Come si raccolgono le uova di struzzo?
Un allevatore mi raccontava che le sue recinzioni adibite a “nido” sono dei lunghi corridoi con ad una estremità il punto di cova e ed all’altra una mangiatoia.
Quando è il momento di prelevare l’uovo mamma struzzo viene attirata verso la mangiatoia in modo che l’allevatore possa entrare in sicurezza a raccoglierlo.
Può accadere però che mamma struzzo non abbia fame, non sia in giornata buona per le distrazioni o che sia più furba di quanto si possa immaginare.
La conseguenza è che il povero allevatore, mentre si sta apprestando a raccogliere l’uovo, avverta una presenza alle sue spalle e voltandosi si trovi “vis a vis” con uno struzzo dallo sguardo poco amichevole.
La spiacevole situazione è stata vissuta da questo allevatore che si è trovato scaraventato a terra e pestato. Pestato è il termine corretto perché il pennuto di 150 chili una volta balzato sul corpo dell’uomo iniziò a saltellargli sopra.
All’allevatore non rimase altro da fare che rannicchiarsi in posizione fetale coprendosi la testa con le mani e cercare di rimanere immobile sperando che l’uccello sfogasse rapidamente la sua rabbia.
L’uomo non ricorda se passarono solo pochi secondi o alcuni minuti, quel che conta è che ad un certo punto la tortura finì e lo struzzo si allontanano permettendo così al malconcio allevatore di uscire strisciando dalla recinzione.
Morale: mai più andare da soli a raccogliere le uova. Portare con se qualcuno in grado di gridare “Scappa!!!”

 

La figlia adolescente dice al padre: – “Papà! Stavo facendo il bagno ed è finita l’acqua calda”! – Il padre rimane di sasso. Ha rinnovato da poco l’impianto di riscaldamento; impianto che gli è costato un super-mega-investimento.
Un sistema ibrido pellets-legna-pannelli solari ad altissimo rendimento (mi ha pure spiegato il funzionamento ma non sto qui a dilungarmi….). L’impianto prevede un sistema d’accumulo d’acqua calda di ben 300 litri, possibile che il “gioiello” sia andato in tilt?
La realtà, scopre poi, è molto più semplice. La figlia è entrata in bagno, ha aperto l’acqua calda, è tornata in camera da letto, ha scelto cosa indossare, è tornata in bagno portando con se un lettore musicale, l’ha acceso e lo ha ascoltato per un po’. Infine si è decisa…ed ha iniziato a lavarsi con quel poco di acqua calda che le era rimasta.
Al termine del racconto il padre mi ha detto:- “ L’estate prossima la mando a lavorare.
E’ arrivato il momento che cominci capire il valore delle cose…..”.

 

Introduzione: Per chi non conosce il Veneto orientale è doverosa una spiegazione prima di “narrare” la storia vera e propria.
Una delle strade che porta verso il mare segue per buona parte del suo percorso il fiume Sile e, a soli 15 minuti dalle spiagge, con un piccola deviazione dal percorso ci si può fermare all’osteria Pavan.
Un osteria che ha tutte le caratteristiche delle vecchie osterie di campagna, quindi nulla a che vedere con i locali e le attività delle vicine località balneari ed ancor meglio nulla a che vedere con attività legate al mondo del turismo di montagna.
Questo chi vive in zona lo sa bene…o almeno così dovrebbe essere.

La storia: Dino e Silvano sono due “creature acquatiche”; vivono in una località balneare e dedicano buona parte del loro tempo ad attività legate a questo mondo.
Tuttavia sono anche due appassionati di montagna e quando ne hanno l’occasione prendono l’auto e partono per una giornata dedicata alla sci. Può capitare che ai due si uniscano anche altre persone, un’occasione per passare in allegra compagnia le ore dedicate alle piste.
Il Giorno che alla compagnia si unì Giulia non fu diverso dagli altri: partenza di primo mattino, uno spuntino veloce e poi via a sfrecciare sulle piste fino al tardo pomeriggio.
A quel punto i tre, stanchi ma contenti per la bella giornata passata tra le nevi, prendono la strada per casa e tra una chiacchiera e l’altra parte la domanda che segnerà per sempre questo giorno nella storia.
“Giulia. Hai conservato lo skipass?” – “No. Perché? Avrei dovuto?”- Rispose lei perplessa -”Certo, tra poco ci fermeremo allo…Sci Club presso l’osteria Pavan per il rimborso dell’Iva. Basta consegnare lo skipass e ti danno subito i soldi”. Giulia rimase senza parole, nessuno fino a quel momento le aveva mai parlato di rimborsi Iva per lo skipass. Possibile?
Arrivati all’osteria i due uomini scesero dall’auto. “Tu non vieni Giulia?”- “No, io vi aspetto qui, tanto sono senza skipass” – Rispose lei.
Dino e Silvano entrarono nell’osteria a bersi un’ombra.
Risaliti in auto la conversazione  prese strada verso altri temi. Ci sarebbero state altre occasioni per decidere se e quando spiegare a Giulia che non esiste nessun rimborso Iva per lo skipass e che si era trattato solo di uno scherzo.

Immagine elaborata da: arthursclipart.org

 

In questo periodo si usa fare un bilancio delle attività passate e proporre idee per il futuro.
Questo vale anche per un blog è per questo in particolare lo sguardo al passato ha un sapore un po’ speciale perché, tra alti e bassi, tra cambi di nome e piattaforme, zitto zitto quatto quatto sta raggiungendo la soglia dei sei anni d’età (tempo due mesi).
Un traguardo inaspettato per un’idea nata distrattamente mentre viaggiavo in auto.
Di quest’anno mi resta il ricordo della difficoltà a trovare il tempo (auspicato) per gestire il blog, fare qualche ricerca e curiosare in casa degli altri blogger. Tuttavia, il bilancio del materiale pubblicato anche quest’anno e sorprendentemente positivo. Ben 69 post, non male per un blog che si pone come obbiettivo medio la pubblicazione di un post a settimana.
L’aspetto “fallimentare”, se così possiamo dire e legato al nuovo rinvio della pubblicazione di materiale musicale. Purtroppo questo è un argomento che necessità di molto tempo per essere trattato con un minimo di serietà e, come ho detto all’inizio, il tempo è la materia prima che troppo spesso manca.
Diciamo che tra i buoni propositi per il nuovo anno c’è quello di pubblicare un primo post “generalista” dedicato al mondo dei videoclip, poi vedremo.
In tema di buoni propositi, conto di dare maggior spazio alle storie: spaccati di vita, testimonianze che ho la fortuna d’incrociare e che penso siano interessanti da condividere.
Conto di lanciare una nuova categoria pillole che mi permetta di pubblicare delle brevissime storie, dei flash di poche righe, anche senza immagini a supporto o, se vogliamo, tutto quello che non ha bisogno d’essere approfondito o che manca dell’approfondimento stesso (ad esempio un dialogo).
Oltre ai buoni propositi per l’anno nuovo ci sono anche quelli cattivi. Già, perché mi sono un po’ stancato di sentirmi tirate per la giacchetta da personaggi che ti lusingano e ti tampinano per convincerti a seguire i loro progetti per poi trattarti come un appestato quando (gentilmente) rispondi loro: “no, grazie”. Quindi.
Leggete bene la presentazione di questo blog.
Non proponetemi di fare un uso commerciale del blog.
Non proponetemi di partecipare a X concorsi o di appoggiare le vostre partecipazioni.
Non “rubacchiate” il materiale di questo blog (tanto vi becco), chiedete e probabilmente vi sarà dato.
Per ogni dubbio contattatami, avrete tutta la mia attenzione ma siate chiari.
Non siate evasivi nei vostri propositi, non costringetemi a tirarvi fuori le parole. E sopratutto, non fate gli offesi quando scoprite che il mondo non sempre gira intorno a voi.
Ed in questo mondo, scusate, ci sono anch’io. :wink:

L’asino dell’immagine arriva da: theclayboard.yuku.com

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