gen 232012
 

Non c’è scampo. Da quel maledetto venerdì 13, da quando la nave Concordia si è incagliata a pochi metri dall’isola del Giglio tutti ci sentiamo in dovere di dire la nostra in merito a questa tragedia.
Giornali e televisioni in particolare hanno trovato materiale succulento per tenerci attaccati alla notizia. Hanno creato il mostro ed hanno creato gli eroi per alimentare la nostra fantasia, e a noi non sembra quasi vero di poter chiacchierare e teorizzare su questa storia che, per nostra fortuna, non ci coinvolge direttamente e ci consente pure di tener lontano dalla mente i problemi che tutti i giorni dobbiamo affrontare: il lavoro, che magari non c’è, il costo della vita che ci sta scappando di mano e le prospettive per il futuro sempre più incerte.
Ma per fortuna ci sono loro, i mostri e gli eroi protagonisti di questa tragedia, personaggi in grado di farci discutere animatamente con tutti i SE e tutti MA del caso.
Ci siamo tutti trasformati in perfetti “lupi di mare”, esperti in tecnica di navigazione e norme marittime. La cosa non mi sorprende, basta tornare indietro con la memoria ai tempi delle performance di Azzurra o il Moro di Venezia in Coppa America, d’improvviso tutti, dai bambini all’asilo fino ai pensionati riuniti al club bocciofilo iniziammo a parlare di randa e boma, e poi orzare,cazzare, strambare… insomma, niente di nuovo nelle nostre abitudini.
E tu? E tu cosa pensi? Questa domanda ormai mi ha stancato.
Se posso cerco anche di evitare l’argomento perché si gira sempre intorno alle stesse parole e sempre intorno agli stessi protagonisti: il codardo e gli eroi.
Ma siamo sicuri che ai protagonisti di questa storia siano stati attribuiti i ruoli esatti? Non so… Il comandante della nave è sicuramente colpevole del reato di stupidità e per quanto riguarda il resto vedremo cosa gli riserverà il futuro.
Ma nella “gabbia dei colpevoli” non c’è solo lui. Il comandante è l’arma che ha sparato il colpo ma altri hanno premuto il grilletto. Queste navi sono continuamente monitorate da compagnie di navigazione, assicurazioni, capitanerie…. tutti sapevano, tutti vedevano. Possibile che nessuno almeno una volta abbia detto -“Scusa, ma ieri, che cazzo (*) ci facevi li?”-.
Fin tanto che le cose vanno sempre bene si chiude un occhio e a volte anche due, se poi le cose vanno male…peggio per chi ci resta coinvolto. Gli altri? Silenziosamente aspetteranno che il mondo dimentichi.
(*) = Il vocabolo non frequentata abitualmente questo blog, ci è arrivato in quanto sdoganato dall’episodio di cronaca trattato.

giu 172011
 

Pubblicare in questo momento un post che parla del caso Cesare Battisti può apparire una contraddizione per un blog come questo che ha fatto del “non stare sulla notizia” una delle sue regole. Ma l’evolversi dei fatti, il procedere del tempo è una cosa che ovviamente non posso controllare e per questo motivo situazioni maturate in tempi non sospetti possono trovare forma nella cronaca di questi giorni.
Criptico? Andiamo per ordine.
Di Cesare Battisti si è parlato a più riprese in questi anni; del suo periodo negli anni di piombo, delle condanne, dei trascorsi Francesi grazia alla dottrina Mitterrand, dell’attività di scrittore, della fuga in Brasile ed infine del braccio di ferro tra Italia e Brasile per l’estradizione.
E qui veniamo alla questione che vorrei analizzare. Ma L’Italia lo vuole veramente riportare a casa Battisti? Devo dire che quando ho letto del rifiuto da parte del Brasile di concedere l’estradizione non mi sono affatto sorpreso perché la cosa era stata annunciata sottovoce diversi mesi prima. Come?
Premetto che io di legge ed in particolare di diritto internazionale ne capisco ben poco, anzi, da poco a nulla, però so ascoltare e ricordo benissimo le profetiche parole di un avvocato ospite in un programma televisivo di qualche tempo fa.
A grandi linee aveva detto questo: stando le cose come sono oggi Battisti non potrà mai rientrare in Italia, ne lui ne tutti quelli che si trovano in situazioni analoghe anche per reati ben meno gravi. Disse che in nessun caso un paese “civile” può consegnare un cittadino condannato per un “X” crimine ad un paese dove la pena per quel reato è superiore a quella emessa nel proprio territorio.
Per capirci: Battisti in Italia è stato condannato all’ergastolo, in Brasile la condanna all’ergastolo non è prevista. L’avvocato proseguì con un altro esempio; immaginiamo che nelle nostre carceri ci sia un cittadino Turco condannato nel suo paese alla pena capitale. In Italia la pena di morte non è prevista quindi la richiesta da parte della Turchia di riavere il suo cittadino verrebbe rifiutata dal nostro paese.
A questo punto una mente semplice cresciuta a pane e salame può farsi una semplice domanda. Ma se lo stato Italiano facesse uno sconto di pena a Battisti trasformando l’ergastolo in 30 di prigione il Brasile concederebbe l’estradizione?Probabilmente si.
Il punto è un altro, e qui ci vorrebbe la risposta di uno veramente bravo in materia; questa operazione è possibile? Chi può farlo? Servirebbe forse un altro processo?
Risposte che ovviamente non sono in grado di dare ma che ad oggi non trovano neppure le domande visto che, a parte le parole di quell’avvocato dette mesi fa, oggi sento solo polemiche, tecnicismi, dietrologie…. per questo continuo a chiedermi: ma l’Italia lo vuole veramente Battisti dal Brasile?

nov 042010
 

Quando lessi per la prima volta il nome di di Plenide ebbi la tentazione di pubblicare immediatamente un post che parlasse della sua storia. Mi trattenni solo perché il materiale a disposizione era poco, confuso ed a volte citato fuori dal giusto contesto. Ebbi anche il dubbio che quest’uomo non fosse mai esistito, che si trattasse di una leggenda.
Da allora sono passati diversi mesi e sono arrivato ad una conclusione: non importa se la figura di Plenide sia vera o meno, conta il senso delle parole a lui attribuite. Per questo motivo ho deciso, non solo, di pubblicare qui un post a lui dedicato, ma di “clonarne” il testo in una pagina di Blogger e di comprare un dominio con il suo nome.
Una piccola spesa, un piccolo…investimento perché le sue parole trovino spazio in rete e pesino come macigni sulle coscienze di noi tutti.
Se anche una sola persona leggendo le parole qui sotto dovesse trovare il coraggio, la forza per difendersi o difendere qualcuno da un ignobile atto di violenza ogni singolo euro speso per questo dominio si sarà ripagato di dieci, cento, mille volte.

www.plenide.it

Definire i confini tra bene e male, giusto e sbagliato non deve essere facile come si potrebbe pensare se ancora oggi guerre, ingiustizie ed ogni forma di violenza trovano spazio ogni giorno.
Tragicamente difficile fu per Plenide (400 A.C.) affermare dinanzi una società dove la pedofilia era pratica moralmente accettata che “Per condurre una vita morale dovremmo fare più del giusto e meno del dovuto”.
Queste parole, che possiamo leggere anche più semplicemente come
“Per condurre una vita morale dovremmo fare più di quanto ci è richiesto e meno di ciò che ci è permesso” gli costarono la vita; il suo tentativo di guardare le cose non solo dal punto di vista legale ma anche da quello etico non gli venne perdonato.
La sua frase può essere letta in modo più ampio estendendola ad altri aspetti legati alla morale come giustizia e politica perché, non dimentichiamolo, potere non significa automaticamente trovarsi dalla parte del giusto.
Le Parole di Plenide sono di una devastante modernità e proprio per questo non devono essere dimenticate. Non sappiamo se la sua affermazione avesse un significato più globale o mirasse effettivamente a tutelare i bambini dalla pedofilia ma, visto il tragico epilogo della storia, è più che legittimo attribuire a quest’uomo il ruolo di primo anti pedofilo della storia.

mag 162010
 

In questo video Ornella Gemini, la mamma di Niki Aprile Gatti, parla della morte del figlio avvenuta in circostanze poco chiare il 24 Giugno 2008. Diversi blog che frequento lo hanno pubblicato o citato e probabilmente chi legge queste pagine lo ha già visto, ma se anche una sola persona in più lo visionerà sarà comunque una persona in più informata. La speranza è che non si dimentichi, che la verità-vera esca qualunque essa sia.

Immagine anteprima YouTube

Riferimenti. nikiaprilegatti, agoradelrockpoeta.