Archivio per la Categoria “Internet”
Quando ho letto della candidatura di internet al premio Nobel per la pace 2010 per qualche istante ho provato una sensazione di vera e sana euforia. La notizia ha fatto rapidamente il giro nel web ed è stata ripresa da numerosi blogger che l’hanno pubblicata con legittima soddisfazione. Preso dall’entusiasmo stavo per battere a tappeto tutti i blog che frequento e che riportavano la notizia per condividere con un commento in stile “tuffo carpiato” la soddisfazione per l’annuncio della candidatura. Poi, preso dai miei impegni ho dovuto desistere da questa mia voglia di commento e piano piano l’entusiasmo si è raffreddato lasciando spazio al mio lato più razionale (razionale?). Mi sono chiesto: ma ha veramente senso dare il premio Nobel a internet?
Internet, a mio parere, è uno strumento; uno strumento dalle potenzialità enormi ma pur sempre condizionato dalle nostre capacità e volontà. Uno strumento non molto diverso, ad esempio, da una siringa che puoi usare per salvare una vita iniettando un farmaco o toglierla con un veleno e non mi risulta, ameno ad oggi, che qualcuno abbia mai candidato la siringa al premio Nobel per la medicina. Il lato buono di internet ci ha regalato la possibilità di comunicare con il mondo intero, negozi, uffici, amici ora sono tutti a portata di mano, anche i più lontani. L’aspetto sociale poi ha trovato una potentissima arma in più; attraverso internet dittature, violenze e bugiardi di ogni tipo possono venire alla luce grazie a video (youtube) messaggi (twitter) in grado di espandersi quasi senza controllo in tutta la rete. Per non parlare poi di strumenti come Ushahidi (l’ho scoperto grazie a Distanti Saluti e ritrovato su La Stampa di domenica 21 febbraio) in grado di monitorare emergenze come quelle derivanti da un terremoto e agevolare i soccorsi. Questi, insieme a tanti altri piccoli o grandi, sono gli aspetti che rendono internet meraviglioso ma purtroppo c’è anche un rovescio della medaglia: internet può essere ingannevole, i “poteri forti” possono distorcere le informazioni a loro vantaggio. Internet può farti entrare i ladri in casa (truffe in genere) o può tradire la tua fiducia (vedi anche la pedofilia). Internet infine può essere anche stupido: senza voler disprezzare il lato frivolo/leggero del web sappiamo bene come gli ambienti, ad esempio, dei social network pullulino di gente che non si rende conto dei danni che fa; e voglio pensare che ci sia solo superficialità in quello che dicono e non di peggio (vedi i gruppi di facebook “ammazza questo” o “ spezza le gambe a quello”).
Mi chiedo: se premiare internet con il Nobel significa riconoscergli tutto quello che di buono sa darci non rischiamo, in qualche modo, di “legittimare” anche i lati negativi? O meglio, dare alle persone stupide un motivo di sentirsi “fiere” del loro partecipare nella rete. Per questo motivo mi sto convincendo che la candidatura dello strumento internet non vada bene; un candidato al Nobel deve avere una faccia, magari quella di chi, questo strumento lo sta valorizzando come quelli di Ushahidi…tanto per citare un esempio fatto in questo post.
Nota: tanto per citare un esempio di stupidità. Ho appena letto di un bel gruppo di facebook creato da tal “il vendicatore mascherato”. Titolo: “Tirate sui Down”. Dove i Down vengono descritti come un inutile peso, dei parassiti. Caro vendicatore: ma vai a cagare! Anzi no… che la stitichezza sia con te…per l’eternità.
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In questi giorni i possessori dei blog di casa Tiscali stanno ricevendo delle email dove vengono informati dell’imminente passaggio dei loro blog alla piattaforma Wordpress. Per circa un mese le due piattaforme conviveranno in parallelo in modo da permettere agli utenti di provare quella nuova senza dover abbandonare bruscamente quella vecchia. Poi, in modo del tutto automatico, tutto il materiale presente nel vecchio blog (testi, immagini, video…) migrerà definitivamente in quello nuovo. Perché questa decisione da parte di Tiscali? La mia impressione è che abbiano deciso di mollare la piattaforma “fatta in casa” per una semplice questione di opportunità. Perché insistere nell’investire risorse in una piattaforma che non riesce a conquistare il cuore dei blogger, quando si può usufruire di una piattaforma gratuita e popolarissima come wordpress dove basta metter giù quelle quattro personalizzazioni utili a creare il “marchio di fabbrica” e lasciare ad altri la parte rognosa dello sviluppo del programma? Il wordpress di Tiscali è praticamente lo stesso MU (multi-utenti) che usa wordpress.com. Quindi una versione “chiavi in mano” perfettamente testata e fornita di un buon numero di gadget utili ad un uso normale di un blog. L’ideale per un un utente poco esperto, meno ovviamente per i più esigenti che si sentono frenati dalle limitazioni di questa versione; per loro ovviamente la soluzione è il “vero wordpress”. Ho visto che lo staff di Tiscali ha già iniziato a caricare i primi template e, cosa curiosa ma interessante, anche qualcuno diverso dal classico pacchetto wordpress.com. Ad esempio ho trovato Mandigo, lo stesso template che uso in questo momento per il mio blog. La versione non è delle più recenti ma è comunque fornita di tutte quelle opzioni che ne fanno una delle soluzioni più “evolute” per un wordpress in versione MU. Sono curioso di vedere come accoglieranno questa novità i blogger di Tiscali. Immagino bene visto che come comunità non mi sembra goda di buonissima salute; Il numero di blog abbandonati, molti dei quali dopo solo uno o due post di prova, è uno dei più alti che io abbia mai incontrato girando tra le varie comunità. Vedremo se questa nuova linfa favorirà in futuro la crescita di qualche bel blogger con la B maiuscola. Me lo auguro.
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Dopo la recente chiusura di Geocities un altro pezzo di web che ha fatto storia ci lascia. Si tratta di Bubbleshare, un sito dalle caratteristiche simili a Flickr o Photobucket dove poter caricare immagini e creare degli album. Molto popolare negli u.s.a. da noi non ha mai riscosso grande successo nonostante abbia anticipato caratteristiche che hanno regalato il successo a Flickr e compagnia. Neppure l’appartenere alla galassia Disney è bastato a salvare Bubbleshare dalla sua fine…oppure la causa sta proprio li?
Link: Geocities – Bubbleshare
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I siti di alcuni negozi online, ma anche banche, assicurazioni e scuole, da qualche tempo amano integrare al loro interno oltre le tradizionali pagine “info” ed “email” anche delle figure “parlanti” in grado di soddisfare curiosità e bisogni dei loro clienti. Queste figure sono gli assistenti virtuali, dei cartoni quasi animati (io li definisco così) in grado di rispondere alle domande più comuni sui servizi offerti dal sito che li…ospita. In pratica sostituiscono le tradizionali FAQ con una forma di “chat” virtuale che, nelle versioni più evolute, sono in grado di risponderci anche a voce. Ovviamente tutti questi assistenti virtuali fanno il loro compitino egregiamente ma, cosa succede se le nostre domande d’improvviso escono dall’argomento a loro tanto caro? Se abbandoniamo divani, armadi, corsi di formazione, fondi comuni d’investimento e cominciamo a parlare d’altro? Qui entra in gioco la fantasia di chi ha programmato gli assistenti virtuali, fantasia che potremmo testare.
Per questa ragione ho scambiato due chiacchiere con Giulia e Marco dell’Università di Torino e Anna dell’Ikea. Poche e semplici domande, vediamo come si sono comportati.
Dove ti trovo?
G.- Puoi pagare presso qualsiasi sportello Intesa-Sanpaolo della rete Sanpaolo. Nel caso la segreteria ti abbia rilasciato un modulo, presentalo al personale della banca; negli altri casi devi indicare la tua matricola e il codice fiscale……..
M. – Prova per cortesia a formulare la tua frase in altro modo.
A. - Qualunque sia l’opinione che stai esprimendo su di me, ti prego di ripeterla usando altre parole. Purtroppo non ho capito!
Come ti chiami?
G.- I miei genitori mi hanno chiamato Giulia. Se posso fare qualcosa per aiutarti in materia di tasse universitarie sono a tua disposizione.
M. – Sono Marco, un programma assunto per fare l’assistente virtuale dell’Università di Torino. Sono qui per cercare di aiutarti nel capire meglio come funziona il sistema di autenticazione.
A. - Mi chiamo Anna.
Quanti anni hai?
G.- Se fossi umana, avrei 25 anni. Posso aiutarti con le tasse universitarie, curiosone?
M. – Se fossi umano, avrei 26 anni. Posso aiutarti con il sistema di autenticazione?
A. - Sono relativamente giovane, anche se tutto ebbe inizio nel 1926. Qui puoi scoprire la mia storia.
Chi è il Presidente della Repubblica?
G.- Prova per cortesia a formulare la tua frase in altro modo.
M. – Prova per cortesia a formulare la tua frase in altro modo.
A. - Il Presidente del gruppo IKEA è Anders Dahlvig. Se vuoi sapere di più sulla nostra organizzazione visita questa pagina che sto aprendo per te.
Conosci Silvio Berlusconi?
G.- Allora temo di non saper rispondere alla tua domanda.
M.- Temo di non essere in grado di comprendere la tua domanda, scusami.
A. - Non conosco personalmente queste persone ma ti posso parlare del fondatore di IKEA
Sei carina/o
G.- Grazie, anche tu non sei affatto male. Che ne dici se, ora che ci siamo scambiati complimenti, ritorniamo a parlare del motivo per cui stai dialogando con me?
M. – Grazie, modestamente. Ma che ne dici se mi fai domande specifiche sul sistema di autenticazione, invece di fare i complimenti ad un uomo virtuale?
A. - È che mi hanno disegnata così! Forse questa frase l’ha già detta qualcuno …
Cosa ti piace mangiare?
G.- Beato te, ho una fame… comunque se quando hai finito vuoi sapere qualcosa sulle tasse dell’Unito, ti aspetto qui.
M. – Buon appetito! Comunque se quando hai finito vuoi sapere qualcosa sul sistema di autenticazione dell’Unito, ti aspetto qui.
A. - Nei nostri ristoranti e bistrot puoi trovare tante specialità svedesi. Visita la pagina che sto aprendo per te e clicca sul negozio che preferisci
Sei stata/o molto gentile. Ti saluto ciao
G.- Arrivederci!
M. – Arrivederci!
A. - Spero di esserti stata utile. Ciao!
Però! lo sai che sei antipatica/o?
G.- Strano, altri utenti mi trovano piuttosto “friendly”, per essere una creatura sintetica. Vuoi provare facendomi domande sulle tasse per l’università di Torino, per esempio?
M. – Prova per cortesia a formulare la tua frase in altro modo.
A. - Mi dispiace molto. Forse non ti sto aiutando come dovrei, ti prego di riformulare la richiesta.
Ringrazio i tre assistenti virtuali per la loro gentilezza e la pazienza dimostrata nei miei confronti. In privato (sono timidi) mi hanno invitato a chiedervi d’andarli a trovare presso i loro indirizzi per fare…due chiacchiere.
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Per noi animali della rete qual è il pericolo numero uno? Cosa può turbare i nostri sonni più di ogni altra cosa?….Ovvio:perdere TUTTI i dati che abbiamo in rete! Anni di mail, post e commenti possono andare in fumo in pochi istanti se la sfiga decide di bussare al nostro…server. Fare un backup dei nostri dati è sicuramente utile, indispensabile se poi questi dati sono tanti ed importanti (almeno per noi). Da poco ho scoperto che in “casa google” sono apparsi gli strumenti adatti a risolvere questo problema sia per i blog (blogspot) che per la posta (gmail).
Nel primo caso il problema mi tocca marginalmente dato che sono passato alla piattaforma wordpress. Un passaggio condizionato anche dalla scarsa sicurezza (all’epoca) della piattaforma blogger. Ora i blog di casa google possono stare più tranquilli perché fare un backup non solo è possibile ma anche estremamente facile. Vediamo come. Una volta entrati nella Bacheca del vostro account Blogger apriamo la pagina “Impostazioni” del nostro blog. Alla voce “”Strumenti del blog” troviamo tre opzioni: Importa blog Esporta blog Elimina blog . Ovviamente la terza opzione al momento non c’interessa, noi vogliamo salvare una copia del nostro blog, quindi selezioniamo Esporta blog. Apparirà l’opzione “SCARICA BLOG” che salverà sul nostro computer un file in formato xml contenente tutte le impostazioni del blog, i post ed i commenti. Attenzione. NON le immagini, ma si presume che in passato abbiate già tenuto copia delle immagini. Se il nostro blog dovesse fare una brutta fine o, più semplicemente, volessimo trasferirne i contenuti in uno nuovo basterà usare l’opzione Importa blog per caricare il file xml che abbiamo salvato in precedenza. Tutto qui.
Per creare un backup della nostra posta su gmail invece dobbiamo usare un’applicazione esterna. Per questo dobbiamo scaricare un programma come Gmail Backup (leggero e facile da gestire). Accertiamo prima che il nostro gmail abbia l’imap attivo (Andiamo su Impostazioni>Inoltro e POP/IMAP>Accesso IMAP , quindi apriamo Gmail Backup; inseriamo i nostri login e password, scegliamo con “Directory” in quale cartella salvare i nostri dati nel caso non gradissimo le impostazioni base, scegliamo da quale data intendiamo copiare la nostra posta ed infine avviamo il backup con l’oapposito pulsante. Al termine del download potremo andare a vedere il “frutto del nostro duro lavoro” dentro la cartella che abbiamo scelto come archivio. Basta avere un qualunque client di posta elettronica: outlook, thunderbird, ecc….
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E” uscita finalmente la versione 2.7 di Wordpress che, vi ricordo, è la piattaforma dove si sviluppa questo blog. Quelli che ben conoscono WP si chiederanno quale sia lo scopo del presente post dato che la rete è piena zeppa di pagine dedicate a questo evento. Ebbene, non è mia intenzione discutere su pregi ed i difetti di WP oppure analizzarne caratteristiche tecniche, questa è roba da “smanettoni” ed in rete, come dicevo, la rete ne è piena. Quello che vorrei sottolineare di questa nuova versione è la raggiunta “semplificazione” della procedura d’aggiornamento. WP in passato ha costantemente aggiornato il programma con cadenze anche mensili. Per gli utenti era quasi un obbligo seguire questi aggiornamenti per tutti i motivi che si possono ben immaginare (a partire dalla sicurezza). Purtroppo le operazione d’aggiornamento non sono (erano) proprio così semplici e scontate; e pagine e pagine di forum dedicate lo dimostrano. Si trattava di dover scaricare sul proprio computer l’ultima versione del programma, e caricarne buona parte dei file (non tutti) dopo aver precedentemente rimosso buona parte dei vecchi file presenti sul server del proprio blog. Non prima ovviamente d’aver fatto un sano backup dei contenuti del blog e del relativo database…non si sa mai! Ora questo supplizio è terminato! Da adesso per installare i nuovi aggiornamenti di WP è sufficiente premere un bel tasto chiamato…”Aggiorna” e si avvierà una procedura automatica che in pochi secondi sistemerà il tutto. Nauralmente è buona norma mantenere qualche vecchia sana abitudine come lanciare il tema di defaut e disinserire i plugin prima d’effettuare l’aggiornamento; questo per impedire eventuali problemi d’incompatibilità tra la nuova versione del programma e le vecchie applicazioni installate. Sarà anche utile fare un backup di sicurezza ma questa dovrebbe essere una buona abitudine da seguire a prescindere dagli aggiornamenti. A tal riguardo vorrei ricordare un episodio che mi è capitato qualche anno fa. Quando m’avvicinai per la prima volta alla rete decisi di pubblicare un piccolo sito in htlm su Xoom (tre paginette dedicate alla fantascienza), ebbene un brutto giorno arrivò una email da Xoom dove si parlava di un incendio avvenuto nei locali dei loro server con la conseguente perdita di centinaia e centinaia di siti. Nel mio caso non avevo perso nulla d’importante ma se non fosse stato così un backup aggiornato mi avrebbe permesso di ricostruire il sito senza alcun problema. Chiusa questa parentesi dei ricordi torniamo a al nostro tema. Dicevo… ora che WP ha risolto la questione degli aggiornamenti noi blogger possiamo tornare fare quello che ci compete: dedicare il nostro tempo alla parole e, solo se lo vogliamo, all’aspetto tecnico. A proposito di “aspetto tecnico” colgo l’occasione per fare pubblicamente un paio di ringraziamenti (in fondo è quasi Natale) . Ringrazio gidibao dei suoi post e suggerimenti che mi hanno permesso di capire il funzionamento di questo CMS . E poi ringrazio lo staff di 13euro (Francesco in particolare) che offre un servizio di hosting a cinque stelle! Non sono molti quelli che offrono un vero supporto 24 ore al giorno ad un prezzo più che ragionevole. Lo confesso, è capitato anche a me di fare la “puttanata”. Un errore nell’aggiornamento di WP e blog che scompare dal web! Rapida email inviata all’assistenza e questi in pochi minuti hanno rimesso tutto a posto. Penso che a breve trasferirò presso 13euro anche il mio sito; dove si trova adesso pago di più e sono abbandonato a me stesso. Che dite…mi faranno uno sconto dopo questo spottone pubblicitario?
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Ogni internauta che si rispetti prima o poi nella sua attività finisce per incontrare il suo grande nemico: lo spammer . Uno zozzone che passa il suo tempo ad inondare le caselle email di pubblicità (quando va bene). Un bersaglio facile per questi individui sono gli indirizzi che blog e siti mostrano ai loro visitatori per richieste d’informazioni, scambi d’opinioni, ecc… . Ovviamente neppure il presente blog è immune da questi attacchi , così ho deciso di passare al contrattacco nascondendo il mio tradizionale indirizzo sostituendolo con un più sicuro Form Mail. Il risultato di questa operazione lo potete ovviamente vedere nella pagina “Scrivimi”, ma adesso andiamo a spiegare come si ottiene questo risultato.
In rete si trovano numerosi form mail in formato plugin, forse troppi. Si finisce così per scoprire che alcuni non sono compatibili con il tuo wordpress (magari lo scopri solo testandolo perché nella scheda di presentazione queste informazioni sono omesse) oppure è talmente ricco di funzioni da richiedere il contributo dell’intera Mensa per tirane fuori qualcosa di buono! Così dopo una “lunga ricerca” la mia scelta è caduta sul form mail della Dagon Design, un plugin leggero e stabile (il sogno di ogni blogger).
Installazione di Dagon Design Form Mailer. Una volta installato ed attivato il plugin andiamo su Impostazioni. Qui troveremo due nuove voci DDFM-Main e DDFM1 . La prima è la pagina dove si creano i form. E possibile che qualcuno abbia l’esigenza di utilizzare più form all’interno del proprio blog, questi verranno distinti per l’estensione numerica (DDFM2, DDFM3, ecc…). Se non avete esigenze particolari di colori o utilizzare ReCaptcha potete lasciare le impostazioni di base e passare a DDFM1 per modificare il vostro form. Lo dico subito; non abbiate paura di “smanettare”, se fate dei pasticci oppure il risultato non vi piace potete sempre ricaricare le impostazioni di default e ricominciare da capo. I parametri che si possono inserire/ modificare sono molti (c’è anche l’auto reply) ma qui mi limiterò a descrivere quelli di base, per gli altri, come ho detto, potrete eventualmente sbizzarrirvi in seguito.
Instance Description – Date un nome al vostro form, anche semplicemente MAIL.
Contact page – Inserite la URL completa della pagina dove inserirete il form.
Recipients – Inserite il vostro indirizzo email
Su Form Structure potete personalizzare le etichette corrispondenti ai campi da compilare (Nome, Email, Oggetto,…). Per questo dovete modificare la parola dopo “label=”. Esempio: “label=verify” può diventare “label=inserisci il codice”.
Queste le operazioni principali da fare: se il risultato vi soddisfa potete salvare il tutto e caricare il codice <!– ddfm1 –> (“1″ identifica il vostro form appena creato) all’interno della vostra pagina. Uscite dal blog e mandate una email di prova, dopo qualche istante dovrebbe arrivare all’indirizzo che avete impostato. Nota: durante le mie prove Yahoo l’email è finita nella casella spam (?) mentre con Gmail è arrivata regolarmente.
(Immagine da seobook.com)
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Anche se sono passato a Wordpress il mio vecchio blog in ambiente blogspot si porta dietro ancora un pizzico di curiosità. In particolare la costruzione del menu orizzontale che, vi ricordo, NON è una funzione di default di blogspot. In questo post vi spiegherò come realizzare un menu uguale a quello del mio vecchio blog.
Per prima cosa dobbiamo fare una piccola modifica nel codice del nostro blog. Vi ricordo che dovremo inserire un nuovo “elemento pagina” al nostro layout (HTLM/Java Script) sotto la Navbar. Perché questo sia possibile dobbiamo fare la seguente operazione: dalla pagina Layout apriamo Modifica HTLM. Nella schermata Modifica modello cercate la riga di codice:
<b:section class=’header’ id=’header’ maxwidgets=’1′ showaddelement=’no’>
(la trovate quasi alla fine della pagina). Sostituite 1 con 3 . Solo in questo modo sarà possibile inserire i nuovi elementi pagina anche nell’header e non solo lateralmente. Fatta la modifica salvate il modello e tornate su Layout. Potete verificare la nuova impostazione provando a trascinare uno qualunque dei vostri elementi pagina sotto la Navbar.
Per il momento possiamo uscire dal nostro blog e andiamo a costruire la parte “grafica” del nostro nuovo menu. Per questo abbiamo bisogno del programma CSS Tab Designer che possiamo scaricare gratuitamente da questo sito (solo 1.35 MB). Sul menù di sinistra (Item) creeremo le nostre tab, con i nomi che vogliamo e naturalmente con i loro relativi link . Ad esempio se dentro Tab Text scriviamo “Link” dentro Tab Url scriveremo qualcosa come http://mioblog/mieilink ovvero l’indirizzo di riferimento alla pagina che vogliamo associare al pulsante che stiamo creando. Per fare questo clicchiamo sul bottoncino ‘+’ in verde, e continuiamo così per quante tab vogliamo creare. A questo punto premiamo il tasto Generate HTLM salvando il tutto in una cartella creata per l’occasione. Ora dal menu alla destra del programma selezioniamo il tasto Code. Con il tasto destro del mouse copiamo (copy code) il codice in un elemento pagina (HTLM/Java Script) del nostro blog (che nel frattempo abbiamo riaperto) posizionato appena sotto la Navbar.
Un’ultima cosa:le immagini create dal programma che abbiamo salvato nella cartella del nostro pc non vengono lette dal nostro blog,. Per questo motivo dobbiamo caricare le immagini presso un hosting “amichevole, ad esempio le mie sono caricate nello spazio free offerto da GeoCities . Una volta caricate ne dovrete inserire l’indirizzo all’interno dell’elemento pagina che abbiamo inserito sotto la navbar. Gli indirizzi delle immagini andranno a sostituire voci come background:url(“tabrightF.gif”) diventando qualcosa come background:url(“http://it.geocities.com/miapaginageocities/tabright.gif”).
Un ultimo consiglio: l’operazione non è particolarmente complicata ma con tutte queste operazioni è possibile fare qualche piccolo errore di percorso. Il mio suggerimento è di creare un blog di prova (con blogger è questione di un minuto) dove sperimentare il tutto. Una volta presa padronanza della procedura potrete ripetere il tutto sul blog principale. Buon lavoro.
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Nel mese di settembre dedicai un post all’antivirus Active Virus Shield. Per chi non ricorda o non conosce il prodotto posso sinteticamente affermare che stiamo parlando di quello che sicuramente è stato il miglior antivirus gratuito di questi ultimi tempi (sicuramente superiore anche a tanti prodotti a pagamento). Una bella “favola” che purtroppo non avrà futuro. Gestore e produttore dell’antivirus hanno chiuso il loro sodalizio e noi utenti dovremo trovare altre soluzioni. Le vostre recenti segnalazioni hanno coinciso con la “scadenza” della versione del prodotto in mio possesso. Nelle prossime righe vi parlerò della mia esperienza e di come sto procedendo per la sostituzione di AVS. Spero che la mia esperienza personale possa tornare utile anche a voi….ovviamente nuove soluzioni e suggerimenti da parte vostra saranno ben graditi.
Il racconto: Come ogni antivirus che si rispetti qualche giorno prima della scadenza della licenza anche AVS, al momento dell’avvio del pc, ha iniziato a segnalare con una bella finestra informativa la sua “fine imminente” e l’invito a rinnovare il contratto. Purtroppo se optiamo per questa soluzione il programma lancia una pagina dove veniamo informati che AVS by Kaspersky non è più disponibile. In alternativa Aol ci offre un programma gestito da McAfee. Ora…nessuno c’impedisce di provare quest’offerta, ma i giudizi pubblicati in rete su questo prodotto negli ultimi mesi non fanno ben sperare. Personalmente ho chiesto lumi agli utenti americani (i primi ad averlo provato) e, le poche risposte ottenute hanno confermato i giudizi poco lusinghieri fin qui sentiti. Il prodotto non offre le stesse garanzie di quello precedente (…era prevedibile) ed ha il difetto d’essere molto pesante. Aggiungo che la mia poco felice esperienza personale con una vecchia versione di McAfee a pagamento mi ha fatto desistere dallo scaricare il programma….così quando AVS mi è scaduto definitivamente (ed ha smesso d’aggiornarsi) l’ho rimosso. Ora sto provando nuove soluzioni. In questi giorni sto utilizzando la versione trial di Kaspersky Internet Security. Si tratta della versione top del programma, quindi completo di firewall, antispam, ecc… chi usava AVS noterà la parentela tra i due programmi; grafica e funzioni molto simili, quindi semplicità d’uso ed efficacia garantita. Il tutto però si paga (e non poco), certo quanto ci si abitua al “lusso” poi è difficile tornare indietro…vedremo. Appena scadrà il trial di Kaspersky proverò la versione analoga di Avira Antivir, stesse caratteristiche ad un prezzo contenuto. Avira ha una grafica più spartana e non è disponibile in Italiano ma per il resto è un ottimo prodotto. Di questo antivirus esiste anche la versione gratuita che merita sicuramente considerazione. Possiedo un notebook che uso poco (lo considero “macchina di riserva”), su questo avevo istallato Avast, quello che forse è l’antivirus gratuito più famoso. Ultimamente questo programma non è stato esente da critiche, così ho pensato di provare il sopra citato Avira e vedere….l’effetto che fa . Ebbene, il nuovo antivirus ha subito scoperto un paio di trojan che il “buon” Avast non aveva MAI visto per oltre un anno! Avira anche in versione gratuita si sta dimostrando un buon prodotto; l’importante è ovviamente considerare e sopperire ai suoi limiti. Il programma dopo ogni aggiornamento lancia una pagina pubblicitaria che ci invita a passare alla versione a pagamento (…spot più che comprensibile). Dobbiamo ricordare che questa versione del programma NON protegge le email che ci arrivano se utilizziamo Outlook o programmi analoghi. Inoltre manca il firewall, ma per questo le soluzioni in rete non mancano. Io utilizzo la versione gratuita di ZoneAlarm. Molto buono, anche se il produttore tende a nasconderla all’interno del suo sito e per scaricarlo a volte si deve soffrire un pochino.
Conclusioni: AVS ha concluso la sua avventura, al momento funziona unicamente agli utenti che lo hanno installato poco prima della sua chiusura. Le alternative ovviamente non mancano, anche se le migliori ovviamente si pagano. La sorpresa positiva viene da Avira che, come ho spiegato, offre una versione gratuita del suo programma. Basta qualche piccola accortezza e la sicurezza nei nostri computer è garantita.
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Da qualche tempo il web è “tormentato” dall’annuncio dell’arrivo del nuovo servizio Yahoo chiamato Mash. Servizio che, dicono i ben informati, dovrebbe andare a sostituire 360°. Ora… potevo io starmene buono a guardare? Potevo farmi gli affaracci miei? Ovviamente No! Spinto dalla curiosità mi sono fatto invitare (l’invito è l’unico sistema al momento per accedere al servizio) dal buon Lobotomia che ringrazio pubblicamente, ed ho dato un’occhiata a sto “coso”. Cominciamo intanto con il capire perchè Yahoo si è buttato in questo nuovo progetto. Per qualche oscuro motivo Yahoo è rimasto indietro rispetto alla concorrenza in quella battaglia senza quartiere che sono i “Social Network” (vedi MySpace). Ad essere sincero 360° non mi ha mai particolarmente entusiasmato. Il suo funzionamento ha sicuramente tradito chi in questa piattaforma cercava una buona integrazione tra blog, archivi, comunicazione (in particolare con i “non” utenti Yahoo) e funzioni avanzate come l’htlm. Questo è, per inciso, il motivo che mi ha spinto ad utilizzare la piattaforma Blogger e, per il futuro, l’intenzione di passare a Wordpress. Tutte le funzioni avanzate di cui parlo verrebbero “promesse” dal nuovo Mash, anche se devo dire, non capisco perché non siano state prima provate e poi eventualmente integrate nel vecchio 360° invece di tentare prima la scalata e acquisizione di Facebook (fallita) ed ora ricominciare praticamente tutto da capo con Mash (?). Possibile che Yahoo non abbia per le mani un paio di sviluppatori di buona qualità in grado di portare avanti un progetto senza troppi traumi? Mistero…
Parliamo ora di Mash nei dettagli: Beh… definirlo in versione Beta è un vero atto di generosità. Il progetto è veramente allo stato embrionale e, secondo me è stato messo tra le mani degli utenti fin troppo presto. Basti pensare che buona parte delle funzioni promesse sono attive in modo del tutto teorico e non è ancora disponibile una funzione d’anteprima che permetta di vedere un barlume di prodotto finito. La pagina principale è composta di tante sezioni (le ho colorato di celeste per meglio evidenziarle) interscambiabili di posizione tra loro (questo è interessante). Nel mio caso ho potuto facilmente inserire un’immagine come avatar inserendola dal mio profilo Yahoo. Per un utente esterno non so come funzioni …immagino sia costretto a farsi un account nuovo di pallino con Yahoo. Dalle altre pagine è possibile caricare nella principale delle nuove sezioni, siano esse giochi, mappe, le foto di Flickr o altro ancora. Abbiamo ovviamente le pagine di Setting dove possiamo impostare la nostra Url breve, l’email e i permessi agli utenti. A tal proposito leggevo che ai visitatori potrebbe (volendo) venir concesso di smanettare sulla pagina principale spostando sezioni o inserendone di nuove. Beh…va bene amici… ma l’idea che qualcuno, magari anche maldestro, possa mettere le dita nelle mie cose (e far danni) non è che proprio mi entusiasmi
Avrete capito che il mio giudizio al momento non è molto positivo. L’idea di base è pure buona, ma sono convinto che con un piccolo sforzo ci potevano dare un prodotto già maturo. Qui sotto pubblico alcune immagini così che possiate rendervi conto di quel poco (in verità) che è al momento Yahoo Mash. Attendiamo con curiosità cosa ci porterà in futuro….




Nota gennaio 2009: Yahoo ha già chiuso il progetto Mash.
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