nov 142011
 

Il mondo dello spettacolo è strano, ci sono persone dalle grandi qualità che non riescono mai a raggiungere la popolarità meritata e finiscono per rimanere le eterne seconde o, se va bene, le “spalle” perfette di qualcun altro.
Una di queste persone è, a mio parere, Marisa Merlini, un’attrice di grande talento e simpatia che dopo gli inizi di carriera nel mondo della rivista nella compagnia di Erminio Macario approdò al cinema lavorando con gente come Totò, De Sica, Monicelli ed altro grandi di quel periodo. In qualche modo possiamo dire che la sua non è mai stata una figura minore del cinema Italiano (vedi livello delle collaborazioni) ma le è mancato quello spunto in più per diventare una vera protagonista.
Protagonista lo è stata in ambito teatrale nell’ultima parte della sua carriera (ha lavorato fin quasi alla sua morte nel 2008) ma sappiamo bene che il teatro dà grandi soddisfazioni a chi ci lavora ma è legato ad un pubblico di nicchia diverso dal più numeroso (e distratto) pubblico televisivo. Pubblico che non mi sento di criticare perché non ha delle vere colpe in questo senso, mi sento di dover criticare chi organizza i palinsesti televisivi e non ha il “coraggio” di proporre qualche opera teatrale o musical in prima serata al posto di certi…format non sempre all’altezza.
Opere non del tutto ignorate dalla televisione ma relegate in orari assurdi o in qualche canale secondario del digitale terreste. Per capirci: niente Rai1 o Canale 5 alle ore 21 per teatro & co.
Chiudo spiegando il titolo del post.
Marisa Merlini negli ultimi tempi era diventata una specie di memoria storica vivente del mondo dello spettacolo anni 40/50 e veniva spesso invitata a raccontare episodi della sua vita in radio e televisione. Tra gli episodi che amava raccontare ce n’era uno legato al suo periodo giovanile nel mondo della rivista.
All’epoca le ballerine come lei erano delle vere dive ed il pubblico maschile impazziva per loro facendo la fila davanti ai loro camerini con enormi mazzi di fiori e gioielli.
Una sera davanti al suo camerino si presenta un uomo che le urla “Signorina! Lei è come un maiale!” – “Ma come si permette? Cafone!”- “Ma no, mi scusi, che ha capito.” – Rispose lui imbarazzatissimo. -”Volevo dire che lei è così bella che è come un maiale…non si butta via niente!”-.
Questa si che è classe e originalità…meditate donne! :mrgreen:

Immagine anteprima YouTube
lug 072011
 

Introduzione. E’ dura da ammettere ma ho scoperto che il mio essere “mannaro” non mi rende immune dalle malattie umane.
Pensavo che un buon antipulci spruzzato nella mia tana bastasse a difendermi ed invece sono stato messo ko da un banalissimo, schifosissimo, umanissimo virus intestinale umano. Sob! :cry:
Passata la fase acuta della malattia ora mi trovo nella fase di convalescenza e devo ammettere (seconda ammissione) di sentirmi piuttosto rinco. Ho difficoltà anche a scrivere e leggere sul pc e per questo prevedo che nei prossimi giorni mi muoverò moooolto lentamente nel web.
Per non lasciare troppo vuoto il blog ho pensato di pubblicare un post che avevo pronto nel cassetto. Di questi tempi negli anni scorsi trattavo il tema delle “belle di notte” così ho pensato di continuare la “tradizione” anche se con qualcosa di un po’ diverso, le vecchie chiacchiere di un amico che ho cercato di ricostruire come racconto.

Sesso e noccioline americane. Per chi abita in provincia, ieri come oggi, andare al cinema significa doversi allontanare da casa. Magari non sempre, un cinema si può trovare anche nei piccoli centri, ma in genere non è mai attrezzato con gli ultimi aggiornamenti della tecnologia quasi indispensabili per farci apprezzare le ultime uscite cinematografiche. Oggi si va nelle multisala a ridosso dei centri commerciali, in passato si andava in città.
Ed in città erano andati i quattro amici di cui vi sto raccontando la storia.
Si erano trovati subito dopo cena, un veloce caffè insieme per scaldarsi dalla fredda serata invernale e poi via, 40 minuti di strada per vedere un film d’azione.
Dopo lo spettacolo con le orecchie che ancora friggevano per l’eco di sparatorie ed esplosioni i quattro ragazzi decidono di fare un puttan tour lungo la strada che dal cinema portava fuori città. Il meccanismo è sempre lo stesso: occhio vigile per vedere per primo la ragazza, ovvero la “soddisfazione” di puntare il dito e dire agli altri “Eccone una li!”, fare qualche apprezzamento sulla loro bellezza o meno e sghignazzare dello sfigato di turno che si ferma a trattare davanti a loro.
Ma quella sera le cose non si fermarono li, accadde qualcosa di diverso. -”Ragazzi mi è venuta voglia!”- Disse il ragazzo alla guida dell’auto. – “Scendete che dopo passo a prendervi.”- “Ma sei scemo?” – Risposero gli altri praticamente all’unisono. -”Dai che è tardi, andiamo a casa” – “La macchina è mia e ci faccio quello che voglio! Dai scendete, vi guardate le vetrine nei negozi”-. Le vetrine dei negozi? Dopo mezzanotte in pieno inverno? Perplessi e brontolanti i tre ragazzi scesero dall’auto, videro l’amico allontanarsi, svoltare e fermarsi al primo incrocio, far salire a bordo una figura indistinta per poi sparire nell’oscurità.
Cominciarono a guardarsi intorno in quel deserto urbano alla ricerca di un qualcosa che li potesse tenere impegnati in quel frangente e trovarono…la vetrina illuminata. Con le mani in tasca si avvicinarono a passi pesanti verso il negozio ma quando stavano per iniziare a guardare svogliatamente la merce esposta una voce li richiamò alle loro spalle: -”Dai salite che andiamo a casa.”- Era il loro amico. Già li? Così presto? Possibile? Colti di sorpresa i tre salirono silenziosi a bordo dell’auto che ripartì.
Il ragazzo alla guida se ne stava in silenzio, sguardo fisso sulla strada e corpo inclinato in avanti quasi a voler aiutare l’auto ad andare più veloce. Con il passare del tempo il silenzio stava diventando sempre più pesante, 40 minuti in quelle condizioni rischiavano di trasformarsi in una vera tortura. -”Insomma!”- Sbottò infine uno degli amici -”Si può sapere cosa diavolo è successo? Sei stato via solo pochi minuti e adesso sei tornato che sembri un funerale!”-. Il ragazzo alla guida iniziò ad annuire nervosamente con la testa e poi disse:-”Ma non si può! [pausa...] Non pretendo che ci metta la passione, ma così non si può! [pausa...più lunga]. Le ero appena salito sopra quando ho iniziato a sentire un rumore come crunch, crunch, crunch… Ho pensato fossero le molle del sedile ed invece [pausa] ho sollevato la testa ed era lei che mangiava bagigi! Va bene tutto ma così non si può! Mangiarmi le noccioline americane sulle orecchie no! Le ho detto tieniti i soldi e me ne sono andato!”-.
I tre amici si fissarono per qualche instante per poi scoppiare in una risata liberatoria che infine contagiò anche il rabbuiato protagonista della storia.
Il ritorno verso casa si fece più sereno, peccato solo che a quell’ora non si trovassero bar aperti lungo la strada per comprare una confezione di bagigi!

feb 042011
 

Intorno agli anni quaranta il regista Camillo Mastrocinque ebbe una relazione con una donna sposata. I due si tenevano in contatto e si davano appuntamento attraverso il servizio di fermoposta convinti, in questo modo, di non attirare l’attenzione della gente.
Purtroppo per loro i segreti, specialmente per chi lavora nel mondo dello spettacolo, difficilmente durano nel tempo e fu così che un bel giorno un gruppo di allegri giovanotti (sembra ci fosse anche l’allora ventenne Federico Fellini) pensò di organizzare uno scherzo contro il povero Mastrocinque.
Per lui risultò fatale la puntualità; si presentava in posta sempre alle ore 17. Ecco come andò quel giorno.
I protagonisti.
I.P. Impiegato Postale. A.G.(x) Allegri Giovanotti. C.M. Camillo Mastrocinque.
Allo sportello di un Ufficio Postale di Roma.
Ore 16,00.
A.G.(1). Buongiorno, c’è posta per Mastrouno?
I.P. (Sorridente) Buongiorno a lei, ora controllo…. No signore, non c’è posta per Mastrouno.
A.G.(1). Grazie ripasserò, buona giornata.
Ore 16,15.
A.G.(2). Buongiorno, c’è posta per Mastrodue?
I.P. (Sorridente) Buongiorno a lei,…. No signore, non c’è posta per Mastrodue. Mi spiace.
A.G.(2). Grazie ripasserò, buona giornata.
Ore 16,30.
A.G.(3). Buongiorno, c’è posta per Mastrotre?
I.P. (Perplesso) Buon…giorno. No spiacente signore, non c’è posta per Mastrotre.
A.G.(3). Grazie ripasserò, buona giornata.
Ore 16,45.
A.G.(4). Buongiorno, c’è posta per Mastroquattro?
I.P. (Nervoso). No…signore…niente da fare, non c’è posta per Mastroquattro!
A.G.(4). Grazie ripasserò, buona giornata.
Ore 17,00.
C.M. Buongiorno, c’è posta per Mastrocinque?
I.P. (Furioso) Bastaaaaa!!!!!! Se ne vadaaaaaa!!!! Banda di mascalzoni!!!!! Io vi denuncio tutti!!!! Sparite!!!
A Camillo Mastrocinque, spaventato dallo scatto d’ira dell’impiegato, non rimase altro da fare che allontanarsi rapidamente dall’Ufficio Postale mentre in angolo gli autori dello scherzo si godevano lo spettacolo.
Questa storia è stata raccontata dall’attore Gianni Agus in un’intervista di qualche anno fa.

[Buon compleanno Gilda :D ]

ott 252010
 

Da almeno un paio di mesi le radio stanno trasmettendo l’ultimo successo del cantante Mika Kick Ass (We are Young). La canzone com’è prassi, è accompagnata da un video che da subito mi ha incuriosito. Le immagini del cantate si alternano ad altre che riconducono inequivocabilmente alla colonna sonora di un film, all’inizio non ne ero ben sicuro ma poi, vedendo tra gli altri anche il volto di Nicolas Cage, ogni dubbio è passato.
La cosa strana però è un’altra, le settimane passano, la canzone diventa sempre più popolare (adesso accompagna pure uno spot pubblicitario) ma del film ancora nessuna traccia.
Come mai? Semplice: al momento la distribuzione del film in Italia è bloccata e non sappiamo se e quando le cose cambieranno. Il film è una commedia d’azione dove convivono situazioni “divertenti” insieme a scene di violenza piuttosto spinte, battute volgari e, questa forse è la chiave del problema, la presenza tra i protagonisti di una bambina piuttosto “feroce”; volgarità e violenza la vedono sempre in scena. Questo aspetto blocca al momento la distribuzione del film e a meno che non venga deciso di vietarne la visione ai minori le possibilità di vederlo al cinema sono ad oggi piuttosto scarse. La storia in se (tratta da un fumetto) non manca di originalità.
C’è sempre la classica lotta tra il bene ed il male dove il supereroe di turno scende in campo per fare giustizia. Il particolare curioso è che questa volta il supereroe non ha i classici poteri che decenni di fumetti e film ci hanno mostrato; non sa volare, non ferma i treni con le mani e non gli partono raggi laser dagli occhi, insomma, è una persona normalissima. Provate a pensare al vostro vicino di casa in calzamaglia verde mentre insegue spacciatori e borseggiatori, ecco, più o meno è questa l’immagine.
Nell’attesa di vedere come si evolve la questione c’è chi ha pubblicato in rete il trailer del film con i sottotitoli in Italiano. Tanto per farci un’idea….

[2012 Il video è stato rimosso. Ora c'è il trailer  Italiano...senza "parolacce"]