loro sono lo scienziato Clayton Forrester, la giovane Sylvia Van Buren e suo zio, il pastore Matthew Collins. Quando la folla si é diradata, dalla sommità del meteorite emerge un tentacolo metallico sormontato da una sfera luminescente. Gli uomini lasciati di guardia si avvicinano sventolando una bandiera bianca in segno di pace, ma vengono disintegrati da un raggio mortale. Forrester scopre che la meteora nasconde una nave spaziale e che la terra sta per subire una invasione. Il generale Mann informa lo scienziato che altre meteore simili stanno cadendo in diverse parti del mondo. Le astronavi Marziane calano sulle città distruggendo tutto quello che incontrano, esse, protette da un campo di forza che respinge ogni tipo di attacco, anche nucleare, sembrano essere indistruttibili. I Marziani invadono Los Angeles, la popolazione fugge in preda al terrore, poi, improvvisamente, mentre le navi si preparano all’attacco finale, uno dei veicoli barcolla e si abbatte contro un edificio…in tutto il mondo le astronavi aliene subiscono la stessa sorte. I Marziani sono morti, vittime di quei germi patogeni da cui, millenni di evoluzione, ci hanno resi immuni.

La versione di Spielberg (2005) è quella che più fa discutere.
Sicuramente a noi uomini del nuovo millennio fa strano che questi alieni super tecnologici, che hanno attraversato spazi siderali alla fine si facciano fregare da un banale raffreddore come nelle versioni precedenti.
Al di la di questo l’opera di Spielberg è apprezzabile per per il buon uso degli effetti speciali. Si noti che l’alieno “Tripode” rispecchia maggiormente la versione originale del romanzo. Nella versione cinematografica del ’53 si ripiegò alla versione “disco volante” unicamente per limiti di realizzazione.
Interessante anche l’idea di raccontare la storia non dal punto di vista di scienziati e militari come in origine ma da quella di un normale padre di famiglia che tenta in tutti i modi di portare in salvo i propri figli. E qui possiamo dire che la paura citata è quella legata al più recente fenomeno del terrorismo

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Ormai è quasi fatta, la rivoluzione in atto su RadioRai per il 2010 vedrà scomparire alcuni programmi storici tra cui Sumo (Giovanna Zucconi), L’altro Lato (Federico Taddia) e Condor (Luca Sofri-Matteo Bordone). La chiusura di quest’ultimo programma in particolare ha scatenato un vespaio con tanto di gruppo-facebook a lanciare appelli di grazie a destra e a manca. Devo dire che anche a me dispiace per la chiusura di questo programma radiofonico, non posso certo nascondere le mia simpatie a riguardo visto che il link di Condor è presente nel mio blogroll da sempre. Non mi rammarica la chiusura del programma in senso stretto perché sono consapevole che nulla è eterno ed è anche giusto “cambiare aria” di tanto in tanto. Per chi ama questo format radiofonico ci saranno sicuramente delle valide alternative in futuro come c’erano in passato; vorrei ricordare che prima di Condor Radio Due trasmetteva sempre in quella fascia oraria un programma dal titolo Atlantis (Lorenzo Scoles) molto simile al programma attuale. La chiusura di Atlantis mi sorprese e deluse più dell’attuale chiusura di Condor anche perché il primo periodo condotto dal solo Sofri non mi convinceva molto, forse la causa era la mia “affezione” al vecchio “stile” di Scoles…può essere. Poi piano piano il programma ha cominciato ad intrigarmi maggiormente e l’arrivo in seguito di Bordone (con due conduttori un programma radio è più fluido) me lo ha reso definitivamente più…simpatico (e diciamolo!). Le cose che mi rendono perplesso di tutta questa storia di chiusure e modifiche di palinsesti sono la motivazione, le critiche e le “alternative”.

Motivazioni. Calo degli ascolti, necessità di conquistare/riconquistare il pubblico, costi. Critiche. Atteggiamenti e posizioni troppo da “sinistra intellettuale” con temi che non interessano a nessuno. Alternative. Un “bel” reality radiofonico dove dieci donne parlano e sparlano di loro…. :shock: Come dire: non bastava la televisione per rimbambirci i pomeriggi, esportiamo la formula anche in radio, così non ci scappa nessuno. Annamo bene! :roll:

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Estratto dal programma radiofonico Condor corredato da alcune immagine trovate in rete.

Immagine anteprima YouTube

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(Il Post che segue ovviamente è stato scritto in piena campagna elettorale….ricordate?)

Si sta chiudendo una settimana memorabile! La settimana degli ubriachi, dei delinquenti, ma soprattutto dei Coglioni! Lo scrivo con lettera maiuscola poiché il termine è stato finalmente sdoganato dalle più alte cariche istituzionali e senza ombra di dubbio merita tutto il rispetto del caso. Esemplare è stato il caso della trasmissione radiofonica Viva Radio Due (Baldini- Fiorello) dove in circa due minuti sono stati riassunti tutti i titoli dei vari telegiornali nazionali pregni della “notizia”. Altra chicca radiofonica che merita menzione è il venerdì pomeriggio di Radio24. Alla domanda “Avete compreso i programmi esposti dai partiti in questi giorni?” il programma e stato invaso da telefonate e sms dai contenuti che così brevemente riassumo: – Non ho capito niente. – Votavo sempre x, ora voterò y – campagna elettorale troppo volgare….- . Devo convenire che queste ultime votazioni rappresentano sicuramente una svolta nel modo di condurre una campagna elettorale. Com’era spiegato su Radio24 i partiti sanno benissimo quale sia la tendenza del voto degli elettori, questo grazie ai celebri (e segretissimi) sondaggi in loro possesso. E’ ovvio che la necessita di ribaltare o confermare una tendenza del voto obbliga i contendenti a battere giù duro con l’intento di lasciare nella testa della gente l’immagine più incisiva. Tutto questo in una forma di tentativo di scopiazzatura del sistema Americano. Peccato che il sistema Americano che tutti bramano non sia proprio così; la volgarità, le offese dirette, i tiri mancini non vengono MAI mossi dai leaders politici. E’ obbligo che il candidato assuma il ruolo più asettico possibile per ben figurare con l’opinione pubblica. Questo ovviamente non significa che non si usino i colpi bassi e a sorpresa, ci mancherebbe! Solamente che queste manovre sono affidate alla piccola manovalanza politica e vari sostenitori. Se ricordate anche nelle recenti campagne elettorali usa non sono mancati attacchi personali ai candidati con riferimenti ad ubriacature, scarso patriottismo, ecc…mai però queste parole sono uscite dalla bocca dei diretti contendenti.I nostri politici ovviamente hanno risolto la cosa “all’italiana”, un po’ di qua…un po’ di là. Mi chiedo solamente se questa sia la strada giusta. Li vogliamo veramente così, qualunque colore essi rappresentino?

(immagine da: nakedboychronicles.blogspot.com

Questo articolo è tratto dalla prima versione del blog chiuso nei primi mesi del 2006

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