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Per il suo diciottesimo compleanno il mio “giovin cuginetto” chiese di poter organizzare una festa in giardino. Dopo un breve consulto condominiale/familiare (nel nostro caso le cose si equivalgono) ottenne il permesso di organizzare la festa, non prima, ovviamente d’avergli fatto tutte le raccomandazioni del caso che si possono sintetizzare in: ” divertitevi, ma senza fare cazzate”. La festa fu un vero successo tanto che ormai è diventata una tradizione che si ripete normalmente tre volte l’anno durante l’estate. Ok, mio cugino compie gli anni una volta l’anno come tutti gli esseri umani, le altre due volte sono pure e semplici feste…c’è forse bisogno d’avere un pretesto per far baldoria? Spero di no. :-)

Il programma è più o meno sempre lo stesso. Nel primo pomeriggio arrivano gli “addetti ai preparativi” con borse piene di bevande varie da porre al fresco nel frigorifero acceso in garage per l’occasione. Frigorifero strapieno dato che mio zio, nel frattempo, ha già provveduto a riempirlo di dolci e, sopratutto, una quantità industriale di carne! Già , perché il pezzo forte della festa è la grigliata in giardino. Così i nostri eroi si armano di carriola ed iniziano a portare legna nel centro del giardino prelevandola dalla…mia legnaia! (è più comoda da raggiungere). Quando sarà ora di comprare la legna, caro cuginetto, ricordati che un po’ della tua deve fermarsi da me (ndr) ;-)

Un po’ alla volta il giardino prende nuove forme: spunta una lunga tavola, alcune sedie di plastica arrivano a far compagnia all’unica panchina presente e la casetta in legno si trasforma da deposito per gli attrezzi in postazione per il DJ, il tutto sotto lo sguardo perplesso della coppia di oche che normalmente occupa quella zona (li hanno il loro “laghetto”).

Verso l’imbrunire a piccoli gruppi cominciano ad arrivare gli invitati. Nel corso dei quattro anni trascorsi dalla prima festa/compleanno qualche figura si è avvicendata; alcuni vecchi compagni di scuola si sono persi sostituiti da nuovi arrivi provenienti da nuove scuole e lavoro e non mancano poi gli amici degli amici…e mi sa anche qualche infiltrato visto l’affollamento dell’ultima festa. Ovviamente regge il nocciolo duro degli amici, quel gruppetto stabile che ormai conosco anch’io, e qualche figura storica come la signorina “versami da bere”. La notai subito quattro anno fa , carina, ma con quel particolare atteggiamento da diva che la rendeva antipatica a pelle. Ricordo che si era impossessata di una sedia e da li impartiva ordini a destra e sinistra, in particolare ad una ragazza (succube) che l’assecondava in tutto. “Versami da bere”, la sentii ordinare all’amica, da qui il soprannome che le ho dato.

Arriviamo ai giorni nostri. L’ultima festa, come ho detto, è stata la più affollata ed intensa di tutte. Il “tunz-tunz-tunz” del simil-dj è andato avanti tutta la notte accompagnando il mio sonno (io dormo comunque), tanto che al mattino quando sono andato al lavoro qualche temerario ancora stava seduto sulla panchina a chiacchierare e scherzare. Al mio rientro nel pomeriggio erano già arrivati gli “addetti alle pulizie del giardino” con i quali ho scambiato quattro chiacchiere. “Abbiamo disturbato questa notte?” – “No, perché?”- rispondo io – “E’ successo qualcosa?”- . I ragazzi mi raccontano che “versami da bere” è riuscita a farsi notare per l’ennesima volta. Mio zio aveva lasciato la porta sul retro della casa aperta per consentire l’uso del bagno alle fanciulle. La signorina in questione insieme ad un’altra sua amica è riuscita a chiudersi dentro! Cosa impossibile anche per un bambino di sei anni, ma lei ci è riuscita, costringendo così mio zio ad alzarsi nel cuore della notte per…liberarla. Non contenta si è fatta rimproverare dai ragazzi per essersi fatta trovare a sghignazzare rumorosamente sotto le finestre delle camere da letto che ovviamente si trovano dal lato opposto della zona festa. Una zona, quelle delle camere, che si dovrebbe considerare interdetta per non disturbare chi dorme. Ad episodi del genere la ragazza non è nuova ma quella notte ha dato il “meglio di se”.

-” Ragaaaa! Fioiiiii! Perché non facciamo così, perché non ordiniamo cosà!” – E’ partita in quarta con tutta una serie di consigli-richieste-ordini in grado di polverizzare i maroni anche ad un santo. -”Non ne potevamo più” – mi raccontano i due ragazzi. -”A quel punto l’abbiamo presa e l’abbiamo gettata nel laghetto.”-”E’ partito anche un applauso.”- sottolinea l’altro.

Ed io dormivo….cosa mi sono perso.

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Da qualche anno, in questo periodo, veniamo invitati, io ed un paio d’amici, ad una cena di beneficenza che si tiene in periferia (o meglio una frazione) di Oderzo (TV). Noi avremmo ben poco che ci lega a queste persone; in realtà tutto nasce da una vecchia amicizia scolastica tra alcuni degli organizzatori della festa-cena ed un nostro amico. Personaggio, quest’ultimo, che ormai non frequenta da tempo ne noi ne loro. Eppure queste persone ogni anno gentilmente c’invitano allo loro festa con l’adorabile tipica cordialità della provincia. Ma come! Ci si potrebbe chiedere…che centra la cordialità con la “geografia”? In teoria nulla; anch’io vivo in provincia eppure l’aria che si respira da me è molto diversa. Io abito in una cittadina turistico-balneare che sogna di diventare la Miami dell’adriatico (veramente lo sognano gli amministratori ma non andrei troppo a sottilizzare) dove la presenza dei “foresti imprenditori” comincia a superare quello dei residenti dove, con l’arrivo della bella stagione, tutti spariscono presi dalla frenesia del lavoro (?) e le chiacchiere da piazza si dividono tra turbe edilizie, parcheggi a pagamento e scazzottate di giovinastri (così li ho sentiti definire) il sabato sera. Nella provincia vera (quella di cui sopra) le persone si trovano ancora in piazza a parlar di cose normali…di loro.

Non divaghiamo. Come dicevo ogni anno queste persone c’invitano e ci rendono partecipi della loro festa, e noi come li ringraziamo? Con il saccheggio! Il clou della festa è rappresentato dalla lotteria finale dove un regalino ci scappa quasi a tutti…è questo il segreto del successo della lotteria. Ogni anno ci sono una montagna di premi, non di grande valore, ma il bello è comunque “vincerli”. Ci sono sempre le torte realizzate ed offerte da un gruppo di signore, ci sono le piante offerte dalla fioreria locale, le messe in piega offerte dalla parrucchiera:per la cronaca quest’anno una è stata vinta da un signore pelato che NON ha rinunciato al premio (era sua facoltà) suscitando la curiosità di tutti. Ci sono gli infiniti articoli per la casa e i gadget riciclati, tipo delle sveglie, belle ma con impressi logo e numero di telefono della X impresa edile. Ci sono i temutissimi (da noi) biglietti del treno per una gita a Venezia e tanti altri premi simpatici ma spesso dal valore discutibile. Ovviamente non manca il regalone, e qui entra il gioco l’invasione barbarica. L’anno scorso, dopo che avevamo riempito la tavola di premi minori (dolci, foulard, piante,ecc…) noi invasori abbiamo stoccato il colpo di grazia aggiudicandoci i due pezzi forti. Io un divano al quale ho subito rinunciato perché non avrei saputo proprio dove metterlo (per la cronaca lo hanno rimesso in palio per una sagra estiva), il mio amico una cena per due in un prestigioso ristorante della zona. La serata ovviamente si concluse con tutta una serie di commenti sulle dimensioni e le potenzialità dei nostri fondo schiena e la consapevolezza che non ci avrebbero più invitati. Ed invece….anche quest’anno è arrivato l’invito! Al nostro arrivo ci hanno sorriso, come solo chi vive nella sana provincia sa fare, hanno chiacchierato e scherzato con noi, qualcuno ha pure citato le nostre razzie degli anni precedenti, ed infine hanno giocato con noi alla lotteria. Quest’anno il nostro bottino è stato inferiore al solito:il mio amico ha vinto un servizio di bicchieri ed uno zaino da picnic mentre il sottoscritto si è portato a casa un mini set da cucina dove spicca un pelapatate da paura! Alla fine della serata ci siamo salutati con la promessa di ritrovarci anche l’anno prossimo. Ah… mentre tornavamo a casa un pensiero ci tormentava. Ma quest’anno…la lotteria…che fosse “truccata”? :shock: Mmmm…ma no! La bella gente di provincia non fa queste cose…

…forse.

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