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Garanzia estesa degli elettrodomestici. Conviene?

microondeQuando si acquista un elettrodomestico presso qualche grossa catena commerciale ormai è prassi che vi propongano la loro “estensione alla garanzia della casa produttrice”, un’offerta che in molti casi può apparire interessante perché offre soluzioni come l’innalzamento fino a tre o cinque anni del periodo garantito dal produttore e la riparazione entro il primo anno per danni accidentali come, ad esempio, aver fatto cadere a terra un telefono cellulare.
Tutto molto interessante, tutto molto bello, ma vale veramente la pena sottoscrivere queste estensioni? Ora vi racconto una storia e poi ne parliamo.
12 Settembre. Compro un forno a microonde. Il prodotto è in offerta a 299 euro, mi propongono l’estensione della garanzia al costo di 40 euro, una cifra che si mangia gran parte dello sconto ma va bene così, accettiamo.
17 Novembre. Mi accorgo che la luce interna del microonde ha smesso di funzionare.
Ma come!? In questi due mesi l’avrò usato meno di dieci volte (e non è per dire) e già cominciano i fastidi?
Prendo scontrino e contratti e vado subito in negozio dove non trovo il commesso “esperto” che mi ha venduto il microonde (su questo ci torniamo) ma una commessa che dopo avermi ascoltato per un po’ m’invita a telefonare al numero (199….) del servizio clienti.
Torno a casa e telefono al servizio clienti (quello che dovrebbe garantirti il prodotto anche dalla caduta di meteoriti) il quale m’invita a contattare il servizio clienti della casa produttrice del microonde.
Telefono alla casa produttrice (altro 199…), l’operatrice mi anticipa che le lampadine non sono coperte da garanzia e mi da il numero del centro assistenza più vicino a casa mia (65 km).
Contatto il centro assistenza e mi sento dire che l’intervento per la sostituzione della lampadina mi verrebbe a costare 107 euro ma se desidero sostituirla da solo me la possono spedire a casa.
Ci penso un attimo,una premonizione mi fa rispondere: «Ma se apro il microonde non faccio decadere la garanzia? (O quello che ne rimane). Facciamo così, pago i 107 euro e la lampadina la cambiate voi».
25 Novembre. Arriva il tecnico. Inizia a smontare il microonde ma non riesce ad accedere al vano della lampadina, dopo un po’ è costretto a telefonare ad un collega per avere un aiuto.
Alla fine riesce ad aprire il microonde e li scopre che la lampadina presa in magazzino non è compatibile con il mio apparecchio. Il tecnico richiude tutto e se ne va mentre io rimango li ad immaginarmi intento a lottare contro un microonde inespugnabile se avessi accettato di ricevere la lampadina farlocca via posta.
Dopo qualche giorno telefona il responsabile del centro assistenza. Mi dice che ci vorrà del tempo per avere quella maledetta lampadina e che comunque posso ricominciare a usare l’apparecchio in tutta tranquillità, sorgessero problemi risponderebbero loro.
08 Gennaio. Arriva un nuovo tecnico, questa volta con la lampadina buona.
Porta anche le scuse della ditta per il ritardo dell’intervento, scuse tangibili perché prendono la forma di uno sconto (da 107 euro si passa a 60 euro) ed un omaggio dal valore commerciale di circa 20 euro.
In conclusione. Forse il mio è un caso di pura sfortuna perché (si dice) che siano rari i casi di lampadine difettose, ma proprio per questo troverei “statisticamente corretto” inserirle nelle garanzie. Trovo curioso (diciamo così) che ti pressino per convincerti della validità di queste garanzie estese ma poi, nel momento del bisogno, ti liquidino rapidamente delegando il tutto ad un call center. Questo aspetto mi rimane un dubbio: se invece della commessa “casuale” avessi ritrovato il commesso/responsabile di reparto che mi aveva venduto il microonde le cose sarebbero andate in modo diverso? La sua parole avrebbe avuto un qualche peso? Mi spiego: nei piccoli negozi dove trovi titolare più uno/due dipendenti paghi il prodotto qualcosa in più ma se ci sono problemi glielo riconsegni e se la sbrogliano loro anche (qui lo dico e qui lo nego) inventandosi problemi tecnici che facciano rientrare in garanzia le piccole scocciature non previste (vedi lampadina). Nei centri commerciali se sorgono problemi difficilmente ritrovi le stesse persone e tutte si limitano a svolgere il compitino assegnato senza andare oltre il dovuto.
Sbaglio? Confermate? Quali esperienze potete portare in merito?

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