Quaranta giorno dopo Pasqua la tradizione Cristiana celebra l’Ascensione, ovvero la salita di Gesù al cielo dopo la sua resurrezione. Per la città di Venezia questa festa assume un doppio significato; oltre a quello strettamente religioso si somma anche quello storico legato agli anni d’oro della Serenissima: il tutto prende il nome di “Festa della Sensa”.

La storia avrebbe inizio nell’anno 1000 proprio il giorno dell’Ascensione (in quell’occasione il 9 maggio) quando il Doge Pietro Orseolo II soccorse con la sua flotta la popolazione della Dalmazia minacciata dagli Slavi. Da quel giorno si cominciò a festeggiare “la Sensa”, ma solo molti anni dopo (nel 1177) in occasione del trattato di pace tra Papato (Papa Alessandro III) e Impero (Federico Barbarossa) firmato proprio a Venezia in presenza del Doge Sebastiano Ziani, la festa prese corpo in tutto il suo splendore. L’immagine simbolo della festa era lo Sposalizio del Mare; un rito probabilmente di origini pagane “sdoganato” al Cristianesimo da Papa Alessandro III. In questa occasione una processione di barche usciva in mare dalla bocca di porto di San Nicolò con alla testa l’imbarcazione del Doge (nel periodo più glorioso di Venezia questa barca era il mitico Bucintoro) che suggellava il matrimonio gettando un anello in mare.

Oggi la Festa della Sensa ha perso buona parte del suo significato originale assumendo quello di rievocazione storica. Il Bucintoro non c’è più, il Doge è stato sostituito dal Sindaco e nel corteo hanno trovato posto delle imbarcazioni sportive appartenenti alle principali società remiere Veneziane. Alla festa sono legate manifestazioni culturali, assegnazioni di premi, mercatini e competizioni di voga; quanto basta per rendere la Sensa un’occasione da non perdere per chi si trovasse a passare dalle parti di Venezia in questi giorni.

(Immagine da: venise-voyage.org)
dic 282008
 

In un freddo e ventoso sabato post-natalizio giravamo per Venezia. Arrivati nel sestiere di Canareggio (i sestieri sono i “quartieri” Veneziani) abbiamo deciso di visitare l’annuale mostra di presepi esposta presso la Chiesa della Maddalena. Anche in questa occasione ho scattato alcune foto (che pubblico qui). Le immagini non sono di altissima qualità, per realizzarle ho utilizzato un telefonino, spero comunque non sminuiscano la bellezza di questi piccoli capolavori.

Due piccole note a margine: A) se doveste capitare in zona in questi giorni di freddo vi consiglio di fare tappa nella vicina caffetteria/torrefazione a bere una cioccolata calda…vi darà una gustosa botta di energia! ;-) (la incontrate arrivando dalla stazione ferroviaria). B) l’ultima foto mostra un dettaglio del ponte di Calatrava dove potete vedere la firma lasciata da un writer…alla faccia della “rigida” sorveglianza al ponte tanto pubblicizzata.

 

Mentre faccio colazione al mattino spesso tengo la tivù accesa. Uno sguardo al televideo per vedere le novità della notte e le prime pagine dei giornali con i commenti ai fatti del giorno prima. Se poi ho un po’ di tempo faccio dello zapping ed è così che ho incrociato su Italia1 un cartone animato di produzione Americana (Princ Films) il cui protagonista è Vipo, un cane volante che insieme agli amici Henry e Betty (cicogna e gatto) gira il mondo mostrandoci tante località famose, Mi sono documentato ;-) . La mia attenzione è caduta su questo cartone perché I nostri eroi si trovavano in Italia, precisamente a Venezia e non ho resistito alla tentazione di vedere come si sviluppava la storia. Con il rischio di arrivare pure in ritardo al lavoro mannaggia!

Ve lo devo dire; se questo cartone (rivolto ad un pubblico dai 3 ai 10 anni) ha l’ambizione di definirsi “istruttivo” la vedo veramente triste! Una botta di errori madornali e luoghi comuni da far paura. Qualche esempio? Le gondole. Alla domanda: -” Cosa sono quelle imbarcazioni?”- la risposta è stata (più o meno): -” Vedi, a Venezia non ci sono le automobili, così se hai bisogno di un taxi usi la gondola”.  8-O Le immagini mostravano un uomo che aiutava una donna a salire su di una gondola. I due si facevano ciao ciao con la manina ed a questo punto la piccola barca se ne andava con una partenza degna di una formula uno. Non mi risulta che i Veneziani usino abitualmente le gondole per farsi portare alle poste o dal medico. I piccioni. E risaputo che a Venezia è in atto una lotta contro il proliferare dei piccioni con tanto di divieto di dar loro del cibo. Nel cartone Piazza San Marco era piena di gente che seminava (nel vero senso della parola) quantità industriali di grano…al sindaco di Venezia sarà venuto un colpo se ha visto queste immagini. Ed infine la perla! Non potevano mancare i cattivi per creare un po’ di azione nella storia. Tre bei piccioni grossi e dallo sguardo torvo  con tanto di accento Siciliano e fare da mafiosi navigati. E’ questa l’immagine che hanno dell’Italia e Venezia i bambini americani?

Meditate gente, meditate… :roll:

 

Come annunciato in questo post concludiamo la nostra visita all’undicesima Mostra Internazionale d’Architettura a Venezia con una bella passeggiata all’interno dell’Arsenale. Una visita all’Arsenale è già una bella esperienza; o almeno, per il sottoscritto questa struttura ha un grande fascino, forse più di tante altre opere che vantano l’appellativo “artistiche”. Ma non mi voglio dilungare in considerazioni personali :-) . Tra le opere viste vi segnalo quella del Rockwell Group with jones/kroloff, un suggestivo gioco di suoni ed immagini di cui vi propongo un paio di minuti…

Immagine anteprima YouTube

Lungo tutto il percorso delle Corderie/Artigliere si sono alternate esposizioni d’ architettura “pratica” a veri e propri giochi creativi. Come sempre è molto difficile descrivere dei lavori così complessi, tanto più che il più delle volte (e diciamolo) sono soggetti alla libera interpretazione di chi osserva, quindi meglio lasciare spazio alle immagini. Anche questa volta ho creato un breve album fotografico che racconta il mio percorso all’interno della mostra. Ovviamente non è completo e per chi guarda non sarà mai come vivere personalmente l’esperienza, prendiamola come una piccola pillola di conoscenza o di semplice piacere.

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