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Entriamo in un centro massaggi Cinese

massaggiDa qualche anno questi centri gestiti da Cinesi si sono diffusi in quasi tutte le città Italiane, le loro vetrine colorate sono diventate estremante popolari ed hanno stuzzicato la curiosità di molti. Questi locali spuntano d’improvviso nelle nostre vie, “vivono” per qualche settimana/mese per poi all’improvviso chiudere spontaneamente o (quasi sempre) forzati da un avviso di sequestro giudiziario che non lascia dubbi sulla regolarità dell’attività svolta. Ma cosa succede dentro questi centri massaggi? Bene, grazie alle gentile testimonianza del Signor Emme (noto “chiacchierone” della mia zona) vi posso raccontare questa storia. Va fatta una premessa, la storia in questione va presa per quella che è: un singolo episodio riferito ad una singola persona ed un singolo centro massaggi. Non intendo prendere questo caso come esempio che generalizzi la categoria, altri hanno la possibilità di raccoglie e valutare informazioni che possono fare statistica, in questo caso, ripeto, abbiamo una singola testimonianza. Buona lettura.
Emme apre il giornale, trova l’annuncio di quel centro massaggi per un giorno, due giorni, e ancora, ancora…. Pensa «Sarà quel centro che vedo ogni volta che passo per …?». Emme è curioso e vuole togliersi uno sfizio. Telefona al numero di cellulare pubblicato sul giornale. Risponde una voce di donna dall’accento straniero ed ottiene l’appuntamento.
Dopo mezz’ora Emme arriva al centro messaggi. Suona al campanello, lo fanno entrare. C’è un corridoio in penombra, sulla destra quattro o cinque porte, di fronte a lui dietro la cassa una donna (Italiana?) che lo guarda per un attimo e poi volgo lo sguardo verso il computer acceso. Dietro di lei c’è un divano dove stanno sedute delle ragazze impegnate a leggere delle riviste (Occhi di falco con quella poca luce!). Una delle ragazze si alza e lo fa accomodare nella prima stanza, quella accanto alla cassa, indossa un corto abito nero da estetista e parla un ottimo Italiano. Propone ad Emme una serie di massaggi, tutti nomi che a lui non dicono nulla, sceglie il massaggio “romantico” perché facile da ricordare, lascia presagire un futuro “interessante” e poi costa come tutti gli altri. Con qualche euro in più c’è anche il lavaggio in vasca, ma si, abbondiamo! La ragazza lo invita a prepararsi mentre lei esce un attimo. Emme osserva la stanza, al centro c’è un lettino da estetista, quelli “alti con il buco per la testa” (dice lui), vicino alla porta c’è la vasca da basca, un lavandino, un tavolo con sopra degli asciugamani e delle bottiglie (Olio? Sapone?). Si spoglia, appende gli abiti all’attaccapanni e indossa il perizoma di plastica trovato sul lettino. Il perizoma è sigillato dentro una busta trasparente ma il dubbio che non sia pulito/sterile rimane, speriamo bene. Si siede sul lettino e dopo un attimo la ragazza rientra. Un dubbio: “Che lo stessero osservando?”.
La ragazza lo fa distendere sul lettino , gli cosparge d’olio la schiena (si, il lavaggio è un optional necessario) e comincia a massaggiarlo.
I due cominciano a fare conversazione, più che altro domande a lei, si parla della Cina, del tempo trascorso in Italia e cose del genere. È simpatica! Ma sopratutto è brava. Emme non si è mai fatto fare dei massaggi e per lui questa è un’autentica rivelazione, è piacevole. Lei lo massaggia dalla testa ai piede, lo fa girare pancia all’aria , continua il massaggio ma la “proposta indecente” non arriva. Arriva invece il momento di fare il bagno. La ragazza ha riempito la vasca e invita l’uomo a togliersi il perizoma e lo aiuta ad entrare nell’acqua calda, lo insapona ed inizia a lavarlo con cura. Dopo qualche istante Emme ha un’erezione, lei lo guarda, sorride e dice «Eh… si è arrabbiato» e tutto finisce li, Emme viene asciugato, aiutato a rivestirsi, gli viene offerto un bicchiere d’acqua fresca ed infine è accompagnato alla cassa dove salda il conto. Non gli viene rilasciato ne uno scontrino ne una ricevuta ma bensì un biglietto da visita che sul retro presenta degli spazi per apporre dei timbri, in pratica una “tessera socio” che regalerà una prestazione omaggio al suo completamento.
Passano alcune settimane. Emme decide di tornare al centro massaggi, questa volta senza aspettarsi prestazioni sessuali ma unicamente per un vero autentico massaggio, quello della volta precedente lo ha fatto sentire veramente bene.
Telefona per un appuntamento. Attenzione, NON al numero che aveva letto sul giornale, ma quello del biglietto da visita.
Quando arriva al centro massaggi non vede la ragazza della volta precedente ma viene avvicinato da un’altra ragazza che lo fa accomodare nell’ultima stanza in fondo al corridoio. La stanza è uguale a quella vicino all’ingresso eccezion fatta per il lettino che non è del tipo da estetista ma un normalissimo letto ad una piazza coperto da un telo azzurro. L’uomo concorda la prestazione (come l’altra volta) ed inizia il massaggio.
Non è la stessa cosa, la ragazza parla solo qualche parola d’Italiano, non è una brava massaggiatrice, pur rispettando la sequenza di massaggi della ragazza precedente gli effetti non sono gli stessi; il senso di benessere è limitato ed in qualche momento da quasi fastidio. Ma c’è una novità! Una volta girato pancia all’aria Emme riceve la “proposta indecente”. Per 20 euro, da pagare a lei dentro la stanza e non alla cassa, è disposta a masturbarlo. Lui accetta, lei gli sfila il perizoma, passa dell’olio e procede.
Più tardi quando esce dal centro massaggi prende il biglietto da visita, guarda i due timbri sul retro e lo getta via. Deluso.

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